Io, Gandhi e la giustizia italiana

16 luglio 2017 11:050 commenti
Io, Gandhi e la giustizia italiana

di Paolo Maninchedda
Oggi L’Unione Sarda ce la fa. A pagina 8 (cioè non nella pagina della cronaca locale, ma nella pagina regionale) dà notizia di un’indagine in corso della procura di Oristano che ha portato alla perquisizione dell’ufficio di un indagato. Il reato ipotizzato è il voto di scambio, realizzato, secondo il giornale e secondo gli inquirenti, nella forma ‘posti di lavoro’ in cambio di voti. Tale indagato è stato candidato nella liste del Partito dei Sardi e il giornalista immediatamente ricorda che il Partito dei Sardi è guidato da Paolo Maninchedda e vi milita anche il sindaco di Macomer Antonio Succu, primario del reparto in cui lavora l’indagato. A scanso di equivoci, è verissimo che io guido politicamente il Partito dei Sardi, ma è ancora più certo che non mi occupo né mi sono occupato di concorsi.
Questo giochino delle indiscrezioni di stampa che preannunciano o annunciano iniziative della magistratura e che usano la sintassi (cioè l’accostamento) con tecniche di insinuazione un po’ primitive (di cui era maestro Cossiga e i suoi degni allievi che hanno avvelenato l’Italia di inutili sospetti) l’ho già vissuto nel 2015. Non reagii perché mi imbattei in un magistrato molto scrupoloso che, accertata la cantonata in cui erano precipitati, corresse immediatamente il tiro. Pur adiratissimo, lasciai perdere, perché credo ancora nella buona fede e nella naturale bontà delle persone. Io intuii di essere odiato profondamente da alcuni settori degli apparati dello Stato, ma constatai anche che esistevano magistrati scrupolosi, consapevoli che il privilegio che la legge dà loro di usare in esclusiva la violenza è un privilegio molto pericoloso e delicato, da usarsi con grande parsimonia.
Ora si ricomincia e penso che da qui al marzo 2019 cercheranno di…

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Psicologia, politica e continuità territoriale

13 luglio 2017 07:520 commenti
Psicologia, politica e continuità territoriale

di Paolo Maninchedda
La cosa più spiacevole, in questi ultimi due giorni, della lettura dei giornali (sempre più in calo, ormai sono letti da meno del 18% della popolazione, e lasciamo perdere i social dove gli specialisti dell’odio si sono ampiamente dati da fare) è il riemergere del senso di colpa dei sardi.
Ovviamente, dinanzi al bando andato deserto sulla continuità aerea su Cagliari, la prima domanda è stata: “Dove ha sbagliato la Regione?”. Viceversa Franciscu Sedda ha scritto, per tutti noi: “Alitalia, bae in bon’ora”.
Nei giornali sardi troviamo espresso il cuore nero della dipendenza psicologica dei sardi, frutto di decenni di autonomia e di tanta, tantissima scolarizzazione improntata a “I sardi non sono capaci di far nulla, devono chiedere”.
Il rivendicazionismo autonomista, figlio (CONTINUA)

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Il nostro ricordo di Doddore Meloni

