Il referendum e il furto di Stato di aziende agricole sarde

18 ottobre 2016 06:542 commenti
Il referendum e il furto di Stato di aziende agricole sarde

di Paolo Maninchedda
C’è il referendum ‘parlato’ e c’è il referendum ‘realizzato’. C’è il referendum delle discussioni tra costituzionalisti, quello tutto memoria della lotta partigiana e dei mirabili effetti – tutti da dimostrare – della Costituzione italiana, contrapposto ai discorsi sulla necessità di cambiare, e c’è il referendum anticipato, c’è il referendum dei pratici, dei rapporti di forza sbilanciati dalla partigianeria di Stato per questa o quella impresa, dell’azione sbagliata, prevalente e di vago sapore lobbistico dei vertici del governo italiano sulle terre e le aziende della Sardegna.
Cos’è infatti la vicenda del progetto del solare termodinamico di Villasor-Decimoputzu se non un’anticipazione degli effetti della famosa clausola di supremazia dello Stato sulla Regione?
Ieri l’assessore Donatella Spano e il Direttore generale dell’assessorato dell’ambiente Paola Zinzula hanno partecipato al tavolo convocato dalla Presidenza del Consiglio per la discussione sull’impianto solare

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Ieri a Bonorva un allarme per la Giunta

10 ottobre 2016 07:392 commenti
Ieri a Bonorva un allarme per la Giunta

di Paolo Maninchedda
Ieri sono andato a Bonorva, con Pier Mario Manca e con Gianfranco Congiu, a sostenere i progetti di sviluppo e di legalità proposti e realizzati dall’Amministrazione comunale.
Venerdì avevo accompagnato il sindaco nell’incontro con il Presidente Pigliaru che ha riguardato sia la foresta di Mariani a Bonorva, sia Surigheddu e Mamuntanas. Il Presidente avrebbe voluto che già venerdì scorso venisse assunta la delibera che coinvolgerà Forestas e Corpo Forestale in un’attività di recupero delel terre pubbliche all’uso pubblico e ai programmi di sviluppo locale: probabile che venga assunta questo venerdì.
Tuttavia, ieri il Consiglio Comunale aperto è stata anche un’occasione per una discussione non rituale tra gli amministratori presenti e la Regione (in questo caso rappresentata dal sottoscritto). Ne è venuto fuori un quadro severo per la Giunta regionale, ma non tanto sulle grandi prospettive (certo, è stato chiesto che se si intende fare un Master Plan per le zone interne, le zone interne siano conosciute e ascoltate), ma molto sul quotidiano svolgersi della vita istituzionale (un po’ ciò che ha scritto Biolchini nei giorni scorsi sull’incapacità della macchina regionale, sia politica che amministrativa, di essere coesa ed efficiente sul ‘quotidiano’).

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Il nuovo nome del Ministero della Difesa: Braghettone. La censura sta alla verità come le braghe al Giudizio universale di Michelangelo

3 ottobre 2016 08:221 commento
Il nuovo nome del Ministero della Difesa: Braghettone. La censura sta alla verità come le braghe al Giudizio universale di Michelangelo

di Paolo Maninchedda
Giampiero Scanu, deputato, è presidente della Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito e non è certo Michelangelo. Però sta condividendo con il grande artista un’attività indecente volta in teoria a rendere più segreta l’indecenza, ma in pratica a manifestarla in tutta la sua vergogna.
Mi spiego.
Poco dopo la morte di Michelangelo, avvenuta il 18 febbraio del 1564, in Vaticano si decise che i corpi nudi e muscolosi del Giudizio universale della Cappella Sistina dovevano essere ‘mutandati’, cioè che si doveva procedere a mettere le braghe (le mutande) a tutti i piselli, i pubi, i sederi e i seni che Michelangelo aveva lasciato all’aria. Giampiero Scanu ha pensato bene di portare la Commissione d’inchiesta a visitare i luoghi dell’inchiesta (ma qui siamo a livelli di intelligenza irraggiungibili per il Ministero). Dal suo canto lo stellatissimo Ministero della Difesa, guidato dalla ministra Pinotti, ricordata in Sardegna più come elicotterista – dato un suo celebre volteggiamento sul territorio sardo in periodo estivo – che come ministro, ha pensato bene di non fare accedere la stampa ai poligoni e ai lavori della Commissione che, nelle audizioni, ha i poteri della magistratura.

