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Sindacati e Confindustria sui cantieri: siamo insieme oppure no contro burocrazia, cultura del sospetto e italianità?

7 febbraio 2017 07:511 commento
Sindacati e Confindustria sui cantieri: siamo insieme oppure no contro burocrazia, cultura del sospetto e italianità?

di Paolo Maninchedda
Oggi leggiamo le parole dei sindacati (non prendo neanche in considerazione quelle della Confindustria che dice di volerne parlare col Ministro per il Mezzogiorno, evidentemente sperando nella grazia per i sardi da parte dei carnefici della Sardegna. Vada il presidente della Confindustria Sardegna a parlarne col Ministro per il Mezzogiorno, tornerà fiero del nulla conquistato. A Cagliari ancora si fanno incantare dai salotti purpurei dei ministeri romani) sui ‘cantieri fermi’ e vediamo l’Unione Sarda prendere fischi per fiaschi, confondendo il Mutuo infrastrutture con altre fonti di finanziamento.

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Mai più sardi contro sardi

3 febbraio 2017 08:314 commenti
Mai più sardi contro sardi

di Paolo Maninchedda
Oggi i giornali cominciano a correggere l’orizzonte di senso (sbagliato) generato dalla manifestazione dell’altro giorno.
Si comincia a comprendere che la conoscenza puntuale dei problemi fa emergere con chiarezza una costante delle tante crisi della Sardegna: sotto sotto c’è sempre un conflitto tra gli interessi nazionali dei sardi e quelli degli italiani.
Prendiamo il caso latte. Mi pare si cominci a capire che è sbagliato, profondamente sbagliato, protestare contro la Regione e pretendere che si mettano soldi sardi a compensare le distorsioni di mercato che per altri prodotti vengono corrette con soldi europei.

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Ragionare da indipendentisti e non farsi fregare dal ministro Martina

2 febbraio 2017 07:461 commento
Ragionare da indipendentisti e non farsi fregare dal ministro Martina

di Paolo Maninchedda
Come sempre partiamo da parole certamente pronunciate e non smentite e citiamo solo documenti ufficiali.
Il ministro delle Politiche Agricole della Repubblica Italiana, quando venne a Cagliari a sostenere il Sì per il Referendum costituzionale sulla riforma Renzi, disse: «Nei nuovi bandi degli indigenti che si apriranno nelle prossime settimane ci sarà spazio anche per il Pecorino romano e assicuro che la leva dei 14 milioni si potrà utilizzare in parte per lavorare sul pecorino, cioè per un po’ di ritiro di quantità di pecorino a sostegno degli indigenti». Poi aggiungeva che esisteva «il problema di allineare i tempi di pagamento soprattutto sul settore agricolo». Il ministro italiano che durante la campagna referendaria aveva detto che avrebbe fatto qualcosa per l’inserimento del Pecorino romano nel bando indigenti e poi, a gennaio, non ha riconosciuto a questo prodotto lo stesso trattamento riservato l’anno precedente ai prodotti allora in crisi, ieri, in televisione, ha ricevuto anche pubblici ringraziamenti: siamo alla sindrome di Stoccolma in stato di purezza. Non penso si debba ringraziare alcuno per una sperequazione così evidente, ma non si riesce a vederla e a contrastarla finché non si ha coscienza del proprio diritto e si fraintende un’elemosina, per di più ingiusta, con un beneficio fondato sul diritto.

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Da domani mi impegno a far salire la temperatura

1 febbraio 2017 07:182 commenti
Da domani mi impegno a far salire la temperatura

di Paolo Maninchedda
Ieri ho assistito con sconcerto alla manifestazione dei sindaci sulla SS 131 bis. Sono sicuro che, dato il clima, ne vedrò delle altre. Lo sconcerto nasce dal fatto che i sindaci protestavano per le condizioni della strada, ma ignoravano che l’appalto per la manutenzione non solo era stato già bandito, ma anche già aggiudicato alla società Igeco. Anas ha ripetutamente comunicato che sta aspettando che salgano le temperature in modo da non rendere vana ogni manutenzione (l’asfalto ha bisogno di alcune condizioni ambientali per aderire correttamente al suolo).
Tutte le manutenzioni della SS 131 nord e strade connesse, sono andate a gara nel 2016, con valori triplicati rispetto agli anni precedenti.
Comunque, da domani farò ogni sforzo per far salire le temperature.

