Quando si convoca il popolo?

9 febbraio 2017 07:140 commenti
Quando si convoca il popolo?

di Paolo Maninchedda
Mentre ieri ero impegnato, come ormai da giorni, a consultare avvocati sulla complessità della mia vita amministrativa di Assessore – l’unico senza polizza assicurativa per protesta contro i nuovi Dracula – nella Repubblica italiana (è un’attività non scritta ma che occupa molto tempo ed è titolata dai dirigenti regionali “ad culum parandum”); mentre dunque ero impegnato anche a ingoiare veleno e a mantenere la calma, in Consiglio tornava la politica con la P maiuscola.
Ieri Franco Sabatini e il nostro Gianfranco Congiu hanno discusso duramente su un tema: per che cosa si convoca il popolo?
(…)
Quando sono venuti a chiedermi se sarò candidato alla presidenza della Regione (alla scadenza di questa legislatura) io ho sempre risposto che non ero interessato a candidature in un quadro politico ordinario, cioè con le frontiere tra i partiti (e nella società) della vecchia cultura politica italiana, con le stesse immarcescibili strutture organizzative dei partiti, ma soprattutto ho sempre detto che non avrei mai accettato una candidatura che non avesse due caratteristiche: un obiettivo nazionale sardo di profondissimo e durissimo cambiamento dell’organizzazione dei poteri sardi e dei diritti e dei doveri della Sardegna; una strategia di mobilitazione nazionale della società sarda permanente per la conquista della nostra felicità civile. La strada è quella di Gandhi: autodisciplina, competenza, capacità e tanta mobilitazione. Non si diventa uno Stato senza fatica.

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Sindacati e Confindustria sui cantieri: siamo insieme oppure no contro burocrazia, cultura del sospetto e italianità?

7 febbraio 2017 07:511 commento
Sindacati e Confindustria sui cantieri: siamo insieme oppure no contro burocrazia, cultura del sospetto e italianità?

di Paolo Maninchedda
Oggi leggiamo le parole dei sindacati (non prendo neanche in considerazione quelle della Confindustria che dice di volerne parlare col Ministro per il Mezzogiorno, evidentemente sperando nella grazia per i sardi da parte dei carnefici della Sardegna. Vada il presidente della Confindustria Sardegna a parlarne col Ministro per il Mezzogiorno, tornerà fiero del nulla conquistato. A Cagliari ancora si fanno incantare dai salotti purpurei dei ministeri romani) sui ‘cantieri fermi’ e vediamo l’Unione Sarda prendere fischi per fiaschi, confondendo il Mutuo infrastrutture con altre fonti di finanziamento.

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Botta e risposta con Coldiretti

5 febbraio 2017 08:111 commento
Botta e risposta con Coldiretti

Ricevo, volentieri pubblico e rispondo
Egregio Assessore, quello che Lei dice avrebbe un senso solo se in Sardegna facessimo tutto quello che è necessario fare per risolvere i nostri problemi, invece così non è. Lo si vede ogni giorno, basta uscire dagli uffici ovattati della Regione e stare in mezzo alla gente. Per non essere vago e qualunquista però le voglio fare due esempi che rientrano nell’ambito del mio compasso: il mancato rinnovo delle concessioni demaniali marittime a fini di pesca ed acquacoltura.
RISPOSTA
Ringrazio vivamente il signor Manca perché ci mette nome e faccia, a differenza di altri.
Entriamo subito nel merito.
(…) A questo punto sono maturate distanze notevoli tra la Coldiretti e le mie personali convinzioni politiche.
Io penso che le responsabilità dell’Agea e del ministero dell’immacolato ministro Martina siano enormi e di conseguenza penso che non solo la Coldiretti abbia sbagliato a coricarsi sul e con il ministro ma abbia anche inaugurato una subordinazione ministeriale pericolossissima per la Sardegna, perché se chi da anni commette abusi con i soldi dei sardi viene anche ringraziato dal più grande sindacato di categoria, potete ben capire che cosa farà negli anni a venire. La Coldiretti ha coscienza sindacale ma non ha coscienza nazionale sarda (e lo si è visto anche durante il referendum costituzionale, durante il quale la Coldiretti è stata costretta dai suoi vertici romani a schierarsi per il Sì). Questa volta, però, l’assenza di coscienza nazionale sarda ha un costo economico, perché il prezzo del latte migliorerà a breve solo se (…)

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Mai più sardi contro sardi

3 febbraio 2017 08:314 commenti
Mai più sardi contro sardi

di Paolo Maninchedda
Oggi i giornali cominciano a correggere l’orizzonte di senso (sbagliato) generato dalla manifestazione dell’altro giorno.
Si comincia a comprendere che la conoscenza puntuale dei problemi fa emergere con chiarezza una costante delle tante crisi della Sardegna: sotto sotto c’è sempre un conflitto tra gli interessi nazionali dei sardi e quelli degli italiani.
Prendiamo il caso latte. Mi pare si cominci a capire che è sbagliato, profondamente sbagliato, protestare contro la Regione e pretendere che si mettano soldi sardi a compensare le distorsioni di mercato che per altri prodotti vengono corrette con soldi europei.

