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I soldi della Sardegna utilizzati per pagare i debiti dei ministeri

20 giugno 2017 08:180 commenti
I soldi della Sardegna utilizzati per pagare i debiti dei ministeri

di Paolo Maninchedda
La Sardegna ha bisogno di un grande piano per il lavoro che immetta denaro fresco a sostegno della crisi dei redditi che stiamo patendo. È urgentissimo farlo e farlo bene. Servono molte risorse. Ed è la Sardegna settentrionale a registrare in modo più acuto l’effetto dell’assenza di una politica del lavoro. In uno studio commissionato dalla Fondazione di Sardegna, che utilizza dati Istat, si rileva che la disoccupazione giovanile è del 10% più alta a Sassari che a Cagliari.
Noi Sardi ogni anno veniamo privati di circa 400 milioni di euro di cosiddetti accantonamenti che lo Stato illegittimamente e impunemente sottrae alla Sardegna. Mi sono preso la briga di capire dove vadano a finire.
Un indizio lo hanno dato le statistiche della Banca d’Italia del giugno 2017. Alle pagine 5 e 6 trovate la verità delle cose in Italia: il debito delel amministrazioni pubbliche italiane ammonta a 2.270 miliardi e rotti. Poi, controllando la stessa colonnina scoprite che questo valore è cresciuto di 10 miliardi rispetto al mese precedente, di 20 miliardi rispetto all’inizio dell’anno e di 53 miliardi rispetto al dicembre del 2016.
Chi sta producendo debito aumentando il proprio fabbisogno? Risposta: le amministrazioni centrali dello Stato. Guiardate le tabelle: non i Comuni o le Regioni. No, i Ministeri.
Capite a che cosa servono gli accantonamenti sardi, cioè i nostri 400 milioni di euro l’anno (ma io dico anche le regole del bilancio armonizzato)? Servono a finanziare debito pubblico italiano prodotto dalle amministrazioni centrali dello Stato. (CONTINUA)

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Agricoltura: i guazzabugli italiani bloccano i soldi dei sardi. Per il pasticcio Consip altamente a rischio Pac, benessere animale e indennità compensativa.
Le reti irrigue sarde? Non finanziate

19 giugno 2017 07:001 commento
Agricoltura: i guazzabugli italiani bloccano i soldi dei sardi. Per il pasticcio Consip altamente a rischio Pac, benessere animale e indennità compensativa.  Le reti irrigue sarde? Non finanziate

di Paolo Maninchedda
Purtroppo dobbiamo tornare ad occuparci del ministro Martina, quello del Parmigiano Reggiano “SÌ” e del Pecorino Romano “NO”.
In questi giorni, il sito del Mipaaf (Ministero delle politiche agricole) ha emesso due trionfalistici comunicati stampa, perfettamente aderenti allo stile ormai di diverse istituzioni – non solo italiane – che, non potendo esibire realtà trasformata (in meglio), manipolano i cittadini con realtà raccontata, ma sempre dieci righe sopra (o sotto) la verità.
Primo comunicato: il Ministero annuncia trionfalisticamente che è stato caricato a sistema il 75% delle domande uniche per la Pac 2017. (…) Il fatto che il Sian sia bloccato pone subito in campo una constatazione: poiché la Sardegna non ha un suo organismo pagatore regionale, come per esempio l’Emilia Romagna, significa che sono bloccati tutti i pagamenti per la Sardegna e non solo quelli della Pac, gestiti direttamente da Agea, ma anche quelli istruiti da Argea, cioè dal nostro ente regionale, perché Agea (Roma) non ha fornito gli applicativi ad Argea (Cagliari) per istruire l’indennità compensativa, il benessere animale ecc. ecc.
Secondo comunicato Il Ministero annuncia di aver ricevuto dal Fondo istituito per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, gestito dal Mef, la bellezza di 107 milioni di euro per la rete irrigua (92 milioni) e la difesa del suolo, il dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche, cui sono destinati più di 15 milioni di euro (15 milioni). (…) Ad oggi di nazionale italiano non si è visto un bel nulla. Ci sono solo i 30 milioni di Euro che la Regione Sardegna ha programmato sui propri Fondi di Sviluppo e Coesione. Oggi, in piena crisi siccitosa, si fanno altre scelte.

