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Mai dare interviste. Stasera a Fordongianus. L’Anas è nemica della Sardegna
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Mai dare interviste. Stasera a Fordongianus. L’Anas è nemica della Sardegna

Oggi leggo sui giornali le giustificazioni dell’Anas sullo stato di abbandono dei cantieri sardi. Quando mi sono dimesso, ho raccomandato di non lasciare il portafoglio sardo (2 miliardi) nelle mani dell’Anas. L’assessore attuale ai Lavori Pubblici sta facendo un lavoro egregio, puntuale, forte, che mette sempre più la Regione nelle condizioni di competere con ragioni (perché per alzare la voce bisogna fare bene i compiti a casa). Ma per vincere con l’Anas si devono porre questioni politiche col Ministero e col Presidente dell’Anas che non sono interpretabili da un assessore. Prendiamo il caso dello scandalo di Monte Pinu. Chi deve portare il ministro Delrio non solo a fare inaugurazioni facili-facili ma anche sopralluoghi sulle palesi inadempienze di un Anas che prima aveva un Compartimento regionale efficiente oggi ridotto a uno sportello passacarte? Le istituzioni italiane sono presenti e presentabili solo ai rinfreschi o si fanno carico di cambiare un amministratore dell’Anas che fallisce su tutti i fronti: Monte Pinu, la Olbia-Arzachena-San Giovanni (200 milioni fermi), il 2 lotto della Sassari-Olbia, i lotti della SS 125 (aperti e abbandonati), la vergogna a cielo aperto della SS 195? E un amministratore dell’Anas che fa queste cose può essere ricevuto o incontrare i vertici della Regione ai festini inaugurali o merita di non essere ammesso al cospetto delle istituzioni sarde che invece devono dialogare con i Ministeri e con i Ministri italiani?
Facciamo le elezioni per il Parlamento italiano con un seggio elettorale a Monte Pinu, uno al Passo di Quirra e uno sulla SS 195 e vediamo come va a finire (potremmo farne anche alcuni dentro gli ospedali sardi, dove non sta funzionando nulla e vedere anche lì come va a finire).
(CONTINUA)

Come saremo manipolati alle prossime elezioni politiche italiane
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Come saremo manipolati alle prossime elezioni politiche italiane

Andate su questo sito e scoprite come si combattono le campagne elettorali nell’era digitale. Si tratta del rapporto Freedom on the net. (…) Ma le cose più interessanti si leggono rispetto all’uso della rete per condizionare le elezioni nei paesi in cui la rete è libera e non presidiata dai Governi. Si acquisisce così un minimo di confidenza con nomi più o meno noti: i Troll (“Un troll, nel gergo di Internet e in particolare delle comunità virtuali, è un soggetto che interagisce con gli altri tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso e/o del tutto errati, con il solo obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi”. Wikipedia); i bot (“Nei paesi anglosassoni, con “Bot” s’intende un programma autonomo che nei social network fa credere all’utente di comunicare con un’altra persona umana. Questi bot migliorano di anno in anno ed è sempre più difficile distinguere un bot da una persona umana”. Wikipedia); le celebri fake news (le notizie false confezionate ad arte per alterare il dibattito e il consenso politico). Se si vuole avere un’idea di che cosa sta accadendo si può provare a immaginare il peggiore pettegolo del paese, il più malevolo e cattivo, dotato di una straordinaria tecnologia che gli consenta di far giungere in ogni casa le sue malevoli dicerie anonimamente e anzi e più spesso come se a dirle fossero altre persone, il più delle volte inesistenti, ma nessuno lo sa (CONTINUA)

Mentre condannavano gli indipendentisti, non si accorgevano dei fascisti
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Mentre condannavano gli indipendentisti, non si accorgevano dei fascisti

