Sermonellosi in aumento, Arru non trova i vaccini

23 marzo 2017 07:591 commento
Sermonellosi in aumento, Arru non trova i vaccini

di Paolo Maninchedda
Inutile, totalmente inutile cercare la verità sui giornali. Questa malattia della sermonellosi ormai ha colpito tutti ed è associata alla scrupolopenia.
In sostanza, l’urgenza di dire qualcosa porta a sermonellare sulle balle (vedi le bombe a Olbia oggi sulla Nuova); il fastidio dei fatti (noto in medicina con il nome ‘E mi viene un malumore‘ ogni volta che la Regione raggiunge un risultato) porta la notizia di Capoterra a pagina 26 dell’Unione Sarda (….)

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Prefetti, stadi e lavori pubblici. Post scriptum: avviata la procedura di aggiornamento del prezziario regionale

21 marzo 2017 07:250 commenti
Prefetti, stadi e lavori pubblici. Post scriptum: avviata la procedura di aggiornamento del prezziario regionale

di Paolo Maninchedda
Era il 14 marzo quando comunicai alla Giunta regionale che gli uffici del Genio Civile non avevano ricevuto ancora i progetti dello stadio provvisorio del Sant’Elia di Cagliari.
Oggi L’Unione Sarda ricorda che i tempi per l’approvazione dei progetti e l’inizio dei lavori sono, a detta della società, molto stretti, addirittura si parla del 9 aprile, e che la società sarebbe allarmata dal fatto che la stampa abbia dato notizia della mia comunicazione alla Giunta.
Io e i dirigenti del mio assessorato abbiamo già vissuto questa situazione, quando il Cagliari di Cellino doveva tornare a giocare al Sant’Elia e venimmo convocati dall’allora prefetto, il mitico dott. Giuffrida, col quale ci scorticammo un po’ su due temi: lo stadio, appunto, e la SS 131 (ritenuta dal comitato per l’ordine pubblico di allora non pericolosa, benché interrotta al km 40, dove poco dopo si ebbe una delle più spettacolari rapine ai portavalori che la storia del crimine sardo ricordi). Nessuno vuole rallentare alcunché. Però non si può pretendere, in questa materia, che si mettano i timbri in fretta e a occhi chiusi.
Seconda e ultima notizia: finalmente siamo riusciti ad avviare le procedure per l’aggiornamento del prezziario regionale. Ecco il link.

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Il tempo degli uomini vuoti

20 marzo 2017 07:290 commenti
Il tempo degli uomini vuoti

di Paolo Maninchedda
Non ho scritto per diversi giorni per fare fino in fondo un esercizio che da tempo, ormai, fanno in pochi: ascoltare.
Oggi più di ieri, poi, è possibile ascoltare attraverso i secoli e leggere ciò che altri hanno detto e continuano a dire prima di noi ma anche per noi.
Ebbene, a stare molto in silenzio si scopre che le voci più profonde vengono dal passato, le urla più strazianti dal presente.
Detto in altri termini: l’urgenza dei problemi attuali non trova nella contemporaneità soluzioni credibili e visioni convincenti, mentre, se si guarda indietro, si scopre che le posizioni di persone profonde e vagliate dalla fatica di vivere nel passato risultano essere utili e efficaci.
(..) Ma la profondità politica è altra cosa. È serietà e convinzione; è umanità; è fatica; è determinazione; è dedizione; è amore fino al sacrificio.
In fin dei conti, ciò che rende superficiale e gaglioffa questa fase politico-culturale della vicenda politica sarda, che addirittura ha indotto taluni a rompere gli indugi e a scivolare nell’odio piuttosto che nella distinzione motivata, è proprio l’assenza di disponibilità al sacrificio.
Le parole che non hanno dietro – e si vede subito – profondità spirituale, non hanno dietro la disponibilità al sacrificio per gli altri, e quindi sono inutili per la costruzione della nostra felicità civile.
Ecco, la mia amarezza, molto profonda, è che siamo pieni di parole vuote e di uomini persi dentro attivismi inconcludenti. Siamo circondati dagli uomini vuoti e impagliati di Eliot.