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Per una politica nazionale del latte. Attenzione ai neozelandesi

31 gennaio 2017 07:021 commento
Per una politica nazionale del latte. Attenzione ai neozelandesi

di Paolo Maninchedda
È possibile una politica nazionale sarda del latte?
Noi abbiamo sempre pensato di sì. Abbiamo detto che in tutto il mondo c’è bisogno di latte e che le nostre eccedenze vanno gestite in un’ottica globale e non solo italiana o europea. Abbiamo anche detto che la cosa più urgente è un menu di iniziative pubblico-private che devono mirare a aumentare il valore del nostro prodotto.
“La Nuova Zelanda vuole aumentare la produzione di latte di pecora per esportarlo nei paesi asiatici come latte intero in polvere ed ingredienti per la gelateria. Di conseguenza il governo neozelandese cofinanzierà un progetto da 31 milioni di Euro per l’apertura di una cinquantina di allevamenti di pecore da latte, in modo da portare il fatturato annuale del settore dagli attuali 5 milioni a 130 milioni di Euro nel 2020 e 460 milioni nel 2030”.

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L’informazione dell’Unione Sarda, l’informazione seria e la magistratura. Post Scriptum sulla Sanità

30 gennaio 2017 07:010 commenti
L’informazione dell’Unione Sarda, l’informazione seria e la magistratura. Post Scriptum sulla Sanità

di Paolo Maninchedda
Premetto che ho un ottimo rapporto col direttore dell’Unione Sarda e con molti dei giornalisti che ci lavorano. Però ci sono cose che vanno puntualizzate perché riguardano la responsabilità personale di ciascuno di noi e quando la responsabilità riguarda la sicurezza delle persone si entra in una sfera molto pericolosa per le libertà individuali.
Ritorno all’accusa formulata dall’Unione Sarda qualche giorno fa, con un titolo assolutamente falso : “Rischio alluvioni: la Regione copia le mappe“. Ci ritorno perché è tempo di inchieste a strascico sul rischio idrogeologico, cioè di inchieste con reti grandissime e maglie piccolissime, per cui, giacché come è noto, la polizia giudiziaria legge i giornali secondo un paradigma ancora non decifrato dai comuni mortali (bisognerà trovare un’altra stele di Rosetta) e ne trae conclusioni spesso devastanti per la vita dei comuni mortali, bisogna sempre smentire (abbiamo fatto male a non farlo sulla questione dighe).

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Geologi, Pisapia e Alfano

28 gennaio 2017 07:321 commento
Geologi, Pisapia e Alfano

di Paolo Maninchedda
Oggi L’Unione ne fa una delle sue e dice che la Regione Sardegna ha copiato le mappe. Questo il titolo: “Rischio alluvioni: la Regione copia le mappe“. Una solenne panzana, una bugia clamorosa. Poi nell’articolo si spiega (ma chi lo leggerà l’articolo nell’Italia del 70% degli analfabeti strutturali) che, secondo il presidente dell’ordine dei geologi (che non è l’oracolo di Delfi) la direttiva sulla manutenzione dei versanti sarebbe stata elaborata e copiata da quella dell’Emilia Romagna. Un conto è la direttiva (sulla quale non mancherò di verificare se è stata copiata), un conto sono le mappe (che sono certo non essere state copiate). Poi si continua a leggere e si capisce che il Presidente dell’ordine dei geologi lamenta la mancanza di dettaglio nelle mappe. Tempo fa io incontrai i geologi che mi rappresentarono l’urgenza dell’aggiornamento della scala delle mappe e lo rappresentai senza grande successo (servono soldi). Tuttavia, nel frattempo, si è provveduto a distribuire un po’ di risorse (in verità poche) ai comuni perché paghino i geologi incaricati degli studi per l’adeguamento dei Puc al PAI. In buona sostanza l’ordine dei geologi da tempo chiede che si riattivano le commesse pubbliche per lo studio in scala ridotta delle mappe ed è una richiesta assolutamente legittima e condivisibile. Ma da qui a dire che le mappe sono copiate ce ne passa.

