E dunque ieri l’ex sindaco di Borore Tore Ghisu, la stessa persona brutalizzata sui giornali anni fa perché prima arrestata per un migliaio di reati tra cui appunto la corruzione, poi confinata fuori dal suo paese al punto da dover incontrare i familiari in un santuario, poi afflitta da tutti i malanni e le rabbie che colpiscono gli innocenti, ha potuto dimostrare al tribunale di Oristano che la Polizia Giudiziaria che lo aveva accusato di dare incarichi agli amici aveva preso un granchietto (…)

Caro professor Maninchedda,
chi Le scrive questo commento [all’articolo intitolato Generale Vezzoli, due parole sulla Guardia di Finanza] è un appartenente alla Guardia di Finanza che, oramai da 25 anni, svolge con orgoglio, dedizione e passione il suo lavoro. Uno dei tanti, anzi tantissimi.
Nel Suo articolo Lei parla dei numeri dati dal Generale Vezzoli e li ridimensiona (…)

Oggi i giornali sardi scrivono una delle loro pagine più ignobili. La notizia vera è banale: il Gup di Oristano ha fissato l’udienza per il rinvio a giudizio. Questa è la notizia, perché che una Procura che ha arrestato più persone chieda il rinvio a giudizio è un fatto a dir poco banale. Cosa fanno i due giornali sardi, con un certo gusto di rifarsi su persone per bene pensando di fare del male a me: L’Unione fa un richiamo addirittura in prima (per la fissazione dell’udienza, incredibile, ma vero), La Nuova il paginone di Oristano (…)

Infatti io sarei dovuto andare da lui, a breve, a presentare la mia denuncia sui caudillos sardi della giustizia, con annesse masnade di giornalisti oranti. Che ci vado a fare, ora, che il trionfo corporativo ha vinto? Che senso ha che gli parli delle perizie sanitarie fatti da medici non medici? O dei testimoni tutelati anche quando commettono reati? (…)

A fronte di questa vicenda tragica e vergognosa, il segretario e il vicesegretario del Pd, Zingaretti e Orlando, si sono precipitati a congratularsi con Bassolino. Non conosco la reazione di don Antonio, ma se mi fossi trovato nei suoi panni avrei respinto le congratulazioni, perché il Pd ha responsabilità enormi nella degenerazione e, direi, tracimazione, del potere giudiziario in Italia (…)

Il fatto è raccontato oggi da Il Fatto Quotidiano, cioè dal giornale più giustizialista esistente sulla piazza (e che io leggo solo per educarmi a resistere al dolore).
Si tratta della famosa cena all’Hotel Champagne (i luoghi sono sempre ironici!) di Roma, tra Luca Palamara, cinque membri del CSM, e i parlamentari Luca Lotti e Cosimo Ferri (…)

Ispezioni forse in Bonafede

Scappa Johnny lo Zingaro e giustamente il ministro della Giustizia dispone un’ispezione. Emerge in un processo che il perito scelto per una violenza carnale non solo non era un medico ma anche che non è più reperibile, e non scatta un beneamato nulla. Chi aveva fatto quelle indagini? Silenzio. (…)

Dove è finito il super testimone che diceva che Succu aveva legato in una dichiarazione le elezioni (fantasma) e i concorsi delle ostetriche? Adesso è difficile sostenere che cinque persone, cui niente era stato chiesto e nulla avevano dato in cambio, erano impegnate in un traffico di reciproche utilità politiche con Antonio. Tanto difficile che si è deciso di tenerlo fuori dal processo. Adesso è difficile continuare a dipingere Antonio Succu come un mostro elettorale senza elezioni, perché per fare un patto fraudolento bisogna essere almeno in due e qui ne mancano cinque (…)

Ciò che però è oggi interessante è il comportamento dei due giornali sardi che riprendono con titoli di apertura la notizia e riprocessano in piazza senza contraddittorio gli imputati. Si chiama ripassaggio, come la carne macinata. Il primo linciaggio pubblico con gli avvisi di garanzia e gli arresti, il secondo, col fine indagini. Il processo prima del processo per fiaccare gli animi, per accreditare l’accusa prima dell’udienza di rinvio a giudizio. Giornalisti che, ovviamente, mica sono andati a verificare le carte su aspetti contraddittori già segnalati. Assolutamente no: esiste solo la voce dell’accusa,(…) Ma la dimostrazione di subordinazione dell’informazione all’unico grande potere sopravvissuto della Prima Repubblica è data dal corrispondente trattamento delle notizie apparse per soli due giorni su un solo quotidiano sardo rispetto alla magistratura oristanese e all’affaire Palamara.
Quegli striminziti articoletti non meritavano approfondimenti, domande, verifiche, ricostruzioni? No, quelli no (…)