Sanità

88 giorni di silenzio. Peste suina o peste politica? Ricordando Tortora
Evidenza Informazione Politica Sanità

88 giorni di silenzio. Peste suina o peste politica? Ricordando Tortora

Parlare di “squadre di incappucciati” per designare le pattuglie del Corpo Forestale che hanno operato per gli abbattimenti è un indicatore lessicale di schieramento: dall’altra parte. (…) Oggi ricorre il 31esimo anniversario della morte di Enzo Tortora (…) Continuano gli effetti imperiali di Moirano (…) Oggi è l’88esimo giorno di silenzio della Nuova Sardegna (…) Tuttavia, giungono vocine che direbbero (seppure con un grande e imposto silenzio stampa) che qualcosa si muove in altre sedi e in altre amministrazioni dello Stato (italiano) (LEGGI)

82 giorni di silenzio. Non ammaliamoci e non facciamo domande.
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82 giorni di silenzio. Non ammaliamoci e non facciamo domande.

Ammalarsi in Sardegna è molto pericoloso. Può capitare di subire un intervento oncologico, di subire poi un trattamento di radioterapia (…) Ma in Italia può anche succedere che se un politico si porta dietro in Cina, a carico dello Stato, la sua segreteria, la magistratura apra un’inchiesta; se lo fa un Rettore e magari non solo la segretaria, ma anche i figli, è tutto regolare (…) Oggi ricorre l’82simo giorno di silenzio della Nuova Sardegna sulle legittime domande sulle procedure di laurea del Presidente della Regione.
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Sanità: primo passo sbagliato e comunque disatteso
Politica Sanità

Sanità: primo passo sbagliato e comunque disatteso

Il Presidente Solinas prescrive all’Ats di limitarsi all’ordinario. Inutile cercare l’atto sul sito della Regione: l’ultimo comunicato stampa on line è del 23 agosto 2018.
Ecco il testo della lettera. (…) Nello stesso giorno, però, e questo la dice lunga sul disordine amministrativo derivante dal passaggio dello Stato dalla condizione liquida a quella gassosa, il dirigente delle risorse umane dell’Ats pubblicava sul sito dell’Azienda l’attivazione delle Strutture complesse di ortopedia afferenti ai presidi unici di area omogenea. Insomma, the show must go on…
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Basta con la sanità delle strutture, mettiamoci nei panni dei pazienti
Evidenza Politica Sanità

Basta con la sanità delle strutture, mettiamoci nei panni dei pazienti

Non si è pensato alla sanità partendo dai pazienti, quindi dai disagi che la malattia genera.
Si è pensato alla sanità partendo dalle strutture.
Un esempio: se un ospedale ha fatto due interventi per un tumore al colon e i pazienti sono entrambi morti, quell’ospedale non deve più operare.
Nella programmazione sanitaria, invece, quell’ospedale è una struttura che ha tutte le carte in regola per continuare a fare quel tipo di interventi.
Partire dalle strutture anziché dalle malattie dei pazienti significa fare questi errori.
La sanità delle strutture è quella dell’assessore Arru, candidato del PD con Massimo Zedda.
Il 24 febbraio vota Partito dei Sardi, scegli di stare dalla parte dei pazienti.

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La sanità dei prepotenti: Arru ha trasformato l’ospedale oncologico nel retrobottega del Brotzu
Politica Sanità

La sanità dei prepotenti: Arru ha trasformato l’ospedale oncologico nel retrobottega del Brotzu

Uno degli errori più grandi dell’Assessore Arru, oggi candidato nelle liste del centrosinistra, è l’ospedale oncologico di Cagliari trasformato nel retrobottega del Brotzu.
Prima disponeva di un chirurgo dedicato al tumore alla mammella, oggi ha un chirurgo che deve saper fare interventi dall’esofago al retto.
Prima aveva 82 ore di sala operatoria, ora ne ha 36.
La conseguenza è che una donna che si ammala di tumore, prima veniva operata nei 30 giorni, oggi ne deve aspettare 70.
La sanità della prepotenza ha distrutto un servizio di eccellenza. (LEGGI E GUARDA IL VIDEO)

La politica della prepotenza umilia i sardi: a Brescia Cellino fa lo stadio, a Cagliari no
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La politica della prepotenza umilia i sardi: a Brescia Cellino fa lo stadio, a Cagliari no

La politica della prepotenza ci priva delle opportunità e delle eccellenze.
C’è un chirurgo che si è specializzato a Houston nel più grande centro trapianti degli Stati Uniti, è rientrato in Sardegna ed è stato messo a “fare vene varicose” e, ovviamente, ora opera in un importante ospedale della penisola.
Oppure il caso Cellino: va via dalla Sardegna perché gli si impedisce di fare lo stadio.
Oggi è a Brescia dove la squadra di calcio sta salendo in serie A e l’amministrazione comunale gli consente di fare lo stadio.
Dobbiamo ragionare. Dobbiamo ridurre l’incidenza della politica e restituire spazio alla libertà e alle persone che meritano. (LEGGI e guarda il video)

Il Pd chiude i piccoli ospedali, noi li teniamo aperti
Politica Sanità

Il Pd chiude i piccoli ospedali, noi li teniamo aperti

Il destino dei piccoli ospedali della Sardegna non può essere la chiusura. Chi li vuole chiudere, li vuol chiudere perché li ritiene inefficienti dal punto di vista sanitario.
In poche parole, pensa che i medici che lavorano in questi piccoli ospedali non siano efficienti. Il responsabile di questa scelta ha un nome e un cognome: Luigi Arru, candidato del Partito Democratico per Massimo Zedda.
Noi diciamo un’altra cosa: LASCIAMO APERTI GLI OSPEDALI ma trasferiamo anche nei piccoli ospedali l’efficienza e l’eccellenza che abbiamo altrove.
NON CHIUDIAMO IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI PICCOLI CENTRI MA TRASFERIAMO NEI PICCOLI CENTRI L’ECCELLENZA DI CUI DISPONIAMO ALTROVE.
(LEGGI E GUARDA IL VIDEO)

Uno specchio, Moirano, ci vuole uno specchio
Politica Sanità

Uno specchio, Moirano, ci vuole uno specchio

Ieri il dottor Moirano, che ho casualmente incontrato nella hall di un albergo e ovviamente cortesemente salutato, ha dichiarato alla stampa che “l’ego del chirurgo non deve mai prevalere sulla salute del paziente”.
Vale anche per Moirano: l’ego del manager non deve mai prevalere sulla salute di una intera nazione. Quindi abbiamo chirurghi sardi giudicati egotici e manager piemontesi prepotenti e inefficenti erti sullo scranno del giudizio altrui come pavoni con la coda aperta prima dell’accoppiamento.
Noi siamo avversari di Moirano e della sua psicologia coloniale d’accatto. (LEGGI)