Mentre il mondo progressista italiano si indignava con la Catalogna e con tutti noi indipendentisti democratici fino a fare l’apologia della galera verso chi, come noi, dice che lo Stato italiano, le sue strutture e la sua costituzione sono intaccate nelle fondamenta da una paura radicale della libertà, ecco che sotto sotto l’Italia vedeva riemergere la melma nera, i pugni contro la libertà e la paternalistica carezza per lenire il bisogno. Adesso hanno paura i benpensanti che hanno giocato a rappresentare il popolo avendo orrore di frequentarne i bisogni e di rispondervi; (…) Non sono gli indipendentisti democratici il problema legale dell’Italia. Il vero problema dell’Italia è che non ha mai creduto nel diritto e nella buona fede. È una Repubblica fondata sul sospetto e sullo sgambetto. Il vero problema politico è il riemergere del fenomeno carsico del fascismo cui non si risponde con le solite ricette (tra cui quelle patetiche che si svolgono in queste ore in vista delle elezioni politiche italiane). Bisogna trovare frontiere comuni di profondo cambiamento democratico che schierino le aree liberali, socialiste, solidariste, libertarie e laiche europee contro il riemergere della tentazione demoniaca del potere come dominio necessario all’umanità e non come strumento subordinato alla libertà. Altro che Sinistra e Destra italiane! Il problema è come ci si sente liberi, fratelli, nazioni, ma non fazioni. Il problema è difendere la sacralità della libertà umana.
CONTINUA

Quando le parole dei preti fanno male
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Quando le parole dei preti fanno male

Ieri ho partecipato al forum promosso dal Psd’Az. Ho ripetuto il nostro programma per la Sardegna: più poteri, più diritti, più ricchezza prodotta. Queste parole sono divenute patrimonio di tutti e ne siamo felici. Mi pare dunque che sia stata una sintesi condivisa. Bisogna lavorarci.
Oggi mi devo subire le cronache del predicozzo di monsignor Becciu e un articolo a dir poco lunare del mio collega Luciano Marrocu che risulta essere infastidito dal fatto che l’indipendentismo sia popolare in Catalogna e teme che possa esserlo anche in Sardegna. (…) Con Luciano non ho voglia di polemizzare (…) Becciu mi fa male, perché sono cattolico e noto una gerarchia che non ha più né il senso di sé né il senso del ridicolo. Iniziamo dal senso di sé.
Avantieri a Badesi il presidente dell’Anci ha dichiarato che i sindaci sui migranti si sentono soli.
Ho risposto a Emiliano Deiana dicendo che era un rilievo mal indirizzato al Partito dei Sardi perché noi abbiamo un po’ di curriculum in materia. (…) Come noi nessun altro però in Sardegna, come dimostra la mistificazione orchestrata contro il sindaco di Macomer. E oggi chi lavora in Sardegna per posizioni serie sui migranti (che significa avere posizioni serie sull’Europa, perché dopo i migranti ci sono gli ebrei, i diversi, i malati, gli anziani non autosufficienti ecc.) ha dalla sua certamente le parole del Papa, ma non quelle dei vescovi sardi, che parlano di tutto, anche di trasporti, si occupano di tutto, anche di accreditamenti di strutture sanitarie, ma non di migranti e di tantissime altre cose che riguardano l’umanità.

La Nuova Sardegna: dacci oggi la nostra paura quotidiana
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La Nuova Sardegna: dacci oggi la nostra paura quotidiana

