La Sardegna immobilizzata dalla retorica inconcludente e dalla superficialità dilagante

15 giugno 2017 07:020 commenti
La Sardegna immobilizzata dalla retorica inconcludente e dalla superficialità dilagante

di Paolo Maninchedda
Iniziamo dalle strade. L’Anas ieri ha annunciato la fase 2 dell’operazione rebranding della ex Salerno-Reggio Calabria (…) investimenti tecnologici per fare dell’autostrada la smart road italiana: sarà interamente cablata, dotata di hot spot wi-fi ogni 300 metri per dare e ricevere informazioni e creare una connessione unica.
In Sardegna, invece, si combatte per cose meno tecnologiche: asfalti, buche, crolli e ritardi. (…) Cosa serve? Servono poteri prima che risorse; poteri per poter fare noi e non dover chiedere ad altri, per di più spesso distratti quando non imbroglioni.
Se sembra troppo ardita la parola ‘imbroglione’, rivelo una piccola anticipazione di un dossier che sto raccogliendo sulle imprese non sarde che vincono gli appalti in Sardegna. Lo sto raccogliendo per poi pubblicarlo (…)
Nel frattempo due ministri della Repubblica, Carlo Calenda e il vacanziere Gianluca Galletti, hanno sottoposto al dibattito pubblico il documento sul Sistema Energetico Nazionale (SEN). La Sardegna vi ha un posto di assoluto rilievo, si decide sulle sue centrali elettriche, vi si scrive che si vuol fare un nuovo elottrodotto da 1000 MW, ma soprattuto si capisce (pag. 16) che non si crede nella dorsale e che invece si ritiene più percorribile “la metanizzazione della Sardegna tramite Small Scale GNL potrebbe consentire di avviare la fornitura di gas in modo modulare, utilizzando e completando le reti esistenti, avviando al contempo il primo pilota di Sulphur Emission Controlled Area (SECA)per il traffico marittimo nel Mediterraneo”. Nell’allegato 2, poi, la metanizzazione della Sardegna occupa uno spazio rilevante, da p.224 a p. 231. Leggete queste pagine dove viene delineata chiaramente la strategia dei depositi costieri e anche la loro ubicazione (Cagliari, Oristano e Sassari) e poi fatevi la domanda chiave: giuste o sbagliate che siano queste scelte, quanto e dove hanno coinvolto i Sardi?

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Latte: soldi investiti e soldi sprecati

3 aprile 2017 07:570 commenti
Latte: soldi investiti e soldi sprecati

di Paolo Maninchedda
Posto che oggi abbiamo la luminosa notizia sanitaria, secondo la quale l’imperatore Moirano ha assicurato lo sblocco delle assunzioni a Nuoro (nessuno che abbia il coraggio di chiedere a sua Maestà, che ancora deve dimostrare di possedere i requisiti di eccellenza extra sarda che gli hanno consentito di conquistare la corona, se e come il piano dei risparmi che sta programmando non stia incidendo sul livello dei servizi – Sassari e Nuoro sono già scoppiate, a breve salta per aria Oristano) e posto anche che tanto è inutile occuparsi della tragedia finanziaria della sanità perché sembra ineluttabile che ci si vada a rompere la testa fino a spappolarsela, occupiamoci di altro. Occupiamoci di latte.
Non ho ancora potuto leggere la forma assunta dopo il dibattito in Aula dall’articolo della finanziaria che stanzia i 14 milioni di euro per rafforzare la misura indigenti, ossia il ritiro delle eccedenze del formaggio pecorino romano. Non mi stupì che la prima versione dell’emendamento avesse trovato tutti concordi i dirigenti dell’amministrazione regionale: era talmente complicato da destare la certezza che i soldi non si sarebbero spesi. Ma poniamo che il testo sia stato migliorato e che i soldi siano spendibili e ottengano l’effetto desiderato: l’aumento del prezzo del latte e quindi del reddito dei produttori (continua)

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E adesso, chi sono gli addormentati?

