Autore: Paolo Maninchedda

Pastorizia: pensare prima di fare, stare uniti e non bisticciare
Agricoltura Politica

Pastorizia: pensare prima di fare, stare uniti e non bisticciare

Le cronache di questi giorni dimostrano che sull’intevento dei 45 milioni per il sostegno alle aziende ovicaprine per la siccità avevamo ragione: il mondo non è più quello dei contributi a pioggia, perché questi non sono rapidi come si pensa e tanto meno sono innocui per le aziende. Una promessa è facile da farsi, ma la realtà poi rivela tutte le sue complessità.
Fa più e meglio una riunione ben fatta che una manifestazione. In piazza si può (e talvolta si deve) protestare, ma difficilmente si risolvono i problemi.
Noi, e io in particolare, siamo stati dileggiati nel mondo delle campagne per aver detto che la soluzione trovata per i 45 milioni non era stata ben pensata e che sarebbe stata pericolosa per le aziende: i fatti ci/mi stanno dando ragione.
(…) Detto tutto questo, noi non pretendiamo di avere ragione, né diciamo che tutto ciò che hanno fatto e proposto altri è sbagliato.
Ci pare però urgentissimo incontrarsi e studiare le soluzioni migliori, piuttosto che continuamente scontrarsi o misurare le reciproche forze. Ci pensi la Coldiretti; ci pensi il Movimento pastori, ci pensino i trasformatori e i Consorzi: o si ha coscienza che bisogna stare uniti e essere molto competenti ed efficienti oppure il futuro è molto più insidioso che in passato.

Domani a Badesi, sabato a Villagrande
Agenda Comunicato

Domani a Badesi, sabato a Villagrande

Domani alle 18 sarò a Badesi a parlare del ruolo fondamentale delle comunità locali con Gianmario Mamia, Toni Stangoni, Agostino Pirredda, Giampiero Scanu e Giacomo del Chiappa.
Sabato alle 11 sarò a Villagrande, ospite del Psd’Az. Parlerò di Sardegna, di indipendenza e dei nostri obiettivi: rendere questa terra libera, più ricca, più avanzata, più civile.

Edilizia bloccata dalle leggi: una ogni tre settimane (senza contare Regioni e Comuni)
Economia Edilizia Politica

Edilizia bloccata dalle leggi: una ogni tre settimane (senza contare Regioni e Comuni)

Il più grave crollo di occupati registrato dalla Sardegna è stato proprio nel settore dell’edilizia.
Ieri Il Sole 24 ore ha pubblicato un’inchiesta illuminante: dal 2009 (Piano casa) all’agosto 2017, cioè in sei anni, le norme sull’edilizia e sull’urbanistica sono state riviste e aggiornate 133 volte, con una media di una volta ogni 23 giorni, un capolavoro italiano di incertezza del diritto. Questa selva di norme è la vera causa di un blocco che sta devastando le economie dei nostri paesi e delle nostre città. Questa selva di norme inibisce moltissimo dirigenti e funzionari degli uffici tecnici di tutta l’Isola, amministrazione regionale compresa.
È urgente mettere ordine e semplificare il sistema. Non è sostenibile dall’economia della Sardegna la collocazione sul binario morto della legge urbanistica.
Si stralcino le parti controverse e se ne discuta a parte, ma si liberino quelle non solo utili ma indispensabili a un normale svolgimento delle pratiche edilizie.

È giusto incassare dalle tasse sulle malattie? No, ma lo si fa
Politica

È giusto incassare dalle tasse sulle malattie? No, ma lo si fa

Il 7 settembre è stato raggiunto un accordo in Conferenza Stato Regioni tra il Governo italiano e le Regioni su questo tema: riordino dei punti di raccolta del gioco pubblico.
Il Governo italiano ha parlato subito di grande risultato di lotta alla ludopatia. Hanno invece ragione le associazioni cattoliche e le associazioni antiusura a dire che l’intesa non serve a molto. In Sardegna la dipendenza da giochi d’azzardo sta diventando una piaga sociale, un vaiolo che infesta ogni bar di periferia nei quali si vede girare tutti i giorni il film dell’abbruttimento, della discesa agli inferi di persone che prima conducevano una vita normale.
Lo Stato italiano incassa 10,5 miliardi l’anno da questo business della malattia; la Regione Sardgna ha ottenuto proprio con le norme di attuazione dell’art. 8 di incassare le proprie compartecipazioni anche sul gioco di azzardo.
L’unica scelta da fare, togliere la gestione del gioco d’azzardo alle società commerciali, non è stata fatta.
L’altra scelta da fare, che ugualmente non è stata fatta, è proibire il gioco e decidere di non guadagnarci sopra.
Invece no. Siamo di fronte alla promozione di massa del gioco d’azzardo affidato in concessione a privati.

I sardi devono essere liberi di volare
Continuità Politica Stato sardo

I sardi devono essere liberi di volare

Lo scontro con l’Unione Europea sulla continuità territoriale sembra proprio essere una conferma della necessità, come spesso ripete Franciscu Sedda, di essere dotati di una seria consapevolezza della necessità di pensare la Sardegna come se fosse uno Stato. Questi temi tecnici sono perdenti per noi se affrontati senza un solido bagaglio di pensiero sulla Sardegna, sui suoi diritti e sui suoi poteri.
Tasse e trasporti sono il terreno su cui si può costruire un vasto accordo politico semplice e efficace: i poteri dei sardi su entrambe le materie devono aumentare. Indipendentisti e non mi sembra possano trovare su questo un accordo di grande significato.
Resta poi il problema di come si sta di fronte al Governo italiano (che ha impugnato la legge sull’Agenzia delle entrate senza neanche un miagolìo da parte del gattino autonomistico della Sardegna – ma il Partito dei Sardi non è un gatto) e di fronte all’Unione Europea su questi temi. (…) Quindi occorre sapere che già nel Trattato esiste una dialettica importantissima tra il principio della libera concorrenza e le politiche necessarie a garantire i diritti fondamentali, non diversamente da quanto accade nella Costituzione della Repubblica italiana.
Trovare un equilibrio tra diritto alla mobilità e principio della libera concorrenza significa decidere quante risorse pubbliche si investono per garantire il diritto dei cittadini. In altri termini, però, si può dire che significa decidere anche quanto i poteri locali, nel caso specifico il potere della Sardegna, possano agire per garantire i diritti dei cittadini.
Chi decide il perimetro dei diritti dei cittadini? Chi decide quanto denaro pubblico è necessario investire per tutelarli?

