Continua la guerra dei mutui contro le banche rapaci

13 marzo 2017 06:410 commenti
Continua la guerra dei mutui contro le banche rapaci

Pubblico di seguito un commento lasciato dalla signora Valentina su questo sito.
So perfettamente che cosa sta accadendo: le segnalazioni sulle forti resistenze del Banco di Sardegna alle rinegoziazioni si moltiplicano. In questo caso abbiamo invece la Unipol. Il problema è come combattere contro queste banche; ma che ci sia un problema serissimo con le banche in Sardegna è fuor di dubbio. Non sono un fattore dello sviluppo; hanno prevalentemente un atteggiamento rapace. Non rinegoziare i mutui se non quando è terminato il periodo di contribuzione regionale è un esempio di profonda slealtà verso le finanze pubbliche e verso i clienti, ma non è l’unico. Adesso che il sistema del pegno rotativo per il Pecorino Romano è varato (la firma in assessorato è un pro forma), il Banco di Sardegna lo vuole applicare gradualmente e a partire dai casi più semplici. Perché? Perché il Pegno costringe a presidiare i magazzini, di fatto consente una valutazione delle politiche aziendali perché il magazzino è dato a garanzia del credito e c’è chi, abituato ad avere con le banche un rapporto non regolato dall’efficienza ma dalla vicinanza, non gradisce che si applichino nuove regole.

di Valentina

Anche io, ai primi di settembre, ho fatto domanda di rinegoziazione alla Unipol, e non ho ancora ricevuto nessuna risposta; anzi… peggio, gli impiegati della banca, mi hanno detto che non potevano procedere a causa di una vertenza con la Regione.

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Per la Coldiretti: rigirate la frittata, se volete, ma non dividete i sardi

10 marzo 2017 07:571 commento
Per la Coldiretti: rigirate la frittata, se volete, ma non dividete i sardi

di Paolo Maninchedda
Con la Coldiretti ho un rapporto dialettico che dura da anni. Ci stimiamo, ma non ci nascondiamo i differenti punti di vista.
Oggi il dissenso è forte perché il comportamento della Coldiretti intacca la formazione di una coscienza nazionale dei sardi.
La Coldiretti, dinanzi al tradimento del taumaturgo del formaggio (altrui), il ministro Martina, fa dichiarazioni contro il governo e il consiglio regionali – che, lo ricordo, hanno istituito il Pegno rotativo e stanziato 14 milioni di euro per il sostegno al reddito delle imprese agricole – sostenendo, in buona sostanza, che Martina ha disatteso gli impegni assunti, con la Coldiretti e con quei creduloni che l’hanno abbracciato quando venne in Sardegna per il referendum, perché la classe politica sarda non è unita e coesa nella rivendicazione.
Ma stiamo scherzando?
Stiamo ripercorrendo la strada che ha devastato l’anima dei sardi per secoli? La strada secondo cui dinanzi a un problema di cui sono esplicita causa gli italiani, i sardi vengono colpevolizzati e ammeschinati dicendo che è colpa loro perché non si fanno valere?
Affermare queste cose è come dire che dinanzi a un carnefice e la sua vittima, la colpa è della vittima perché non sa difendersi.

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Il grande freddo

3 marzo 2017 06:122 commenti
Il grande freddo

di Paolo Maninchedda
Ci sono momenti di entusiasmo nella vita di un governo e momenti di assoluta fatica, aumentata dall’assenza di entusiasmo.
Ieri il Gruppo del Partito dei Sardi ha notificato al Presidente della Giunta un giudizio severo sul rimpasto annunciato che credo verrà meglio strutturato nei prossimi giorni.
Per noi è vincolante il patto elettorale: non possiamo romperlo.
Tuttavia abbiamo il diritto di far capire agli elettori ciò che è addebitabile alle nostre convinzioni e al nostro lavoro e ciò che non lo è.
Il modello cui risponde il rimpasto illustrato ieri ai capigruppo non ci appartiene

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La strategia del Partito dei Sardi e la crisi della Regione sarda

24 febbraio 2017 07:442 commenti
La strategia del Partito dei Sardi e la crisi della Regione sarda