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E ci risiamo con le balle d’acqua

15 marzo 2017 07:361 commento
E ci risiamo con le balle d’acqua

di Paolo Maninchedda
Oggi leggo l’ennesimo articolo dell’Unione Sarda sulle riserve idriche della Sardegna, fondato unilateralmente sul punto di vista di alcuni rappresentanti della Coldiretti e sulle dichiarazioni di alcuni presidenti di Consorzi di Bonifica.
Sentire il Distretto idrografico? Ma quando mai!
Sentire l’Enas? Ma no, assolutamente no, e se per caso li si sente, sempre il giorno dopo, in replica confermante confermata, manipolante manipolata. (…)Poi ci sono gli irresponsabili; gli irresponsabili sono quelli che vorrebbero che i dirigenti regionali dell’Enas invasassero acqua nella diga di Maccheronis oltre il limite stabilito dall’Ufficio dighe. Su Maccheronis questa gente sta giocando col fuoco e con la pazienza delle persone.
Poi ci sono le pessime abitudini di utilizzo dell’acqua nei campi come la si utilizzava secoli fa. Poi ci sono i prezzi da pagare per la follia delle energie rinnovabili fatte con le biomasse coltivate in irriguo, con consumi idrici paurosi.

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Oristano: nuovi progetti contro vecchi nomi e vecchie abitudini

14 marzo 2017 07:361 commento
Oristano: nuovi progetti contro vecchi nomi e vecchie abitudini

di Augusto Cherchi
I giornali a Oristano non distribuiscono informazione, ma sussurri di corridoio e facili giudizi da bar; non di quelli innocui, però, piuttosto di quelli inoculati direttamente nelle vene degli elettori, quelli costruiti da una parte politica contro l’altra e veicolati come giudizi terzi e imparziali. Si parla di noi ma non c’è un giornalista che chiami noi direttamente per sapere che cosa pensiamo. Io capisco che ci si tema perché stiamo facendo una lista tutta di persone per bene, nuove, attive, pacifiche. Capisco che si voglia un po’ sporcare la nostra immagine, ma noi ci togliamo di dosso la fuliggine che gli altri ci sparano contro e andiamo avanti. Mai siamo stati e saremo fermati dalle maldicenze o dall’ignoranza politica.
(…) Se si vuole che Oristano vada a elezioni con lo schema italiano classico, Centrodestra, contro Centrosinistra, contro Cinquestelle e contro Martinez, ci si chieda quale Oristano si immagina di costruire dopo, su quali presupposti, per quali orizzonti di sviluppo, di lavoro e di educazione. Io non so se ci si renda conto di quanto la gente sia satura di cose già viste, di piccole battaglie inutili, di beghe personali, di odi inestinguibili, di veti incomprensibili, tutti giocati sulla pelle di una città che ha bisogno di girare pagina, di sciogliere i vecchi eserciti e di fondare un’età operosa e non fondata sugli scontri di un passato ormai sterile.

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Continua la guerra dei mutui contro le banche rapaci

13 marzo 2017 06:410 commenti
Continua la guerra dei mutui contro le banche rapaci

Pubblico di seguito un commento lasciato dalla signora Valentina su questo sito.
So perfettamente che cosa sta accadendo: le segnalazioni sulle forti resistenze del Banco di Sardegna alle rinegoziazioni si moltiplicano. In questo caso abbiamo invece la Unipol. Il problema è come combattere contro queste banche; ma che ci sia un problema serissimo con le banche in Sardegna è fuor di dubbio. Non sono un fattore dello sviluppo; hanno prevalentemente un atteggiamento rapace. Non rinegoziare i mutui se non quando è terminato il periodo di contribuzione regionale è un esempio di profonda slealtà verso le finanze pubbliche e verso i clienti, ma non è l’unico. Adesso che il sistema del pegno rotativo per il Pecorino Romano è varato (la firma in assessorato è un pro forma), il Banco di Sardegna lo vuole applicare gradualmente e a partire dai casi più semplici. Perché? Perché il Pegno costringe a presidiare i magazzini, di fatto consente una valutazione delle politiche aziendali perché il magazzino è dato a garanzia del credito e c’è chi, abituato ad avere con le banche un rapporto non regolato dall’efficienza ma dalla vicinanza, non gradisce che si applichino nuove regole.

di Valentina

Anche io, ai primi di settembre, ho fatto domanda di rinegoziazione alla Unipol, e non ho ancora ricevuto nessuna risposta; anzi… peggio, gli impiegati della banca, mi hanno detto che non potevano procedere a causa di una vertenza con la Regione.

