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Come saremo manipolati alle prossime elezioni politiche italiane
Informazione Politica

Come saremo manipolati alle prossime elezioni politiche italiane

Andate su questo sito e scoprite come si combattono le campagne elettorali nell’era digitale. Si tratta del rapporto Freedom on the net. (…) Ma le cose più interessanti si leggono rispetto all’uso della rete per condizionare le elezioni nei paesi in cui la rete è libera e non presidiata dai Governi. Si acquisisce così un minimo di confidenza con nomi più o meno noti: i Troll (“Un troll, nel gergo di Internet e in particolare delle comunità virtuali, è un soggetto che interagisce con gli altri tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso e/o del tutto errati, con il solo obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi”. Wikipedia); i bot (“Nei paesi anglosassoni, con “Bot” s’intende un programma autonomo che nei social network fa credere all’utente di comunicare con un’altra persona umana. Questi bot migliorano di anno in anno ed è sempre più difficile distinguere un bot da una persona umana”. Wikipedia); le celebri fake news (le notizie false confezionate ad arte per alterare il dibattito e il consenso politico). Se si vuole avere un’idea di che cosa sta accadendo si può provare a immaginare il peggiore pettegolo del paese, il più malevolo e cattivo, dotato di una straordinaria tecnologia che gli consenta di far giungere in ogni casa le sue malevoli dicerie anonimamente e anzi e più spesso come se a dirle fossero altre persone, il più delle volte inesistenti, ma nessuno lo sa (CONTINUA)

Risposta a Roberto Deriu
Indipendenza Politica

Risposta a Roberto Deriu

Ieri Roberto Deriu ha scritto su di noi parole che almeno consentono di dibattere in questo clima stagnoso e stagnante. Nessuno ha in mente, e tanto meno noi, di «voler cioè instaurare una democrazia indipendente senza un procedimento democratico». Tutt’altro. Noi abbiamo in mente di costruire la Repubblica di Sardegna legalmente, non con un processo eversivo; quindi intendiamo farlo convincendo i sardi e modificando le leggi che oggi impedirebbero, qualora anche i sardi fossero convinti, di esprimere e rendere attuale la loro volontà. Già, perché oggi, se anche il 100% dei sardi fosse per l’indipendenza, le leggi italiane impedirebbero che si procedesse a qualsiasi iniziativa che la legittimasse e attuasse.
Noi siamo per la gradualità.
Noi abbiamo più volte detto e ripetuto che non chiediamo che tutti si diventi indipendentisti.
Abbiamo posto una domanda: i poteri attualmente disponibili per la Regione Sardegna sono adeguati alle sue esigenze di sviluppo, di libertà e di partecipazione?
Noi riteniamo, e ci pare non da soli, di no. CONTINUA

Mentre condannavano gli indipendentisti, non si accorgevano dei fascisti
Informazione Politica

Mentre condannavano gli indipendentisti, non si accorgevano dei fascisti

Mentre il mondo progressista italiano si indignava con la Catalogna e con tutti noi indipendentisti democratici fino a fare l’apologia della galera verso chi, come noi, dice che lo Stato italiano, le sue strutture e la sua costituzione sono intaccate nelle fondamenta da una paura radicale della libertà, ecco che sotto sotto l’Italia vedeva riemergere la melma nera, i pugni contro la libertà e la paternalistica carezza per lenire il bisogno. Adesso hanno paura i benpensanti che hanno giocato a rappresentare il popolo avendo orrore di frequentarne i bisogni e di rispondervi; (…) Non sono gli indipendentisti democratici il problema legale dell’Italia. Il vero problema dell’Italia è che non ha mai creduto nel diritto e nella buona fede. È una Repubblica fondata sul sospetto e sullo sgambetto. Il vero problema politico è il riemergere del fenomeno carsico del fascismo cui non si risponde con le solite ricette (tra cui quelle patetiche che si svolgono in queste ore in vista delle elezioni politiche italiane). Bisogna trovare frontiere comuni di profondo cambiamento democratico che schierino le aree liberali, socialiste, solidariste, libertarie e laiche europee contro il riemergere della tentazione demoniaca del potere come dominio necessario all’umanità e non come strumento subordinato alla libertà. Altro che Sinistra e Destra italiane! Il problema è come ci si sente liberi, fratelli, nazioni, ma non fazioni. Il problema è difendere la sacralità della libertà umana.
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Non è solo una testata
Editoriale Evidenza Politica

Non è solo una testata

Non è stata solo una testata.
È stato lo squillo di tromba di un clima che è tornato.
Un clima di botte, di nervosismi, di intolleranze.
C’è un nesso tra la galera in Catalogna per i nostri colleghi e la testata a Ostia ed è il consenso.
Molti sono d’accordo con la galera spagnola.
Molti sono convinti che la testata data la giornalista della Rai fosse giusta.
Il clima nelle strade e nei rapporti interpersonali è molto più aggressivo di prima.
(…) Rabbia e bisogno, questa è la miscela esplosiva che sta devastando anche la società sarda.
E la proposta politica che viene veicolata per risolverla è portare al governo la rabbia. Non dunque portare al governo la soluzione dei problemi, ma la rappresentazione della rabbia, l’individuazione di qualcuno cui farla pagare e la repressione del nemico individuato.
Altro che i confini, spesso tanto canonici quanto fittizi della Destra e della Sinistra italiane!
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La profezia di Pigliaru (senior)
Editoriale Politica

La profezia di Pigliaru (senior)

