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Primarias: sanità e giornalisti
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Primarias: sanità e giornalisti

Bisogna dire con molta chiarezza che in Sardegna in questi cinque anni c’è stato una sorta di golpe bianco in sanità. (…) Sto con i giornalisti perché sono cresciuto con l’orrore dell’olocausto e so che è stato preparato prima con il bavaglio posto alla stampa libera e ai giornalisti liberi.
Di qualità dell’informazione, però, si può e si deve parlare. (LEGGI)

Sesso raccontato e politica praticata
Elezioni Informazione Politica

Sesso raccontato e politica praticata

Ma l’unico fatto nuovo è che mentre altrove si chiacchiera, noi organizziamo le Primarias e organizziamo il primo referendum sulla coscienza che i sardi hanno di sé stessi. Ben altro che pettegolezzi, attese e comitati elettorali. Spiegavo a alcuni giovani ieri che tra la fatica dei fatti e la manipolazione delle chiacchiere passa la stessa differenza che corre tra la dignità del sesso praticato e la volgarità del sesso raccontato. (LEGGI)

Fisco, formaggio e Qatar
Fisco Informazione Politica

Fisco, formaggio e Qatar

Chi subisce un controllo dall’Agenzia delle Entrate nella Repubblica italiana?
Risposta: chi presenta una dichiarazione dei redditi. Un cittadino che non presenta alcuna domanda, è soggetto a minori controlli in Italia di chi adempie al suo dovere.
Ne parleremo a Cagliari Giovedì (sala Search del Comune con ingresso in Largo Carlo Felice 2).
Formaggio: Chi sarebbe il fesso che direbbe ai pastori di produrre di più a discapito del prezzo e chi sarebbe l’altro fesso che erogherebbe i prodotti finanziari a chi fa valere di meno il proprio magazzino con la sovrapproduzione? Eppure i fessi esistono.
Qatar: Mi dicono che l’amministratore di Air Italy quando lo chiama qualcuno dalla Sardegna, prima ride a crepapelle poi risponde. Una scuola elementare mi ha invitato a tenere un corso: Come non diventare conigli mannari, fortissimi con le galline e zerbinanti con le volpi. (LEGGI)

Persecuzione giudiziaria: inizia il processo in piazza
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Persecuzione giudiziaria: inizia il processo in piazza

Ieri l’ennesimo blitz della Guardia di Finanza all’ospedale San Martino di Oristano. (…) Questa volta è andata meglio: nessuna telecamera. Ovviamente oggi i giornali lanciano ipotesi e tirano in ballo il sindaco di Macomer, Antonio Succu. Come? Chiedendogli se abbia ricevuto o no un avviso di garanzia. Alla risposta negativa, pubblicano comunque il suo nome. Risultato? Nell’opinione pubblica Antonio Succu è indagato, anche se non è indagato. Questa è l’Italia che profondamente disprezziamo, l’Italia del processo prima del processo, l’Italia dei linciaggi mediatici sulle illazioni… In Sardegna si ha paura di parlare di queste cose perché tutti, ma proprio tutti, hanno paura dei magistrati e del carcere.
Ma la paura rende schiavi. E farci prendere dalla paura ci fa schifo proprio perché ci sentiamo onesti e liberi. (LEGGI)

Non fatevi manipolare dai potenti ciechi
Informazione Politica

Non fatevi manipolare dai potenti ciechi

Non è la prima volta che i media non vedono ciò che hanno sotto gli occhi. E ciò spiega perché anche i media sardi condividano la cirsi di vendite dei media italiani.
Tendenzialmente infatti, soprattutto i giornali, ripetono le notizie che si sono consolidate sui media italiani il giorno prima. Non sono ‘quotidiani’, sono ‘ripetitori’, sembrano privi di un punto di vista proprio e ansiosi di aderire ai punti di vista che si consolidano il giorno prima nei media italiani. Invece, se c’è un dato chiarissimo è che in Sardegna gli schemi stretti italiani (Cinquestelle, Centrosinistra e Centrodestra) perdono sempre quando si propongono da soli, vincono quando si aprono a alleanze con soggetti politici propri della Sardegna. Perché nessuno dice che chi semina continuamente odio perde? Perché, pur di fronte all’evidenza che i ‘vaffa’, i ‘vergogna’, i ‘basta’ non servono più, nessuno lo dice?
Perché nessuno lo vede grazie agli occhiali deformanti che fanno parlare della nave Aquarius ma non delle emergenze sanitarie sarde (LEGGI)

Il Pd sperimenta il contrappasso della Rai
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Il Pd sperimenta il contrappasso della Rai

Per fortuna c’è WhatsApp. Mentre la televisione di Stato cuciva frac di lusinghe ai nuovi vincitori, la Rete e i telefonini si riempivano di ironie, parodie, alterazioni, battute, spirito critico. In televisione la gloria artefatta, nella rete e nei telefoni il secolare scetticismo popolare.
L’Italia non sa manco dove sta di casa lo spirito critico. Conosce due parole: ‘vergogna’ e ‘fantastico’. La prima si usa per conquistare il potere, la seconda per cantarsela e suonarsela quando si è al potere. Mai in Italia la cultura ha governato; mai la politica ha esercitato lo spirito critico. Noi sardi dobbiamo costruire un modello civico diverso da questa tragicommedia secolare, un modello fondato su una vera e diffusa educazione allo spirito critico, all’impegno civico, alla solidarietà privata e sociale. (LEGGI)

La Rai dei comizietti e l’ignoranza diffusa. La legge elettorale truffa
Elezioni Informazione Politica

La Rai dei comizietti e l’ignoranza diffusa. La legge elettorale truffa

Come fa informazione in campagna elettorale la televisione di Stato? Rinunciando all’informazione.
Vedere un telegiornale in questi giorni è disarmante per una persona normalmente attenta e civile.
Si è costretti a sentire i comizietti preconfezionati. I giornalisti fanno una piccola introduzione inutile poi cedono il microfono a un rappresentante di partito, il quale ha studiato una dichiarazione da trenta secondi netti, buttata a memoria e recitata di fronte ai microfoni televisivi. Tutto qui.
Questa è l’informazione dello Stato italiano.
Siamo passati dall’informazione al festival delle dichiarazioni: (…) Chi sa in Italia che la legge elettorale prevede che non vengano conteggiati migliaia di voti?
La legge elettorale prevede che le liste che non raggiungono il 3% dei voti espressi sul totale dei votanti della Repubblica non vengano ammessi al riparto dei seggi.
Questa regoletta ha una conseguenza: le liste presentate in una sola regione d’Italia, specie se spopolata come la Sardegna, non eleggono alcun rappresentante (…)
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Ci interessa sapere e saper fare
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Ci interessa sapere e saper fare

Per essere liberi e indipendenti bisogna essere istruiti e abili, bisogna sapere e saper fare.
C’è un problema molto serio di informazione in Sardegna e lo sappiamo. Gli organi di informazione raccontano più i comunicati stampa che i fatti. Anzi, per meglio dire, non cercano più i fatti. (…) Ma al di là di questo, il vero problema è che sta riemergendo il vecchio, fallimentare e già sperimentato modello di sviluppo; miniere, fabbriche inquinanti, caserme (come non ricordare la lunare intervista del ministro Pinotti che indicava come misura di concorso allo sviluppo dell’Isola il popolamento della Caserma di Pratosardo), assistenza. Noi siamo da un’altra parte.
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