Quante persone sono morte sulla Sassari-Olbia? 85 dal 1995 al 2011. Ad oggi siamo, tragicamente, vicini a 90. Quante vittime sul ponte Morandi in un giorno? 43. Lì commissari straordinari con poteri enormi di deroga delle folli leggi italiane, qui burocrazia e manette selettive. Questa logica della carne sarda da cannone, che data (in questo aveva ragione Lilliu) dai tempi dei romani, mi ferisce le carni.

Piccola stampa ignobile

Le cronache di oggi degli eventi di ieri sulla crisi Air Italy e sulla continuità territoriale sono a dir poco lunari. Giornali che raccontano un mondo che non c’è (accordi con il Qatar, Corsi, Lombardi, compagnie pubbliche impossibili, prese per il naso ai lavoratori grandi come palazzi). E tutto per quattro soldi pubblici.
Per fare i giornalisti ci vuole coraggio e indipendenza.

La Giunta impedisce all’opposizione di guardare dentro il pasticcio della continuità territoriale. Sugli aerei oppone il segreto istruttorio, ma avvia l’indagine sulle merendine. L’assurdo è l’abbraccio mortale tra opposizione e maggioranza. Mai vista una vittima (l’opposizione) così masochista. Siamo al bondage politico (a chi piace).

Sanità: assuefatti al peggio

I parenti chiedono al primario di parlare col suo collega dell’ospedale italiano.
Risposta: “No, perché mi stanno sul cazzo”. Questa libera volgarità, questo pressapochismo generalizzato, questa licenza di indifferenza è la migliore immagine dell’abisso nel quale l’ignoranza sarda al potere si diffonde per li rami, dagli aerei ai tessuti. L’educazione è l’unica, profonda, rivoluzione […]

Ora, però, per me la vicenda è interessante per il bellissimo reato per cui Simeone è stato condannato: peculato d’uso per l’utilizzo della macchina pubblica per il percorso casa privata-ufficio. Mi chiedo: ma è vero? Perché se è vero e solo solo la polizia giudiziaria acquisisse le percorrenze delle auto blu dell’amministrazione regionale negli ultimi sei sette anni, interrogasse gli autisti e considerasse i costi, bé, il galeotto Simeone con i suoi 300 euro ne uscirebbe candidato alla beatificazione per onestà praticata e non esibita. Insomma, è sempre la solita storia: dipende se sei o non sei figlio di qualcuno, se sei un topo di città o di campagna, se sei, come dicevano gli spagnoli, hijo de algo!

La possibilità della reiterazione del reato produce carcere per gli indagati (e la valutazione del rischio è un fatto eminentemente soggettivo, ma nelle Facoltà di Giurisprudenza non si insegna più che al giudice si richiede sia la subtilitas intelligendi che la subtilitas applicandi), mentre la possibilità della reiterazione dell’errore del magistrato non è neanche astrattamente contemplata. Nella vita comune, chi sbaglia paga; in magistratura, chi sbaglia resta se non scoppia troppo baccano […]

Questo documento è stato sottoscritto, in questi giorni, da più di duecento accademici, tra i quali me e altri colleghi di Cagliari e di Sassari. È una lettura molto utile per chi vuole capire dove sta andando il mondo nella sua drammatica subordinazione del sistema formativo al sistema produttivo. Riporto qui solo una frase e invito alla lettura del testo. (…) Il cambiamento degli animi è così profondo che non ci accorgiamo nemmeno più della distruzione compiutasi intorno e attraverso di noi: il paradosso della fine – nella “società della conoscenza” – di un mondo dedicato alle cose della conoscenza. Anche l’udito si è assuefatto a una programmatica devastazione linguistica, dove un impoverito gergo tecnico-gestionale e burocratico reitera espressioni dalla precisa valenza operativa, che però sembra essere difficile cogliere: miglioramento della qualità, eccellenza, competenza, trasparenza, prodotti della ricerca, erogazione della didattica…

Le leggi vanno, le date non tornano

La relazione di analisi tecnica normativa, che doveva essere allegata alla delibera del 3 ottobre, risulta firmata (con la penna biro, invece che con la regolare firma digitale) dalla Direttrice della Presidenza, che però, giusto per la cronaca, è diventata titolare di quella funzione, per decreto del suo Presidente, solo dopo il 25 ottobre […]

Sardi: come sappiamo odiarci

«Nel 1 del gennaio mi arrivò il biglietto regio di nomina a Commissario dei Musei e degli scavi. Io conoscendo quella bestia di sottodirettore Gaetano Cara, uomo ignorante, odioso, vendicativo ed ingrato ai benefizi che gli ho fatto, non volevo accettare, perché il museo per lui era una bottega, e non voleva in essa controlli. Difatti due volte che in tutto l’anno poi posi piede nel Museo, mi insultò ed io perdetti la pazienza, scapitandovi la mia dignità» […]

Nel novembre del 2016, io scrissi, odiato da tutti i membri dell’allora maggioranza e ovviamente isolato e additato tra i primi dieci rompiscatole al mondo (ma il Pd fa sempre così, se non sei d’accordo sei colpevole, perché, come diceva Dante, la colpa è sempre delle vittime) che Renzi doveva trattare col Qatar su Meridiana vincolando l’interlocutore a tenere “tutte le attività direzionali e di controllo e tutti i servizi in cielo, in terra e in mare della compagnia aerea” a Olbia e a potenziarli. Il Pd allora andava a Doha come io vado a Lourdes, non capendo che erano secondi nell’ordine, perché il primo ospite era stato Cappellacci (ancora oggi l’interlocutore più penetrante nel principato del gas)…