E può darsi che mi sbagli, ma l’indagine Ippocrate della Procura di Oristano ha tanto il sapore, piuttosto che di Ippocrate e del suo giuramento, di Dreyfus e di tutta la confusione che portò all’ingiusto arresto dell’ufficiale ebreo, alla sua ingiusta detenzione, finché alcuni intellettuali francesi cominciarono a svelare l’intrigo di Stato che lo aveva colpito, e un filologo, guarda un po’, dimostrò che il celebre biglietto a lui attribuito non era suo. (…) Veniamo al diritto. Andiamo a p. 27 dell’Ordinanza. Si è nell’esame del concorso per ostetriche e il GIP scrive…

Il linguaggio della giustizia

(Pubblicato il 6 dicembre a p. 41 dell’Unione Sarda) La risposta data ieri dal Procuratore della Repubblica di Oristano («Non ho tempo») alle domande dell’Unione Sarda, che hanno preso spunto da un mio intervento, merita un breve commento. È vero: un procuratore non dovrebbe avere tempo per il dibattito pubblico. Egli agisce e parla in […]

Sei mesi di galera senza motivo

Oggi la Corte di Cassazione ha sancito che l’arresto del Sindaco di Bibbiano era immotivato. Sei mesi: sei mesi di via Crucis, di berlina, di gogna e linciaggio morale. Questa è la Giustizia in Italia: prima devi farti massacrare dall’Accusa, poi, se rimani vivo, puoi sperare che si applichi il diritto.

In una città come Sassari, dove ‘tutto si tiene’, dove cioè le relazioni tra diversi livelli di potere sono animate da esplicito e forte spirito corporativo di autotutela (a Cagliari, invece, le relazioni tra poteri passano per zone imperscrutabili di vizio e vantaggio), che ci sia stato un giudice del lavoro che abbia fatto giustizia nello scontro che ha contrapposto il Rettore al responsabile dell’Avvocatura di Ateneo è un fatto clamoroso.

Tuttavia, vorrei chiedere a Renzi che cosa farebbe oggi col suo ex ministro Lupi, che lui cacciò per il vago sospetto di una campagna orchestrata su un Rolex regalato al figlio e dimostratosi (come era in principio) una grande menata? Come non sospettare che l’allora Presidente del Consiglio abbia usato l’indagine per togliersi dai piedi l’unico ministro che gli teneva testa (me testimone)?

Oggi vi è sui giornali la notizia dell’annullamento del provvedimento interdittivo emesso dal Gip di Oristano contro la dottoressa Maria Giovanna Porcu e contro il dottor Angelo Piras nell’ambito dell’inchiesta denominata Ippocrate (con qualche ambizione di cultura smentita da tanti altri aspetti dell’inchiesta che non mancheranno di emergere nei prossimi anni, purtroppo).

Ieri il Papa ha pronunciato questo discorso di fronte ai partecipanti al XX congresso dell’Associazione internazionale di Diritto Penale. Leggete (e qualcuno, magari, nelle università, nei tribunali e nelle redazioni, legga e provi anche un po’ di vergogna) cosa dice sui delitti economici, sulla carcerazione preventiva, sulla cultura dell’odio, sui linciaggi mediatici. Solo un uomo libero, perché ha rinunciato a tutto e ha trovato tutto, può dire queste cose sul suolo della vile e feroce Repubblica italiana.

Posto che, come noto, mi colloco non sul piano dell’opposizione al governo Solinas, ma in quello della resistenza, che è di più, resta un punto: perché ciò che può essere un atto dovuto, ma non per questo foriero di incriminazione, è sui giornali?

“Mi ordinarono di staccare la registrazione di Vincenzo Scarantino perché il collaboratore doveva parlare con i magistrati”
“Di Ganci mi disse di staccare l’intercettazione perché Scarantino doveva parlare con i pm” .
“Di Ganci mi disse poi di riavviare l’intercettazione dopo che Scarantino aveva finito di parlare con i magistrati”.

Carissima Dike, qui lo spazio per la scrittura è pari a quello per i colloqui, quindi devo essere rapido. Come sai, sono stato incarcerato nonostante fossi tutti i giorni in Aula a insegnare, non stessi scappando, non potessi fare altro che insegnare. Potevano ascoltarmi tutti i giorni, ma volevano farmi tacere in un sol giorno. […]