Io conosco i condannati. Per quanto possa valere la mia opinione, cioè nulla, sono persone non per bene, di più. Sono persone buone e oneste. Ciò che più mi fa schifo è che se tutti noi che abbiamo avuto responsabilità pubbliche, facessimo sentire la nostra voce su questa indagine, condotta con una tempistica che ha consentito a taluni di essere condannati rapidamente e ad altri di veleggiare, come ha detto Franco Luigi Satta, serenamente verso la prescrizione, forse ci sarebbe stata un po’ più di giustizia. Invece proprio noi, coloro che sono stati rappresentanti del popolo e che dovremmo andarne fierissimi, ci siamo nascosti per paura e abbiamo guardato alle fucilazioni dei colleghi con l’egoismo vigliacco di chi pensa: «L’importante è che non tocchi a me» (…)

Il problema è, però, che oggi sui giornali non trovate un solo nome di quelli che condussero le indagini; un solo nome dell’ufficiale di polizia giudiziaria che mise su l’impianto accusatorio; nessuna inchiesta per sapere se per quella indagine qualcuno ha ricevuto encomi e premi.
Niente.
La colpa di aver massacrato un uomo è anonima, anche per i giornali coccodrillescamente impegnati a restituire dignità e rispetto.
Non parliamo poi di un altro aspetto: ovviamente i difensori del comandante avevano fatto tutti i ricorsi possibili contro i provvedimenti interdittivi emessi dal Gip e si erano rivolti ai tribunali del riesame, tutti ovviamente respinti, perché i tribunali del riesame non leggono manco una-paginetta-una manco a pregarli. Intervengono solo di fronte a fatti macrospici (…)

Questi che seguono sono i quesiti dei sei referendum sulla Giustizia proposti dal Partito Radicale e dalla Lega. Io li voterò tutti con grande convinzione. Ovviamente il Pd sta di fronte a questi drammatici temi con il freno a mano tirato e dice che le riforme si fanno in Parlamento. Invece no, alcune riforme che hanno cambiato la storia, si sono fatte con l’istituto costituzionale del referendum ed è incredibile vedere un partito sedicente progressista così arroccato su posizioni conservatrici e corporative, così cieco verso il più grande colpo di Stato a scoppio ritardato mai realizzato in Italia. Personalmente non m’importa un fico secco che a proporre i referendum sia anche la Lega che non è certo la parte politica che apprezzo, anzi, è quella che, sempre più solo, contrasto. Con la Lega mi distinguo ogni giorno che Dio manda in terra; con i Radicali condivido tantissime cose, li apprezzo, mi sono simpatici e li ascolto alla radio tutti i giorni; non hanno mai fatto del male a nessuno e hanno regalato civiltà all’Italia; dalla magistratura di potere, dai suoi privilegi e dai suoi arbitri ho pochissime occasioni per difendermi e questa non intendo in alcun modo sprecarla (…)

Perché non si apre un bel modello 45 sulla connessione tra approvazione della legge sui superstaff e il rimpasto di Giunta? (…)
E non si apre un bel modello 45 sul tentativo strisciante in atto di togliere il Gemelli dal Mater Olbia e sostituirlo con un’autorità accademica isolana?
E non si apre un bel modello 45 sulle società partecipate da enti locali o territoriali cariche di debiti mentre si arrestano i falliti?

Hanno più coraggio i ragazzi di un liceo, che non seguono le mode, (gli altri sono tutti buttati a pesce sulle discriminazioni omofobe, nessuno impegnato sulle discriminazioni liberticide) di tanti poteri dello Stato. Possibile che il Presidente della Repubblica non dica al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati che è ignobile insinuare il sospetto (…)

L’attacco di Dedoni ad Augusto Cherchi. Il leader dei Riformatori oristanesi, Attilio Dedoni, già consigliere regionale, viene ascoltato dalla Polizia giudiziaria il 30 gennaio 2017. Aveva già fatto pervenire attraverso l’on. Angelo Carta, allora consigliere regionale sardista, ascoltato il 24 gennaio 2017, alcune carte, di cui diremo fra un attimo, dicendo che le erano state recapitate anonimamente (…)

Oggi i giornali riescono a dare la notizia dell’avvenuto proscioglimento dall’accusa di omissione di atti di ufficio di Gianfranco Congiu nell’inchiesta Ippocrate. Mentre il suo coinvolgimento fu dato a denti larghi fin nelle prime pagine, il suo proscioglimento raggiunge al massimo l’occhiello del titolo. Ma è già qualcosa (…)

E dunque ieri alti esponenti della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza hanno visto comparire i loro nomi sui giornali manettari quotidiani. La cosa stupefacente è che di queste persone, dichiarate non indagate, si sono fatti i nomi e i cognomi sui giornali. La nota norma della Carta de Logu, cani no pappat cani, è stata violata. Il sangue morale di dipendenti dello Stato è stato versato (…)

È andata in onda ieri su Tv 2000, per il programma Soul, un’intervista a Gherardo Colombo, già magistrato del pool Mani pulite, PM del processo contro gli assassini di Ambrosoli, sulla P2 e sui fondi neri dell’Iri.
Si tratta di una riflessione profonda fatta da un uomo che ha lasciato la magistratura quindici anni prima del suo limite per il pensionamento

Sardiniapost dà notizia che domani alle 10,30 nella sede del Comando generale dell’Arma dei Carabinieri a Cagliari si terrà una conferenza stampa sull’indagine condotta dalla Procura di Oristano sui vaccini. Questa conferenza stampa avviene a distanza di poche settimane dall’approvazione alla Camera della direttiva europea sulla presunzione di innocenza rinforzata che recita (..)

Il gesto del Papa è importante, ma sarebbe stato più importante che Becciu avesse potuto prendere visione delle carte che lo accusano, avesse potuto avere la possibilità di comparire di fronte a un tribunale a porte aperte, avesse avuto un luogo di appello rispetto alla misura cautelare che ha subito, avesse potuto distinguere le sue responsabilità colpose da quelle dolose che gli vengono attribuite (…)