La possibilità della reiterazione del reato produce carcere per gli indagati (e la valutazione del rischio è un fatto eminentemente soggettivo, ma nelle Facoltà di Giurisprudenza non si insegna più che al giudice si richiede sia la subtilitas intelligendi che la subtilitas applicandi), mentre la possibilità della reiterazione dell’errore del magistrato non è neanche astrattamente contemplata. Nella vita comune, chi sbaglia paga; in magistratura, chi sbaglia resta se non scoppia troppo baccano […]

Doccia fredda? Purtroppo no. Il giorno dopo il dibattimento a Cagliari sul ricorso presentato dai legali di Succu, un giornalista giudiziarista molto capace mi aveva detto: «Se non si dimette da sindaco, lo tengono agli arresti».
Succu non è mai stato raggiunto da alcun avviso di garanzia. Si indaga su di lui; lo si intercetta; si sequestrano computer del reparto da lui diretto, ma non gli si manda, per due/tre anni alcun avviso di garanzia. Si acquisiscono prove, addirittura si fa periziare la data di generazione di un file, ma non gli si manda mai l’avviso di garanzia […]

Oristano: il feudo cerebrale

È politica giudiziaria, Pasquale, un bruttissimo processo politico. Non il primo e non l’ultimo in Sardegna. Ma ti assicuro che vedere intorno a sé la paura non mi piega. Provo pietà e compassione per chi ha paura di frequentarmi. Provo un distacco spirituale profondissimo verso chi mi perseguita e mi spia da ormai almeno quattro anni. Provo disprezzo per i calunniatori e i maldicenti. Ma preferisco, credimi, tacere sugli indifferenti, per non sporcarmi l’anima […]

Forse è bene ricordare un dato che molti cittadini della Repubblica italiana non conoscono. Oggi, se un Pubblico Ministero lo desidera, può indagare per anni su una persona senza notificargli alcun avviso di garanzia, cioè può spiarlo in attesa che commetta un reato. Illustro come ciò può avvenire […]

E dunque quando il Tribunale del riesame afferma che a Oristano sono stati lesi i diritti di difesa, cioè diritti costituzionalmente garantiti, non si conquistano le prime pagine? Cioè quando afferma che bisogna depositare tutti gli atti per consentire agli imputati di difendersi non afferma una cosa grave? Noooo, afferma una cosetta da mettere dentro il giornale a punta di casino per nascondere l’ignominia del linciaggio fatto nei mesi precedenti, dopo una conferenza stampa altisonante fatta di divise, stellette, ufficiali e agenti sugli attenti…

Nei giorni scorsi sono state depositate le motivazioni della sentenza del tribunale del riesame di Cagliari che ha annullato la sospensione di un anno dalle funzioni comminata dal Gip di Oristano alla dott.ssa Maria Giovanna Porcu nell’ambito dell’inchiesta Ippocrate. È una severa e argomentata lezione in punta di diritto su alcuni aspetti dell’inchiesta di cui non trovate alcuna traccia sui giornali sardi (ormai avviati ad essere letti in 90 secondi netti).

Continuiamo nella nostra analisi dell’ordinanza di custodia cautelare della procura di Oristano, accompagnata a ottobre dello scorso anno da una conferenza stampa dei vertici della procura e della Polizia Giudiziaria. Continuiamo per evitare che su questa vicenda cada l’inerzia della quotidianità, che tutto travolge, tutto fa dimenticare e tutto confonde. Sotto la rubrica «La composizione […]

Sulla rivista di Magistratura democratica del 2018 venne ospitato un articolo di Armando Spataro, già Procuratore della Repubblica di Torino, sul tema «Come dovrebbero comunicare i magistrati». Qui lo trovate in pdf. Lo rilanciamo perché ci pare una lezione culturale, metodologica e morale per quei magistrati che qui in Sardegna (specie nel Centro Sardegna, laddove ci si permette di tutto perché ancora si pensa che la gente non legga, non sia informata, non conosca il diritto, non sia colta, e dove ancora le forze di polizia giudiziaria amplificano l’effetto mediatico delle operazioni per gestire meglio il sistema degli encomi, come scrive Spataro) hanno fatto le conferenze stampa altisonanti, con l’enfatizzazione dell’accusa, con le forze di polizia giudiziaria in divisa e sull’attenti a fare da quinta teatrale e da decoro del proscenio e poi ignobilmente, magari, in sede di fine indagini, come è accaduto in una Procura in queste settimane, hanno partorito un topolino piccolo piccolo, ignobilmente piccolo rispetto all’elefante dato in pasto alla gente e ai media pochi mesi prima.

Continuiamo a verificare alcuni aspetti, neanche i più significativi, dell’ordinanza di custodia cautelare della cosiddetta operazione Ippocrate, pomposamente propalata con una conferenza stampa dalla Procura di Oristano. A pag.67 una testimone (della quale tacciamo il nome e omettiamo i riferimenti che possano portare a identificarla, ma nell’ordinanza ha chiaramente un nome e un cognome) dichiara…