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Le cose che i giornali non dicono: test di medicina, formaggi, pannelli solari e aeroporti

29 settembre 2016 07:260 commenti
Le cose che i giornali non dicono: test di medicina, formaggi, pannelli solari e aeroporti

di Paolo Maninchedda
Si chiama inerzia, si legge abitudine. Anche giornalisti e cronisti dinanzi alla realtà che cambia non riescono a trovare nuove parole, nuovi concetti, nuove impostazioni narrative per raccontare ciò che sta accadendo.
Provo a dare un contributo sulle notizie di ieri e avantieri.
Test di medicina Come ogni anno i risultati dei test di ammissione alle Università sarde e italiane svelano una difficoltà degli studenti sardi ad accedere alle facoltà a numero chiuso, in testa Medicina. La prima domanda è: le scuole sarde preparano adeguatamente gli studenti? Siamo più ignoranti degli altri o meno allenati alla forma del test?
Pannelli solari Ieri il Consiglio regionale della Sardegna si è schierato contro le speculazioni sul solare termodinamico che si vorrebbero far passare non per quello che sono, affari, ma addirittura come investimenti strategici per la Nazione Italiana, fino al punto da consentire l’esproprio di un’azienda privata. La sostanza di questo voto, la sostanza politica, sfuggita a molti degli intervenuti ma molto chiara ai più informati, è che questo no è detto dritto in faccia a chi c’è dietro questa iniziativa, che è un conglomerato politico-amminsitrativo incardinato nell’entourage del Governo Renzi.
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Briatore parla dei sardi (un po’ a vanvera)

25 luglio 2016 08:016 commenti
Briatore parla dei sardi (un po’ a vanvera)

di Paolo Maninchedda
Trovate qui l’ennesima intervista di Flavio Briatore. Non sarebbe significativo citarla, se non fosse che parla anche dei Sardi.
Ecco il passaggio che ci riguarda:

La Sardegna è finita, come si va dicendo da anni?
«Noi, nel 2016, siamo stati in perdita, ma abbiamo ancora 140 dipendenti. Montecarlo e Dubai vanno molto bene e compensiamo».

Che cosa non va in Sardegna?
«I sardi non si rendono conto che è un’isola. I voli Meridiana hanno il monopolio e ci sono sempre scioperi. Arrivi in barca e mancano i servizi… I sardi sono riusciti a far esasperare prima l’Aga Khan, poi Tom Barrack, ora gli emiri del Qatar, che l’anno scorso avevano creato un villaggio spettacolare di Harrod’s sulla spianata di cemento del porto. Il Comune di Porto Cervo l’ha bloccato, loro hanno fatto ricorso al Tar e hanno vinto. Quest’anno, di nuovo: volevano riaprire e il Comune si è opposto. I qatarini hanno rinunciato e Harrod’s non c’è più. E comunque, uno arriva e non c’è una promenade per lo jogging o una pista ciclabile, lasci l’auto e per arrivare al mare devi fare mezz’ora a piedi su strade sterrate fra la polvere, sulle spiagge libere non c’è un bagno pubblico».

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Abbanoa ai Comuni? Assolutamente sì, ma…

2 luglio 2016 08:140 commenti
Abbanoa ai Comuni? Assolutamente sì, ma…

di Paolo Maninchedda
La proposta del presidente dell’ANCI di un’anticipazione del rientro della Regione al 49% del capitale di Abbanoa mi vede assolutamente consenziente, posto che la legge che lo prevede da qui ormai a tre anni l’ha proposta la Giunta e votata il Consiglio regionale.
Abbanoa deve essere espressione dei Comuni. Il ruolo di supplenza che sta svolgendo la Regione nasce da diverse necessità:
1) la società è stata costituita senza capitalizzazione (cioè è stata costituita con una furbata consistente nel capitalizzarla col valore delle reti e degli impianti affidatigli in gestione);
2) la gestione dei Comuni dei primi anni ha fatto registrare risultati fortemente negativi per la società e per gli utenti (risultati che saranno oggetto certificato del passaggio di consegne da qui a due anni – se non si trovano altre soluzioni – con forte distinzione delle responsabilità;
3) la gestione pressoché commissariale degli anni successivi ha altrettante responsabilità (e anche queste saranno indicate puntualmente);
4) la prima capitalizzazione, autorizzata dall’UE, è stata realizzata da questa Giunta e ancora non è compiuta (mancano da versare ancora più di cinquanta milioni di euro);
5) l’istanza fallimentare presentata dalle procure di Nuoro e di Cagliari nel 2014 è stata respinta dal tribunale proprio per l’impegno della Regione a proseguire il processo di capitalizzazione. Tale impegno, poiché espresso in aule di giustizia non è facilmente revocabile in termini finanziari e di responsabilità;
6) Abbanoa sta rientrando a grandi passi dalla sua esposizione debitoria, ma i suoi volumi finanziari sono tali che il riverbero sui bilanci dei Comuni, in caso di criticità, non sarebbe facilmente sostenibile. Si ricordi che il Bilancio Abbanoa attualmente sta dentro il bilancio consolidato della Regione; in caso diverso

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Biciclette, case, strade e Abbanoa

17 giugno 2016 07:093 commenti
Biciclette, case, strade e Abbanoa

di Paolo Maninchedda
Biciclette Ieri la Giunta, su mia proposta, ha deciso di destinare altri 7 milioni di euro al progetto delle piste ciclabili regionali. Complessivamente si arriva dunque a 15 milioni: 8 stanziati col mutuo e 7 ora.
Avantieri l’Arst ha presentato i risultati del suo lavoro sul piano di fattibilità della rete: in questi giorni trasmetterà il Piano vero e proprio.
Rispetto alla prima ipotesi formulata dalla Giunta di un circuito di 2700 km, l’Arst, d’intesa con l’Università di Cagliari che ha condotto lo studio, propone di scendere a una rete di 1500 km con, erò, un aumento signiicativo delle piste ad uso esclusivo.

