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Le reti ferroviarie: si fa di conto anche sulla Sardegna
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Le reti ferroviarie: si fa di conto anche sulla Sardegna

Il ministro italiano Delrio ha appostato 398 milioni per la messa in sicurezza dell’intera rete secondaria della Repubblica. Ciò significa che almeno 151 milioni dovrebbero essere destinati alla Sardegna. Mi auguro che qualcuno se ne stia occupando.
(…) Mettere a posto le infrastrutture è il primo passo per renderle interessanti ed economicamente sostenibili. Se i ponti lungo la Macomer-Bosa, per esempio, fossero stati messi in sicurezza, per tutto ottobre il trenino avrebbe viaggiato a pieno carico; invece si sono dovute disdire le prenotazioni. Se la Sassari-Tempio-Palau fosse realmente in sicurezza, non mancherebbero i privati che ne chiederebebro la gestione nel periodo estivo.
Chi ha pubblicato questi dati? Il Sole 24ore. Questa è la delusione più grande: lo sguardo più esatto su di noi viene sempre recuperato dall’esterno su dati prodotti da noi ma non valorizzati da noi. Vuole riflettere l’Imperial British Council of Sardinia su questa servitù interpretativa di noi stessi? Thanks.

Il Qatar definisce l’accordo su Meridiana
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Il Qatar definisce l’accordo su Meridiana

di Paolo Maninchedda
Pochi minuti fa, il ministro Delrio ha scritto sul suo profilo Facebook queste parole, relative al suo viaggio a Doha:
«È per questo che nel corso della visita ho incontrato più volte Al Baker, l’amministratore delegato di Qatar Airways, una delle compagnie aeree più forti al mondo, per avere garanzie sulla conclusione dell’accordo con Meridiana e conferma sull’ambizioso piano di investimenti previsto.

Psicologia, politica e continuità territoriale
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Psicologia, politica e continuità territoriale

La cosa più spiacevole, in questi ultimi due giorni, della lettura dei giornali (sempre più in calo, ormai sono letti da meno del 18% della popolazione, e lasciamo perdere i social dove gli specialisti dell’odio si sono ampiamente dati da fare) è il riemergere del senso di colpa dei sardi. Ovviamente, dinanzi al bando andato deserto sulla continuità aerea su Cagliari, la prima domanda è stata: “Dove ha sbagliato la Regione?”. Viceversa Franciscu Sedda ha scritto, per tutti noi: “Alitalia, bae in bon’ora”. (CONTINUA)

G7: un vertice ignorato che poteva essere svolto anche su una portaerei e non sarebbe cambiato nulla. La liturgia del possesso che dovrebbe far riflettere i sardi
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G7: un vertice ignorato che poteva essere svolto anche su una portaerei e non sarebbe cambiato nulla.
La liturgia del possesso che dovrebbe far riflettere i sardi

di Paolo Maninchedda

Ieri, per tutto il giorno, i siti dei principali organi di informazione hanno bellamente ignorato il G7 trasporti in corso a Cagliari.
L’Unione e La Nuova hanno sempre messo in Home page fatti di cronaca: un accoltellamento a Lula e un professore di Sassari che affittava appartamenti alle prostitute rumene. Anche la conferenza stampa dei tre presidenti delle isole occidentali del Mediterraneo (Pigliaru, Simeoni e Armengol) non è riuscita a ottenere rilievo nei siti di informazione e bisogna sempre ricordarsi che ormai il 53% dei Sardi si informa in rete, non parliamo del resto della popolazione mondiale.
Un vertice largamente ignorato, forse perché non percepito come realmente incidente sui diritti e sulle attese dei cittadini, una sorta di liturgia di riconoscimento reciproco tra potenti in ultima analisi non efficace sulla realtà, tanto meno sulla realtà sarda.
I fatti sono sicuramente diversi da come appaiono: (…)
Ieri, a ricevere le delegazioni nella sede della prefettura c’era il ministro italiano Delrio. Mi ha fatto impressione. Il protocollo dello Stato italiano non contempla che in terra sarda il presidente dei sardi abbia rango di rappresentanza internazionale. Il padrone di casa era il ministro; il cerimoniale diceva che la Sardegna è casa e in qualche modo anche ‘cosa’ sua. Io penso che questo sia innaturale; i sardi ieri non erano presenti in casa loro, con buona pace di quella gran brava e competente persona che è il ministro Delrio. Piaccia o non piaccia, i simboli parlano e parlano di un potere a noi estraneo.