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Per la Coldiretti: rigirate la frittata, se volete, ma non dividete i sardi

10 marzo 2017 07:571 commento
Per la Coldiretti: rigirate la frittata, se volete, ma non dividete i sardi

di Paolo Maninchedda
Con la Coldiretti ho un rapporto dialettico che dura da anni. Ci stimiamo, ma non ci nascondiamo i differenti punti di vista.
Oggi il dissenso è forte perché il comportamento della Coldiretti intacca la formazione di una coscienza nazionale dei sardi.
La Coldiretti, dinanzi al tradimento del taumaturgo del formaggio (altrui), il ministro Martina, fa dichiarazioni contro il governo e il consiglio regionali – che, lo ricordo, hanno istituito il Pegno rotativo e stanziato 14 milioni di euro per il sostegno al reddito delle imprese agricole – sostenendo, in buona sostanza, che Martina ha disatteso gli impegni assunti, con la Coldiretti e con quei creduloni che l’hanno abbracciato quando venne in Sardegna per il referendum, perché la classe politica sarda non è unita e coesa nella rivendicazione.
Ma stiamo scherzando?
Stiamo ripercorrendo la strada che ha devastato l’anima dei sardi per secoli? La strada secondo cui dinanzi a un problema di cui sono esplicita causa gli italiani, i sardi vengono colpevolizzati e ammeschinati dicendo che è colpa loro perché non si fanno valere?
Affermare queste cose è come dire che dinanzi a un carnefice e la sua vittima, la colpa è della vittima perché non sa difendersi.

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A leccare gli italiani ci si perde la lingua
In basso la delibera sulle strade

8 marzo 2017 07:311 commento
A leccare gli italiani ci si perde la lingua  In basso la delibera sulle strade

di Paolo Maninchedda
Lo so perfettamente che è uno sforzo titanico tentare di sollecitare una coscienza nazionale sarda nella Coldiretti, che per sua natura è un’articolazione regionale del più forte sindacato italiano organizzato, sopravvissuto al terremoto politico della Repubblica che dura ormai da vent’anni; lo so ma ci provo lo stesso.
Ricordate poco più di un mese fa i grandi ringraziamenti rivolti al santissimo, bravissimo e amicissimo degli amicissimi ministro Martina, lo stesso che era venuto prima a perorare la causa del referendum istituzionale dell’allora Primo Ministro Renzi (19 novembre 2016), dicendo che avrebbe impegnato una parte rilevante dei 14 milioni allora disponibili per il bando indigenti a favore del pecorino Romano, e poi era ritornato a gennaio (post res perditas) a dichiarare che per il pecorino ci sarebbero stati 4,5 milioni di euro? (…) Ebbene, gl italiani sono stati coerenti con il loro Dna peggiore (ci sono anche segmenti buoni, anzi buonissimi): hanno pubblicato il bando per gli indigenti.
Quanto hanno riservato al Pecorino Romano?
Esattamente il 55% di 6.520.000, pari a 3.586.000, giusto giusto 1 milione in meno della somma ipotizzata e promessa a suo tempo dal santissimo e venerato taumaturgo caseario Martina.

Ieri è stata distribuita in sala stampa a tutte le testate giornalistiche e alle agenzie presenti, la delibera sulla manutenzione straordinaria delle strade sarde DELIBERAZIONE N. 12 22 DEL 7.03.2017.pdf e le relative tabelle.

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Esiste la bellezza in politica?