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Come si trova lavoro in Italia? Da soli o con gli ‘amici’

18 giugno 2017 07:260 commenti
Come si trova lavoro in Italia? Da soli o con gli ‘amici’

di Paolo Maninchedda
Ricordatevi questa sigla: Inapp, Istituto per l’Analisi delle Politiche Pubbliche.
Questo istituto ha realizzato uno studio sui canali di intermediazione utilizzati dagli universitari per trovare lavoro, mettendo a confronto ciò che accadeva prima del 2005 e ciò che accade oggi.
Prima del 2005 il 43,8% degli ingegneri, dei matematici, dei fisici ecc, trovavano lavoro attraverso concorsi pubblici; oggi solo il 14,6% di loro trova un impiego con un concorso pubblico.
Prima del 2005 il 56,6% dei medici trovava lavoro attraverso concorsi pubblici, oggi solo il 26,6% .
L’Inapp commenta (scoprendo l’acqua calda): il settore pubblico si sta privando delle alte formazioni in ambito scientifico. Già. A ciò si aggiunga che prima del 2005 il 39,1% dei laureati in discipline economiche, giuridiche e sociali (cioè, più o meno, le lauree della Pubblica Amministrazione) trovava lavoro attraverso un pubblico concorso. Oggi questa percentuale è scesa a un misero 12,7%. Già. (CONTINUA)

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Avanti un altro!

16 giugno 2017 07:574 commenti
Avanti un altro!

di Paolo Maninchedda
Oggi è la volta di un altro sull’Unione Sarda.
Ma io continuerò a non replicare.
Noi non parliamo agli indipendentisti o per gli indipendentisti: noi parliamo ai sardi, qui sta il punto.
Non ci facciamo ghettizzare da nessuno.
L’idea dell’Unione di chiuderci in un recinto che noi non riconosciamo e di far parlare gli altri reclusi su di noi non ha alcun effetto sulla realtà.
La realtà si cambia, in democrazia, proponendo programmi e costruendo consensi. Vedo tanti soggetti politici che occupano molto spazio comunicativo ma stanno lontani dalle competizioni elettorali, non fanno liste, non cercano gli elettori e non ci parlano.
Come pure vedo tanti che pronunciano la fatidica frase: «Con quelli non parlo». Noi parliamo con tutti e siamo felici che (CONTINUA)

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Corte di Cassazione: il bullismo è stalking, ma l’istigazione al bullismo se fatta in chat chiuse non è reato.
L’Italia spesso è fatta così: ferocia e ipocrisia

13 giugno 2017 07:470 commenti
Corte di Cassazione: il bullismo è stalking, ma l’istigazione al bullismo se fatta in chat chiuse non è reato.  L’Italia spesso è fatta così: ferocia e ipocrisia

di Paolo Maninchedda
La Corte di Cassazione, con la sentenza 28623, ha assimilato il bullismo al reato di stalking e ha condannato dei ragazzi, oggi maggiorenni, a 10 mesi di reclusione, con sospensione della pena, per avere, negli anni passati, insultato e picchiato ripetutamente un compagno di scuola.
Chiunque abbia figli, sia naturali che acquisiti o legalmente o affettivamente (intendo dire che, per esempio, io ho più figli affettivi dei miei figli naturali perché mi sono affezionato e ho seguito diversi ragazzi o ho fatto e faccio il fratello maggiore a diversi amici) sa che ci sono cinque anni in cui si soffre per l’incontro a scuola tra ragazzi con diverse abitudini educative.
Poi però accade che la stessa Corte di Cassazione, nella sentenza 24103, afferma che in chat privata o in gruppi chiusi di social network non esiste l’istigazione a delinquere. Dove girano il dileggio e gli insulti verso i ragazzi e tra i ragazzi? Esattamente in chat e gruppi chiusi; ecco, qui, secondo la barocca giustizia italiana, non si commette reato se si scambiano immagini, testi e quant’altro per esaltare l’isolamento e la persecuzione di una persona. Ma l’Italia è fatta così: ferocia e ipocrisia.

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Elezioni: cresciamo dappertutto. Avanti così

