Il 18 maggio il Ministero delle Politiche agricole ha scritto al Commissario di Argea e le ha detto chiaro e tondo che deve mettere in atto azioni concrete se vuole che Argea sia riconosciuta come Organismo pagatore. (…) Cosa fa la Commissaria? Ovviamente (si fa per dire) scrive all’Assessora all’agricoltura e le dice che è colpa della Giunta e della gestione precedente e della normativa vigente. Vero? No, (…) Lo stesso giorno scrive al Ministero e dice che è tutto a posto (…)

Quindi il capolavoro in agricoltura di questi giorni epidemici è il seguente:
– la Regione paga i CAA per farsi certificare dai CAA che l’impresa ha presentato la domanda alla Regione;
– i CAA sono già pagati da Agea per tenere il fascicolo da cui attingono i dati per le domande presentate alla Regione e già in possesso della Regione, ma volentieri si fanno pagare dalla regione altri 12 euro a domanda presentata alla Regione stessa (che ha già tutte le domande) (…)

Lettera aperta di Mimmia ‘e Zappone alla Commissaria di Argea.

Scusi Commissaria, Lei dice che la legge n. 24/2019 non risolve i problemi, perché c’è il virus, e che bisognerebbe invece (?) fare uno sforzo enorme per far arrivare gli aiuti già disponibili: siccità 2017, aiuti alle OP, aiuti per acquisto riproduttori bovini e fattrici.
Ma si rende conto?! Ma es tottu una brulla?
Legga bene Commissaria, guardi che la legge n. 24/2019 parla proprio di quegli aiuti (…)

Continuiamo, nostro malgrado, a fare un resistente lavoro di svelamento delle rozze campagne di manipolazione cui i sardi sono sottoposti dai media e da certa politica, in particolare dal governo regionale.
Tutti ricorderanno il sensazionalismo, prima, e il trionfalismo, poi, intorno alla leggina approvata a dicembre per l’istituzione di una Task Force destinata allo smaltimento delle pratiche degli allevatori e dei pastori sardi accumulatesi in Argea. Costo stimato per il solo anno 2020, 1 milione di euro […]

Qualcuno spieghi all’assessore che è seduta su una montagna di denaro – fatta di risorse regionali e europee – che non sa spendere, che ha alle sue dipendenze tre agenzie (Agris, Laore e Argea) e che controlla tutti i Consorzi di Bonifica della Sardegna. Non si governa individuando un nemico; si governa avendo un’idea, chiarezza di obiettivi e capacità di coordinamento delle risorse finanziarie e umane, producendo motivazione più che obbedienza.

Latte: il grande bluff

Siamo a dicembre. Acconto: 0,74 centesimi a litro. Saldo: tra 0,76 e 0,80. È stato un bluff, un grande bluff, con migliaia di bluffati che hanno la responsabilità di aver creduto a ciò che non era razionalmente credibile. La destra, e in particolare la Lega, ha la responsabilità della manipolazione politica; chi si fece manipolare consapevolmente, ha la responsabilità di essersi ridotto a strumento docile in mani terribili. Quando si afferma un padrone, significa che c’è sempre stato un uomo che ha accettato di servirlo. I pastori dicono che gli industriali hanno fatto cartello. A me pare che sia vero, ma è difficilissimo dimostrarlo. Il primo problema, dunque…

La Coldiretti è un argomento tabù dell’informazione sarda: troppo potente. Però, come sanno i suoi dirigenti, c’è anche chi non confonde il rispetto per il potere (e la Coldiretti ne ha tanto) con la complicità e il servilismo. C’è anche chi comincia a fare due più due: 1) la Coldiretti è contrapposta in giudizio con il Cacio Romano al Pecorino Romano (tutelato dal Consorzio per la Tutela del Pecorino Romano, di cui la Coldiretti vorrebbe assumere il controllo); 2) la Coldiretti ha voluto il trasferimento nella penisola degli albi genealogici delle pecore della Sardegna; 3) adesso l’ultimo assalto alla Sardegna ha il nome venerando del Grano Cappelli. La Coldiretti ce l’ha con la Sardegna?

L’assessorato regionale dell’Agricoltura è allo sbando. Quello che pubblichiamo (lo trovate cliccando qui) è il ricorso che ieri le associazioni sindacali hanno inviato al presidente della Regione Christian Solinas, chiedendogli di sospendere l’efficacia e di annullare le direttive con le quali l’assessora Gabriella Murgia pretende di controllare il lavoro della struttura, ovvero di vedersi recapitare le bozze delle determinazioni dirigenziali prima della loro adozione.

L’Autorità per la concorrenza traccia questo profilo della Coldiretti: «Infine, è notorio come alla Coldiretti siano associate un numero elevato di imprese attive nel settore lattiero-caseario, rispetto alle quali l’organizzazione, oltre a svolgere attività di rappresentanza e difesa degli interessi comuni, fornisce servizi di varia natura, comprese consulenze aziendali, per i quali la disponibilità dei dati potrebbe costituire sia una primaria risorsa operativa che un elemento di differenziazione rispetto ai servizi eventualmente resi da imprese concorrenti».
Adesso anche in Sardegna il quadro è più chiaro.
(LEGGI)

Non ci vuole la laurea (stiamo parlando di lauree vere, lauree sudate, non quelle nebulose che costringono agli accessi civici per essere verificate) per capire che cosa sta succedendo dopo la rivoluzione elettorale del latte, pilotata da tante manine occulte nel febbraio 2019.
Intanto i pastori, quelli con gli occhi aperti, stanno toccando con mano che (…). Ma la cosa che mi ha fatto più male è un’altra. L’altro giorno sono andato al mercato e ho trovato un nuovo prodotto: il Gran pecorino (che però potevano chiamare anche Gran fantasia, per l’assoluta assenza di creatività nel nome)… (LEGGI)

Ieri abbiamo imparato che ognuno intende la trasparenza a modo proprio. Oggi dobbiamo festeggiare l’inizio della sagra estiva del bombardamento sardo.
Contemporaneamente comincia a emergere la verità sul delicato (è un eufemismo) duello tra Napolitano e Gian Piero Scanu sugli F35 (…) Argea è diventato Ente pagatore. E adesso? (…) L’on. Taverna, ha rilasciato questa dignitosissima intervista dove rivela che sta facendo il suo normale corso di studi universitari, si iscrive agli appelli e va a dare gli esami. Un altro mondo: è figlia di un sardo. (LEGGI)