30 marzo 2017 08:031 commento
E adesso, chi sono gli addormentati?

di Paolo Maninchedda
Io non ricordo a memoria che ci sia mai stata una Giunta che abbia registrato a poco più della metà del suo mandato un incremento del 14% dei posti di lavoro, registrato a gennaio. A gennaio dico, non nei trimestri delle stagioni turistiche: a gennaio.
Non ricordo neanche un’altra Giunta che abbia visto registrare, come invece è accaduto a questa Giunta, un incremento del 20% delle cessazioni dei contratti a tempo determinato e una diminuzione delle cessazioni dei contratti a tempo indeterminato del 10%.
Ignazio Ganga ha ragione di essere prudente e di volere aspettare conferme, ma il dato è lì a dire che evidentemente la Giunta “drummida” di cui tanti parlano, non è poi proprio così “drummida”. Se anche vogliamo interpretare questi dati come sintomi e non come dati strutturali, essi non vogliono dire che manca una politica dello sviluppo, ma che una politica dello sviluppo comincia a dare i suoi frutti. Tutto il retoricume autonomista degli anni passati; tutta l’autocelebrazione di alcune scelte di governo, attraverso anche megafoni universitari, non può annoverare sintomi di ripresa di questo tipo. Questa Giunta ha il difetto di non sapere raccontare ciò che fa; però è meglio essere pessimi parolai ma efficienti amministratori, che eccellenti incantatori di serpenti che addormentano il popolo con le sinuosità delle proprie menzogne.
Qui se c’è qualcuno “drummidu” è chi è fermo nel fare politica ai soliti sistemi italici: interdizione, malevolenza, maldicenza, conservazione, dissipazione, distribuzioni a pioggia e quant’altro. Il cancro morale della vecchia politica animata dall’odio, dall’ignoranza e dal parassitismo di classi dirigenti che senza politica sarebbero senza mestiere, è sempre lì pronto ad aggredire ogni nobiltà come la ruggine sui metalli.

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Sermonellosi in aumento, Arru non trova i vaccini

23 marzo 2017 07:591 commento
Sermonellosi in aumento, Arru non trova i vaccini

di Paolo Maninchedda
Inutile, totalmente inutile cercare la verità sui giornali. Questa malattia della sermonellosi ormai ha colpito tutti ed è associata alla scrupolopenia.
In sostanza, l’urgenza di dire qualcosa porta a sermonellare sulle balle (vedi le bombe a Olbia oggi sulla Nuova); il fastidio dei fatti (noto in medicina con il nome ‘E mi viene un malumore‘ ogni volta che la Regione raggiunge un risultato) porta la notizia di Capoterra a pagina 26 dell’Unione Sarda (….)

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Prefetti, stadi e lavori pubblici. Post scriptum: avviata la procedura di aggiornamento del prezziario regionale

21 marzo 2017 07:250 commenti
Prefetti, stadi e lavori pubblici. Post scriptum: avviata la procedura di aggiornamento del prezziario regionale

di Paolo Maninchedda
Era il 14 marzo quando comunicai alla Giunta regionale che gli uffici del Genio Civile non avevano ricevuto ancora i progetti dello stadio provvisorio del Sant’Elia di Cagliari.
Oggi L’Unione Sarda ricorda che i tempi per l’approvazione dei progetti e l’inizio dei lavori sono, a detta della società, molto stretti, addirittura si parla del 9 aprile, e che la società sarebbe allarmata dal fatto che la stampa abbia dato notizia della mia comunicazione alla Giunta.
Io e i dirigenti del mio assessorato abbiamo già vissuto questa situazione, quando il Cagliari di Cellino doveva tornare a giocare al Sant’Elia e venimmo convocati dall’allora prefetto, il mitico dott. Giuffrida, col quale ci scorticammo un po’ su due temi: lo stadio, appunto, e la SS 131 (ritenuta dal comitato per l’ordine pubblico di allora non pericolosa, benché interrotta al km 40, dove poco dopo si ebbe una delle più spettacolari rapine ai portavalori che la storia del crimine sardo ricordi). Nessuno vuole rallentare alcunché. Però non si può pretendere, in questa materia, che si mettano i timbri in fretta e a occhi chiusi.
Seconda e ultima notizia: finalmente siamo riusciti ad avviare le procedure per l’aggiornamento del prezziario regionale. Ecco il link.