6 luglio 2017 06:001 commento
Il nostro ricordo di Doddore Meloni

di Franciscu Sedda
A nome del Partito dei Sardi ci tengo a manifestare il profondo sentimento di sgomento e cordoglio per la morte di Doddore Meloni, uomo e compatriota che ha deciso di dare la vita per testimoniare della sua fede indipendentista. Al contempo come Partito vogliamo esprimere la nostra vicinanza ai suoi familiari, alle persone che gli erano care, a coloro che gli sono stati affianco nella militanza e nella lotta politica, che fino a ieri ne hanno chiesto la scarcerazione e che oggi ne piangono la perdita.
Come Partito dei Sardi, con i nostri rappresentanti al Parlamento Sardo e al Comune di Cagliari, abbiamo provato a fare la nostra piccola parte per squarciare la cappa di silenzio su quanto stava accadendo e per chiedere a Doddore di riprendere la lotta per l’indipendenza sotto altra forma. Evidentemente non è stato abbastanza.
Personalmente sono molto scosso.
Per l’uomo che se ne va.
Per la tragicità del modo e del gesto.
Ma ancor di più perché credo che Doddore volesse proprio questo. Scuoterci dall’indifferenza. In questa terra di Sardegna dove siamo allenati a protestare per i soldi non siamo abituati a persone che si lasciano morire (ma che uccidono gli altri, attenzione!) per le proprie idee, per i propri ideali, per i propri sogni. Men che meno i sardi sono preparati al fatto (CONTINUA)

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La Corte Costituzionale: peggio per voi che vi fate fregare. Le nuove frontiere della slealtà di Stato

5 luglio 2017 07:142 commenti
La Corte Costituzionale: peggio per voi che vi fate fregare. Le nuove frontiere della slealtà di Stato

di Paolo Maninchedda
Ho letto sulla Nuova Sardegna una lettura ottimistica dell’ultima sentenza della Corte Costituzionale che ha rigettato i ricorsi delle regioni a statuto speciale sugli accantonamenti.
Intanto è opportuno leggersela per intero: la trovate qui.
La sentenza è durissima, altro che chiacchiere, e peserà enormemente sugli equilibri finanziari della Sardegna.
Ciò che è più rilevante è la parte in cui viene dimostrato che l’accordo tra la Regione e il Governo Renzi stipulato il 21 luglio 2014 non era stato adeguatamente protetto dalla possibilità per il Governo di prevedere ulteriori oneri per la Sardegna, mentre era stato espressamente previsto che la Sardegna realizzasse il pareggio di bilancio. L’unico accordo stipulato da una Regione a Statuto Speciale che abbia previsto clausole severe anche per lo Stato è stato quello del Trentino Alto Adige, nel quale si esclude testualmente la possibilità di apportare modifiche peggiorative, con la sola salvezza della ricorrenza di esigenze eccezionali di finanza pubblica, ma, in tal caso, per importi già predeterminati nelle clausole del patto. (…) In sostanza, la Corte Costituzionale della Repubblica Italiana ha sancito che è colpa degli ingenui se lo Stato è sleale, perché è dimostrato che chi non è stato ingenuo e ha presupposto la slealtà di Stato, alla fine si è rivelato prudente e ha difeso adeguatamente gli interessi della sua gente (vedi Trentino).
Dinanzi a una slealtà di Stato che si impanca anche a ideologia giuridica della slealtà di Stato, occorrerebbe reagire come popolo e come istituzioni, ma per farlo bisogna credere nella possibilità e nell’opportunità di mobilitare il popolo (CONTINUA)

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In Lombardia l’accorpamento delle Asl e degli ospedali sta generando una marea di problemi. Tornare indietro in Sardegna?

4 luglio 2017 06:003 commenti
In Lombardia l’accorpamento delle Asl e degli ospedali sta generando una marea di problemi. Tornare indietro in Sardegna?