di Paolo Maninchedda
Come pure credo abbiano fatto molto bene a far comprendere che non vi è alcun ruolo, compreso il mio, anzi, soprattutto il mio, che non venga immediatamente messo in discussione qualora si pensi di zittire il nostro punto di vista con la pesatura delle responsabilità esercitate e spesso non richieste. Noi siamo pronti a spogliarci di ogni ruolo se questo può pregiudicare il nostro punto di vista. (…) Ieri ho avuto una piacevole conversazione con Andrea Pubusa, professore e uomo politico che stimo moltissimo e non da oggi. Gigi Marotto ha poi risposto a Tonino Dessì sul tema della strategia migliore per costruire il soggetto politico della Nazione sarda, cogliendo una differenza tra la nostra strategia e la sua che a mio avviso non c’è. Il Partito dei sardi, infatti, non si pone in modo concorrenziale dentro una coalizione di partiti italiani per tentare di assumerne la guida; si pone invece di fronte ai sardi di orientamento libertario, progressista, liberal-democratico e socialista per tentare di convincerli a costruire un soggetto nazionale sardo. In buona sostanza, il Partito dei Sardi non sta dentro le frontiere che i partiti italiani hanno costruito per i sardi e cerca di crearne di nuove. Semmai, ciò che caratterizza il Partito dei sardi è che non insulta chi la pensa diversamente, non raccoglie le provocazioni, ha pazienza.

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Sindacati e Confindustria sui cantieri: siamo insieme oppure no contro burocrazia, cultura del sospetto e italianità?

7 febbraio 2017 07:511 commento
Sindacati e Confindustria sui cantieri: siamo insieme oppure no contro burocrazia, cultura del sospetto e italianità?

di Paolo Maninchedda
Oggi leggiamo le parole dei sindacati (non prendo neanche in considerazione quelle della Confindustria che dice di volerne parlare col Ministro per il Mezzogiorno, evidentemente sperando nella grazia per i sardi da parte dei carnefici della Sardegna. Vada il presidente della Confindustria Sardegna a parlarne col Ministro per il Mezzogiorno, tornerà fiero del nulla conquistato. A Cagliari ancora si fanno incantare dai salotti purpurei dei ministeri romani) sui ‘cantieri fermi’ e vediamo l’Unione Sarda prendere fischi per fiaschi, confondendo il Mutuo infrastrutture con altre fonti di finanziamento.

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Per una politica nazionale del latte. Attenzione ai neozelandesi

31 gennaio 2017 07:021 commento
Per una politica nazionale del latte. Attenzione ai neozelandesi

di Paolo Maninchedda
È possibile una politica nazionale sarda del latte?
Noi abbiamo sempre pensato di sì. Abbiamo detto che in tutto il mondo c’è bisogno di latte e che le nostre eccedenze vanno gestite in un’ottica globale e non solo italiana o europea. Abbiamo anche detto che la cosa più urgente è un menu di iniziative pubblico-private che devono mirare a aumentare il valore del nostro prodotto.
“La Nuova Zelanda vuole aumentare la produzione di latte di pecora per esportarlo nei paesi asiatici come latte intero in polvere ed ingredienti per la gelateria. Di conseguenza il governo neozelandese cofinanzierà un progetto da 31 milioni di Euro per l’apertura di una cinquantina di allevamenti di pecore da latte, in modo da portare il fatturato annuale del settore dagli attuali 5 milioni a 130 milioni di Euro nel 2020 e 460 milioni nel 2030”.

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Non è roba da rimpasto, è roba da Don Chisciotte. Chi vale di più, deve fare di più

7 dicembre 2016 07:424 commenti
Non è roba da rimpasto, è roba da Don Chisciotte. Chi vale di più, deve fare di più

di Paolo Maninchedda
Quali sono i due più grandi problemi della Sardegna?
La mancanza di lavoro e la mancanza di speranza.
Ai Sardi del rimpasto frega veramente poco. Immaginiamo che sia già fatto. Embé?
Siamo in grado di fare un serio piano per il lavoro? A questa domanda i Sardi sono molto interessati, non solo i Sardi espulsi dalle fabbriche, ma anche i Sardi diplomati e laureati, i piccoli imprenditori, i professionisti impoveriti. Se non siamo in grado di dare questa risposta non è che è in crisi una Giunta, è in crisi la democrazia, incalzata dalla rabbia dell’umilazione che oggi sfocia nell’anarchia.
Siamo in grado di indicare una rotta sicura? Noi pensiamo di sì e chiamiamo questa rotta ‘libertà, sovranità, autogoverno, responsabilità, indipendenza’.
Il ragionamento che ho fatto è troppo semplice? NO, è vero. Un tempo si diceva che le bugie non si vedono dal naso lungo ma dalle spiegazioni lunghe.

