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Tutti uniti contro la persecuzione fiscale
Fisco Politica

Tutti uniti contro la persecuzione fiscale

Tutti i capigruppo del Parlamento sardo hanno firmato la mozione contro la persecuzione fiscale italiana ai danni della Sardegna.
Se si riuscirà a varare la Commissione d’inchiesta paritetica sui metodi, i presupposti e i risultati degli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate in Sardegna, si riuscirà a mostrare come un fisco profondamente ingiusto abbia perseguitato, per di più con incentivazioni, un sistema economico affaticato e appesantito proprio da un prelievo ingiustamente uniforme dalla Val d’Aosta a Pantelleria. Esiste una cappa della disperazione nelle cartelle sotto i 100.000 euro che unisce le città e i paesi della Sardegna in una disarmata disperazione che deve tradursi in bisogno politico, in rappresentazione nazionale. (LEGGI)

La persecuzione fiscale della Sardegna deve finire
Fisco Politica

La persecuzione fiscale della Sardegna deve finire

Siamo la Regione più controllata e spremuta d’Italia.
Questa persecuzione fiscale deve finire.
A noi non interessa il colore del governo che la realizza, ma deve finire.
Il Presidente della Regione dovrebbe inserire nel dossier Sardegna inviato al Governo italiano non solo le questioni note della continuità territoriale, dell’insularità, dell’energia, delle infrastrutture, ma anche il tema della persecuzione fiscale, il tema folle degli studi di settore, dei redditometri, della marea di cartelle esattoriali con sanzioni che iniziano sotto i 100.000 euro e poi portano al fallimento e ai pignoramenti di aziende e famiglie. (LEGGI)

Non fatevi manipolare dai potenti ciechi
Informazione Politica

Non fatevi manipolare dai potenti ciechi

Non è la prima volta che i media non vedono ciò che hanno sotto gli occhi. E ciò spiega perché anche i media sardi condividano la cirsi di vendite dei media italiani.
Tendenzialmente infatti, soprattutto i giornali, ripetono le notizie che si sono consolidate sui media italiani il giorno prima. Non sono ‘quotidiani’, sono ‘ripetitori’, sembrano privi di un punto di vista proprio e ansiosi di aderire ai punti di vista che si consolidano il giorno prima nei media italiani. Invece, se c’è un dato chiarissimo è che in Sardegna gli schemi stretti italiani (Cinquestelle, Centrosinistra e Centrodestra) perdono sempre quando si propongono da soli, vincono quando si aprono a alleanze con soggetti politici propri della Sardegna. Perché nessuno dice che chi semina continuamente odio perde? Perché, pur di fronte all’evidenza che i ‘vaffa’, i ‘vergogna’, i ‘basta’ non servono più, nessuno lo dice?
Perché nessuno lo vede grazie agli occhiali deformanti che fanno parlare della nave Aquarius ma non delle emergenze sanitarie sarde (LEGGI)

Continuiamo a vincere
Elezioni Politica

Continuiamo a vincere

Abbiamo vinto a Macomer, dove esprimevamo il candidato alla carica di Sindaco, Antonio Succu, dove il Movimento 5 Stelle aveva vinto alle politiche con il 42%.
Riusciamo a dare un governo a Chiaramonti, dove era candidato Alessandro Unali.
Andiamo al ballottaggio ad Assemini, dove la lista civica di Antonio Scanu in cui noi siamo presenti (…)
Continuiamo a vincere da quattro anni e lo facciamo senza odiare nessuno, costruendo la Nazione Sarda.
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L’illegalità diffusa e l’ipocrisia corrente
Accoglienza Diritto Politica

L’illegalità diffusa e l’ipocrisia corrente

di Tore Terzitta
Il mio insegnante di latino insegnava a dedurre con questo epigramma di Marziale:
Mentula cum doleat puero, tibi, Naevole culus, Non sum divinus sed scio quid facias. (Giacché al servo duole la minchia e a te, Nevolo, il culo, non sono un indovino ma so che cosa fai).
Lo stesso insegnante sosteneva che non era dunque necessario rifarsi ad Aristotele per saper dedurre, ma che bastava Marziale.
Questa fulgida pedagogia razionale mi è tornata in mente ieri sera quando, durante lo zapping pre-abbiocco, ho visto l’intervista di Formigli all’ex ministro dell’Interno della Repubblica italiana, Marco Minniti. Il mio strampalato ragionamento deduttivo è partito quando si è parlato dell’episodio di Rosarno, delle fucilate… (LEGGI)

Un giorno di malasanità
Sanità

Un giorno di malasanità

Vado a fare gli esami del sangue a Sassari, perché a Tempio e Olbia non li fanno e non li possono spedire… Asl Unica. Arrivo al palazzo rosa di via Gorizia alle 9. Vado a prendere il biglietto per l’accettazione e mi dicono che per le esenzioni non c’è più posto. Chiedo spiegazioni allo sportello e mi dicono che le esenzioni sono “a numero limitato” e che fanno passare solo i paganti. Mi pare giusto, infatti chi ha l’esenzione ce l’ha perché è guasto, quindi retrocede. Mi indicano un altro ambulatorio, ex cliniche.
Fila dalle 9 alle 11:30. Però tutti gli esami qui non li fanno. (LEGGI)

Aias: pregiudizio politico o matassa burocratica?
Politica Sanità

Aias: pregiudizio politico o matassa burocratica?

Pochi sanno che i dipendenti Aias, di dritto o di rovescio, sommano a 1200 persone. Il problema Aias, per le sue dimensioni, è dunque un problema di tutta la Sardegna. (…)
Il problema dei crediti vantati dall’Aias verso la Regione è la questione centrale: se sono dovuti e non pagati è la Regione che sta mandando per aria l’Aias e di conseguenza i 1200 lavoratori. Se invece non sono dovuti, è l’Aias che ha una crisi strutturale che scarica sulla Regione. (…)
Servono dunque due cose: 1) il tavolo transattivo per pagare il dovuto e solo il dovuto e rendere efficace la funzione di controllo sull’erogazione del servizio e sul pagamento del personale; 2) una politica per il futuro di rottura del monopolio.
Guai però a generare l’auspicato pluralismo dell’offerta attraverso l’azzeramento degli attori attuali del mercato ottenuto coi tempi lunghi del contenzioso. Gli effetti sarebbero devastanti per la Regione e per i lavoratori. (LEGGI)

Meridiana: l’emigrazione dei tecnici sardi
Lavoro Politica Trasporti

Meridiana: l’emigrazione dei tecnici sardi

Abbiamo detto da subito che il cambio di nome da Meridiana a Air Italy non era banalmente un’operazione di maquillage.
Dietro il cambio di nome c’era l’esplicita volontà di fare della compagnia una compagnia italiana, con basi e logistica in Italia. Questa strategia sta privando la Sardegna di alte competenze possedute per una volta da sardi. È un interesse nazionale dei sardi mantenere e aumentare le competenze di eccellenza maturate. Quale istituzione è in grado di essere stringente con Air Italy?
(…) La Sardegna può e deve trovare anche nelle logiche aziendali nuove opportunità di crescita e sviluppo (…) I tecnici da Olbia non si spostano in blocco e se questo dovesse succedere verranno probabilmente acquisiti con offerte migliori da altri competitor impoverendo comunque l’azienda, Olbia e la Sardegna. Noi non vogliamo nulla di tutto questo. Lavoriamo insieme per mantenere in Sardegna il know how e formiamo i giovani tecnici del futuro. (LEGGI)