di Paolo Maninchedda

Su Quotidiano Sanità è apparso un articolo interessante, firmato dai responsabili dell’ANAAO, sulla riforma sanitaria lombarda, ispirata, come quella sarda, agli accorpamenti e alle fusioni.
Il dato su cui riflettere è il seguente: davvero è sempre ragionevole accorpare gli ospedali? La domanda è ancora più esigente se si considera che in Commissione sanità è iniziata l’analisi della rete ospedaliera sarda, sulla base del primo documento elaborato dalla Giunta che oggi è assolutamente datato.
Anche in Lombardia si è cercato di chiudere alcuni punti nascita e alcuni piccoli ospedali con numeri non adeguati. Poi è accaduto che là dove la popolazione si è fatta sentire si sono salvati ospedali e punti nascita, dove ha taciuto si è chiuso tutto. Si vuole procedere così anche in Sardegna?
In Lombardia, non solo su base regionale, ma anche su base cittadina i problemi piuttosto che diminuire sono aumentati, soprattutto quando le fusioni hanno riguardato presidi ospedalieri distanti tra loro o con consolidate differenti specializzazioni.
A Cagliari, l’accorpamento dell’Oncologico, del Microcitemico e del Brotzu tutto ha prodotto fuorché un miglioramento dei servizi. In questi giorni, gli accorpamenti previsti di diversi Pronti Soccorso sta facendo tremare i polsi a non pochi medici.
A Sassari la situazione sembra aver raggiunto il livello di guardia, diversamente un servizio quale quello andato in onda sulla 7 non sarebbe stato realizzato (le cause per danni spaventano molto le emittenti).
La politica delle fusioni è chiara: se prima i direttori generali dovevano ridurre i doppioni presenti all’interno dello stesso ospedale (CONTINUA)

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Sacrificarsi per essere credibili e salvare la Sardegna

27 giugno 2017 08:430 commenti
Sacrificarsi per essere credibili e salvare la Sardegna

di Paolo Maninchedda
A leggere il profluvio di commenti sui dati elettorali ci si perde e, soprattutto, si perde tempo.
Un dato è certo: l’italiano medio è stato educato da qualche decennio di commercializzazione dell’opinione pubblica a votare per esprimere ciò che non vuole, non ciò che vuole.
Poi accade che questa educazione alla contrarietà prima di tutto, a dire che ciò che fanno gli altri è sempre disastroso e che comunque è sempre colpa di qualcuno produca una grande solitudine e il progressivo abbandono dell’impegno civile. Non a caso in Italia ha votato solo il 46% degli elettori e in Sardegna il 42%.
Bisognerebbe insegnare nelle scuole che una persona in Sardegna decide per due perché l’altra rinuncia. E il bello è che il rinunciatario non conosce chi decide per lui. (…)
Il tema del clientelismo è per noi rilevante, perché se esiste, si svela in campagna elettorale.
Bene, noi del Partito dei Sardi, in tutte le campagne elettorali siamo cresciuti lentamente, non abbiamo avuto picchi, non abbiamo avuto campioni di preferenze, e quando abbiamo avuto degli exploit personali, li abbiamo avuti con persone prive di cariche e di potere, cioè impossibilitate a esercitare qualsiasi tipo di clientela.
A Oristano, in particolare, noi non siamo stati un partito campione di preferenze, altri sì; noi siamo stati una parte politica che ha tenuto il punto della sua convinzione: non ci si doveva presentare con una pretesa egemonica all’elettorato oristanese.
Non solo. Noi, che riteniamo urgente l’apertura di un conflitto pacifico e regolato con lo Stato italiano, ma pur sempre di un conflitto politico parliamo, non abbiamo esteso all’attività amministrativa del governo della Regione questa posizione, e abbiamo consentito che l’approfondimento sulle nostre posizioni non bloccasse l’attività della Giunta.
A Sassari una crisi nata sul sindaco è stata socializzata sulla coalizione. Ma a leggere le motivazioni delle dimissioni dei tre assessori sassaresi, la crisi era prima, e resta oggi, chiaramente incardinata sul primo cittadino. Invece si è scelto di farla divenire virale ed estesa a tutto il corpo della coalizione. Una crisi di palazzo è divenuta una crisi che corre sui marciapiedi della città. È questo il modo di sacrificarsi per la propria gente?