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Continua la guerra dei mutui contro le banche rapaci

13 marzo 2017 06:410 commenti
Continua la guerra dei mutui contro le banche rapaci

Pubblico di seguito un commento lasciato dalla signora Valentina su questo sito.
So perfettamente che cosa sta accadendo: le segnalazioni sulle forti resistenze del Banco di Sardegna alle rinegoziazioni si moltiplicano. In questo caso abbiamo invece la Unipol. Il problema è come combattere contro queste banche; ma che ci sia un problema serissimo con le banche in Sardegna è fuor di dubbio. Non sono un fattore dello sviluppo; hanno prevalentemente un atteggiamento rapace. Non rinegoziare i mutui se non quando è terminato il periodo di contribuzione regionale è un esempio di profonda slealtà verso le finanze pubbliche e verso i clienti, ma non è l’unico. Adesso che il sistema del pegno rotativo per il Pecorino Romano è varato (la firma in assessorato è un pro forma), il Banco di Sardegna lo vuole applicare gradualmente e a partire dai casi più semplici. Perché? Perché il Pegno costringe a presidiare i magazzini, di fatto consente una valutazione delle politiche aziendali perché il magazzino è dato a garanzia del credito e c’è chi, abituato ad avere con le banche un rapporto non regolato dall’efficienza ma dalla vicinanza, non gradisce che si applichino nuove regole.

di Valentina

Anche io, ai primi di settembre, ho fatto domanda di rinegoziazione alla Unipol, e non ho ancora ricevuto nessuna risposta; anzi… peggio, gli impiegati della banca, mi hanno detto che non potevano procedere a causa di una vertenza con la Regione.

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Per la Coldiretti: rigirate la frittata, se volete, ma non dividete i sardi

10 marzo 2017 07:571 commento
Per la Coldiretti: rigirate la frittata, se volete, ma non dividete i sardi

di Paolo Maninchedda
Con la Coldiretti ho un rapporto dialettico che dura da anni. Ci stimiamo, ma non ci nascondiamo i differenti punti di vista.
Oggi il dissenso è forte perché il comportamento della Coldiretti intacca la formazione di una coscienza nazionale dei sardi.
La Coldiretti, dinanzi al tradimento del taumaturgo del formaggio (altrui), il ministro Martina, fa dichiarazioni contro il governo e il consiglio regionali – che, lo ricordo, hanno istituito il Pegno rotativo e stanziato 14 milioni di euro per il sostegno al reddito delle imprese agricole – sostenendo, in buona sostanza, che Martina ha disatteso gli impegni assunti, con la Coldiretti e con quei creduloni che l’hanno abbracciato quando venne in Sardegna per il referendum, perché la classe politica sarda non è unita e coesa nella rivendicazione.
Ma stiamo scherzando?
Stiamo ripercorrendo la strada che ha devastato l’anima dei sardi per secoli? La strada secondo cui dinanzi a un problema di cui sono esplicita causa gli italiani, i sardi vengono colpevolizzati e ammeschinati dicendo che è colpa loro perché non si fanno valere?
Affermare queste cose è come dire che dinanzi a un carnefice e la sua vittima, la colpa è della vittima perché non sa difendersi.

