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La politica free jazz

11 gennaio 2017 08:018 commenti
La politica free jazz

di Paolo Maninchedda
La vita è facile? No. La politica è facile? No.
Gli uomini facili non hanno dubbi mai, dice un poeta.
Invece in Sardegna abbiamo una fiorente politica del take away, tipo pizze da asporto, la politica facile delle soluzioni facili. Come pure abbiamo giornali da asporto, usa e getta.
Qualche esempio per sorridere.
La Magistratura di Nuoro ha rinviato a giudizio sugli eventi alluvionali del 2013 non una ma 38 persone, tra cui alti dirigenti dell’amministrazione regionale.
Questa è una notizia che spiega molto bene che la vita non è per niente facile non solo per chi non fa nulla, ma soprattutto per chi cerca di fare qualcosa, perché basta essere stati nei paraggi di un evento calamitoso drammatico per essere indagati e avere un’alta probabilità di essere rinviati a giudizio.
È una notizia degna di attenzione democratica che la magistratura italiana non contempla il caso dell’imperfezione del mondo, dell’esistenza di eventi calamitosi e ne addebita sempre la colpa a qualcusno? Sì, è una notizia, ma non è take away, non è facile, è drammatica, riguarda la dignità e il lavoro di tante persone, non sipuò facilmente raccontare e dunque non si racconta come si dovrebbe.
Viceversa, sul rischio idrogeologico si gioca e si scherza col fuoco.
Ogni giorno sorge un nuovo esperto di tutto, che conosce l’acqua e i territori meglio di chiunque altro, che ha pronta in tasca una soluzione pensata al bar, disegnata su un foglio di carta e subito adottata da qualche forza politica come giusta e geniale. Nel frattempo io mi trovo al bivio di decisioni drammatiche con Comuni che fanno parcheggi e ingressi di campeggi nell’alveo dei fiumi, con Comuni che fanno passare le strade comunali su ponti abusivi,

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No, su Olbia non si può scivolare nella rissa verbale

8 gennaio 2017 09:290 commenti
No, su Olbia non si può scivolare nella rissa verbale

di Paolo Maninchedda
Il sindaco Nizzi si lascia andare a giudizi sprezzanti su di me e sulla mia esperienza politica. Ci saranno altre occasioni per rispondere, a lui e a altri, che in queste settimane, in modo compulsivo, mi mordono e punzecchiano in vario modo, forse perché impauriti dalla reale possibilità di un cambiamento radicale in Sardegna.
Ma su Olbia il tema non è la polemica politica, non sono le persone che rivestono ruoli pubblici.
Il tema è la protezione della popolazione con progetti credibili realizzati in tempi certi e il più possibile celeri, pur nella grande palude normativa dell’ordinamento della Repubblica italiana.
Io sto fermo all’assolvimento dei miei doveri di pubblico amministratore.
Poi, come sempre è giusto che accada, ci sarà chi accerterà chi ha fatto il proprio dovere e chi no.
Non tutto è polemica, non tutto, grazie a Dio, è campagna elettorale.

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Non riuscirete a cambiarci il cuore

6 gennaio 2017 09:033 commenti
Non riuscirete a cambiarci il cuore

di Paolo Maninchedda
A me i giornali piacciono molto. Fare il giornalista o l’editore o semplicemente il consulente editoriale è sempre stato un sogno, ma ho fatto altro nella vita.
Sono affezionato all’Unione Sarda perché mi ha dato fiducia da ragazzo. Avevo solo 18 anni quando ho iniziato a scriverci. Frequentavo la mitica sede di viale Regina Elena. Ho potuto conoscere ancora le pagine fatte con i piombi. Ci ho scritto tanto e per tanto tempo. È un giornale sostanzialmente liberale che vive dentro una città bellissima e antichissima che sorride, scettica, di ogni temporanea gloria. L’unica cosa durevole a Cagliari sono il mare, il sole e le pietre. Il resto è rumore e lo sanno tutti, compreso il giornale.
La Nuova Sardegna è il giornale che mi ha accolto, che ha dato spazio a tante battaglie; è il giornale dialettico della Sardegna. È un giornale che respira le gerarchie sociali e culturali di Sassari e le universalizza, senza troppa coscienza né pudore. Questi due giornali raccontano la Sardegna ai sardi.
Oggi fanno, su temi che conosco bene (ma che dovrebbero conoscere bene anche loro) dei pezzi alla moda, cioè pezzi all’insegna del ‘tutto va male’, dell’indignazione a buon mercato, della lamentazione eterna e militante.
I temi sono le strade e l’emergenza idrogeologica di Olbia.

