Sanità: assuefatti al peggio

I parenti chiedono al primario di parlare col suo collega dell’ospedale italiano.
Risposta: “No, perché mi stanno sul cazzo”. Questa libera volgarità, questo pressapochismo generalizzato, questa licenza di indifferenza è la migliore immagine dell’abisso nel quale l’ignoranza sarda al potere si diffonde per li rami, dagli aerei ai tessuti. L’educazione è l’unica, profonda, rivoluzione […]

Ora, però, per me la vicenda è interessante per il bellissimo reato per cui Simeone è stato condannato: peculato d’uso per l’utilizzo della macchina pubblica per il percorso casa privata-ufficio. Mi chiedo: ma è vero? Perché se è vero e solo solo la polizia giudiziaria acquisisse le percorrenze delle auto blu dell’amministrazione regionale negli ultimi sei sette anni, interrogasse gli autisti e considerasse i costi, bé, il galeotto Simeone con i suoi 300 euro ne uscirebbe candidato alla beatificazione per onestà praticata e non esibita. Insomma, è sempre la solita storia: dipende se sei o non sei figlio di qualcuno, se sei un topo di città o di campagna, se sei, come dicevano gli spagnoli, hijo de algo!

La possibilità della reiterazione del reato produce carcere per gli indagati (e la valutazione del rischio è un fatto eminentemente soggettivo, ma nelle Facoltà di Giurisprudenza non si insegna più che al giudice si richiede sia la subtilitas intelligendi che la subtilitas applicandi), mentre la possibilità della reiterazione dell’errore del magistrato non è neanche astrattamente contemplata. Nella vita comune, chi sbaglia paga; in magistratura, chi sbaglia resta se non scoppia troppo baccano […]

Questo documento è stato sottoscritto, in questi giorni, da più di duecento accademici, tra i quali me e altri colleghi di Cagliari e di Sassari. È una lettura molto utile per chi vuole capire dove sta andando il mondo nella sua drammatica subordinazione del sistema formativo al sistema produttivo. Riporto qui solo una frase e invito alla lettura del testo. (…) Il cambiamento degli animi è così profondo che non ci accorgiamo nemmeno più della distruzione compiutasi intorno e attraverso di noi: il paradosso della fine – nella “società della conoscenza” – di un mondo dedicato alle cose della conoscenza. Anche l’udito si è assuefatto a una programmatica devastazione linguistica, dove un impoverito gergo tecnico-gestionale e burocratico reitera espressioni dalla precisa valenza operativa, che però sembra essere difficile cogliere: miglioramento della qualità, eccellenza, competenza, trasparenza, prodotti della ricerca, erogazione della didattica…

Le leggi vanno, le date non tornano

La relazione di analisi tecnica normativa, che doveva essere allegata alla delibera del 3 ottobre, risulta firmata (con la penna biro, invece che con la regolare firma digitale) dalla Direttrice della Presidenza, che però, giusto per la cronaca, è diventata titolare di quella funzione, per decreto del suo Presidente, solo dopo il 25 ottobre […]

Sardi: come sappiamo odiarci

«Nel 1 del gennaio mi arrivò il biglietto regio di nomina a Commissario dei Musei e degli scavi. Io conoscendo quella bestia di sottodirettore Gaetano Cara, uomo ignorante, odioso, vendicativo ed ingrato ai benefizi che gli ho fatto, non volevo accettare, perché il museo per lui era una bottega, e non voleva in essa controlli. Difatti due volte che in tutto l’anno poi posi piede nel Museo, mi insultò ed io perdetti la pazienza, scapitandovi la mia dignità» […]

Un Consiglio Regionale e un Presidente del Consiglio Regionale, presenti a se stessi e consci della dignità del ruolo, avrebbero chiamato il Presidente Solinas a giustificarsi in Aula e, forse, avrebbero votato una mozione di sfiducia per aver mentito, a riguardo del Consiglio regionale, in un pubblico documento. Invece, qui tutto passa così, senza rumore per difetto di coraggio e eccesso di negoziato (per cosa, poi?) […]

E così ci siamo. Hanno votato bene. Ancora

Perciò, chi è stato scelto ha deciso di rinunciare alla battaglia sulle entrate, di cedere alle pretese dello Stato, nonostante le decisioni favorevoli della Corte Costituzionale. Ha deciso di mollare una battaglia giusta perché i contributi dei sardi alla finanza ministeriale fossero stabiliti in un negoziato serio, alla pari, risarcitorio di quanto già prelevato illegittimamente. […]

Nel novembre del 2016, io scrissi, odiato da tutti i membri dell’allora maggioranza e ovviamente isolato e additato tra i primi dieci rompiscatole al mondo (ma il Pd fa sempre così, se non sei d’accordo sei colpevole, perché, come diceva Dante, la colpa è sempre delle vittime) che Renzi doveva trattare col Qatar su Meridiana vincolando l’interlocutore a tenere “tutte le attività direzionali e di controllo e tutti i servizi in cielo, in terra e in mare della compagnia aerea” a Olbia e a potenziarli. Il Pd allora andava a Doha come io vado a Lourdes, non capendo che erano secondi nell’ordine, perché il primo ospite era stato Cappellacci (ancora oggi l’interlocutore più penetrante nel principato del gas)…

Mai così in basso

Oggi poche parole, perché ci sono giorni di dolore nelle quali usarle è blasfemo. Noi abbiamo tanti motivi per soffrire (e stiamo pensando seriamente su uno, sulla giustizia ingiusta, di mettere seriamente in gioco la vita stessa), ma se n’è aggiunto un altro: la miseria morale diffusa. Mettiamo in fila le cose recenti. Abbiamo una Giunta (e un fiancheggiante organo di informazione prossimo al crack – ma in attesa di agognati finanziamenti pubblici – per intossicazione (…)

Concordo sulla necessità di non darsi in questa fase obiettivi irraggiungibili e di limitarsi a mettere assieme chi vuole realmente fare opposizione a questa giunta regionale. Ma l’orizzonte neanche tanto lontano non può che essere quello della nascita una nuova forza politica di secondo livello, cioè frutto della confluenza di più soggetti che condividono pochi ma significativi punti. Se così non fosse, questa nuova posizione alternativa non reggerebbe l’urto del confronto con le altre forze politiche e con l’elettorato. Ma quali sono questi punti su cui convergere? […]