Autore: Paolo Maninchedda

Perché non voteremo mai il nuovo accordo sulle servitù militari
Politica

Perché non voteremo mai il nuovo accordo sulle servitù militari

Leggo che il Presidente della Regione considera profondamente sbagliata la posizione del Partito dei Sardi sulle Servitù Militari. La bozza di accordo tra la Regione Sarda e il Ministero della Difesa non verrà mai votata dal Partito dei Sardi. È una bozza arrendevole, insufficiente e arretrata rispetto al dibattito sviluppatosi negli ultimi anni in Sardegna. Non posso pubblicarne il testo, e quindi discuterne pubblicamente nel merito, perché così è stato richiesto dalla Presidenza, ma giudichiamo incomprensibile questa inutile riservatezza.
Nel merito, poi, il nostro capogruppo e i consiglieri in Aula, espliciteranno i nostri contenuti e sceglieranno le forme migliori per spiegare il nostro dissenso su questo documento.
Oggi più che mai, viva la Sardegna, viva la libertà. (CONTINUA)

Nessun colloquio con Fassino
Elezioni Infrastrutture Politica

Nessun colloquio con Fassino

Parlo spesso con Giuseppe Luigi Cucca, segretario del Pd della Sardegna, perché siamo amici e perché abbiamo la testa sul collo. Di Fassino ho squilli di tromba da almeno un mese ma niente di concreto all’orizzonte.
Tuttavia non vorrei che si diffondesse un’immagine sbagliata della nostra posizione politica: il Partito dei Sardi non sta aspettando nessuno. (…) Noi, per reagire a questo stato di cose, abbiamo proposto una Convergenza nazionale dei sardi sui propri interessi.
In sostanza noi proponiamo un accordo tra sardi su punti strategici: fisco e accise, trasporti e infrastrutture (con annessa sostituzione del Presidente dell’Anas e passaggio delle dighe sarde dall’Enel alla Regione), lavoro, insularità, beni culturali, servitù militari, scuola e ricerca. Dopo di che abbiamo immaginato che si prevedano accordi anche di desistenza che consentano la rappresentanza di tutte le articolazioni politiche sarde attraverso sia i collegi uninominali che quelli proporzionali. (CONTINUA)

Bisogna chiedere le dimissioni del Presidente dell’Anas
Infrastrutture Politica

Bisogna chiedere le dimissioni del Presidente dell’Anas

È chiaro che l’opera è in ritardo per colpa dell’Anas; ma è altrettanto chiaro che il Ministero considera l’Anas un sua costola, una parte dello Stato italiano da difendere sempre e comunque, mentre considera la Regione non un’istituzione di livello costituzionale cui essere solidale, ma una controparte su cui scaricare responsabilità e colpe.
Avere una coscienza nazionale sarda significa non accettare questo processo di colpevolizzazione storica che è sempre orientato a farci perdere la fiducia in noi stessi. E allora va detto a gran voce: la colpa di Monte Pino è dell’Anas e del Ministero italiano che copre le responsabilità dell’Anas. (CONTINUA)

Perfetti sconosciuti
Politica

Perfetti sconosciuti

Si è appreso che il 12 dicembre la Giunta intende presentare il nuovo Accordo col Ministero della Difesa sulle servitù militari al Parlamento sardo. Come è stato ben chiarito nella riunione dei capigruppo convocata sul tema dal Presidente, il Partito dei Sardi non sa nulla di questo accordo, se non il sommario elenco delle opere che potrebbero essere oggetto di dismissione dal demanio militare, peraltro non fornito, ma solamente illustrato appunto in quella sede. La lunga esperienza dei documenti firmati tra Regione e Ministero della Difesa, nonché il riserbo – della cui necessità stentiamo a comprendere le ragioni – sulla trattativa svoltasi, ci porta ad essere più che prudenti nell’assunzione di corresponsabilità politiche. (CONTINUA)

Un’occasione per l’autonomia energetica della Sardegna
Energia Politica

Un’occasione per l’autonomia energetica della Sardegna

I dati sulle domande presentate dicono che avevo ragione: circa 200 domande presentate. Richieste totali pervenute sulla misura dell’efficientamento energetico (Misura 4.1.1.) per circa 70 milioni e 30 milioni invece sulle reti (Misura 4.3.1). Invece le risorse stanziate, con grande scetticismo degli esperti del Por sulla reale possibilità di impegnare e spendere queste risorse, sono 18 milioni sull’efficientamento e 26 sulle reti. Accertato che avevamo ragione a chiedere una forte incentivazione dell’efficientamento energetico, adesso che il bando si è rivelato vincente anche nel chiamare capitale privato, ci auguriamo che la Giunta voglia stanziare le risorse per coprire interamente il fabbisogno. Sono soldi ben spesi, fanno risparmiare sulla spesa corrente, muovono investimenti e lavoro e, soprattutto, rendono la Sardegna energeticamente più autosufficiente e ecosostenibile.
(CONTINUA)

Il mio intervento al Primo Congresso Nazionale del Partito dei Sardi
Evidenza Politica

Il mio intervento al Primo Congresso Nazionale del Partito dei Sardi

Spero vivamente che fra non troppo tempo, qualcuno possa proclamare aperta l’Assemblea nazionale dei Sardi, possa rappresentare pienamente e senza limitazioni la Sardegna. Noi sentiamo il fascino e la responsabilità storica di questo obiettivo e ne sentiamo intimamente la grandezza.

Noi siamo affascinati dalla grandezza e dall’infinito perché vi riconosciamo tracce della nostra identità più profonda.
Quello di oggi è un congresso che si distingue per questa vocazione alla grandezza delle idee e alla disciplina che è necessaria per realizzarle.
Non un Congresso di sola amministrazione, di problemi e di soluzioni, ma di idee, di significati, di senso.

Di seguito una galleria di foto.
La maggior parte sono di Beatrice Mura.

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