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La guerra della notizie false e della reputazione in rete

5 gennaio 2017 07:340 commenti
La guerra della notizie false e della reputazione in rete

di Paolo Maninchedda
Si è svolta in questi giorni una dura battaglia tra gli esperti della Rete del Movimento 5 Stelle, da un lato, e il presidente dell’Antitrust Pitruzzella, che aveva proposto il varo di regole europee contro le notizie false nel web, dall’altro. Bugie e verità convivono mischiandosi in modo inestricabile nelle prime fasi dell’annuncio di una notizia, per poi separarsi e manifestarsi diversamente nel corso del tempo.
Ovviamente i manipolatori, i calunniatori o semplicemente i ballisti giocano sulla rapidità.
E qui casca l’asino. Il vero oggetto del desiderio di servizi segreti, grandi società proprietarie di big data, grandi catene commerciali, grandi gruppi finanziari, è l’identità personale, è la conoscenza dei pregi e dei difetti, delle virtù e dei vizi delle persone. Il grande business del futuro è la fine della segretezza della vita, la fine dell’inviolabilità dell’identità, perché l’animo umano, multiforme e onnivoro, è un mercato immateriale immenso e manipolabile su cui è possibile far soldi stando seduti di fronte a una tastiera ben collegata col mondo. Prestiamo attenzione al Phishing, alla pesca dei deati personali. Il cuore del problema, oltre alla galoppante ignoranza, è lì.

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Sul sito di Abbanoa cercasi sindaco revisore

4 gennaio 2017 07:500 commenti
Sul sito di Abbanoa cercasi sindaco revisore

di Paolo Maninchedda
È purtroppo venuto a mancare nei giorni scorsi il presidente del Collegio Sindacale di Abbanoa, il professor Congiu, al quale la Sardegna deve dire un grande grazie per il lavoro svolto.
Ieri Abbanoa ha pubblicato l’avviso per la manifestazione di interesse per quanti vogliono sottoporre la loro candidatura all’assemblea degli azionisti.
Trovate l’avviso qui.

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Gridare se va male, sussurrare o tacere se va bene

2 gennaio 2017 08:530 commenti
Gridare se va male, sussurrare o tacere se va bene

di Paolo Maninchedda
Ho perso il conto dei comunicati stampa, delle interrogazioni consiliari, delle dure critiche, delle striscianti e immancabili insinuazioni su tutto e su tutti, relative alla strada gallurese di Monte Pinu, dove persero la vita tre persone durante l’alluvione 2013.
Eppure il fatto è lì, reale e ufficiale: sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 30 dicembre è stato pubblicato il bando per la strada di Monte Pinu. Si era preso l’impegno di farlo entro l’anno ed è stato fatto.
Per di più l’Anas, che ha mantenuto la classe dimensionale finanziaria sul monumentalismo dell’Impero Romano, prima ci aveva fatto appostare per l’opera 25 milioni di euro; adesso, fatti due conti, si è accorta che per fare ex novo la strada di Monte Pinu e un tratto della Osidda Buddusò bastano circa 7,6 milioni di euro. Ovviamente noi ci riprenderemo la differenza e la riprogrammeremo.

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La sproporzione tra il nostro desiderio e il nostro limite

23 dicembre 2016 07:112 commenti
La sproporzione tra il nostro desiderio e il nostro limite

di Paolo Maninchedda
Auguri a tutti.
Non è obbligatorio essere felici a Natale. La felicità non ha un calendario e tendenzialmente è propria degli attimi, non dei giorni.
Gesù non è nato il 25 dicembre e tutti lo sappiamo. Però sappiamo altrettanto bene che è nato davvero.
Noi siamo esseri eterni che fanno, per motivi incomprensibili, un’esperienza materiale, un’esperienza di prigionia dentro bisogni biologici, piaceri fugaci e più o meno nobili, malattie, precoccupazioni, lotte inutili, stupide gare di gerarchia e di ruolo.
Dentro questo pasticcio, amiamo.
Dentro questo pasticcio, sentiamo un desiderio di compimento, di eternità e di diversità da ciò che siamo che nessuno riesce a colmare.
Questa sproporzione tra ciò che siamo e ciò che sentiamo come nostro destino naturale è la radice della bellezza dell’umanità.
Nella nostra drammatica e immeritata imperfezione brilla un desiderio struggente di felicità.
Ascoltate e guardate Hallelujah di Cohen cantata da questa bambina autistica (cliccate qui) al perché il dio cristiano ha sempre comunicato di non essere fuoco ma brezza.