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Ragionare da indipendentisti e non farsi fregare dal ministro Martina

2 febbraio 2017 07:461 commento
Ragionare da indipendentisti e non farsi fregare dal ministro Martina

di Paolo Maninchedda
Come sempre partiamo da parole certamente pronunciate e non smentite e citiamo solo documenti ufficiali.
Il ministro delle Politiche Agricole della Repubblica Italiana, quando venne a Cagliari a sostenere il Sì per il Referendum costituzionale sulla riforma Renzi, disse: «Nei nuovi bandi degli indigenti che si apriranno nelle prossime settimane ci sarà spazio anche per il Pecorino romano e assicuro che la leva dei 14 milioni si potrà utilizzare in parte per lavorare sul pecorino, cioè per un po’ di ritiro di quantità di pecorino a sostegno degli indigenti». Poi aggiungeva che esisteva «il problema di allineare i tempi di pagamento soprattutto sul settore agricolo». Il ministro italiano che durante la campagna referendaria aveva detto che avrebbe fatto qualcosa per l’inserimento del Pecorino romano nel bando indigenti e poi, a gennaio, non ha riconosciuto a questo prodotto lo stesso trattamento riservato l’anno precedente ai prodotti allora in crisi, ieri, in televisione, ha ricevuto anche pubblici ringraziamenti: siamo alla sindrome di Stoccolma in stato di purezza. Non penso si debba ringraziare alcuno per una sperequazione così evidente, ma non si riesce a vederla e a contrastarla finché non si ha coscienza del proprio diritto e si fraintende un’elemosina, per di più ingiusta, con un beneficio fondato sul diritto.

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Da domani mi impegno a far salire la temperatura

1 febbraio 2017 07:182 commenti
Da domani mi impegno a far salire la temperatura

di Paolo Maninchedda
Ieri ho assistito con sconcerto alla manifestazione dei sindaci sulla SS 131 bis. Sono sicuro che, dato il clima, ne vedrò delle altre. Lo sconcerto nasce dal fatto che i sindaci protestavano per le condizioni della strada, ma ignoravano che l’appalto per la manutenzione non solo era stato già bandito, ma anche già aggiudicato alla società Igeco. Anas ha ripetutamente comunicato che sta aspettando che salgano le temperature in modo da non rendere vana ogni manutenzione (l’asfalto ha bisogno di alcune condizioni ambientali per aderire correttamente al suolo).
Tutte le manutenzioni della SS 131 nord e strade connesse, sono andate a gara nel 2016, con valori triplicati rispetto agli anni precedenti.
Comunque, da domani farò ogni sforzo per far salire le temperature.

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Per una politica nazionale del latte. Attenzione ai neozelandesi

31 gennaio 2017 07:021 commento
Per una politica nazionale del latte. Attenzione ai neozelandesi

di Paolo Maninchedda
È possibile una politica nazionale sarda del latte?
Noi abbiamo sempre pensato di sì. Abbiamo detto che in tutto il mondo c’è bisogno di latte e che le nostre eccedenze vanno gestite in un’ottica globale e non solo italiana o europea. Abbiamo anche detto che la cosa più urgente è un menu di iniziative pubblico-private che devono mirare a aumentare il valore del nostro prodotto.
“La Nuova Zelanda vuole aumentare la produzione di latte di pecora per esportarlo nei paesi asiatici come latte intero in polvere ed ingredienti per la gelateria. Di conseguenza il governo neozelandese cofinanzierà un progetto da 31 milioni di Euro per l’apertura di una cinquantina di allevamenti di pecore da latte, in modo da portare il fatturato annuale del settore dagli attuali 5 milioni a 130 milioni di Euro nel 2020 e 460 milioni nel 2030”.

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L’informazione dell’Unione Sarda, l’informazione seria e la magistratura. Post Scriptum sulla Sanità

30 gennaio 2017 07:010 commenti
L’informazione dell’Unione Sarda, l’informazione seria e la magistratura. Post Scriptum sulla Sanità

di Paolo Maninchedda
Premetto che ho un ottimo rapporto col direttore dell’Unione Sarda e con molti dei giornalisti che ci lavorano. Però ci sono cose che vanno puntualizzate perché riguardano la responsabilità personale di ciascuno di noi e quando la responsabilità riguarda la sicurezza delle persone si entra in una sfera molto pericolosa per le libertà individuali.
Ritorno all’accusa formulata dall’Unione Sarda qualche giorno fa, con un titolo assolutamente falso : “Rischio alluvioni: la Regione copia le mappe“. Ci ritorno perché è tempo di inchieste a strascico sul rischio idrogeologico, cioè di inchieste con reti grandissime e maglie piccolissime, per cui, giacché come è noto, la polizia giudiziaria legge i giornali secondo un paradigma ancora non decifrato dai comuni mortali (bisognerà trovare un’altra stele di Rosetta) e ne trae conclusioni spesso devastanti per la vita dei comuni mortali, bisogna sempre smentire (abbiamo fatto male a non farlo sulla questione dighe).

