Ecco il comunicato approvato dalla Direzione nazionale del Partito dei Sardi, la quale ha inteso con questo documento articolato dar conto del lavoro svolto dal Partito e dai Consiglieri a difesa del diritto alla salute per tutti i sardi e non solo per quelli residenti in area metropolitana. Viene confermata la netta ostilità del Partito ai processi di concentrazione di poteri e di risorse in alcune specifiche aree e in alcune specifiche funzioni, con la conseguente trasformazione del territorio non urbano sardo in un’area di cittadinanza depotenziata.
La Direzione ha dato mandato ai Consiglieri del Partito affinché modifichino profondamente la proposta di Rete Ospedaliera …

Il grande freddo

di Paolo Maninchedda
Ci sono momenti di entusiasmo nella vita di un governo e momenti di assoluta fatica, aumentata dall’assenza di entusiasmo.
Ieri il Gruppo del Partito dei Sardi ha notificato al Presidente della Giunta un giudizio severo sul rimpasto annunciato che credo verrà meglio strutturato nei prossimi giorni.
Per noi è vincolante il patto elettorale: non possiamo romperlo.
Tuttavia abbiamo il diritto di far capire agli elettori ciò che è addebitabile alle nostre convinzioni e al nostro lavoro e ciò che non lo è.
Il modello cui risponde il rimpasto illustrato ieri ai capigruppo non ci appartiene

di Paolo Maninchedda
Ogni volta che vedo un ministro della Repubblica italiana comparire raggiante in televisione per un risultato conseguito, mi chiedo se non stia per arrivare un fregatura per i sardi.
Ieri e oggi è stata la volta del ministro Lorenzin che ha dalla sua solo la cortesia, il garbo e l’educazione.
Il ministro è apparso soddisfatto e raggiante per il varo dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza, che in buona sostanza sono il vademecum di ciò che nel sistema sanitario nazionale viene sostenuto finanziariamente con le imposte pagate dai cittadini. Adesso ognuno ricordi che in base all’accordo del 2006, la Sardegna ‘si paga’ interamente il costo della Sanità.
Veniamo al dunque.
Quanto costano in più i nuovi livelli di assistenza?

di Paolo Maninchedda
C’è da chiedersi perché ad un certo punto in Consiglio regionale è venuto fuori l’acronimo Ats per il nome della Asl unica; lo si può certo leggere “A Ti Esse”, ma anche “Azz”, e qui inevitabilmente verrebbe da chiedersi quale forza delle cose abbia prodotto un nome così evocativo. Forse la consapevolezza che si sta facendo una grande fesseria? Ma no, perché presupporre percorsi più arditi di un ricciolo barocco? Tutto è frutto della forza delle cose, della natura del momento, che ha l’intensità della tragedia e il ridicolo di una maschera beffarda. Chi però, per mille motivi e senza alcun merito, ha la dura consapevolezza che la vita non è uno scherzo, non vive bene questi giorni amari. Stasera parleremo di sanità a Nuoro; parleremo di sanità vera, di malattie e cure, non di riforme e organizzazione. Parleremo dell’essenziale: malati, medici e strutture. Chi non ha voglia di scherzare, è il benvenuto.

Il cancro e le lobby

di Paolo Maninchedda
Tutti abbiamo seguito la polemica scoppiata ieri sulle parole infelici del deputato Cinque Stelle Di Maio, il quale ha assimilato l’opportuno organizzarsi dei malati di tumore con l’attività di lobbing.
A me non interessa polemizzare con Di Maio. Richiamo l’accaduto solo perché mentre scoppiavano le polemiche, la memoria mi ha fatto rivedere tanti volti di persone che col tumore ci hanno combattuto e ci combattono. E tutte cercano aiuto, perché non si può reggere il confronto con questa malattia (e con altre) senza aiuti morali, psicologici e pratici. Può capitare di passare da un reparto di chirurgia efficiente, con personale educatissimo e sensibile, a un reparto di degenza in un altro ospedale, dove si va a a fare la terapia, dove si viene presi a pesci in faccia. L’educazione non è regolabile per legge.
Si può sperimentare l’errore seriale. Un mio caro amico è andato nell’ospedale di riferimento sardo per un banale neo maligno sulla cute del cranio. Viene operato, gli tolgono un po’ di pelle, ma dopo neanche due settimane risultava evidente che non gli avevavno tolto tutta la parte affetta dal tumore ed è dovuto andare a Pavia o a Milano a farsi rioperare.
L’ultimo caso è quello del signor Marcello, di Cagliari, ancora irrisolto.

