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Elezioni: piccole verità taciute
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Elezioni: piccole verità taciute

Auguri ai nuovi sindaci di Iglesias e di Assemini.
Il doppio turno non è ancora entrato nelle abitudini elettorali dei sardi.
Il doppio turno non è previsto nelle elezioni sarde per il rinnovo del Consiglio della Sardegna.
Oggi nessun partito nazionale italiano può considerarsi autosufficiente per vincere le prossime elezioni sarde. (LEGGI)

Continuiamo a vincere
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Continuiamo a vincere

Abbiamo vinto a Macomer, dove esprimevamo il candidato alla carica di Sindaco, Antonio Succu, dove il Movimento 5 Stelle aveva vinto alle politiche con il 42%.
Riusciamo a dare un governo a Chiaramonti, dove era candidato Alessandro Unali.
Andiamo al ballottaggio ad Assemini, dove la lista civica di Antonio Scanu in cui noi siamo presenti (…)
Continuiamo a vincere da quattro anni e lo facciamo senza odiare nessuno, costruendo la Nazione Sarda.
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Insularità e alleanze
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Insularità e alleanze

Il tema e il movimento referendario promosso dai Riformatori Sardi e guidato da Roberto Frongia sul tema dell’insularità è la proposta di punta del mondo liberale e moderato della Sardegna.
Ha due caratteristiche principali: un contenuto politico e istituzionale ampio e una grande trasversalità di adesioni.
Dentro il movimento referendario convivono senza traumi esperienze politiche come quella di Emilio Floris e di Luciano Uras, o di Gianfranco Ganau e Roberto Deriu, Alessandra Zedda e Stefano Tunis. (…) Non è scandaloso che si firmi un patto che va dai liberal di Forza Italia ai laburisti del Pd, con noi, i sardisti, ProgReS e chiunque altro del mondo indipendentista voglia farlo, a sostenere, animare, rappresentare e se possibile guidare questa fase di grande unità della Sardegna.
Non sarebbe scandaloso e sarebbe rivoluzionario. Ma se si contesta questa prospettiva, allora si deve spiegare quale efficacia si pensa di attribuire a momenti di unità occasionale ed episodica quali quelli che si stanno realizzando in questi mesi. Non si può chiamare il popolo all’unità in tempo di pace e alla divisione in tempo di guerra. (LEGGI)

Ieri: Coldiretti mangia tutto, l’Anas Sarda vive, l’Anas italiana gioca con le parole, Moro fa pensare, alle amministrative stiamo dentro le civiche
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Ieri: Coldiretti mangia tutto, l’Anas Sarda vive, l’Anas italiana gioca con le parole, Moro fa pensare, alle amministrative stiamo dentro le civiche

Ieri Coldiretti ha asfaltato il sistema dell’assistenza tecnica in zootecnia della Regione Sardegna liquidando Aras. (…) Ieri, a dispetto dei tanti uccellacci del malaugurio che nelle scorse settimane si sono adoperati per annunciare che la legge sarda sugli appalti sarebbe stata devastata dal ricorso del governo italiano, il Consiglio dei Ministri dell’Italia, prossimo a salutare senza rimpianto, ne ha impugnato solo alcuni articoli (…) Oggi ricorre l’anniversario del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro. È una vicenda di cui mi occupai quando insegnavo a Sassari e poi smisi di farlo, perché mi accorsi che ancora oggi è pericoloso farlo senza avere il potere di difendersi da ciò che la verità fa emergere con estrema chiarezza. (…) Si stanno chiudendo le liste per le prossime amministrative. Coerentemente con la linea della convergenza nazionale che stiamo costruendo, noi siamo dappertutto dentro liste civiche. (LEGGI)

Auguri e notizie
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Auguri e notizie

Ieri ho parlato con alcuni analisti (uno dei quali pensa realmente come Jack Ryan, il personaggio dei romanzi di Tom Clancy) sui possibili governi italiani.
Primo scenario: stessa maggioranza Centrodestra – Cinquestelle che ha egemonizzato le elezioni dei vertici delle due Camere del Parlamento. La criticità di questo scenario è il premier: entrambi (…) Salvini farebbe il premier, lo Stato avrebbe un governo e il Pd respingerebbe l’accusa, che il mondo finanziario europeo gli sta imputando (non parliamo poi degli americani), di bloccare l’Italia con la sua posizione definita aventiniana. In qualche modo il Pd sarebbe un arbitro dell’assetto istituzionale senza avere la responsabilità di governo, ma il Centrodestra avrebbe in mano il Pd con la minaccia del ritorno alle urne.
Questa è l’Italia. E la Sardegna? Ecco, questa domanda semplice semplice (…)
Auguri di Buona Pasqua.
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Il partito di maggioranza relativa in Sardegna: il civismo
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Il partito di maggioranza relativa in Sardegna: il civismo

Se facciamo un’analisi dettagliata delle amministrazioni comunali della Sardegna, scopriamo che il partito di maggioranza relativa in realtà è il civismo.
Un tempo le liste civiche erano il risultato del mascheramento dei partiti tradizionali in realtà troppo piccole per uno scontro tra sigle e schieramenti. Oggi, invece, l’unico modo per unire i paesi sembra essere la creazione di bandiere neutre, locali, programmatiche, perché tutte le altre sono state consumate o non sono più ritenute credibili… (LEGGI)

Per capire le elezioni
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Per capire le elezioni

Se volete capire qualcosa da soli, senza la verbosità inconcludente dei giornalisti italiani, delle elezioni politiche italiane, dovete andare in questo sito.
Non c’è molto da capire, è tutto chiaro. (…) Serve una ricostruzione morale e politica della Sardegna.
Serve un’emozione (Salviamo la Sardegna), un programma serio, una grande unità della Sardegna, dai liberali ai laburisti, e un cambiamento profondo, una nuova fondazione della Sardegna.
Io posso guidare solo ed esclusivamente un profondo cambiamento della Nazione Sarda. Non mi si propongano liturgie di segreterie di partito, estenuanti interdizioni, mediazioni sul nulla ecc. ecc. Con me o il coraggio di cambiare pacificamente ma intensamente tutto o si vada su altri. (LEGGI)

Stare fermi per creare un nuovo movimento
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Stare fermi per creare un nuovo movimento

Dovevano essere le elezioni italiane del ritorno della scelta dei candidati da parte dei cittadini ed è risultato subito chiaro che erano rimaste le elezioni di prima, con i nominati da ratificare.
Dovevano essere le elezioni della governabilità ed è risultato subito chiaro che la legge elettorale era stata studiata per non far determinare il governo dalla scelta popolare.
Dovevano essere le elezioni del primato della politica sulla burocrazia, sulla magistratura e sul potere finanziario e sono diventate le elezioni della inconcludenza politica, dell’assenza dei programmi o dei programmi bislacchi, dei governi deboli.
Sono le elezioni che più sfacciatamente di altre prescindono totalmente dai problemi della Sardegna.
Stiamo dritti, stiamo fermi, stiamo serenamente sicuri che dire No quando è necessario dirlo è sempre meglio che dire Sì turandosi il naso.
Spesso un solo uomo che è stato fermo ha messo in moto una storia immobile e stantia. (LEGGI)