12 giugno 2017 07:385 commenti
Elezioni: cresciamo dappertutto. Avanti così

di Paolo Maninchedda
È un po’ prematuro fare l’analisi del voto, perché i dati non sono stabilizzati, ma alcune tendenze sono visibili.
Nelle realtà rurali eravamo già forti e ci rafforziamo ancora con nuovi consiglieri comunali e nuovi sindaci (vedi la conferma di Girasole, gli eletti a Badesi e Ozieri, la grande vittoria a Tresnuraghes etc.)
Nelle realtà urbane siamo diventati una forza politica strutturata, in grado di superare i fatidici sbarramenti che tutti quelli che odiano la diversità di pensiero ineventano per risolvere la differenza con la forza.
A Selargius cresciamo di 7 volte rispetto all’unico risultato precedente, quello delle regionali: passiamo da circa l’1% a circa il 7%.
A Oristano abbiamo fatto un miracolo: abbiamo costruito una posizione politica che è stata riconosciuta e premiata dagli elettori. Non una posizione per differenza dai due poli del centrosinistra e del centrodestra, ma una posizione con valori e programmi propri: una posizione europeista, liberaldemocratica, solidaristica ma non assistenzialistica, una posizione nazionale sarda pluralistica. Vincenzo Pecoraro ha ottenuto con una campagna elettorale cortissima un risultato storico.
Il dato di partito conferma la nostra presenza in città e dice che siamo presenti per le nostre idee, dice che siamo un dato stabile non un fatto temporaneo.
Tutte insieme queste cose trasmettono una sicurezza: non siamo più un partito solo dell’interno della Sardegna: siamo un partito nazionale sardo, radicato anche in area urbana. Non siamo più un partito prigionerio del 3%; siamo un partito capace di fare la differenza e di vivere anche solo sulle proprie gambe. (CONTINUA)

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Siamo spiati e manipolabili: lo dice l’Authority della privacy.
L’Italia è uno Stato fondato sul sospetto: lo dice il Capo della Polizia

10 giugno 2017 11:111 commento
Siamo spiati e manipolabili: lo dice l’Authority della privacy. L’Italia è uno Stato fondato sul sospetto: lo dice il Capo della Polizia

di Paolo Maninchedda
Inizio oggi una riflessione che svolgerò in due parti: la seconda uscirà domani. Una riflessione sulla nostra libertà (intanto, se volete nutrirvi di bellezza, ascoltate qui)
Nei giorni scorsi sono stati pubblicati due testi che devono far riflettere, perché riguardano la nostra libertà personale, la giusta riservatezza della nostra vita privata, la fiducia con la quale si dovrebbe vivere in uno Stato efficiente e moderno e nella quale vivremo nello Stato che costruiremo noi in Sardegna.

L’Italia è uno Stato fondato sul sospetto: la lezione del capo della Polizia
Il Capo della Polizia Gabrielli ha rilasciato una durissima intervista a Repubblica, questa volta non contro un malfattore, ma contro la Magistratura. Non era mai accaduto.
L’Italia è uno Stato vulnerabile con cittadini vulnerabilissimi: la lezione di Antonello Soro
Ci sono però anche istituzioni che cercano di aiutare le persone normali a difendersi, a tutelare la propria privacy e a esercitare la propria libertà. È il caso di Antonello Soro, il garante della Privacy, che ha pronunciato un discorso sull’operato dell’Autorità nel 2016 che merita di essere letto per intero, perché è, pur essendo stato scritto da un cattolico, un manifesto di cultura libertaria e di tutela dei diritti individuali, nonché una miniera di notizie su quanto siamo esposti ad essere spiati e manipolati nel mondo della globalizzazione, della tecnologicizzazione dell’umano, della profilazione degli individui sulla base dei comportamenti captati dalla rete.

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Anas: ora mi danno ragione. Ma non c’è un giudice a Berlino.
Testo integrale della lettera del Ministero

8 giugno 2017 16:443 commenti
Anas: ora mi danno ragione. Ma non c’è un giudice a Berlino. Testo integrale della lettera del Ministero

di Paolo Maninchedda
Non è certo un segreto che una parte dello Stato italiano che io contesto e che mi stava stritolando nella funzione che ho ricoperto fino a qualche giorno fa è l’Anas.
Oggi, finalmente leggo che le perplessità, le obiezioni e l’indignazione che avevo manifestato sulla furbizia usata dall’Anas nel bando da 135 milioni per gli svincoli sulla strada Statale 131 Nord vengono condivisi e manifestati dalla struttura amministrativa del Ministero delle infrastrutture.
L’Anas viene censurata proprio sul bando della Sardegna e da lì il Ministero parte per contestare i bandi simili.
La notizia è stata data dal Sole 24 ore (quotidiano poco letto in Sardegna) e ripresa dal sito Appaltileaks che ringrazio per avermi avvisato.
Sull’appalto sardo, nel quale, lo ricordo, si è utilizzata la formula dell’accordo quadro, ordinariamente usata per le manutenzioni, per fare invece ex novo degli svincoli, il Ministero (che nel 2015 e nel 2016 aveva consentito l’exploit degli accordi quadro) oggi scrive che il bando pubblicato “è in contrasto con tutto il quadro normativo di realizzazione delle opere pubbliche», e in particolare