Princìpi, non liti. Su Agenzia delle Entrate e accantonamenti abbiamo ragione, difendiamo i sardi e non molliamo
Politica

Princìpi, non liti. Su Agenzia delle Entrate e accantonamenti abbiamo ragione, difendiamo i sardi e non molliamo

La verità è verità.
Ecco dunque il testo originale e integrale del documento del gruppo consiliare, che dice cose vere e giuste.
È verissimo che la nostra Agenzia delle Entrate, impugnata dal Gioverno, non è mai stata politicamente difesa di fronte al Governo italiano. Non ricordo un incontro, una sollecitazione, una lettera per indurre il Governo a ritirare un ricorso ingiusto, immotivato, capzioso e ciò è tanto più rilevante se si tiene conto che su altre leggi regionali la politica sarda è riuscita a dissuadere il Governo dall’impugnazione. Gentiloni non sa neanche che pende il giudizio della Corte Costituzionale sull’Agenzia delle Entrate.
L’Agenzia è un punto programmatico sottoposto e approvato dagli elettori sul quale non si è sviluppata alcuna politica difensiva ma solo una burocratica e distratta attività di difesa in giudizio. Viceversa, su temi non avallati dall’elettorato, vedi gli accantonamenti, si è agito come se si fosse titolari di un mandato pieno, mai accordato dall’elettorato e tanto meno da tutte le forze politiche, ma solo ratificato a esito definito.
Il Gruppo consiliare ha giustamente ricordato tutto questo e lo ha posto in capo al Presidente della Giunta come è naturale che sia.
Secondo punto del documento: gli accantonamenti. È verissimo che i contenuti e le modalità di conduzione delle trattative non sono stati generati dal sistema delle istituzioni sarde, semmai si sono svolte con le istituzioni chiamate a ratifica.

Giornali sardi inutili. Che cosa è realmente successo ieri
Fisco Informazione Politica Sanità

Giornali sardi inutili. Che cosa è realmente successo ieri

Come sempre più spesso accade, i giornali di oggi non servono a capire ciò che è realmente successo ieri.
Ieri è accaduto che il Presidente della Sardegna e l’Assessore del Bilancio sono andati a Roma a parlare col sottosegretario italiano Boschi di accantonamenti.
Secondo un copione, sbagliato e già visto, la delegazione della Giunta ha impostato una missione importante su un problema creato a suo tempo dalla Giunta stessa, senza discutere prima con le forze di maggioranza e col Consiglio della strategia relativa alla questione delle Entrate.
Il capogruppo del Partito dei Sardi Gianfranco Congiu ha chiesto la sospensione dei lavori dell’Aula, la riunione dei capigruppo e ha ottenuto che il Presidente della Giunta vada in Consiglio e riferire.
Oggi sui giornali questa sequenza dei fatti, che è sostanza, diviene un minestrone, e noi addirittura veniamo iscritti non tra coloro che hanno difeso il diritto sacrosanto dei sardi di sapere che cosa si va a dire al Governo italiano prima di dirlo, ma iscritti d’ufficio in grassetto tra i protestatari e non tra coloro che difendono la dignità delle istituzioni.
Il Gruppo del Partito dei Sardi si è riunito d’urgenza ieri sera e oggi divulgherà un documento con la posizione ufficiale sul tema.

Golpe catalano inesistente, golpe tedesco incipiente
Catalogna Economia Europa Indipendenza Politica

Golpe catalano inesistente, golpe tedesco incipiente

(…) Spiegato in italiano: la Francia e la Germania metterebbero sotto tutela i bilanci degli stati più deboli economicamente, potrebbero mandare ispezioni, comminare censure, raccomandare vivamente politiche economiche ecc. In buona sostanza acquisirebbero un potere di indirizzo vincolante del destino altrui.
Inoltre si crea un deterrente formidabile sulle aste dei titoli di stato dei Paesi più indebitati, perché li si priva della certezza della solvibilità dei loro impegni finanziari e quindi della forza della loro offerta sui mercati finanziari. Dico subito che questa non è l’Europa di cui io mi sento cittadino insieme a tanti altri, questa è l’Europa degli egoisti, nazionalisti e prepotenti e il suo cuore pulsa potentemente nello Stato membro più forte, la Germania. Un’Europa egemonizzata dalla Germania è un’Europa che si sfascia e si divide. L’estetica della forza e della prevaricazione, che piace a tanto mondo finanziario e produttivo tedesco, è da più di un secolo il male dell’Europa. Questi sono i veri movimenti eversivi dell’Europa: non la Catalogna, la Scozia, i Paesi Baschi, la Corsica, la Sardegna e le tante altre nazioni senza stato.
Una cosa è certa: mai una guerra è nata dal bisogno di libertà, di sviluppo e di integrazione europea dei piccoli; tutte le guerre sono nate dalla bulimia di potere dei grandi.