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Il bruco ha mangiato i nostri boschi, i soldi arrivano sempre tardi

26 giugno 2017 06:002 commenti
Il bruco ha mangiato i nostri boschi, i soldi arrivano sempre tardi

di Paolo Maninchedda
Già l’anno scorso il Partito dei Sardi denunciò in Consiglio regionale l’urgenza di un intervento per difendere i boschi di querce e di lecci della Sardegna da un lepidottero defogliatore, la Lymantria dispar. La Giunta stanziò a favore dell’Agenzia Agris 800 mila euro, di cui si è persa notizia. Quest’anno Pier Mario Manca è tornato alla carica in modo più insistente e abbiamo ottenuto lo stanziamento di 600 mila euro che pareva adeguato ai 32 mila ettari che risultavano colpiti.
Fatto è che la finanziaria 2017 è stata approvata il 13 aprile, quando ormai era già finito il periodo in cui sarebbe stato utile intervenire per eliminare le larve.
Adesso ci troviamo di fronte a due eventi, la siccità, che non dipende da noi, e l’invasione dei lepidotteri defogliatori, che potevamo combattere bene sin dall’anno scorso, e che non abbiamo combattuto, nonostante stia colpendo duramente il nostro patrimonio boschivo.
Guardate queste foto e proviamo insieme una giusta pena che ci porti a reagire, a combattere. (CONTINUA)

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G7: un vertice ignorato che poteva essere svolto anche su una portaerei e non sarebbe cambiato nulla.
La liturgia del possesso che dovrebbe far riflettere i sardi

22 giugno 2017 07:003 commenti
G7: un vertice ignorato che poteva essere svolto anche su una portaerei e non sarebbe cambiato nulla. La liturgia del possesso che dovrebbe far riflettere i sardi

di Paolo Maninchedda

Ieri, per tutto il giorno, i siti dei principali organi di informazione hanno bellamente ignorato il G7 trasporti in corso a Cagliari.
L’Unione e La Nuova hanno sempre messo in Home page fatti di cronaca: un accoltellamento a Lula e un professore di Sassari che affittava appartamenti alle prostitute rumene. Anche la conferenza stampa dei tre presidenti delle isole occidentali del Mediterraneo (Pigliaru, Simeoni e Armengol) non è riuscita a ottenere rilievo nei siti di informazione e bisogna sempre ricordarsi che ormai il 53% dei Sardi si informa in rete, non parliamo del resto della popolazione mondiale.
Un vertice largamente ignorato, forse perché non percepito come realmente incidente sui diritti e sulle attese dei cittadini, una sorta di liturgia di riconoscimento reciproco tra potenti in ultima analisi non efficace sulla realtà, tanto meno sulla realtà sarda.
I fatti sono sicuramente diversi da come appaiono: (…)
Ieri, a ricevere le delegazioni nella sede della prefettura c’era il ministro italiano Delrio. Mi ha fatto impressione. Il protocollo dello Stato italiano non contempla che in terra sarda il presidente dei sardi abbia rango di rappresentanza internazionale. Il padrone di casa era il ministro; il cerimoniale diceva che la Sardegna è casa e in qualche modo anche ‘cosa’ sua. Io penso che questo sia innaturale; i sardi ieri non erano presenti in casa loro, con buona pace di quella gran brava e competente persona che è il ministro Delrio. Piaccia o non piaccia, i simboli parlano e parlano di un potere a noi estraneo.

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La Sardegna immobilizzata dalla retorica inconcludente e dalla superficialità dilagante

15 giugno 2017 07:020 commenti
La Sardegna immobilizzata dalla retorica inconcludente e dalla superficialità dilagante