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Geologi, Pisapia e Alfano

28 gennaio 2017 07:321 commento
Geologi, Pisapia e Alfano

di Paolo Maninchedda
Oggi L’Unione ne fa una delle sue e dice che la Regione Sardegna ha copiato le mappe. Questo il titolo: “Rischio alluvioni: la Regione copia le mappe“. Una solenne panzana, una bugia clamorosa. Poi nell’articolo si spiega (ma chi lo leggerà l’articolo nell’Italia del 70% degli analfabeti strutturali) che, secondo il presidente dell’ordine dei geologi (che non è l’oracolo di Delfi) la direttiva sulla manutenzione dei versanti sarebbe stata elaborata e copiata da quella dell’Emilia Romagna. Un conto è la direttiva (sulla quale non mancherò di verificare se è stata copiata), un conto sono le mappe (che sono certo non essere state copiate). Poi si continua a leggere e si capisce che il Presidente dell’ordine dei geologi lamenta la mancanza di dettaglio nelle mappe. Tempo fa io incontrai i geologi che mi rappresentarono l’urgenza dell’aggiornamento della scala delle mappe e lo rappresentai senza grande successo (servono soldi). Tuttavia, nel frattempo, si è provveduto a distribuire un po’ di risorse (in verità poche) ai comuni perché paghino i geologi incaricati degli studi per l’adeguamento dei Puc al PAI. In buona sostanza l’ordine dei geologi da tempo chiede che si riattivano le commesse pubbliche per lo studio in scala ridotta delle mappe ed è una richiesta assolutamente legittima e condivisibile. Ma da qui a dire che le mappe sono copiate ce ne passa.

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Ecco l’elenco dei comuni e degli enti finanziati con la delibera di ieri

25 gennaio 2017 07:401 commento
Ecco l’elenco dei comuni e degli enti finanziati con la delibera di ieri

di Paolo Maninchedda
Ieri abbiamo cominciato a usare il Patto per la Sardegna, firmato da Pigliaru e Renzi, per spostare sulle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione le opere che richiedono tempi lunghi, e finanziare, invece, col mutuo, tutte le situazioni emergenziali o di completamento che sono state istruite positivamente dagli uffici regionali. È interessante studiare, rispetto a questi interventi, il differente interesse (e servizio) fornito dagli organi di informazione tradizionali. La Nuova Sardegna fa un ampio servizio in cui spiega la filosofia e i volumi finanziari dell’operazione, ma ha sotto mezza pagina dedicata alla pubblicità della nuova Audi e quindi non ha potuto riportare le tabelle col nome dei comuni e l’indicazione delle opere. L’Unione dedica alla notizia un colonnino in pagina dell’Economia. Qui interviene la bellezza della rete: si prende un file, lo si carica e si risolve il problema.
Ecco l’elenco (cliccare sul titolo e poi sull’ultima riga).

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Informazione su strade e Anas sarda

24 gennaio 2017 07:3110 commenti
Informazione su strade e Anas sarda

di Paolo Maninchedda
Oggi il direttore dell’Unione Sarda dedica un fondo alla vicenda della Strada Statale 195, chiusa per lavori dall’Anas. Il titolo parla di una città, Cagliari, in ostaggio dell’Anas.
La Regione ha finanziato lautamente la nuova SS 195, con un tracciato nuovo che la sposta in larga misura verso l’interno. Oggi è una litoranea esposta alle mareggiate, insufficiente nelle dimensioni ai volumi di traffico, non a norma rispetto al rischio idrogeologico.
L’appalto è stato vinto dalla Grandi Lavori Fincosit. E qui apro una parentesi. Devo chiedere scusa a Vito Gamberale, che da tempo addito come responsabile dei comportamenti della GLF. Vito Gamberale non è più presidente della GLF. È stato presidente per meno di un anno; quindi a lui non possono essere addebitate le gravi responsabilità che la Regione ha contestato alla società.
La GLF è accampata lungo la SS 195. Dovrebbe produrre 4 milioni di euro mese e ne produce 1,5 / 2 quandio va bene. La Regione ha chiesto all’Anas la rescissione del contratto in danno per ben due volte. Anas ha avviato le procedure. Non solo: GLF paga i fornitori a 220 giorni (resta da chiedersi perché esistono ancora delle imprese in Sardegna che accettano di fare forniture con pagamento a 220 giorni). GLF è una delle tante imprese che fanno le gare a strascico in Sardegna e poi svernano, passano le vacanze, allevano i figli mentre fanno i lavori che mediamente abbracciano l’alternanza tra due generazioni. La GLF ha anche vinto il 4 lotto della Sassari – Olbia, immaginate con quale preoccupazione la Regione segua lo svolgersi dell’apertura di quel cantiere.

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