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Sulla Asl unica avevamo ragione. Ma adesso abbiamo bisogno di calma per vincere i ballottaggi

10 giugno 2016 07:000 commenti
Sulla Asl unica avevamo ragione. Ma adesso abbiamo bisogno di calma per vincere i ballottaggi

di Paolo Maninchedda
Tuttavia, su ciò che è successo ieri sulla Asl unica il Partito dei Sardi dovrà discutere. Magari fra qualche giorno, con la calma giusta. Franciscu Sedda e Augusto Cherchi, comunque, hanno ribadito che avevamo ragione a non essere d’accordo e sono riusciti a far comprendere che adesso ci sono argomenti anche sul piano politico, per niente banali, che dovranno inevitabilmente essere discussi.
Nel frattempo, abbiamo da affrontare i ballottaggi e l’organizzazione del partito, che è diventato più grande.
Il primo punto è ricontattare tutti i cittadini per chiedere loro il voto a Monserrato, a Sinnai, a Olbia e a Carbonia.
A Carbonia dobbiamo aiutare il dialogo tra le sinistre, il mondo indipendentista e il mondo riformista di tradizione liberal democratica. Bisogna andarci, spenderci del tempo, faticare.
A Olbia bisogna mobilitarsi sul ceto medio. Bisogna percorrere questa città ampia, difendere la serietà della proposta di Carlo Careddu, attaccare il ritorno al passato che ha mandato la città sott’acqua, il passato dell’Olbia pericolosa, dell’Olbia da bere, delle case sugli argini e sopra gli alvei dei fiumi.

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Un passo avanti sulla Buddusò-Olbia. Una precisazione su Su Gologone

29 gennaio 2016 07:032 commenti
Un passo avanti sulla Buddusò-Olbia. Una precisazione su Su Gologone

di Paolo Maninchedda
Ieri la Giunta ha approvato la proroga al positivo esito del Via della Buddusò-Olbia. Le persone normali, cioè quelle non costrette dalle circostanze a confrontarsi con i riccioli barocchi della legislazione italiana, non apprezzeranno particolarmente la notizia, ma i sindaci del Goceano e gli amministratori provinciali sanno bene che questo era uno degli ultimi ostacoli alla riapertura del cantiere e al completamneto della strada. Adesso il 4 febbraio si riunirà l’Utr, l’organo regionale che valida i progetti di questa dimensione (sempre che la provincia di Olbia-Tempio invii le carte necessarie prima, e non dopo, la riunione) e poi, dopo la validazione da parte del dirigente della Provincia, il cantiere potrà ripartire. Insomma, siamo alla fine di un lungo percorso iniziato 2 anni fa circa, per chiudere gli aspetti amministrativi di questa incompiuta e far ripartire le opere. Rimaniamo concentrati e vigili e sono sicuro che ce la faremo.

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Disordine e nevrosi

24 gennaio 2016 11:173 commenti
Disordine e nevrosi

di Paolo Maninchedda
Avant’ieri a Sassari ho avuto un breve colloquio con Bruno Dettori, ex consigliere regionale ed ex deputato, oggi influente e rispettato dirigente Pd.
In buona sostanza Bruno ha usato una sola parola per descrivere la sensazione oggi prevalente in Sardegna: disorientamento.
In altre parole ciò significa che se la Sardegna ha una rotta, essa non è condivisa e diffusa socialmente; se non ce l’ha, ormai è evidente che non ce l’ha.
È chiaro che se questa percezione è vera, essa suona come una durissima e amara critica in primo luogo verso il governo della Regione. Bisogna farci i conti.
È vero che il saldo di questo anno e dieci mesi di governo è passivo o nullo?
Ci sono due modi per rispondere: elencare le cose fatte o chiedersi se c’è una parola, o un’immagine, che le riassuma.

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Agenda di oggi.
Ultimatum all’ANAS sul Rio San Girolamo

25 marzo 2015 06:552 commenti
Agenda di oggi. Ultimatum all’ANAS sul Rio San Girolamo

Roma, ore 10: Conferenza delle Regioni per parere su Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sul rischio idrogeologico;
ore 12: Autorità per l’energia e il sistema idrico su Abbanoa;
ore 15: Conferenza Stato-Regioni per approvazione definitiva Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sul rischio idrogeologico.

Ultimatum all’Anas sul Rio San Girolamo: tempo scaduto.

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