di Paolo Maninchedda
Iniziamo dalle strade. L’Anas ieri ha annunciato la fase 2 dell’operazione rebranding della ex Salerno-Reggio Calabria (…) investimenti tecnologici per fare dell’autostrada la smart road italiana: sarà interamente cablata, dotata di hot spot wi-fi ogni 300 metri per dare e ricevere informazioni e creare una connessione unica.
In Sardegna, invece, si combatte per cose meno tecnologiche: asfalti, buche, crolli e ritardi. (…) Cosa serve? Servono poteri prima che risorse; poteri per poter fare noi e non dover chiedere ad altri, per di più spesso distratti quando non imbroglioni.
Se sembra troppo ardita la parola ‘imbroglione’, rivelo una piccola anticipazione di un dossier che sto raccogliendo sulle imprese non sarde che vincono gli appalti in Sardegna. Lo sto raccogliendo per poi pubblicarlo (…)
Nel frattempo due ministri della Repubblica, Carlo Calenda e il vacanziere Gianluca Galletti, hanno sottoposto al dibattito pubblico il documento sul Sistema Energetico Nazionale (SEN). La Sardegna vi ha un posto di assoluto rilievo, si decide sulle sue centrali elettriche, vi si scrive che si vuol fare un nuovo elottrodotto da 1000 MW, ma soprattuto si capisce (pag. 16) che non si crede nella dorsale e che invece si ritiene più percorribile “la metanizzazione della Sardegna tramite Small Scale GNL potrebbe consentire di avviare la fornitura di gas in modo modulare, utilizzando e completando le reti esistenti, avviando al contempo il primo pilota di Sulphur Emission Controlled Area (SECA)per il traffico marittimo nel Mediterraneo”. Nell’allegato 2, poi, la metanizzazione della Sardegna occupa uno spazio rilevante, da p.224 a p. 231. Leggete queste pagine dove viene delineata chiaramente la strategia dei depositi costieri e anche la loro ubicazione (Cagliari, Oristano e Sassari) e poi fatevi la domanda chiave: giuste o sbagliate che siano queste scelte, quanto e dove hanno coinvolto i Sardi?

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L’illegalità come forma di lotta politica del Governo italiano

11 giugno 2017 08:361 commento
L’illegalità come forma di lotta politica del Governo italiano

di Paolo Maninchedda
Ieri abbiamo avuto il solito annuncio: il Governo italiano ha impugnato l’ennesima legge finanziaria della Sardegna. (…)
Se tutto questo è noto da tempo, il problema politico oggi in campo non è l’ennesima descrizione di ciò che è avvenuto, ma la decisione su ciò che sta avvenendo ormai da tempo. Intendo dire che la rilevanza politica dell’azione del Governo Gentiloni (perché, ricordiamolo, non è lo Stato che ha impugnato, ma il Governo; lo Stato, semmai, attraverso la Corte Costituzionale deciderà sul conflitto) richiede una decisione, non una spiegazione o peggio una domanda.
Decidere è la parte più difficile per chi rappresenta il popolo e lo governa.
Oggi occorrerebbe decidere, ma io ho il dubbio che si sappia su che cosa decidere. (…) Che cosa sta facendo da anni Roma verso la Sardegna? Dichiara illegittimo ogni suo tentativo di esercitare anche in forme comuni e non eroiche o provocatorie il suo possibile autogoverno.
Non voglio adesso discettare sulla differenza tra illegale (non conforme alla legge) e illegittimo (privo delle condizioni previste dalla legge per essere valido), ma vorrei concentrarmi sul contenuto politico delle due azioni come vengono messe in campo dai due governi: usare il diritto per esercitare l’egemonia politica.

(CONTINUA)

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Oristano. Le iniziative elettorali del 9 giugno sono annullate per lutto

8 giugno 2017 08:430 commenti
Oristano. Le iniziative elettorali del 9 giugno sono annullate per lutto

Il candidato sindaco Vincenzo Pecoraro e i gruppi della coalizione che lo sostiene si uniscono al cordoglio dei familiari per la triste scomparsa di Giovanni Ledda (noto Checco), candidato nella lista dell’UDC per le elezioni amministrative del prossimo 11 giugno.
In segno di lutto, la coalizione ha deciso di annullare tutte le iniziative elettorali previste per domani, 9 giugno, in Piazza Cova.
La segreteria e gli attivisti del Partito dei Sardi si uniscono al lutto per la scomparsa di Checco Ledda.

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