Ieri, mentre i nostri amici catalani stavano nelle galere spagnole come i peggiori dei delinquenti comuni, nell’indifferenza dei democratici da salotto italiani e sardi, il Partito dei Sardi ha indirizzato una lettera aperta al Primo ministro della Repubblica italiana e non ha partecipato al vertice di maggioranza convocato dal Governatore sardo, in vista dell’incontro previsto per oggi tra appunto il Presidente Pigliaru e il premier italiano Gentiloni. Il motivo della nostra assenza è stato ben spiegato dal capogruppo Gianfranco Congiu: noi volevamo e vogliamo che la posizione della Sardegna fosse e sia una posizione istituzionale, non di maggioranza. Di fronte al Governo italiano si sta con la forza dell’unità, non si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.
Proprio su questa debolezza programmatica, nascosta per quelli di casa, ma tragicamente chiara per i nostri avversari, voglio citare Antonio Pigliaru:
(CONTINUA)

Elezioni in Sicilia: una grande occasione per la Sardegna
Elezioni Politica

Elezioni in Sicilia: una grande occasione per la Sardegna

Mentre delle bravissime persone catalane stanno in galera, in Spagna, per aver fatto politica in modo legale, pacifico e democratico; mentre quelle stesse persone, che marciscono in carcere per non aver commesso alcun delitto ma solo per aver cercato di costruire un nuovo stato secondo le forme legali e democratiche di cui l’Europa si riempie la bocca e i polmoni, preparano le elezioni catalane e volano nei sondaggi, in Italia si sono svolte le elezioni siciliane.
Il risultato è molto confortante per le forze dell’indipendentismo democratico.
Forza Italia, che sta dentro la coalizione vincente, ha preso il 16,4%.
Il Pd, che stava dentro la coalizione perdente, ha preso il 13%.
I Cinque Stelle non riescono a uscire dal loro splendido isolamento e congelano all’opposizione un terzo dell’elettorato.
In Sardegna la vittoria è nelle mani delle forze dell’indipendentismo democratico.
Questa area ha un’anima, ha un cuore che pulsa, ha la forza non solo delle idee ma anche delle motivazioni e delle emozioni.
Questa area ha classe dirigente, ha capacità di governo. I 150 amminstratori che hanno firmato l’appello per la Catalogna lo hanno fatto da indipendentisti democratici, da persone con un grande ideale ma anche grandi capacità amminsitrative.
Ci siamo. È il momento giusto.

Il tempo stringe: non c’è spazio per il gentilismo dei sardi con Gentiloni
Politica

Il tempo stringe: non c’è spazio per il gentilismo dei sardi con Gentiloni

Mentre in Spagna si tengono in galera le persone per bene e una certa parte della sinistra italiana e sarda applaude insieme alla Destra europea, Avvenire, il giornale dei vescovi italiani, ha dato la notizia che altri giornali hanno ignorato.
La Repubblica italiana nella manovra di Bilancio 2018, in discussione in Parlamento, aumenta le spese militari del 3,4% rispetto al 2017 e dell’8% rispetto al 2015. L’obiettivo è una nuova portaerei e nuovi armamenti. Viceversa, diminuiscono gli stanziamenti per la sicurezza interna, cioè per i Carabinieri.
Lo scrivo per chi in Sardegna non ha chiaro un concetto semplice semplice: a breve verranno sciolte le Camere. Il Governo è in campagna elettorale. Chiude le partite strategiche e poi chiude bottega. Fare accordi con questo governo è velleitario. Bisogna ottenere atti possibili e lasciar perdere le piattaforme programmatiche complesse. (…) Primo: il ritiro del ricorso presentato sulla legge regionale sull’Agenzia delle Entrate Sarda.
Secondo: l’apertura della procedura di riconoscimento delle condizioni di svantaggio insulare della Sardegna da parte dell’Ue alla luce del dossier presentato da Pigliaru a Renzi nel maggio 2015 (e bellamente ignorato).
Terzo: i poteri straordinari per mettere a posto La Maddalena.
Quarto: la bonifica dei poligoni.

Giustizia in Sardegna? Sappiamo com’è
Politica

Giustizia in Sardegna?
Sappiamo com’è

Oggi il quotidiano dei vescovi italiani, il giornale Avvenire, mette in prima pagina la faccia di Puigdemont e ci scrive sopra: Wanted.
Ieri ho ricevuto una telefonata da un importante esponente della sinistra sarda che mi ha detto: «Immagino che tu pensi che prima o poi toccherà a te e a voi se l’Europa prosegue su questa strada?». Mi ha telefonato per confortarmi.
Data non la magistratura italiana, ma dati i comportamenti di taluni magistrati, penso che prima o poi possa capitare a me e a tutti noi.
(…) Pensate che in Sardegna è accaduto già due volte e nella stessa Procura (ormai sono l’archivio vivente dell’ingiustizia giudiziaria) che un’accusa ritenuta fondata non per un avviso di garanzia, ma per un arresto (e quindi vagliata dal Gip) in un caso dopo poco meno di una settimana, in un altro dopo mesi e mesi di arresti, sia stata dichiarata infondata durante il dibattimento per il rinvio a giudizio dallo stesso PM che con quella presunta prova aveva chiesto e ottenuto l’arresto. In un dibattimento è emerso che, pensate un po’, mentre è ormai possibile identificare qualsiasi nome e qualsiasi persone, l’accusa dichiara che non è stato possibile identificare chi fosse un assessore comunale di un comune della Sardegna. Che dire? È normale che si diffidi di questi costumi disinvolti di alcuni e ben circoscritti magistrati che saranno gli stessi, ne sono sicuro, che un giorno, finito lo sport che dura da anni di controllarci anche l’acidità del sudore, spareranno il colpo grosso di indagarci per attentato alla Costituzione. Senza mancare di dire, però, che sicuramente abbiamo partecipato a delle orge e non ce ne siamo accorti. Copione già scritto. CONTINUA