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Stasera a Ozieri per parlare della libertà dei piccoli. Venerdì a Oristano per la nostra pacifica rivoluzione

7 giugno 2017 06:550 commenti
Stasera a Ozieri per parlare della libertà dei piccoli. Venerdì a Oristano per la nostra pacifica rivoluzione

di Paolo Maninchedda
Stasera alle 17.30 sarò a Ozieri, nel Chiostro di San Francesco per sostenere i nostri candidati alle elezioni comunali.
Sarà un’occasione per parlare di quale cittadinanza sia possibile oggi in Sardegna per chi è nato e vive nei paesi.
Venerdì, invece, sarò a Oristano, in piazza, per raccontare (CONTINUA)

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I sardi sono aperti

1 giugno 2017 07:000 commenti
I sardi sono aperti

di Paolo Maninchedda
C’è un brano un po’ trascurato di Passavamo sulla terra leggeri di Sergio Atzeni che invece ha un altissimo contenuto per la coscienza della civiltà dei sardi.
«I fenici sbarcarono a Ch’ia, sbocco di una valle fertile e con molte fonti, a meridione, fra i monti e il mare, alla foce di un torrente. Otto navi. Molti uomini, donne, cavalli. Spedirono ambasciatori. Capivamo la loro lingua. Era simile alla lingua degli uomini del mare. Chiedevano di potere costruire un porto per comprare e per vendere. Comprare formaggi, sale, carne salata di cervo e di pecora. Vendere gioielli, stoffe e spezie».
Notate la frase centrale: «Capivamo la loro lingua».
Chi ha coste, chi ha porti, chi ha solo mare intorno, vuole capire la lingua degli altri, vuole parlare e ascoltare, perché diversamente muore.
Noi siamo fortunatamente condannati a capire la lingua di tutti, perché siamo un isola e vogliamo commerciare, scambiare prodotti, conoscenze, ospitare, viaggiare, produrre ricchezza e farne produrre ai nostri amici. (…) Domani vado a dire questo e altro a Oristano perché le elezioni amministrative non sono una questione locale, sono una questione educativa. Nelle elezioni amministrative si struttura la possibilità di mobilitarci come popolo, di aprirci come nazione, di governarci con competenza e giustizia.

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Scusate, signori parlamentari, dove si svolge la discussione sulla legge elettorale italiana?

28 maggio 2017 07:090 commenti
Scusate, signori parlamentari, dove si svolge la discussione sulla legge elettorale italiana?

di Paolo Maninchedda
Vorrei precisare una cosa in anticipo: a me il Parlamento italiano non piace.
Qualche giorno fa, un amico cui tengo molto, mi ha prospettato la possibilità di una candidatura al Parlamento. Mi sono venuti i brividi. Primo perché sempre più non mi riconosco in questo Stato e sempre più penso che il mio dovere, pacificamente e legalmente, sia mandarlo gambe all’aria. Io sono contro il dogma dell’art. 5 della Costituzione italiana.
Secondo perché, per ragioni familiari, quando atterro a Roma sento subito un odore di ospedale che faccio fatica a governare. Quindi, chiarito che voglio stare in Sardegna e che la mia massima aspirazione è rimanere vivo, dopo questa esperienza in Giunta, e tornare a insegnare, vorrei però chiedere ai signori parlamentari dove si stia svolgendo la discussione sulla legge elettorale italiana e se qualche sardo vi stia partecipando.
Seconda domanda: si è provato a trovare una posizione condivisa dei sardi sulla legge elettorale? Vi siete mai incontrati per far fronte comune? Il Trentino, con un terzo della popolazione della Sardegna, ha la sua lex specialis. Così pure la Val d’Aosta. Che dite, c’è da pensarci? Ancora: si ritiene di

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Il diritto a pensare e tacere

26 maggio 2017 06:541 commento
Il diritto a pensare e tacere

di Paolo Maninchedda
In molti mi sollecitano a scrivere ogni giorno.
In questi giorni, invece, ho bisogno di tacere.
Sono stato educato a non temere il silenzio, a star fermo per ore a pensare.
Credo fortemente che dentro ciascuno di noi ci siano spazi infiniti, liberi e inespugnabili. Ogni tanto ho bisogno di frequentarli.
Non ho difficoltà ad ammettere che non mi piace questo tempo chiassoso, violento e prevaricatore. Non ho difficoltà ad ammettere, politicamente, che la mia convinzione è che non abbiamo un problema con questa o quella parte politica, ma con lo Stato italiano, con