4 marzo 2017 07:533 commenti
Esiste la bellezza in politica?

di Paolo Maninchedda
Bonum est pulchrum diceva san Tommaso, e viceversa Pulchrum est bonum: Il Bene è bello e Il Bello è Bene.
Alla fine di queste poche righe si capirà perché mi è venuta in mente un po’ di filosofia medievale (quel tanto che serve ai miei studi, quel poco che accompagna la mia visione del mondo).
Ieri un amico ruvido (gli amici ruvidi sono quelli che ti vogliono bene ma che ti danno sempre la colpa di un’omissione, perché secondo loro tu dovresti fare qualcosa che non fai, ma quando la fai, ti dicono che l’hai fatta male) mi ha lasciato questo commento sul sito: «oh maninchedda!! arribare a lampadas est in picada. su trettu est longu pro andare a punt’in susu, mescamente in cumpantzia de imbrogliones. hasta la vista “comandante paule”».
Anche i miei amici di sempre mi hanno chiamato ‘comandante’ il giorno del mio matrimonio, ma loro, che hanno uno spiccato senso dell’ironia, lo fecero per prendermi in giro, perché sanno molto bene che piuttosto che comandare il mio istinto è comprarmi un orto inaccessibile, scosceso e con qualche quercia, con un capanno di 50 metri quadri e non ricevere nessuno. Mi misero dietro una foto di Che Guevara e mi fecero, come si dice, a beffe.
L’amico ruvido di ieri, invece, mi sta contestando (e non è la prima volta) la solita omissione. Io dovrei fare un gesto, assumere una posizione ‘da comandante’, da uomo che guida le truppe e nella fattispecie dovrei abbandonare Pigliaru, andare all’opposizione e da lì candidarmi a guidare gli stessi che ho prima abbandonato, più qualcun’altro, nella nuova alleanza per la Nazione Sarda. A parte la logica, si sottovalutano due cose: il cuore e il sacrificio.

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Il grande freddo

3 marzo 2017 06:122 commenti
Il grande freddo

di Paolo Maninchedda
Ci sono momenti di entusiasmo nella vita di un governo e momenti di assoluta fatica, aumentata dall’assenza di entusiasmo.
Ieri il Gruppo del Partito dei Sardi ha notificato al Presidente della Giunta un giudizio severo sul rimpasto annunciato che credo verrà meglio strutturato nei prossimi giorni.
Per noi è vincolante il patto elettorale: non possiamo romperlo.
Tuttavia abbiamo il diritto di far capire agli elettori ciò che è addebitabile alle nostre convinzioni e al nostro lavoro e ciò che non lo è.
Il modello cui risponde il rimpasto illustrato ieri ai capigruppo non ci appartiene

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L’urgenza di un piano per il lavoro

2 marzo 2017 07:000 commenti
L’urgenza di un piano per il lavoro

di Paolo Maninchedda
L’Assessorato dei lavori pubblici è impegnato da qualche settimana a determinare i coefficienti di usura delle strade sarde, in modo da ripartire secondo criteri oggettivi le risorse rese disponibili dal Patto per la Sardegna per le manutenzioni straordinarie.
Lo stesso lavoro era stato fatto l’anno scorso per le infrastrutture idriche e fognarie.
Nelle more di questo lavoro, emerge che i data-base regionali non sono all’altezza delle sfide. (…) Da tutto questo consegue che l’Amministrazione pubblica ha bisogno di raccogliere dati e conoscenze di dettaglio e che dunque è potenzialmente un grande committente di servizi e di lavoro a tempo determinato ma non brevissimo che coinvolgerebbero figure di istruzione media e medio alta.
Perché non fare queste vere politiche keynesiane?
Discutere di queste cose, mi sembra che sarebbe più interessante che continuare con i semiultimatum sul cosiddetto rimpasto finalizzato al cosiddetto rafforzamento della Giunta, realizzato a valle della cosiddetta analisi delle criticità e opportunità dell’attuale fase della Sardegna. Vedo parole grosse e sbagliate usate per oggetti diversi da quelli reali. Un vero pasticcio.

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