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Fisco, formaggio e Qatar
Fisco Informazione Politica

Fisco, formaggio e Qatar

Chi subisce un controllo dall’Agenzia delle Entrate nella Repubblica italiana?
Risposta: chi presenta una dichiarazione dei redditi. Un cittadino che non presenta alcuna domanda, è soggetto a minori controlli in Italia di chi adempie al suo dovere.
Ne parleremo a Cagliari Giovedì (sala Search del Comune con ingresso in Largo Carlo Felice 2).
Formaggio: Chi sarebbe il fesso che direbbe ai pastori di produrre di più a discapito del prezzo e chi sarebbe l’altro fesso che erogherebbe i prodotti finanziari a chi fa valere di meno il proprio magazzino con la sovrapproduzione? Eppure i fessi esistono.
Qatar: Mi dicono che l’amministratore di Air Italy quando lo chiama qualcuno dalla Sardegna, prima ride a crepapelle poi risponde. Una scuola elementare mi ha invitato a tenere un corso: Come non diventare conigli mannari, fortissimi con le galline e zerbinanti con le volpi. (LEGGI)

Persecuzione giudiziaria: inizia il processo in piazza
Giustizia Informazione Politica

Persecuzione giudiziaria: inizia il processo in piazza

Ieri l’ennesimo blitz della Guardia di Finanza all’ospedale San Martino di Oristano. (…) Questa volta è andata meglio: nessuna telecamera. Ovviamente oggi i giornali lanciano ipotesi e tirano in ballo il sindaco di Macomer, Antonio Succu. Come? Chiedendogli se abbia ricevuto o no un avviso di garanzia. Alla risposta negativa, pubblicano comunque il suo nome. Risultato? Nell’opinione pubblica Antonio Succu è indagato, anche se non è indagato. Questa è l’Italia che profondamente disprezziamo, l’Italia del processo prima del processo, l’Italia dei linciaggi mediatici sulle illazioni… In Sardegna si ha paura di parlare di queste cose perché tutti, ma proprio tutti, hanno paura dei magistrati e del carcere.
Ma la paura rende schiavi. E farci prendere dalla paura ci fa schifo proprio perché ci sentiamo onesti e liberi. (LEGGI)

Non fatevi manipolare dai potenti ciechi
Informazione Politica

Non fatevi manipolare dai potenti ciechi

Non è la prima volta che i media non vedono ciò che hanno sotto gli occhi. E ciò spiega perché anche i media sardi condividano la cirsi di vendite dei media italiani.
Tendenzialmente infatti, soprattutto i giornali, ripetono le notizie che si sono consolidate sui media italiani il giorno prima. Non sono ‘quotidiani’, sono ‘ripetitori’, sembrano privi di un punto di vista proprio e ansiosi di aderire ai punti di vista che si consolidano il giorno prima nei media italiani. Invece, se c’è un dato chiarissimo è che in Sardegna gli schemi stretti italiani (Cinquestelle, Centrosinistra e Centrodestra) perdono sempre quando si propongono da soli, vincono quando si aprono a alleanze con soggetti politici propri della Sardegna. Perché nessuno dice che chi semina continuamente odio perde? Perché, pur di fronte all’evidenza che i ‘vaffa’, i ‘vergogna’, i ‘basta’ non servono più, nessuno lo dice?
Perché nessuno lo vede grazie agli occhiali deformanti che fanno parlare della nave Aquarius ma non delle emergenze sanitarie sarde (LEGGI)

Il Pd sperimenta il contrappasso della Rai
Informazione Politica

Il Pd sperimenta il contrappasso della Rai

Per fortuna c’è WhatsApp. Mentre la televisione di Stato cuciva frack di lusinghe ai nuovi vincitori, la Rete e i telefonini si riempivano di ironie, parodie, alterazioni, battute, spirito critico. In televisione la gloria artefatta, nella rete e nei telefoni il secolare scetticismo popolare.
L’Italia non sa manco dove sta di casa lo spirito critico. Conosce due parole: ‘vergogna’ e ‘fantastico’. La prima si usa per conquistare il potere, la seconda per cantarsela e suonarsela quando si è al potere. Mai in Italia la cultura ha governato; mai la politica ha esercitato lo spirito critico. Noi sardi dobbiamo costruire un modello civico diverso da questa tragicommedia secolare, un modello fondato su una vera e diffusa educazione allo spirito critico, all’impegno civico, alla solidarietà privata e sociale. (LEGGI)

La Rai dei comizietti e l’ignoranza diffusa. La legge elettorale truffa
Elezioni Informazione Politica

