Un consigliere regionale dovrebbe innanzi tutto spiegare dove e come certe decisioni vengono assunte. Questo è il dovere di chi fa politica: non eludere mai la domanda sui poteri. Chi fa che cosa e perché? (…) Ciò che un consigliere regionale sardo dovrebbe dire è: «Egregio Presidente del Consiglio della Repubblica italiana, da domani il Refresh lo facciamo noi sardi non Agea». Semplice, chiaro, motivato e risolutivo (…)

Partiamo da un punto fermo: la Giunta Pigliaru ha debellato la peste suina in Sardegna. Lo ha fatto con una severa lotta al pascolo brado e con una severissima campagna di abbattimenti degli animali infetti e potenzialmente infetti.
Questa vittoria non è piaciuta alla Giunta Solinas, al punto che ancora oggi i produttori sardi di carne suina e di derivati sono costretti a subire le limitazioni previste per le regioni colpite dalla malattia (…)

Coldiretti: arriva “Vanghe Pulite”?

È un’inchiesta che non voglio commentare passo per passo perché prima occorre capirla. Si deve solo sapere che tutto ciò che racconta sta dietro anche a un grande pasticcio in corso nei consorzi fidi del mondo agricolo, come pure sta dietro alla guerra in atto in Sardegna per il controllo di quello che fu il gioiello dell’Ara: il laboratorio (…)

Quindi nessuno, tranne pochi eletti, capisce cosa commenti l’Assessora. L’unica cosa che si comprende è che, come spesso le capita, si loda da sola. Lontani i tempi nei quali gli assessori non avevano bisogno di lodarsi perché pagavano gli adulatori per farlo. Adesso siamo allo specchio di Biancaneve, alla lode di motivazione, alla studiata distanza da ogni vicolo plebeo da cui possa elevarsi un democratico e meritatissimo pernacchietto (…)

Adesso fioccano le interrogazioni parlamentari su un annunciato e denunciato incrocio azionario tra Bonifiche Ferraresi, la nuova società dei Consorzi agrari, la Coldiretti e quant’altro. Si capisce ora che a concorrere non fu un pezzo del mondo privato interessato a fare davvero agricoltura, ma un pezzo di finanza parapubblica interessata a fare finanza. Oggi quell’operazione è il tappo più vincolante alla bonifica del territorio di Arborea perché quelle campagne servivano a svuotare le stalle e ridurre il carico mentre oggi stanno dentro un gioco di capitalizzazioni, valorizzazioni e rendite non semplicissimo da intendere. L’informazione deformata ogni volta che c’è la Coldiretti di mezzo confuse il quadro di quel momento e fu fatale (…)

Oggi possiamo raccontare, dopo avere assunto un’alta dose di antiemetici, la conclusione farsesco-autoritaria-giullaresco andante di questa storia di ordinaria umiliazione delle istituzioni sarde. (…) Se il Personale dispone l’assegnazione immediata a Argea di 26 persone che lavorano per altri rami dell’amministrazione regionale, significa che aveva ragione la Commissaria di Argea a dire che mancava personale. Nel caso contrario, avrebbe avuto ragione l’Assessora (…)

Che cosa dice l’Assessore? Smentisce categoricamente il Commissario Argea: «Sennonché, le informazioni del Commissario Straordinario, relative al personale che sarebbe impiegato per lo svolgimento delle funzioni di organismo pagatore, non appaiono esatte, e sono sospettabili (…)». Ma quale logica può guidare queste imbarazzanti esibizioni di fratricida impudenza? Non ho risposte. Penso sia una questione di educazione, di cultura, di incapacità di capire che si rappresenta più di se stessi e che se ci si scanna di fronte a un’autorità esterna si procura un danno incalcolabile al vantaggio di tutti (…)

Alza la toga, trovi il Cacio

Sembrerebbe che nelle pieghe dello spaccato palomariano dello Stato italiano trovi spazio anche la vicenda che qualche anno fa vide contrapposti in giudizio il marchio Dop Pecorino Romano e il marchio commerciale Cacio Romano. In primo grado vinse il Pecorino, in secondo il Cacio (…)