Chi non frequenta le campagne sarde, e quelle del Medio Campidano in particolare, non sa che “E allooora” può voler dire: “Sì”, “No”, “Forse”, “Può essere” “Tu cosa ne pensi”, “Certamente”, “Manco un po'”, “Bravo”, “Ma ita ses, maccu?”, “E dunque”, “Financo”, “Or dunque” “Giammai” ecc. ecc.
Tutto dipende dal contesto. Dicono che l’opposizione di centrosinistra si sta opponendo alla controriforma Asl del Centrodestra, cioè al ritorno delle 8 Asl. Vero o falso? “E allooora”, nel senso di “Vero” che il Centrodestra lo sta facendo in perfetto stile conservatore e non riformista; “E allooora” nel senso di “Falso” che il Centrosinistra non sia d’accordo (…)

I nuovi latitanti

Non si può concorrere convintamente a una banale e organizzatissima elemosina con corredo di altre normette di dubbia urgenza e efficacia. In questo caso, la latitanza è dell’intelligenza (…)

La verità sulla peste suina

De Martini a febbraio (per lo meno, così risulta agli atti), comunica al Presidente della Regione che da più di un anno non si registrano nuovi casi di peste suina. (…) una notizia positiva, troppo positiva, e per di più notevole per Pigliaru, De Martini, Laddomada. Che succede? Un beneamato nulla (qui è intervenuto il lato cristiano a depurare la definizione del soggetto, che l’altra parte voleva designare in forma organica)…

Sanità: ce ne esce da piangere

E intza ecco che il Direttore Sanitario, già colonnello d’accademia temendo che a tornare in caserma manco la branda trovava, partecipa al concorso per la Struttura complessa di Medicina convenzionata, con in commissione il colonnello gollega e un po’ di capitani. E vince. E rimane colonnello in carica e colonnello promesso, così imparano quelli della branda vicina.

Confusione virale tamponata

Il Direttore, quindi, vieta l’uso dei test sierologici, perché non sicuramente diagnostici, affermando però che sarebbero utili per valutazioni epidemiologiche, cioè per politiche di sanità pubblica, quelle che la Regione non ha voluto fare e non fa. A titolo esemplificativo (e nasoprendente), vedete qui cosa fa la Regione Emilia Romagna (…)

Quel dibattito, così ampio e invasivo in tutti i media nazionali, poteva essere condotto con razionalità affrontando, nell’interesse comune, un ragionamento sulla necessità del potenziamento della risposta sanitaria, soprattutto quella territoriale, della organizzazione migliore dei servizi, anche qualificando l’offerta turistica sul fronte dell’attenzione e della sicurezza. Invece si sono alimentati fiumi di parole prive di fondamento scientifico, pieni però di toni minacciosi e discriminatori. Come se fossimo governati da una schiera inesauribile di sceriffi-bulli (…)

Ovviamente, ben vengano gli investimenti in informazione, ma quelli che sono connessi in qualche modo con le finanze pubbliche regionali puzzano.
Puzzano, in primo luogo, di ‘favore’, perché la sanità privata in Sardegna vive del budget a lei dedicato nel bilancio regionale, e dunque per questi imprenditori investire in informazione ha tanto il sapore di investire in ‘strumenti di pressione’.
Puzzano, in secondo luogo, di ‘reciprocità’, ossia di quello che in sardo sibillinamente viene chiamato ‘piaghere torradu’, sia per le cortesie ricevute e rese che per i torti patiti e restituiti (ma qui ricorrerebbe solo il primo caso).

Iniziamo da ciò che fa più male. Chi ha deciso di trasformare le case di cura in camere a gas? Vorrei saperlo, lo chiedo da giorni. Chi ha combinato il disastro del Santissima Annunziata di Sassari? Nomi, cognomi e, se possibile, distanze morali, di grazia non ringraziamenti, come si ha la vomitevole ventura di leggere oggi. O si pensa di coprire tutto con la retorica del fronte? Oggi in sanità sta fallendo un modello e una tradizione. Il modello fallito è lo scimmiottamento della sanità lombarda (…)

Oltre cinquant’anni fa

Il ‘68 e il ‘69 del secolo scorso furono anni di conflitto politico, sociale ed economico, molto forte. (…) in quel decennio la riforma sanitaria, quella che in questi giorni è riconosciuta virtuosa conquista del popolo. Un popolo che voleva contare. Quel popolo che fa e faceva politica, buona. Nei consigli comunali, come nel Parlamento. Che ha sempre sacrificato e lavorato, nelle fabbriche, come nei campi, negli ospedali, nelle scuole, negli uffici. Quello che ha subito e subisce l’offesa, ma resiste […]

Sanità: assuefatti al peggio

I parenti chiedono al primario di parlare col suo collega dell’ospedale italiano.
Risposta: “No, perché mi stanno sul cazzo”. Questa libera volgarità, questo pressapochismo generalizzato, questa licenza di indifferenza è la migliore immagine dell’abisso nel quale l’ignoranza sarda al potere si diffonde per li rami, dagli aerei ai tessuti. L’educazione è l’unica, profonda, rivoluzione […]

Mater Olbia: imbarazzo e verità

È la regola della tela del ragno, il quale può catturare piccoli insetti tendendo loro piccole ed evidenti trappole, ma si arrende di fronte a grandi animali in grado di travolgere la sua tela.
È lo stesso motivo per cui a Cagliari si parla di uomini ma mai di banche e di Camere di Commercio, mai della fatica con cui gli uomini comuni rinegoziano i loro mutui ‘prima casa’ a fronte della facilità con cui magari uomini molto potenti e mai scalfiti da alcun sospetto rinegoziano i loro debiti personali.
La logica è sempre la stessa: il troppo grande ha più impunità del troppo piccolo.