Oggi La Nuova Sardegna fa una scelta incredibile rispetto alla sua storia democratica.
La foto notizia della Prima pagina – quindi lo spazio su cui il giornale richiama di più l’attenzione del lettore – è una foto di migranti, con bagagli e bambini in braccio. Il titolo: “Macomer contro il centro migranti. Bomba sociale”.
(…) Commentiamo questo capolavoro di manipolazione del lettore. La posizione di un comitato diviene oro colato e promossa a notizia accertata a tal punto da strappare il titolo di apertura del giornale. D’ora il poi La Nuova Sardegna dovrebbe coerentemente promuovere in prima pagina le posizioni di ogni comitato che nasce.
A Macomer non ci sono migranti in giro per le strade, non ci sono né furti né scippi realizzati da questi sventurati, però la foto notizia lega Macomer ai migranti.
Al sindaco di Macomer, in termini di spazio, in prima pagina viene dedicato lo 0,5%, e all’interno una replica in taglio basso.
All’interno la foto è di uno sbarco di migranti su una spiaggia; Macomer ha tante bellezze, ma non il mare.
Questo è un modo sofisticato di costruire una fake news. (…) Un lettore comune di Macomer, e non solo di Macomer, oggi tornerà a casa convinto di avere il nemico alle porte, di essere assediato da delinquenti, di essere privato delle sue possibilità di lavoro. Invece la realtà è che non c’è nessun delinquente alle porte, non c’è nessuna minaccia, c’è la possibilità di svolgere un servizio regolato e disciplinato, che produce lavoro e sostenibilità, e che colloca un paese in modo positivo dentro la risposta civile a una strage immane che si sta svolgendo sotto i nostri occhi nel Mediterraneo. Non si dica che queste sono posizioni estremiste; sono le posizioni anche del Papa,

Giornali sardi inutili. Che cosa è realmente successo ieri
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Giornali sardi inutili. Che cosa è realmente successo ieri

Come sempre più spesso accade, i giornali di oggi non servono a capire ciò che è realmente successo ieri.
Ieri è accaduto che il Presidente della Sardegna e l’Assessore del Bilancio sono andati a Roma a parlare col sottosegretario italiano Boschi di accantonamenti.
Secondo un copione, sbagliato e già visto, la delegazione della Giunta ha impostato una missione importante su un problema creato a suo tempo dalla Giunta stessa, senza discutere prima con le forze di maggioranza e col Consiglio della strategia relativa alla questione delle Entrate.
Il capogruppo del Partito dei Sardi Gianfranco Congiu ha chiesto la sospensione dei lavori dell’Aula, la riunione dei capigruppo e ha ottenuto che il Presidente della Giunta vada in Consiglio e riferire.
Oggi sui giornali questa sequenza dei fatti, che è sostanza, diviene un minestrone, e noi addirittura veniamo iscritti non tra coloro che hanno difeso il diritto sacrosanto dei sardi di sapere che cosa si va a dire al Governo italiano prima di dirlo, ma iscritti d’ufficio in grassetto tra i protestatari e non tra coloro che difendono la dignità delle istituzioni.
Il Gruppo del Partito dei Sardi si è riunito d’urgenza ieri sera e oggi divulgherà un documento con la posizione ufficiale sul tema.

La puzza non è uno scherzo. I razzismi latenti e la politica debole
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La puzza non è uno scherzo. I razzismi latenti e la politica debole

Questo è l’articolo del Messaggero, unico quotidiano a dare la notizia, che riporta l’affermazione di Grillo contro il Psd’Az. Si tratta di una frase carpita durante una festa e ha dunque il valore che ha (…) Poi c’è un’altra consapevolezza: a discettare, come dice Grillo, del popolo sardo dall’attico dei benpensanti, non si paga nulla. Perché Grillo non se la prende, che so io, con capo del Mossad? O perché non prova a dire: «Oh, c’è una puzza di ascelle che manco in un Commissariato della Polizia di Stato». Lo capiamo bene perché non lo dice, perché costerebbe molto dirlo (…)

Noi siamo seri
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Noi siamo seri

Ieri sera è stato divulgato il documento della Direzione Nazionale del Partito dei Sardi sulla Rete Ospedaliera. Un documento articolato, serio. (…) Chi come noi pensa queste cose non ha in testa crisi di governo. Per noi la Giunta regionale può governare fino alla scadenza naturale della legislatura.
Siamo costretti a dirlo in modo così esplicito, perché se i migliori giornalisti politici intravedono in qualsiasi cosa noi diciamo e facciamo l’annuncio della crisi, significa che qualche autorevole malevolo suggerisce queste letture. (…)