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La Rai dei comizietti e l’ignoranza diffusa. La legge elettorale truffa
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La Rai dei comizietti e l’ignoranza diffusa. La legge elettorale truffa

Come fa informazione in campagna elettorale la televisione di Stato? Rinunciando all’informazione.
Vedere un telegiornale in questi giorni è disarmante per una persona normalmente attenta e civile.
Si è costretti a sentire i comizietti preconfezionati. I giornalisti fanno una piccola introduzione inutile poi cedono il microfono a un rappresentante di partito, il quale ha studiato una dichiarazione da trenta secondi netti, buttata a memoria e recitata di fronte ai microfoni televisivi. Tutto qui.
Questa è l’informazione dello Stato italiano.
Siamo passati dall’informazione al festival delle dichiarazioni: (…) Chi sa in Italia che la legge elettorale prevede che non vengano conteggiati migliaia di voti?
La legge elettorale prevede che le liste che non raggiungono il 3% dei voti espressi sul totale dei votanti della Repubblica non vengano ammessi al riparto dei seggi.
Questa regoletta ha una conseguenza: le liste presentate in una sola regione d’Italia, specie se spopolata come la Sardegna, non eleggono alcun rappresentante (…)
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Sardegna: morire sempre sulle frontiere sbagliate
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Sardegna: morire sempre sulle frontiere sbagliate

Osservo con l’amaro in bocca e una gran rabbia i Sardi dividersi sugli slogan della campagna elettorale per le politiche. Quante parole dure e durissime si rivolgeranno i sardi in questa campagna elettorale per morire su frontiere lontane? La Sardegna non c’è in questa campagna elettorale per il Parlamento italiano, ma i sardi muoiono sulla frontiera delle dichiarazioni di leader non solo non sardi, ma assolutamente lontani dalla Sardegna. Invito i partiti che partecipano alle elezioni – noi ne siamo esclusi per prepotenza della legge – a servirsi delle nostre idee e della forza dei nostri dirigenti per difendere la Sardegna. Noi siamo pacificamente impegnati su questa frontiere, siamo impegnati a salvare la Sardegna da questa deriva. (…)
Ho letto con molta attenzione il programma del Movimento 5 Stelle, i celebri venti punti.
Sono rimasto di sale. (CONTINUA)

Moirano convocato. Tricolore manifesto: prostitute (rosso), razze (bianco), verde (vaccini)
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Moirano convocato. Tricolore manifesto: prostitute (rosso), razze (bianco), verde (vaccini)

Oggi l’onorevole Augusto Cherchi, uno dei pochi che non si inginocchia di fronte al Direttore generale dell’Ats né al Direttore generale dell’Assessorato alla sanità, chiederà il rispetto della legge che prevede che S.M. Moirano vada in nel Parlamento sardo a riferire del suo operato e vada in Commissione sanità a giustificare l’organico programmato dell’Ats (…); si è di fronte a un’esperienza brutale di tatcherismo di cui non si avvertiva in alcun modo il bisogno. (…) Nel frattempo la campagna elettorale italiana ha trovato la sua bandiera, quella più aderente alla tradizione. Salvini ha riproposto le case chiuse, secondo la migliore tradizione del diritto del membro italico a sfogarsi per di più legalmente. Non educazione a una sessualità meno cupa, più libera e leggera di quella colpevolizzata della tradizione cattolica. No, nessuna educazione, divieti morali e eccezioni legali, questa è l’Italia.
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Per l’obiezione di coscienza natzionale
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Per l’obiezione di coscienza natzionale

di Franciscu Sedda
La campagna elettorale italiana è appena iniziata e già si sente forte il desiderio che finisca. Personalismi narcisisti, tatticismi esasperati, sparate assurde, abolizione di tutto e del contrario di tutto, paura del confronto, demonizzazione dell’altro e del diverso: la bella e intramontabile campagna elettorale all’italiana.
Basterebbe questo per capire perché il Partito dei Sardi ha chiamato i sardi, i singoli e le forze politiche, ad un’obiezione di coscienza nazionale sarda. Perché non ha senso, in quanto sardi, votarsi al gioco al massacro dell’italianità.
E invece il rischio è che ancora una volta la campagna elettorale italiana in Sardegna si trasformi nella versione aggiornata e sofisticata della Prima Guerra Mondiale: «Sardi! Armatevi, partite (e morite) per salvare ‘la Patria’!» (CONTINUA)

Attendiamo carte
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Attendiamo carte

Sia detto senza offesa per nessuno, ma oggi dalla lettura dei giornali si capisce per chi tifano i giornalisti ma non si capisce praticamente nulla di ciò che è realmente accaduto ieri nella riunione della Direzione del Pd.
Noi del Partito dei Sardi, che non abbiamo posto diktat a nessuno e non intendiamo né porne né riceverne, abbiamo varato un documento dopo ripetuti contatti voluti dai vertici del Pd. Poiché il momento è di quelli che segnano la storia, chiediamo cortesemente che ci si risponda con un altro scritto, sia che si tratti di un documento che di una mail riassuntiva della posizione condivisa dall’organo del Pd. (CONTINUA)

L’eredità delle fratture
Elezioni Politica

L’eredità delle fratture

I partiti sardi, vuoi indipendentisti, vuoi autonomisti, vuoi federalisti o regionalisti, possono comunque partecipare alle elezioni, ma con una sola certezza: aumentare le possibilità di sconfitta degli altri partiti che, per quanto italiani nel nome, sono pur sempre fatti di Sardi in Sardegna. (…) E dunque accadrà che qualche partito italiano ma fatto da Sardi, risultato vincitore, riterrà di esserlo a prescindere e contro i partiti sardi e qualche altro partito italiano, sempre fatto di Sardi, uscito sconfitto, addebiterà alla mancata alleanza dei partiti sardi la propria sconfitta.
Il risultato politico più probabile dunque per la Sardegna sarà l’approfondirsi delle divisioni tra i Sardi, mentre il dato più inatteso per l’Italia è proprio l’unità della Sardegna. (CONTINUA)

La difficile stagione delle decisioni
Elezioni Politica

La difficile stagione delle decisioni

Dopodomani il Direttivo nazionale del Partito dei Sardi dovrà cominciare a prendere una serie di decisioni che non riguarderanno solo le elezioni politiche italiane, ma più in generale il modo di tenere vivi gli ideali, difendere la Sardegna, guardare sempre allo sviluppo e alla giustizia.
Non sarà semplice. (CONTINUA)