E dunque quando il Tribunale del riesame afferma che a Oristano sono stati lesi i diritti di difesa, cioè diritti costituzionalmente garantiti, non si conquistano le prime pagine? Cioè quando afferma che bisogna depositare tutti gli atti per consentire agli imputati di difendersi non afferma una cosa grave? Noooo, afferma una cosetta da mettere dentro il giornale a punta di casino per nascondere l’ignominia del linciaggio fatto nei mesi precedenti, dopo una conferenza stampa altisonante fatta di divise, stellette, ufficiali e agenti sugli attenti…

Nei giorni scorsi sono state depositate le motivazioni della sentenza del tribunale del riesame di Cagliari che ha annullato la sospensione di un anno dalle funzioni comminata dal Gip di Oristano alla dott.ssa Maria Giovanna Porcu nell’ambito dell’inchiesta Ippocrate. È una severa e argomentata lezione in punta di diritto su alcuni aspetti dell’inchiesta di cui non trovate alcuna traccia sui giornali sardi (ormai avviati ad essere letti in 90 secondi netti).

Continuiamo nella nostra analisi dell’ordinanza di custodia cautelare della procura di Oristano, accompagnata a ottobre dello scorso anno da una conferenza stampa dei vertici della procura e della Polizia Giudiziaria. Continuiamo per evitare che su questa vicenda cada l’inerzia della quotidianità, che tutto travolge, tutto fa dimenticare e tutto confonde. Sotto la rubrica «La composizione […]

Sulla rivista di Magistratura democratica del 2018 venne ospitato un articolo di Armando Spataro, già Procuratore della Repubblica di Torino, sul tema «Come dovrebbero comunicare i magistrati». Qui lo trovate in pdf. Lo rilanciamo perché ci pare una lezione culturale, metodologica e morale per quei magistrati che qui in Sardegna (specie nel Centro Sardegna, laddove ci si permette di tutto perché ancora si pensa che la gente non legga, non sia informata, non conosca il diritto, non sia colta, e dove ancora le forze di polizia giudiziaria amplificano l’effetto mediatico delle operazioni per gestire meglio il sistema degli encomi, come scrive Spataro) hanno fatto le conferenze stampa altisonanti, con l’enfatizzazione dell’accusa, con le forze di polizia giudiziaria in divisa e sull’attenti a fare da quinta teatrale e da decoro del proscenio e poi ignobilmente, magari, in sede di fine indagini, come è accaduto in una Procura in queste settimane, hanno partorito un topolino piccolo piccolo, ignobilmente piccolo rispetto all’elefante dato in pasto alla gente e ai media pochi mesi prima.

Continuiamo a verificare alcuni aspetti, neanche i più significativi, dell’ordinanza di custodia cautelare della cosiddetta operazione Ippocrate, pomposamente propalata con una conferenza stampa dalla Procura di Oristano. A pag.67 una testimone (della quale tacciamo il nome e omettiamo i riferimenti che possano portare a identificarla, ma nell’ordinanza ha chiaramente un nome e un cognome) dichiara…

L’inchiesta Ippocrate è prevalentemente, non esclusivamente, un’inchiesta parlata, con tanti testimoni chiamati a confermare la tesi dell’accusa e con l’accusa che non va a verificare ciò che dicono i testimoni neanche sulla base degli atti che cita. Un caso su tutti (ma nelle prossime settimane, sempre che mi lascino libero di pensare e parlare, ne solleverò di più ridicoli): a p. 118 dell’ordinanza cautelare si riportano le dichiarazioni del Direttore Generale che aveva preceduto il dottor Mariano Meloni nella guida della Asl, il dottor Giovanni Panichi (…)

E può darsi che mi sbagli, ma l’indagine Ippocrate della Procura di Oristano ha tanto il sapore, piuttosto che di Ippocrate e del suo giuramento, di Dreyfus e di tutta la confusione che portò all’ingiusto arresto dell’ufficiale ebreo, alla sua ingiusta detenzione, finché alcuni intellettuali francesi cominciarono a svelare l’intrigo di Stato che lo aveva colpito, e un filologo, guarda un po’, dimostrò che il celebre biglietto a lui attribuito non era suo. (…) Veniamo al diritto. Andiamo a p. 27 dell’Ordinanza. Si è nell’esame del concorso per ostetriche e il GIP scrive…

Il linguaggio della giustizia

(Pubblicato il 6 dicembre a p. 41 dell’Unione Sarda) La risposta data ieri dal Procuratore della Repubblica di Oristano («Non ho tempo») alle domande dell’Unione Sarda, che hanno preso spunto da un mio intervento, merita un breve commento. È vero: un procuratore non dovrebbe avere tempo per il dibattito pubblico. Egli agisce e parla in […]

Sei mesi di galera senza motivo

Oggi la Corte di Cassazione ha sancito che l’arresto del Sindaco di Bibbiano era immotivato. Sei mesi: sei mesi di via Crucis, di berlina, di gogna e linciaggio morale. Questa è la Giustizia in Italia: prima devi farti massacrare dall’Accusa, poi, se rimani vivo, puoi sperare che si applichi il diritto.

In una città come Sassari, dove ‘tutto si tiene’, dove cioè le relazioni tra diversi livelli di potere sono animate da esplicito e forte spirito corporativo di autotutela (a Cagliari, invece, le relazioni tra poteri passano per zone imperscrutabili di vizio e vantaggio), che ci sia stato un giudice del lavoro che abbia fatto giustizia nello scontro che ha contrapposto il Rettore al responsabile dell’Avvocatura di Ateneo è un fatto clamoroso.