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Ecco l’elenco dei comuni e degli enti finanziati con la delibera di ieri

25 gennaio 2017 07:401 commento
Ecco l’elenco dei comuni e degli enti finanziati con la delibera di ieri

di Paolo Maninchedda
Ieri abbiamo cominciato a usare il Patto per la Sardegna, firmato da Pigliaru e Renzi, per spostare sulle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione le opere che richiedono tempi lunghi, e finanziare, invece, col mutuo, tutte le situazioni emergenziali o di completamento che sono state istruite positivamente dagli uffici regionali. È interessante studiare, rispetto a questi interventi, il differente interesse (e servizio) fornito dagli organi di informazione tradizionali. La Nuova Sardegna fa un ampio servizio in cui spiega la filosofia e i volumi finanziari dell’operazione, ma ha sotto mezza pagina dedicata alla pubblicità della nuova Audi e quindi non ha potuto riportare le tabelle col nome dei comuni e l’indicazione delle opere. L’Unione dedica alla notizia un colonnino in pagina dell’Economia. Qui interviene la bellezza della rete: si prende un file, lo si carica e si risolve il problema.
Ecco l’elenco (cliccare sul titolo e poi sull’ultima riga).

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Informazione su strade e Anas sarda

24 gennaio 2017 07:3110 commenti
Informazione su strade e Anas sarda

di Paolo Maninchedda
Oggi il direttore dell’Unione Sarda dedica un fondo alla vicenda della Strada Statale 195, chiusa per lavori dall’Anas. Il titolo parla di una città, Cagliari, in ostaggio dell’Anas.
La Regione ha finanziato lautamente la nuova SS 195, con un tracciato nuovo che la sposta in larga misura verso l’interno. Oggi è una litoranea esposta alle mareggiate, insufficiente nelle dimensioni ai volumi di traffico, non a norma rispetto al rischio idrogeologico.
L’appalto è stato vinto dalla Grandi Lavori Fincosit. E qui apro una parentesi. Devo chiedere scusa a Vito Gamberale, che da tempo addito come responsabile dei comportamenti della GLF. Vito Gamberale non è più presidente della GLF. È stato presidente per meno di un anno; quindi a lui non possono essere addebitate le gravi responsabilità che la Regione ha contestato alla società.
La GLF è accampata lungo la SS 195. Dovrebbe produrre 4 milioni di euro mese e ne produce 1,5 / 2 quandio va bene. La Regione ha chiesto all’Anas la rescissione del contratto in danno per ben due volte. Anas ha avviato le procedure. Non solo: GLF paga i fornitori a 220 giorni (resta da chiedersi perché esistono ancora delle imprese in Sardegna che accettano di fare forniture con pagamento a 220 giorni). GLF è una delle tante imprese che fanno le gare a strascico in Sardegna e poi svernano, passano le vacanze, allevano i figli mentre fanno i lavori che mediamente abbracciano l’alternanza tra due generazioni. La GLF ha anche vinto il 4 lotto della Sassari – Olbia, immaginate con quale preoccupazione la Regione segua lo svolgersi dell’apertura di quel cantiere.

