Il Gruppo Cellino dice che due catene di distribuzione hanno deciso di non distribuire più la sua pasta e elenca, invece, le catene che continueranno a farlo. L’Unione Sarda ovviamente pubblica la pagina pagata e tale la lascia al giudizio del lettore. La Nuova, il quotidiano zelantissimo verso la Giunta regionale, il quotidiano delle gogne per i poveri e i silenzi per i ricchi, il quotidiano dei sondaggi ad hoc, il quotidiano megafono delle Procure ma a seconda di coloro di cui le Procure si occupano e sempre attento a non parlare dei procuratori accozzati dai loro colleghi ‘amici degli amici’, o condannati ma ancora in servizio in Sardegna, o con pregressi disciplinari da far dubitare della loro competenza, La Nuova del nuovo corso commerciale, si sente in dovere non solo di pubblicare la pubblicità, ma addirittura di spiegarla.

La notizia positiva è che l’avvocato Iai ha ottenuto di poter prendere visione di tutte le carte del processo Palamara. (…) Prima o poi i favorini turritani, galluresi, oristanesi, nuoresi e cagliaritani di chi ha usato la giustizia come una clava, di chi ha aggredito con testimoni fasulli e costruiti a tavolino le posizioni politiche scomode, verranno a galla. (…) Le notizie negative sono le seguenti… (…)

Questa è l’atroce verità che andrebbe raccontata: maggioranza e opposizione sono d’accordo a buttare milioni di euro dalla finestra per garantire qualche mese in più di stipendio a un po’ di sindaci, qualche mese in più alle trattative politiche per fare le liste, qualche mese in più per sperare che riesploda il Covid e si blocchi tutto (…)

I giornali e il rinverginamento

In Sardegna sono poi accaduti due fatti raccontati ma non capiti. I vescovi hanno fatto una messa tutti insieme il 2 giugno, alla presenza delle sole autorità sarde (Presidente della Regione, Presidente del Consiglio e Sindaco di Cagliari). Ora, ieri non era domenica, quindi i vescovi non avevano alcuna urgenza di fare una messa. Hanno celebrato una messa il giorno della festa dello Stato e non sono andati in prefettura. Se i fatti hanno un senso, questo ne ha tanti, al punto da far impallidire qualsiasi parola pronunciata. Se lo Stato era impegnato a rinverginarsi, i vescovi hanno detto che era opportuno che si inginocchiasse per il kyrie eleison.

La Regione Sardegna è andata oltre, ha varato il giornalista monouso: sa scrivere, ma non sa leggere; è in grado di fare comunicati stampa, di disciplinare il traffico delle domande evitando le inopportune, ma non di capire i comunicati e gli articoli degli altri, i post, i tweet e gli sms, no. Un istituzionale uso esclusivo per una sola funzione. I vecchi comunisti erano trinaricciuti per far sfiatare il cervello; i giornalisti dell’Ufficio Stampa della Regione sono stati razionalizzati a una sola funzione: esistere. Questa è la delibera con la quale la Giunta affida (…)

Ci eravamo abituati al Tg 3 Sardegna come riepilogo delle notizie date dagli altri. Ci eravamo abituati all’inutile servizio pubblico, ai bollettini ufficiali ripetitivi del già detto o amplificanti del non senso.
Aspettavamo sonnecchianti il Tg Leonardo, l’unico Tg interessante offerto dalla Rai e, nel frattempo, rivedevamo il solito schema andare in scena, diverso tutti i giorni ma tutti i giorni uguale (…) Poi però è accaduto che il 13 maggio si è andati oltre la decenza (…)

Ovviamente, ben vengano gli investimenti in informazione, ma quelli che sono connessi in qualche modo con le finanze pubbliche regionali puzzano.
Puzzano, in primo luogo, di ‘favore’, perché la sanità privata in Sardegna vive del budget a lei dedicato nel bilancio regionale, e dunque per questi imprenditori investire in informazione ha tanto il sapore di investire in ‘strumenti di pressione’.
Puzzano, in secondo luogo, di ‘reciprocità’, ossia di quello che in sardo sibillinamente viene chiamato ‘piaghere torradu’, sia per le cortesie ricevute e rese che per i torti patiti e restituiti (ma qui ricorrerebbe solo il primo caso).

Ora, però, per me la vicenda è interessante per il bellissimo reato per cui Simeone è stato condannato: peculato d’uso per l’utilizzo della macchina pubblica per il percorso casa privata-ufficio. Mi chiedo: ma è vero? Perché se è vero e solo solo la polizia giudiziaria acquisisse le percorrenze delle auto blu dell’amministrazione regionale negli ultimi sei sette anni, interrogasse gli autisti e considerasse i costi, bé, il galeotto Simeone con i suoi 300 euro ne uscirebbe candidato alla beatificazione per onestà praticata e non esibita. Insomma, è sempre la solita storia: dipende se sei o non sei figlio di qualcuno, se sei un topo di città o di campagna, se sei, come dicevano gli spagnoli, hijo de algo!

Nel novembre del 2016, io scrissi, odiato da tutti i membri dell’allora maggioranza e ovviamente isolato e additato tra i primi dieci rompiscatole al mondo (ma il Pd fa sempre così, se non sei d’accordo sei colpevole, perché, come diceva Dante, la colpa è sempre delle vittime) che Renzi doveva trattare col Qatar su Meridiana vincolando l’interlocutore a tenere “tutte le attività direzionali e di controllo e tutti i servizi in cielo, in terra e in mare della compagnia aerea” a Olbia e a potenziarli. Il Pd allora andava a Doha come io vado a Lourdes, non capendo che erano secondi nell’ordine, perché il primo ospite era stato Cappellacci (ancora oggi l’interlocutore più penetrante nel principato del gas)…

Doccia fredda? Purtroppo no. Il giorno dopo il dibattimento a Cagliari sul ricorso presentato dai legali di Succu, un giornalista giudiziarista molto capace mi aveva detto: «Se non si dimette da sindaco, lo tengono agli arresti».
Succu non è mai stato raggiunto da alcun avviso di garanzia. Si indaga su di lui; lo si intercetta; si sequestrano computer del reparto da lui diretto, ma non gli si manda, per due/tre anni alcun avviso di garanzia. Si acquisiscono prove, addirittura si fa periziare la data di generazione di un file, ma non gli si manda mai l’avviso di garanzia […]

Oristano: il feudo cerebrale

È politica giudiziaria, Pasquale, un bruttissimo processo politico. Non il primo e non l’ultimo in Sardegna. Ma ti assicuro che vedere intorno a sé la paura non mi piega. Provo pietà e compassione per chi ha paura di frequentarmi. Provo un distacco spirituale profondissimo verso chi mi perseguita e mi spia da ormai almeno quattro anni. Provo disprezzo per i calunniatori e i maldicenti. Ma preferisco, credimi, tacere sugli indifferenti, per non sporcarmi l’anima […]