Sanità e trasporti: col Governo italiano c’è solo una strada, il conflitto
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Sanità e trasporti: col Governo italiano c’è solo una strada, il conflitto

di Paolo Maninchedda
Come è noto, sin dal principio di questa legislatura il Partito dei Sardi ha esplicitato una posizione diversa da quella prevalente nella coalizione e, soprattutto, diversa da quella del Presidente della Regione.
Noi eravamo, siamo e saremo per una posizione di scontro dialettico con il Governo italiano, fondato sulla constatazione del conflitto dei legittimi interessi dei sardi con quelli italiani.
Faccio un primo esempio (per poi passare a ciò che oggi è importante dire): i trasporti.
Noi siamo convinti che essere costretti a costruire una politica sarda dei trasporti sull’egemonia dei due hub italiani di Roma e di Milano sia un grave danno per la Sardegna. È una posizione diversa da quella di tutti gli altri, se si vuole è una posizione isolata, ma noi siamo convinti che il problema dei trasporti in Sardegna non è un problema di persone, di questo o quell’assessore, come la ferocia degli scontri politici vorrebbe fare intendere, ma un problema di poteri e di potere: essere costretti a pensare i trasporti sardi all’interno delle gerarchie di ruolo, di traffico e di pianificazione dell’Italia, danneggia in modo mortale la Sardegna.

Chi pecora si fa, lupo se lo mangia
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Chi pecora si fa, lupo se lo mangia

di Paolo Maninchedda
Ieri Vasco Errani, commissario governativo italiano per la ricostruzione dopo il terremoto di Amatrice, ha comunicato che tutti i privati saranno risarciti dei danni fino all’ultimo euro, senza regali ma anche senza decurtazioni.
Ho visto all’opera Vasco Errani come presidente della Conferenza delle Regioni: è un uomo che non dice bugie.
Sorge spontanea una domanda: «Perché né le imprese né i privati sardi che subirono danni durante l’alluvione 2013 sono stati interamente indennizzati e i terremotati dell’Emilia prima e adesso quelli di Amatrice invece sì?»
La risposta è semplice: lo Stato sa che non reagiamo, questa è la verità. Poligoni, portaerei, l’imbroglio delle accise, il putiferio delle tasse aeroportuali, l’assoluta indisponibilità a comunicare all’Europa che la Sardegna è un’isola, la convenzione bislacca con la Tirrenia, ecc. ecc.

Cantieri aperti, non esibizione di relazioni importanti
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Cantieri aperti, non esibizione di relazioni importanti

di Paolo Maninchedda
L’impresa Consorzio Cooperative Costruzioni (meglio noto semplicemente come CCC) è nell’edilizia un brand del mondo delle cooperative emiliane ch ha vinto molti appalti in Sardegna (lasciamo perdere l’analisi della differenza tra gli appalti vinti e gli appalti realizzati).
Tra questi lavori vi è il Lotto 9 della Sassari-Olbia, quello schifo a cielo aperto che deturpa l’ingresso di Olbia e che, partito per primo e realizzato (da imprese sarde) per il 70% è ora bloccato da mesi. Forse non è del tutto chiaro che la stagione degli appalti a strascico in Sardegna volge al termine.

Educati a chiedere o educati a fare? Chiedere è autonomistico; fare è indipendentista
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Educati a chiedere o educati a fare? Chiedere è autonomistico; fare è indipendentista

di Paolo Maninchedda
Da due giorni il segretario del Partito dei Sardi Franciscu Sedda sta discutendo, quasi solo contro tutti, su un fatto educativo e culturale molto importante.
Per capirne la portata bisogna prima farsi qualche domanda.
Gli interessi degli italiani e gli interessi dei sardi sono coincidenti?
Vado ripetendo da tanto tempo che non lo sono.
Questa coscienza della diversità e del conflitto degli interessi tra noi e loro è il punto vero di contrasto tra il Partito dei sardi e gli altri partiti, che noi abbiamo però scelto di affrontare non isolandoci sdegnosamente nelle nostre (presunte) ragioni, ma articolando un rapporto dialettico, in primo luogo col Pd e con Sel.
Le tasse aeroportuali che hanno determinato la fuga di Ryanair dimostrano che una scelta dello Stato italiano danneggia la Sardegna. Non è l’unica: penso, nell’ordine, agli scaglioni contributivi dell’Irpef e dell’Iva, alle norme sulle accise, agli accantonamenti sulle tasse pagate dai sardi, all’utilizzo dell’ombra alpina per ridurre la superficie su cui si pagano i contributi agli allevatori sardi, alle norme che consegnano il monopolio della pesca del tonno sardo ai siciliani, alla folle normativa sulle