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Acqua, dighe e danni

23 gennaio 2017 07:280 commenti
Acqua, dighe e danni

di Paolo Maninchedda
Cominciamo dalle cose che sono andate bene.
Per il maltempo non ci sono stati morti (sebbene ci siano stati due decessi successivi agli eventi e legati a distrazione o imprudenza che devono comunque far riflettere). Rispetto a questo obiettivo, cioè rispetto alla tutela della vita, la Sardegna sta imparando a gestirsi in modo corretto davanti agli eventi calamitosi.
Le scorte d’acqua sono aumentate.
Ieri sono entrati circa 10 milioni di metri cubi di acqua nel bacino della diga del Liscia. Nel Flumendosa ne sono entrati più di 45. Sono numeri importanti, se si tiene conto che dal 20 dicembre al 20 gennaio il sistema idrico multisettoriale della Sardegna aveva visto crescere i volumi invasati complessivamente di poco più di 87 milioni di metri cubi in un mese. Il Liscia va oggi ad attestarsi intorno ai 48 milioni di metri cubi invasati, cifra che dà un po’ di ossigeno e consente di fare i lavori previsti con un pizzico in più di tranquillità. Ora l’area di criticità è il complesso del Bidighinzu e del Cuga, che devono e possono essere rinforzati con l’acqua del Coghinas.
Abbiamo gestito correttamnete la diga di Maccheronis che, lo dico anche per chi scrive i comunicati istituzionali, “deve” sfiorare, è nata per sfiorare, cioè per laminare la piena. Quando vediamo l’acqua scendere dal colmo della diga, vediamo la diga fare ciò per cui è progettata.

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La paura del futuro e la tentazione del disordine

19 gennaio 2017 07:482 commenti
La paura del futuro e la tentazione del disordine

di Paolo Maninchedda
Il sentimento più diffuso in Sardegna è la paura del futuro.
Tutto sembra sbagliato, disordinato, incapace di rispondere ad attese e cambiamenti.
Con gli occhi perennemente cerchiati di nero ogni cambiamento, pur reale, non risulta essere visibile.
Faccio degli esempi che mi riguardano così evito di pestare i calli a chicchessia.
Ricordo tutto questo per condividere la severa disciplina psicologica che ogni giorno mi impongo: decidere ogni giorno che cosa si fa in più rispetto al giorno prima e non guardare mai la montagna di cose che restano da fare per rimanerne annichiliti. La seconda operazione che faccio è difendermi dai protestari di professione: c’è tanta gente che non indica soluzioni, non esplicita mai che cosa ha fatto in prima persona per affrontare un problema e che cosa intende fare per il futuro, ma semplicemente protesta, pensando che la denuncia in sé determini la soluzione. Mentre con queste persone parlo, discuto, cerco di offrire punti di vista differenti, con i politici che pensano di guidare la protesta per conquistare l’egemonia dello Stato – conducendo le folle inferocite alla vittoria e portando se stessi al potere -, con questi combatto.

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Conviene produrre latte?

13 gennaio 2017 08:232 commenti
Conviene produrre latte?

di Paolo Maninchedda
Conviene produrre latte? La risposta è “Sì, ma ad alcune condizioni”.
La prima non è economica, è culturale.
Siamo capaci, da sardi, di stringere un patto tra di noi e di mantenerlo?
Se non finisce la sottocultura della furbizia, che sospetta sempre dell’altro e quindi legittima se stessi a fare qualunque cosa per difendersi, allora è molto difficile modificare le strategie economiche del comparto economico più intrecciato con l’utilizzo del territorio, con la produzione della ricchezza, con il turismo, con la salute e il benessere.
Mi spiego più nel dettaglio, facendo delle domande e dando delle risposte. Allora proviamo a dire la cosa che serve alla Sardegna: serve un grande accordo su quanto latte si produce ogni anno, quanto ne si lavora per determinati prodotti, quanto ne si tira fuori dal mercato, se necessario (come si è fatto per esempio nel settore bovino), pur di tenere il prezzo. Ogni allevatore deve sapere, prima dell’inizio della campagna, quanto latte è opportuno che lui produca in modo da non inondare il mercato di un’offerta così alta da distruggere ogni prezzo e ogni valore.

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Ieri in Consiglio regionale: per chi parlano?