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Il grande freddo

3 marzo 2017 06:122 commenti
Il grande freddo

di Paolo Maninchedda
Ci sono momenti di entusiasmo nella vita di un governo e momenti di assoluta fatica, aumentata dall’assenza di entusiasmo.
Ieri il Gruppo del Partito dei Sardi ha notificato al Presidente della Giunta un giudizio severo sul rimpasto annunciato che credo verrà meglio strutturato nei prossimi giorni.
Per noi è vincolante il patto elettorale: non possiamo romperlo.
Tuttavia abbiamo il diritto di far capire agli elettori ciò che è addebitabile alle nostre convinzioni e al nostro lavoro e ciò che non lo è.
Il modello cui risponde il rimpasto illustrato ieri ai capigruppo non ci appartiene

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La strategia del Partito dei Sardi e la crisi della Regione sarda

24 febbraio 2017 07:442 commenti
La strategia del Partito dei Sardi e la crisi della Regione sarda

di Paolo Maninchedda
Come pure credo abbiano fatto molto bene a far comprendere che non vi è alcun ruolo, compreso il mio, anzi, soprattutto il mio, che non venga immediatamente messo in discussione qualora si pensi di zittire il nostro punto di vista con la pesatura delle responsabilità esercitate e spesso non richieste. Noi siamo pronti a spogliarci di ogni ruolo se questo può pregiudicare il nostro punto di vista. (…) Ieri ho avuto una piacevole conversazione con Andrea Pubusa, professore e uomo politico che stimo moltissimo e non da oggi. Gigi Marotto ha poi risposto a Tonino Dessì sul tema della strategia migliore per costruire il soggetto politico della Nazione sarda, cogliendo una differenza tra la nostra strategia e la sua che a mio avviso non c’è. Il Partito dei sardi, infatti, non si pone in modo concorrenziale dentro una coalizione di partiti italiani per tentare di assumerne la guida; si pone invece di fronte ai sardi di orientamento libertario, progressista, liberal-democratico e socialista per tentare di convincerli a costruire un soggetto nazionale sardo. In buona sostanza, il Partito dei Sardi non sta dentro le frontiere che i partiti italiani hanno costruito per i sardi e cerca di crearne di nuove. Semmai, ciò che caratterizza il Partito dei sardi è che non insulta chi la pensa diversamente, non raccoglie le provocazioni, ha pazienza.

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Sindacati e Confindustria sui cantieri: siamo insieme oppure no contro burocrazia, cultura del sospetto e italianità?

7 febbraio 2017 07:511 commento
Sindacati e Confindustria sui cantieri: siamo insieme oppure no contro burocrazia, cultura del sospetto e italianità?

di Paolo Maninchedda
Oggi leggiamo le parole dei sindacati (non prendo neanche in considerazione quelle della Confindustria che dice di volerne parlare col Ministro per il Mezzogiorno, evidentemente sperando nella grazia per i sardi da parte dei carnefici della Sardegna. Vada il presidente della Confindustria Sardegna a parlarne col Ministro per il Mezzogiorno, tornerà fiero del nulla conquistato. A Cagliari ancora si fanno incantare dai salotti purpurei dei ministeri romani) sui ‘cantieri fermi’ e vediamo l’Unione Sarda prendere fischi per fiaschi, confondendo il Mutuo infrastrutture con altre fonti di finanziamento.

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Per una politica nazionale del latte. Attenzione ai neozelandesi

31 gennaio 2017 07:021 commento
Per una politica nazionale del latte. Attenzione ai neozelandesi

di Paolo Maninchedda
È possibile una politica nazionale sarda del latte?
Noi abbiamo sempre pensato di sì. Abbiamo detto che in tutto il mondo c’è bisogno di latte e che le nostre eccedenze vanno gestite in un’ottica globale e non solo italiana o europea. Abbiamo anche detto che la cosa più urgente è un menu di iniziative pubblico-private che devono mirare a aumentare il valore del nostro prodotto.
“La Nuova Zelanda vuole aumentare la produzione di latte di pecora per esportarlo nei paesi asiatici come latte intero in polvere ed ingredienti per la gelateria. Di conseguenza il governo neozelandese cofinanzierà un progetto da 31 milioni di Euro per l’apertura di una cinquantina di allevamenti di pecore da latte, in modo da portare il fatturato annuale del settore dagli attuali 5 milioni a 130 milioni di Euro nel 2020 e 460 milioni nel 2030”.

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