Propaganda antivirale

(…) Tutto questo è vero quanto il Coronavirus, il quale non determina in alcun modo l’obbligo di sentirci tutti legati da chissà quali vincoli, maggioranza e opposizione. Il premier Conte sta smaccatamente usando l’epidemia per scolorire responsabilità e inettitudine; Solinas, dal canto suo, ha usato l’emergenza per nascondersi dietro la tenda, dietro la cortina di notizie allarmanti che ovviamente oscura le sue incapacità (ben divise con questo nuovo ceto parassitario – il miglior profilo lo trovate sull’ultimo libro di Luca Ricolfi, “La società signorile di massa” – assurto con lui al governo della Regione). E dunque, anche da preoccupati e attenti noi conserviamo memoria: voi da una parte, noi dall’altra […]

La Lega non cresce più. I Cinquestelle sono in discesa verticale.
Lo dico ai Sardi che si sono precipitati a porsi al servizio nordista. Finito.
Il ciclo del successo effimero è più breve di prima. Anche Renzi ha avuto la stessa evoluzione, solo un po’ più lunga.
Quando dicevo a Pigliaru che Renzi non aveva un pensiero, che avrebbe tradito la Sardegna, che in breve tempo si sarebbe consumato, mi diceva che ero un radicale. Radicalmente la storia mi ha dato ragione. (…) Oggi c’è un grande spazio politico e culturale per una profonda rivoluzione sarda.
Non serve un linguaggio e un atteggiamento riformista. Serve una convinzione rivoluzionaria e un’educazione pacifista. Ma una cosa deve essere chiara: bisogna prepararsi a grandi mobilitazioni se vogliamo che la storia della Sardegna cambi la sua direzione.
Il vento è per noi; noi possiamo solo sbagliare il modo di tirare su le vele. Ma il vento, oggi, è nostro, non italiano. (LEGGI)