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Troppo abituati a protestare, poco educati alla soddisfazione delle soluzioni

21 dicembre 2016 07:382 commenti
Troppo abituati a protestare, poco educati alla soddisfazione delle soluzioni

Paolo Maninchedda
Il maltempo mette sempre a dura prova tutta la Sardegna. Ogni volta che piove c’è qualcosa che crolla, qualcosa che si allaga, più di un disagio che colpisce una o più persone. Tuttavia, di fronte a queste difficoltà si registrano due atteggiamenti degli uomini politici e dei funzionari e dirigenti coinvolti nel superamento dell’emergenza.
C’è chi lavora tutto l’anno a migliorare le procedure, a verificare le strutture, ad esser pronto per le emergenze, a spiegare ai cittadini che in tutto il mondo le emergenze climatiche producono disagi e danni e che occorre stringersi in un forte vincolo di fattività operosa per superarle, e chi invece, come unica soluzione, o protesta o si lamenta. Per carità, è più che legittimo sia protestare che lamentarsi, ma per costruire uno Stato che risponda al nostro giusto desiderio di libertà e di sviluppo, sono migliori gli atteggiamenti più costruttivi, soprattutto quando hanno motivi reali per esserlo. Insomma, vorrei solo dire che i sindaci dei paesi, le popolazioni, la macchina della protezione civile, il sistema di previsione, il sistema di gestione delle dighe, fino ad ora non è andato male, perché non esserne soddisfatti? Perché non apprezzare la nostra maturità e la nostra organizzazione? Si può essere contenti del comportamneto di un popolo? Io credo di sì e credo che questo faccia più bene all’anima o, per chi non ci crede, alla società, delle consuete giaculatorie lamentose della tradizione autonomistica.

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Sui social la violenza e la bile al potere

15 dicembre 2016 07:371 commento
Sui social la violenza e la bile al potere

di Paolo Maninchedda
Proviamo a mettere in fila le reazioni di ieri sull’incendio nella sede di Abbanoa.
Primo: i vigili del fuoco non hanno minimamente detto che si sia trattato di un fatto doloso o colposo. Hanno detto che la causa è stata un fatto elettrico (espressione molto ponderata).
La Nuova Sardegna sentenzia che non è stato un attentato; decimo ‘incidente’ in tre anni, ma evidentemente casuale. Poi sono usciti sotto la notizia nelle pagine Facebook dell’Unione Sarda e di Castedduonline questi commenti: “Tutto dovevano bruciare”;
“O che peccato non ha bruciato abbastanza”; “Fattu bene”; “Non è la sede che dovevano bruciare ma gli alti vertici”; “Ta lastima”; “Lastima… sono sciacalli”; “Stragodo, strozzini autorizzati”. Ecco, questo è il repertorio della bile, della violenza, del qualunquismo e del fascismo. Ma si tratta solo di corti circuiti casuali. Meglio non vedere, non sentire, non parlare.
“Non un incendi una surra e bombasa”.

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Lettera aperta al Procuratore della Repubblica di Cagliari (ma vale anche per gli altri) su Abbanoa

14 dicembre 2016 07:362 commenti
Lettera aperta al Procuratore della Repubblica di Cagliari (ma vale anche per gli altri) su Abbanoa

di Paolo Maninchedda
Egregio Procuratore,
ieri la società sarda Abbanoa ha subito il decimo attentato in tre anni.
Nessun colpevole.
Non posso sapere se ci sono indagini in corso, ma per il momento, nessun colpevole.
Non solo: nessuno che si chieda: “Perché?”.
Il penultimo attentato è del 30 ottobre, nello stesso palazzo in cui è avvenuto quello di ieri. Coincidenze?
E che dire di un archivio spostato per essere messo in sicurezza e subito dopo dato alle fiamme?
Perché? Perché si distrugge un archivio se non che per distruggere tracce di procedimenti amministrativi?
Signor Procuratore, vede, non ha alcuna rilevanza penale, ma io sono stanco di essere lasciato solo.