La verità e il potere

di Paolo Maninchedda
Conclusione: la Sanità è il problema della Sardegna, il problema dei problemi, perché incide troppo sulla ricchezza prodotta. È mai esistito un mandato popolare dei sardi potente ed esplicito al punto da consentire di fare la rivoluzione che serve nel settore sanitario? NO. I Sardi non hanno mai detto con chiarezza: «Cambiate tutto». Questo è il grande nodo politico; e senza un mandato chiaro ed esplicito si fanno solo piccoli passi quando si dovrebbero fare grandi maratone. La forza inerziale de “Su Connotu” in sanità è il più grande retaggio conservatore della storia recente della Sardegna.

di Paolo Maninchedda
Sono molto adirato, per cui prendetemi con un pizzico di beneficio di inventario.
Il Presidente della Regione sa che io penso che tendenzialmente chi è benestante non si fa curare in Sardegna e che ha molte buone ragioni per farlo. Lo sanno anche i colleghi di Giunta.
Quando avemmo in famiglia un problema sanitario, un grande primario di un reparto sardo (che sta ottenendo grandi risultati nonostante gli rendano la vita impossibile ogni giorno che Dio manda in terra) mi consigliò di andare in Italia, non perché lui non fosse in grado di intervenire, ma perché per una biopsia ben fatta e affidabile, da cui dipende la scelta dei chemioterapici, il suo ospedale sardo era costretto a mandare nella penisola i campioni di tessuto prelevato, giacché il laboratorio internofaceva troppi errori nella lettura dei vetrini. Tempi dell’operazione: 15 giorni. Io non avevo tempo.

Sanità: ma quanto ci costi?

di Augusto Cherchi e Gianfranco Congiu – Consiglieri regionali Partito dei Sardi

Sanità ma quanto ci costi?
La domanda può sembrare banale o retorica, ma non lo è.
Quel che è peggio è che nessuno appare in grado, oggi, di dare una risposta certa.
E si badi, calcolare e conoscere esattamente il costo della sanità è fondamentale per rispondere al bisogno collettivo di salute e orientare efficacemente le politiche di spesa e gli investimenti.

di Paolo Maninchedda
Ieri è stata una giornata molto simbolica.
Io sono andato in Commissione Lavori Pubblici per dire che per la prima volta nella storia la legge finanziaria regionale non ha un solo articolo dedicato ai lavori pubblici, grazie all’eccitazione priapesca con cui i funzionari del Consiglio regionale hanno applicato la norma che elimina le norme intruse. Decisione inappellabile come ai tempi del re Sole. Amen.
Fatto è che in Commissione ne è nata una bella discussione sul modo di reperire risorse, non dico per nuove infrastrutture, ma almeno per impedire che il patrimonio esistente non vada in rovina.

Una noce al giorno …

“Un ragazzo si è spaccato cadendo dal ciliegio, un’auto ha sbattuto contro un melo, un vecchio si è impiccato all’albero di pero. C***o e poi dicono che la frutta fa bene!” Questa “poesia da ridere” di Flavio Oreglio non sembra però in sintonia con le conclusioni emerse da due importanti studi recentemente pubblicati su due […]

Niente mal comune e niente mezzo gaudio. Ma anche fuori dalla Sardegna ci si sta accorgendo del torio 232, quel metallo naturalmente radioattivo la cui presenza in aria può portare (teniamoci il dubbio) ad un aumento del rischio di cancro ai polmoni, al pancreas, ai reni e al sangue. Quanto è sotto indagine per il […]

La crisi ci fa ammalare

Quanto incide la crisi economica e il conseguente calo qualitativo e quantitativo dei consumi sulla salute dei singoli? Tantissimo, almeno secondo l’Istat che ha pubblicato i primi risultati provvisori di un’indagine sulle condizioni fisiche e sul ricorso ai servizi sanitari. Si tratta di un’analisi effettuata su un campione di famiglie scelte in tutto il territorio […]