La Rai dei comizietti e l’ignoranza diffusa. La legge elettorale truffa

Come fa informazione in campagna elettorale la televisione di Stato? Rinunciando all’informazione.
Vedere un telegiornale in questi giorni è disarmante per una persona normalmente attenta e civile.
Si è costretti a sentire i comizietti preconfezionati. I giornalisti fanno una piccola introduzione inutile poi cedono il microfono a un rappresentante di partito, il quale ha studiato una dichiarazione da trenta secondi netti, buttata a memoria e recitata di fronte ai microfoni televisivi. Tutto qui.
Questa è l’informazione dello Stato italiano.
Siamo passati dall’informazione al festival delle dichiarazioni: (…) Chi sa in Italia che la legge elettorale prevede che non vengano conteggiati migliaia di voti?
La legge elettorale prevede che le liste che non raggiungono il 3% dei voti espressi sul totale dei votanti della Repubblica non vengano ammessi al riparto dei seggi.
Questa regoletta ha una conseguenza: le liste presentate in una sola regione d’Italia, specie se spopolata come la Sardegna, non eleggono alcun rappresentante (…)
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Ci interessa sapere e saper fare
Informazione Politica

Ci interessa sapere e saper fare

Per essere liberi e indipendenti bisogna essere istruiti e abili, bisogna sapere e saper fare.
C’è un problema molto serio di informazione in Sardegna e lo sappiamo. Gli organi di informazione raccontano più i comunicati stampa che i fatti. Anzi, per meglio dire, non cercano più i fatti. (…) Ma al di là di questo, il vero problema è che sta riemergendo il vecchio, fallimentare e già sperimentato modello di sviluppo; miniere, fabbriche inquinanti, caserme (come non ricordare la lunare intervista del ministro Pinotti che indicava come misura di concorso allo sviluppo dell’Isola il popolamento della Caserma di Pratosardo), assistenza. Noi siamo da un’altra parte.
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Il bavaglio in sanità
Informazione Politica Sanità

Il bavaglio in sanità

Ogni volta che si prova a organizzare un convegno sulla grave crisi dei servizi che si registra nel sistema sanitario sardo, oppure sullo spostamento di fatto del debito delle Asl sui fornitori (le fatture ormai vengono pagate oltre i sei mesi e già vi è chi, per esempio a Cagliari, ha fatto scrivere dai propri legali all’Azienda), si registra un grande imbarazzo da parte dei dipendenti delle Asl sarde a partecipare come relatori, che siano o no figure apicali. Motivo? Temono sanzioni o addirittura il licenziamento da parte dei Direttori generali delle Asl.
Il problema è reale e non riguarda solo le Asl, riguarda tutti i dipendenti pubblici e i dipendenti regionali, ma chissà perché nelle Asl è vissuto in modo più drammatico, forse perché più alto è il livello di tensione e di dissenso.
(CONTINUA)

Mai dare interviste. Stasera a Fordongianus. L’Anas è nemica della Sardegna
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Mai dare interviste. Stasera a Fordongianus. L’Anas è nemica della Sardegna

Oggi leggo sui giornali le giustificazioni dell’Anas sullo stato di abbandono dei cantieri sardi. Quando mi sono dimesso, ho raccomandato di non lasciare il portafoglio sardo (2 miliardi) nelle mani dell’Anas. L’assessore attuale ai Lavori Pubblici sta facendo un lavoro egregio, puntuale, forte, che mette sempre più la Regione nelle condizioni di competere con ragioni (perché per alzare la voce bisogna fare bene i compiti a casa). Ma per vincere con l’Anas si devono porre questioni politiche col Ministero e col Presidente dell’Anas che non sono interpretabili da un assessore. Prendiamo il caso dello scandalo di Monte Pinu. Chi deve portare il ministro Delrio non solo a fare inaugurazioni facili-facili ma anche sopralluoghi sulle palesi inadempienze di un Anas che prima aveva un Compartimento regionale efficiente oggi ridotto a uno sportello passacarte? Le istituzioni italiane sono presenti e presentabili solo ai rinfreschi o si fanno carico di cambiare un amministratore dell’Anas che fallisce su tutti i fronti: Monte Pinu, la Olbia-Arzachena-San Giovanni (200 milioni fermi), il 2 lotto della Sassari-Olbia, i lotti della SS 125 (aperti e abbandonati), la vergogna a cielo aperto della SS 195? E un amministratore dell’Anas che fa queste cose può essere ricevuto o incontrare i vertici della Regione ai festini inaugurali o merita di non essere ammesso al cospetto delle istituzioni sarde che invece devono dialogare con i Ministeri e con i Ministri italiani?
Facciamo le elezioni per il Parlamento italiano con un seggio elettorale a Monte Pinu, uno al Passo di Quirra e uno sulla SS 195 e vediamo come va a finire (potremmo farne anche alcuni dentro gli ospedali sardi, dove non sta funzionando nulla e vedere anche lì come va a finire).
(CONTINUA)