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Guccini e l’Anas

18 maggio 2017 07:421 commento
Guccini e l’Anas

di Paolo Maninchedda
Ho sempre pensato che Francesco Guccini sia un grande poeta di strada e che avrebbe meritato il Nobel ben più di Dylan.
Ogni volta che sento l’odio montare, ed è tanto, mi ricordo dei suoi magnifici versi:

giovane e ingenuo io ho perso la testa,
sian stati i libri o il mio provincialismo,
e un cazzo in culo e accuse d’ arrivismo,
dubbi di qualunquismo,
son quello che mi resta…

Anche io penso di avere avuto la vita e questo cervello che non mi abbandona mai un po’ rovinati dai libri e dal saper leggere.
Ieri notte, dopo una giornata difficile per altre vicende legate al disordine dello Stato italiano e alla malizia in servizio permanente effettivo a molte latitudini del sistema Regione, ho letto il magniloquente bando Anas sui nodi critici della SS131. (…) Quindi Anas, in ritardo da sempre sul ruolino di marcia, ha scelto la strada del general contractor, ha creato un bando corposissimo (135 milioni di euro) con alla base progetti definitivi sconosciuti alla Regione.
Adesso voglio vedere che cosa diranno le imprese sarde, i sindacati, i parlamentari ecc. ecc. (CONTINUA)

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Internet e Infernet: per non arrenderci a essere linciati. Stasera se ne parla a Macomer

12 maggio 2017 06:330 commenti
Internet e Infernet: per non arrenderci a essere linciati. Stasera se ne parla a Macomer

di Paolo Maninchedda
Oggi alle 18, nel quadro delle manifestazioni per la Mostra del Libro, aiuterò Antonello Soro, garante della Privacy della Repubblica italiana, a presentare il suo libro: Liberi e connessi.
È uno dei pochi libri pubblicati negli ultimi anni da uomini delle istituzioni che centra temi assolutamente essenziali per i diritti individuali.
Il diritto alla tutela dell’identità; il problema del processo mediatico; il cyberbullismo; gli abusi sessuali su minori in rete; le intercettazioni e i nuovi sistemi invasivi di controllo a distanza; oggi si parlerà di tutto questo nonché dell’ambiguità costante del progresso tecnologico che, come sempre, apre nuovi orizzonti e contestualmente produce nuove e più aggressive minacce. Internet e Infernet oggi saranno di fronte. Io farò la mia parte marginale, con lo spirito di chi immagina uno Stato diverso, con leggi più giuste, con amministrazioni più serie: il nostro Stato sardo che continuo a pensare come uno Stato occidentale, con poteri equilibrati, liberato dalla paura del potere e dei poteri, libertario, giusto.

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Il vizietto giornalistico di non verificare le fonti a Oristano è una malattia

10 maggio 2017 06:560 commenti
Il vizietto giornalistico di non verificare le fonti a Oristano è una malattia

di Paolo Maninchedda
Oggi L’Unione Sarda, oltre a mischiare le mele con le pere e gli gnocchi coi biscotti, come da consolidata tradizione, pubblica un articolo sulle amministrative di Oristano che sembra scritto da un dirigente (intelligente) del Pd anziché da una giornalista.
Secondo questa cronaca a fumetti, noi del Partito dei Sardi avremmo proposto al Pd di azzerare le candidature dei candidati alla carica di sindaco e il Pd avrebbe respinto l’offerta.
I fatti, invece, sono andati diversamente.
Il segretario del Pd, Giuseppe Luigi Cucca, mio amico personale, non ha chiamato me, ma ha chiamato il Presidente della Regione, chiedendogli di verificare a quali condizioni sarebbe stata possibile una ricomposizione di un’alleanza vasta a Oristano che comprendesse anche il Pd.
Il Presidente della Regione mi ha convocato e io ho trasferito il messaggio ai compagni di partito di Oristano, i quali mi hanno subito ricordato il punto di rottura col Pd: l’indisponibilità sia alle primarie che alla valutazione del nome da noi proposto su quel tavolo alla carica di sindaco. Per cui, qualora il Pd revocasse le forzature precedenti, tutti i partiti alleati avrebbero valutato positivamente lo sforzo per un candidato di sintesi di un’alleanza indipendentista e di centrosinistra.
Dopo due giorni il Pd ha comunicato che l’accordo poteva avvenire solo sul nome della loro candidata. Fine delle trasmissioni. Per sapere queste cose, sarebbe bastata una piccola telefonata di verifica, come accadeva un tempo. (CONTINUA)

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