È straordinario osservare come l’opinione pubblica sarda stia vivendo con atarassico distacco la battaglia planetaria ed epocale della giovane Greta Thunberg contro i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale. Come se la nostra isola fosse un paradiso terrestre intoccato da questo dramma. Come se la Sardegna non contribuisse a questo scempio con una impressionante quantità […]

Ieri Il Fatto Quotidiano ha dedicato all’affaire Golgo una pagina intera. Per capire di che cosa si tratta faccio un esempio paradossale: è come se, di punto in bianco, il Comune di Roma concedesse a un privato di recintare il Colosseo e l’area circostante per farci un parcheggio, un chiosco per le bibite e una biglietteria, mettendoci anche dentro l’unica fontanella d’acqua della zona. Questo è stato fatto a Baunei, ma non in una logica strettamente paesana, ma con un reticolo di connessioni amministrative che arriva al vertice delle amministrazioni regionali, lo stesso reticolo che in passato legava forme locali di signoria con i bandos capitanati dai baroni più forti di Cagliari. Questo clima gelatinoso, da muro di gomma, da distrazione e errore programmatico, è ciò che preoccupa, (altro che meritocrazia, si tratta di ipocritocrazia istituzionale). E devo dire con chiarezza che se non ci avesse aiutato Stefano Deliperi (LEGGI)

La Soprintendenza archeologica e paesaggistica per le province di Sassari e Nuoro ha intimato ieri al Comune di Baunei di ripristinare i luoghi sull’altopiano di Golgo e dunque di rimuovere la recinzione realizzata da un privato cui lo stesso Comune aveva concesso di chiudere importanti monumenti archeologici e fonti d’acqua in un’area di uso civico. Questa la lettera della Soprintendenza. (…) Così agisce un’amministrazione che abbia a cuore la certezza del diritto e la trasparenza.
Ben diverso il comportamento dell’Amministrazione regionale (…) Due interrogazioni e una mozione presentati e nessuna risposta ricevuta.
Tutto tace, tutto è circondato da un imbarazzato e intimorito silenzio. Perché? Saremo severissimi nella discussione della mozione. Vogliamo sapere il perché di questa cortina di omertà su un fatto semplice e evidente, come dimostra l’intervento della Soprintendenza che è nitido proprio nella sua disarmante semplicità. (LEGGI)

Servitù militari: l’ennesima beffa

L’altro giorno a Olbia Gian Piero Scanu ha detto che noi sardi per quanto accaduto ai nostri militari per l’esposizione a materiali bellici dannosi abbiamo molte ragioni per ribellarci e per chiedere conto allo Stato italiano di quanto è successo, dei nostri morti e, purtroppo, dei nostri malati.
Ma poi ha anche chiesto che cosa dell’accordo sottoscritto da Pigliaru e Pinotti sia stato realizzato. Domanda retorica. Niente. (…)
Serve un’esperienza politica di reazione unitaria: per non subire più né il troppo né il poco. (LEGGI)

Il problema che le interpellanze sollevano è la ‘distrazione’ della Regione. Troppi buchi nelle istruttorie, a fronte invece di una Regione e di un Corpo forestale occhiutissimi e curiosissimi su altre vicende ben meno rilevanti rispetto a questa.
I sardi devono imparare a comporre i loro interessi in modo giusto sostenibile, senza privilegi e senza compiacenze, le quali anziché affermare il diritto, spesso generano il contrasto sociale, cosa di cui la Sardegna non ha bisogno. (LEGGI)

Autonomismo: È la parola meretrice del lessico politico sardo. Quando non si ha più un’identità politica o la si è persa si diventa autonomisti. È un po’ la escort secolare del lessico politico sardo. Si fa poi l’errore di attribuirla un po’ a tutti, anche a quelli che non la vogliono perché autonomisti non sono. (…) Autodeterminazione: Tutto si può dire di Arturo Parisi ma non che non parli chiaro e ieri ha fatto bene a ricordare al Presidente della Regione che i catalani sono in galera non per un reato di opinione ma perché la Spagna e l’Unione Europea considerano il principio di autodeterminazione dei popoli un reato perché mette in discussione l’unità degli stati tradizionali europei. Pigliaru da sempre ha difficoltà a confrontarsi con la relazione tra i temi alti della politica (libertà, diritti, sviluppo ecc.) e il soggetto che regola questi temi, cioè lo Stato. (LEGGI)

di Stefano Orrù, Capogruppo del Partito dei Sardi nel Comune di Baunei
Succede che l’amministrazione di Baunei guidata da Salvatore Corrias ha assegnato in concessione al signor Mauro Monni, cugino primo del sindaco, un’area di 4,7 ettari (così è indicato nel provvedimento) di territorio in Uso Civico nell’altopiano di Golgo, che comprende l’unicum archeologico di “As Piscinas” e “Su Sterru”, la voragine di Golgo, bene, questo, classificato Monumento Naturale.
Il beneficiario ha dunque proceduto nei giorni scorsi a recintare tutta l’area (LEGGI E GUARDA FOTO)

Attenzione alle fake news sarde

Parlare di un fatto accaduto ma conosciuto per sentito dire è forse il modo più comune di dire bugie. Al secondo posto della frequenza sta la produzione di un aspetto falso su una notizia vera. Il terzo modo di produrre bugie è quello di attribuire a un fatto una rilevanza che non ha: si ha così un fatto vero spacciato per più importante di quello che è.
Anche in Sardegna si applicano queste tecniche, più o meno consapevolmente. Facciamo alcuni esempi.
Gli effetti complessivi di un sistema politico nutrito dalle bugie e dalle manipolazioni sono noti e rissumibili in due parole: ignoranza, instabilità e immobilismo.

Non ho mai capito perché la cultura fatichi a farsi carne, cioè comportamento e fatica quotidiana di miglioramento etico. In Sardegna anche le persone più colte arrivano rapidamente nel dibattito a superare le forme della cortesia e a concedersi alle forme dello scontro ancestrale. (…) Personalmente ho rapporti di affetto e di stima con molti protagonisti dell’accesissimo dibattito sulla legge urbanistica della Sardegna che sta caratterizzando in questi giorni il dibattito politico. Li conosco come persone profonde. Nessuno di loro merita di essere collocato sulle posizioni estremistiche dei ‘cementificatori’ o degli estremisti ambientali che dicono No a tutto. (…)

Stasera alle 18.30 sarò a Burcei, nella sala consiliare, a parlare di zone interne. Ovviamente si parlerà anche della strada per Maracalagonis, ma non solo. Le zone interne non nascono da sole, sono il prodotto di una politica ed è di questa politica, che dura da secoli ed è il vero problema della Sardegna, cioè il più importante fenomeno di lunga durata che caratterizzi la nostra isola, di questa politica intendo parlare, di quante volte me la sono trovata di fronte quando ho dovuto difendere le aree più isolate (Sadali, Desulo, Tempio, Onanì, Urzulei ecc.). Esiste un’ideologia trasversale della naturalità dell’isolamento. L’isolamento è un fatto culturale e politico non naturale e bisogna parlarne.

La Sardegna è immobile. Nessuna crisi industriale risolta. La crisi del lavoro è incombente. Il rapporto tra i paesi dell’interno e le città irrisolto. Gli investimenti infrastrutturali in ostaggio di leggi, controlli e conflitti. L’agricoltura fatta male ci fa dipendere in tutto dalle importazioni. Le future elezioni dovranno avere un mandato popolare rivoluzionario negli obiettivi e pacifico e legale nei metodi.