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No, non riesco a gioire della vendita alle Bonifiche Ferraresi di un pezzo di Sardegna

29 novembre 2016 06:001 commento
No, non riesco a gioire della vendita alle Bonifiche Ferraresi di un pezzo di Sardegna

di Paolo Maninchedda
Vedere il giubilo e non capirlo. Francamente che cosa c’è da gioire per il fatto che le Bonifiche Ferraresi hanno acquistato la Società Bonifiche Sarde? È forse un investimento attratto dalle nostre politiche? No. È un’acquisto fatto da una società in un’asta pubblica.
I sardi non hanno bisogno di terra buona?
Credo proprio di sì.
Hanno i soldi per comprarsela? Non tutti.
Ma la terra oggi ha un valore nazionale per la Sardegna. Noi siamo un luogo vocato ad essere green, a legare salute, qualità, buona alimentazione, emozioni e turismo. Se c’è una cosa che non dovremmo vendere è la terra. È una delle poche cose nostre. Terra e identità sono legate.
La Regione non poteva che vendere. Ma perché il sistema sardo non ha comprato? Che cosa non si è capito? Dove si è sbagliato?
Qualcuno pensa che il problema dei 26 dipendenti sia stato risolto. Lo vedremo nel lungo termine. Non vorrei che a breve a questi lavoratori venisse proposto il trasferimento nella penisola pena il licenziamento o le dimissioni.

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I ricchi votano SÌ e pretendono obbedienza. Chi è in difficoltà ed è libero vota NO.
Regole e video per non farsi manipolare

27 novembre 2016 10:310 commenti
I ricchi votano SÌ e pretendono obbedienza. Chi è in difficoltà ed è libero vota NO. Regole e video per non farsi manipolare

di Paolo Maninchedda
Mai vista una pressione propagandistica del Governo italiano sulle masse così articolata, capillare, ossessiva, ripetuta e martellante come quella che l’insieme degli apparati di Stato, la Rai, Mediaset, la stampa veramente di regime (si pensi al giornale unico Repubblica-Corriere-La Stampa), stanno mettendo in atto per indurre la gente a votare SÌ.
Bisogna ribellarsi alla manipolazione. Bisogna resistere.
È in atto un vero colpo di Stato delle coscienze che meriterebbe una grande resistenza politica e morale.
Ho fatto la mia scelta in Africa nel 1982: non sto con banche e finanzieri, sto con l’altra parte del mondo, con chi produce ricchezza, con chi lavora, con chi educa, con chi ama e non si approffitta degli altri, con chi pretende di difendere la propria libertà, la propria intimità, la grandezza, unicità e intimità della propria anima. Uso per combattere l’unico potere di cui realmente dispongo: questo sito.
Le dieci regole della manipolazione: conoscerle per difendersene

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Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque

18 novembre 2016 07:175 commenti
Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque

di Paolo Maninchedda
Esattamente come il Berlusconi in difficoltà poco prima di lasciare Palazzo Chigi, anche Renzi prova non ad accettare il duro confronto con la realtà ma a costruire una realtà di comodo.
Come Berlusconi, butta il pallone in tribuna e dà la colpa all’Europa dell’austerity. Cosa c’entra l’Europa con la crisi del sistema bancario italiano? Nulla. Cosa poteva fare Renzi? Tutto, ma non l’ha fatto per gli evidenti imbarazzi sulla questione Banca Etruria. (…)
Ieri però Renzi era in Sardegna, intervistato e omaggiato da tutti, ma nessuno, dico nessuno, gli ha fatto la domanda che era indispensabile fargli: perché ancora oggi il governo italiano non ha avviato alcuna procedura per notificare a Bruxelles che la Sardegna è un’isola? Io so cosa rischio a non associarmi al coro. Personalmente vedo lo strapotere appannato di Renzi, ma non mi impressiona. Io sto da un’altra parte e so perfettamente che votando NO ho un’opportunità di cambiamento, mentre il Sì significa la ripetizione ad oltranza del mondo inconcludente di facciata che in questi due anni ha avuto un potere enorme e non l’ha saputo usare per il bene di tutti.

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La notizia non capìta: cambia il mercato del latte e senza un euro di finanza pubblica

27 ottobre 2016 07:251 commento
La notizia non capìta: cambia il mercato del latte e senza un euro di finanza pubblica

di Paolo Maninchedda
Due giorni fa è stata data la notizia dell’accordo tra il gruppo sardo Minoter e la cinese Blue River Dairy.
Diamo i nomi veri alle cose e alle persone. La Minoter Spa è del gruppo Cualbu ed è la controllante della società Alimenta, con sede a Tossilo, Macomer.
La Blue River Dairy è una società cinese con stabilimenti in Nuova Zelanda, leader nel mercato del cibo per bambini, un mercato delicatissimo dove chi sbaglia paga in modo salato, ma dove anche il valore aggiunto remunera bene chi sa lavorare bene.
Già oggi la Alimenta vende molto del suo prodotto in Cina ed è uno dei maggiori esportatori del settore lattiero-caseario sardo verso i mercati orientali. L’altro gruppo che si è conquistato uno spazio è la 3A di Arborea.
Cosa lavora la Alimenta? Prevalentemente la scotta, il siero derivato dalla lavorazione del formaggio che nons i dovrebbe mandare nelle fogne, ma che Abbanoa trova costantemente nelle fogne.
Il mercato del latte si trasforma e si diversifica. Non più solo pecorino romano.

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