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Lo Sbanco di Sardegna e la Regione

6 dicembre 2016 07:109 commenti
Lo Sbanco di Sardegna e la Regione

di Paolo Maninchedda
Oggi ci dobbiamo anche sentir dire che il Banco di Sardegna rischia i capitali propri con i mutui prima casa e che la Regione contribuisce “soltanto” con l’abbattimento degli interessi.
Buongiorno!
Non solo: entrambi i quotidiani sardi all’unisono titolano: Il Banco di Sardegna tutela i diritti degli utenti.
Accidenti!
E l’aureola di santità non è ancora stata assegnata?
Avrei tante cose da dire sul ruolo non positivo che il Banco sta svolgendo in Sardegna, quale sportello di raccolta ed esportazione del risparmio sardo, ma mi limito a far parlare i fatti sui comportamenti reali del Banco sulla questione mutui. Lo faccio riportando testualmente una delle tante lettere pervenute, questa datata 3 ottobre 2016, una delle ultime.
Si legga qui di seguito come maturano le microtirannidi da sportello.

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Poche parole e tanta libertà

4 dicembre 2016 07:496 commenti
Poche parole e tanta libertà
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Sardi da una parte e banche dall’altra: la Giunta si schiera sui mutui

2 dicembre 2016 16:497 commenti
Sardi da una parte e banche dall’altra: la Giunta si schiera sui mutui

di Paolo Maninchedda
È finalmente compiuto l’ultimo atto dello scontro tra la Regione e le banche per la rinegoziazione dei mutui regionali agevolati per la prima casa. Nella seduta di oggi la Giunta, su mia proposta, ha approvato la disdetta delle convenzioni attualmente in vigore con Banco di Sardegna, Banca Intesa San Paolo e Unipol Banca e l’avvio di una nuova procedura di gara per selezionare, a condizioni riviste, nuovi istituti di credito.
La Giunta ha il dovere di difendere l’interesse dei cittadini che hanno diritto ad avvantaggiarsi delle leggi dello Stato e della particolare congiuntura che vede i tassi bancari particolarmente bassi. Questa dei mutui è un’esperienza significativa della contrapposizione tra un sistema bancario abituato ad egemonizzare i suoi clienti e una rinnovata coscienza del diritto alla tutela del risparmio e della ricchezza individuale.
Le banche sono soggetti egoistici del mercato e non istituzioni; bisogna esserne consapevoli ed agire di conseguenza per limitarne e disciplinarne il comportamento.

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I divorziati senzatetto: la notizia censurata

20 novembre 2016 08:432 commenti
I divorziati senzatetto: la notizia censurata

di Paolo Maninchedda
Ottavio Sanna è assessore del Comune di Sassari.
Ottavio Sanna è un dirigente del Partito dei Sardi.
Mettere insieme le due cose è troppo difficile per i media. Ottavio Sanna sui giornali è sempre assessore e mai dirigente. Il nome del Partito dei Sardi non viene mai associato alla qualità delle politiche realizzate.
Fatto è che Ottavio ha costruito la prima politica pubblica di soccorso per i divorziati che si trovano, in ragione delle vicende del loro divorzio, a non avere più una casa.
Queste non sono politiche socialiste o misericordiose. Sono politiche indipendentiste, fatte da persone che hanno imparato a sentire il dovere dell’amore per i propri concittadini, persone che non hanno paura di amare. In una terra che è stata specializzata nei secoli a coltivare l’odio e la separazione interna, queste sono politiche di coesione nazionale

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La posizione del Partito dei Sardi sull’ostracismo contro i sardi in sanità

4 novembre 2016 06:542 commenti
La posizione del Partito dei Sardi sull’ostracismo contro i sardi in sanità

di Franciscu Sedda
Il Partito dei Sardi prende atto delle scelte fatte in queste ore dal dottor Moirano.
Com’era intuibile ciò che risulta da queste scelte è che nella sanità sarda pare non esserci neanche una persona sufficientemente capace, onesta, affidabile per rivestire uno dei ruoli apicali nella futura ASL Unica.
Come Partito dei Sardi lo avevamo previsto e oggi lo constatiamo: non c’è la volontà di investire sulle nostre competenze, di valorizzarle e farle crescere. Ora tuttavia il problema non è il dott. Moirano e le sue scelte tecniche. Il problema è nel peccato originale, tutto politico, forse inconsapevole ma certamente favorito nei fatti dal Presidente e dalle scelte di Giunta in materia sanitaria: l’inconscia convinzione che i sardi fossero incapaci di risolvere i problemi della sanità sarda, che il problema della sanità sarda fossero i sardi che lavorano in sanità.

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