12 gennaio 2017 07:442 commenti
Ieri in Consiglio regionale: per chi parlano?

di Paolo Maninchedda
Ieri ho avuto l’onore di partecipare alla riunione del Consiglio regionale.
All’ordine del Giorno l’approvazione dell’autorizzazione all’esercizio provvisiorio e la mozione sul prezzo del latte.
La scena è stata occupata dal dibattito sulla sentenza della Corte Costituzionale italiana sul bilancio della Sardegna 2016.
L’assessore Paci è stato scorticato vivo dall’opposizione, con parole pesanti; accuse infamanti e generiche sparate alla viva il parroco sono state dedicate anche alla maggioranza e alla Giunta. Si è toccato anche il vertice della ‘faccia di bronzo’ come sostituto della ‘faccia di culo’ (non detto, ma parafrasato). Mentre assistevo a tutto questo, mi chiedevo: a chi stanno parlando?
Un’indagine Ocse dice che il 47% degli abitanti della Repubblica italiana è analfabeta strutturale. Che cosa vuol dire? Significa che non è in grado di capire un messaggio complesso: da un discorso di media lunghezza al bugiardino di un farmaco, da testi come questo che io sto scrivendo, alle istruzioni per l’home banking; dalla lettera dell’Inps ricevuta a casa al verbale di una contravvenzione. (…) Altro che agoni sulle estremizzazioni! Serve un discorso nuovo di sacrificio, lavoro, impegno, visione e coesione. Invece ils istema politico sardo sembra il cane che porta il guinzaglio al nuovo padrone: il populismo neofascista.

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La politica free jazz

11 gennaio 2017 08:018 commenti
La politica free jazz

di Paolo Maninchedda
La vita è facile? No. La politica è facile? No.
Gli uomini facili non hanno dubbi mai, dice un poeta.
Invece in Sardegna abbiamo una fiorente politica del take away, tipo pizze da asporto, la politica facile delle soluzioni facili. Come pure abbiamo giornali da asporto, usa e getta.
Qualche esempio per sorridere.
La Magistratura di Nuoro ha rinviato a giudizio sugli eventi alluvionali del 2013 non una ma 38 persone, tra cui alti dirigenti dell’amministrazione regionale.
Questa è una notizia che spiega molto bene che la vita non è per niente facile non solo per chi non fa nulla, ma soprattutto per chi cerca di fare qualcosa, perché basta essere stati nei paraggi di un evento calamitoso drammatico per essere indagati e avere un’alta probabilità di essere rinviati a giudizio.
È una notizia degna di attenzione democratica che la magistratura italiana non contempla il caso dell’imperfezione del mondo, dell’esistenza di eventi calamitosi e ne addebita sempre la colpa a qualcusno? Sì, è una notizia, ma non è take away, non è facile, è drammatica, riguarda la dignità e il lavoro di tante persone, non sipuò facilmente raccontare e dunque non si racconta come si dovrebbe.
Viceversa, sul rischio idrogeologico si gioca e si scherza col fuoco.
Ogni giorno sorge un nuovo esperto di tutto, che conosce l’acqua e i territori meglio di chiunque altro, che ha pronta in tasca una soluzione pensata al bar, disegnata su un foglio di carta e subito adottata da qualche forza politica come giusta e geniale. Nel frattempo io mi trovo al bivio di decisioni drammatiche con Comuni che fanno parcheggi e ingressi di campeggi nell’alveo dei fiumi, con Comuni che fanno passare le strade comunali su ponti abusivi,

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No, su Olbia non si può scivolare nella rissa verbale

8 gennaio 2017 09:290 commenti
No, su Olbia non si può scivolare nella rissa verbale

di Paolo Maninchedda
Il sindaco Nizzi si lascia andare a giudizi sprezzanti su di me e sulla mia esperienza politica. Ci saranno altre occasioni per rispondere, a lui e a altri, che in queste settimane, in modo compulsivo, mi mordono e punzecchiano in vario modo, forse perché impauriti dalla reale possibilità di un cambiamento radicale in Sardegna.
Ma su Olbia il tema non è la polemica politica, non sono le persone che rivestono ruoli pubblici.
Il tema è la protezione della popolazione con progetti credibili realizzati in tempi certi e il più possibile celeri, pur nella grande palude normativa dell’ordinamento della Repubblica italiana.
Io sto fermo all’assolvimento dei miei doveri di pubblico amministratore.
Poi, come sempre è giusto che accada, ci sarà chi accerterà chi ha fatto il proprio dovere e chi no.
Non tutto è polemica, non tutto, grazie a Dio, è campagna elettorale.

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