Se si ritiene infatti che i Sardi abbiano interessi comuni così forti da determinare la loro unità politica, allora si deve andare a chiedere il voto dai sardi con questa visione. Si tratta di una visione nazionale della Sardegna, inutile nascondersi dietro le parole. Invece, alle ultime elezioni, il centrodestra si è proposto ai sardi con Salvini Salvifico e il centrosinistra ha negato formalmente che la Sardegna sia una nazione. Oggi, l’una per nascondere il proprio fallimento, l’altra per non stare duramente dove l’elettorato l’ha collocata e rappresentare severamente l’alternativa, chiamano a raccolta la Sardegna che concorrono tragicamente a non unire. Evidentemente si considera normale dividere i sardi per la conquista del potere con la manipolazione della propaganda, e chiamarli all’unità morale e sociale per i diritti e gli interessi legittimi comuni con gli appelli accorati. Grande esercizio di cinismo […]

Assessore, assessore, assessore dei Trasporti della Regione Autonoma della Sardegna, per favore, non vada in tv a dire che prende l’aereo delle 7 e spera di essere ricevuto dal ministro della Repubblica italiana. Per favore. Si faccia spiegare che non si fa così, che non si elemosinano gli incontri. Si fissano. È possibile, si può fare, mi creda. E vada in tv solo quando l’incontro è fissato, meglio se dopo che si è svolto, così, forse, ha qualcosa da dire, perché può accadere di farne tanti prima di poter dire qualcosa.

Sono state annunciate le nomine dei direttori generali degli assessorati. Si interpreta la legge regionale che fissa un tetto massimo di cinque anni per i contratti, per fare un contratto insostenibile di soli sei mesi. Quali obiettivi può raggiungere un Direttore generale in sei mesi? (…) Ma la cosa più interessante è che palesemente almeno tre nominati Direttori generali non hanno i requisiti per assumere la carica. (…) Mentre la gente è inferocita per i servizi che non funzionano negli ospedali pubblici, la prima preoccupazione è garantire, in misura stridente con le leggi vigenti, la copertura finanziaria al Mater Floris Olbia. (…) Di fronte a questi inizi, l’opposizione, civica, culturale e politica è più un dovere che una funzione.
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L’Unione Europea, ottenuto il risultato, attraverso il Presidente della Regione (che ha agito in nome di un’istruttoria che non si capisce chi possa aver predisposto, vista la posizione della Regione riportata nel verbale ministeriale del 14 marzo), di far cadere la continuità aerea Pigliaru-Careddu, fa finta di non sapere come si voli in Sardegna, e cioè con due continuità territoriali di cui una (Alghero – Cagliari) finanzia anche i non residenti e l’altra (Olbia) no? Il tema è chiedersi: perché Ryanair ha avuto tanta paura della continuità Pigliaru-Careddu? Ho fatto una tabellina di confronto tra le due.
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La Gallura, con la massima rappresentanza nella Giunta regionale mai raggiunta nella storia dell’autonomia, vede varare sotto i suoi occhi premiati dal lustro e dal legittimo potere, la peggiore norma di continuità territoriale che la Gallura avrebbe mai potuto immaginare. Eppure, nessuno se ne accorge per la poca abitudine a guardare in faccia la verità. (LEGGI)

Leggo toni trionfalistici su Air Italy a carte ancora coperte e a perimetro normativo di riferimento ancora più incerto. Certo non tutti i Presidenti di Regione avrebbero potuto condurre una ‘trattativa’ così formale-informale. Mi chiedo quale struttura amministrativa abbia la responsabilità della vicenda, stia predisponendo e tracciando le istruttorie, che pareri stia emettendo, se ve ne sono. Insomma, mi faccio tante domande inattuali, in senso nietzschiano. (…) Ciò che invece resta inaccessibile, e questo mi appare paradossalmente più grave delle situazioni precedenti, è il difetto di trasparenza del sito Amministrazione trasparente dell’Università di Sassari.
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Air Italy oggi non parteciperà alla riunione di Cagliari, convocata dalla Regione, “perché – scrive la silenziosissima Nuova Sardegna – non si fida”. Terribili parole. Air Italy va via da Olbia, il Mater Olbia si avvia a contendere il mercato delle verruche? Il valore delle spese degli studenti sardi che studiano all’estero o nella penisola, costretti dal numero chiuso o spinti dalla sfiducia nel sistema universitario sardo, è stato stimato tra i 75 e i 95 milioni di euro l’anno. Il caso dello studente geniale che dà cinque esami in un giorno e brevetta la Laurea in Fenomeno Raro non Quantificabile… (LEGGI)

Non si può fare il Presidente della Regione avendo paura dei poteri italiani e europei. (…) Un conto è salire sul groppone di Salvini per vincere e tollerare (con la compiacenza degli apparati dello Stato) che le elezioni si svolgano in un clima di disordine permanente; altro è tradurre tutto questo in governo efficiente e efficace.
Ma la novità è il disinteresse generale con cui questa situazione kafkiana viene vissuta. Esso dà ragione al Presidente (…) Sul Porto Canale di Cagliari siamo agli effetti cinematografici speciali. Sembra che, a leggere le dichiarazioni di tanti, la crisi sia stata improvvisa e inattesa. Nessuno che chieda al Cacip, che siede nel Cda… (LEGGI)