Il Pd e la Sinistra devono prendere atto che l’Italia continentale e l’Italia mediterranea sono due mondi diversi che non possono avere la stessa struttura statuale a governarli, lo stesso fisco, le stesse strategie di trasporto o commerciali o produttive. La diversità aumenta in modo esponenziale con le regioni insulari, integralmente immerse da sempre nelle rotte mediterranee e nel rapporto con il Medio Oriente e con l’Africa mediterranea (visti entrambi come problemi dall’Italia continentale)… (LEGGI)

Mai più un lavoro sotto i mille euro

Non rassegniamoci alla nuova schiavitù.
Troppi Sardi lavorano per salari sotto i mille euro. Troppi. (…) La politica è inutile se non fa giustizia.
E oggi l’ordine costituito è sommamente ingiusto.
Se mai farò il presidente della Sardegna, giuro che cambierò radicalmente l’ordine delle cose e in Sardegna non ci saranno lavori sottopagati.
E lo giuro perché è giusto, costi quel costi. (LEGGI)

Qatar: le bugie restano in rete

Una delle regole auree della credibilità internazionale è non dire bugie. Quando ci fu la presentazione di Air Italy, la proprietà e il management lombardo si prodigarono in rassicurazioni roboanti per la Sardegna, oggi tutte disattese.
Giacché noi sappiamo quanto vale in politica estera il ricordo, la stabilità delle posizioni, l’affidabilità delle affermazioni, oggi celebriamo il ricordo delle assicurazioni disattese dal Qatar. Ci rimane solo il dubbio che il Qatar abbia fatto fare ai lombardi e non si curi di aver mancato alla parola data. E dunque, noi gli ricordiamo che se loro sono in guerra da poco più di cinquant’anni tra Arabia Saudita, Emirati Uniti e Iran per la loro sopravvivenza, noi combattiamo i manipolatori e i parolai da circa due secoli. Siamo allenati e difendiamo la Sardegna (lo facciamo noi perché altri non riescono neanche a squittire col Qatar).

Abbiamo detto da subito che il cambio di nome da Meridiana a Air Italy non era banalmente un’operazione di maquillage.
Dietro il cambio di nome c’era l’esplicita volontà di fare della compagnia una compagnia italiana, con basi e logistica in Italia. Questa strategia sta privando la Sardegna di alte competenze possedute per una volta da sardi. È un interesse nazionale dei sardi mantenere e aumentare le competenze di eccellenza maturate. Quale istituzione è in grado di essere stringente con Air Italy?
(…) La Sardegna può e deve trovare anche nelle logiche aziendali nuove opportunità di crescita e sviluppo (…) I tecnici da Olbia non si spostano in blocco e se questo dovesse succedere verranno probabilmente acquisiti con offerte migliori da altri competitor impoverendo comunque l’azienda, Olbia e la Sardegna. Noi non vogliamo nulla di tutto questo. Lavoriamo insieme per mantenere in Sardegna il know how e formiamo i giovani tecnici del futuro. (LEGGI)

In un mondo ordinato, accertata l’esistenza di un problema, si procede a risolverlo.
Nel nostro mondo, invece, accertata l’esistenza di un problema, si procede a raccontarlo diversamente da com’è, a farlo passare in secondo piano e piano piano a ignorarlo, che significa a incancrenirlo.
Noi non ci stiamo. (…) Si avvicina la stagione estiva. Contemporaneamente si registra l’annoso e irrisolto problema delle tariffe (…) Noi non siamo minimamente disponibili a vedere i nostri interessi nazionali espropriati dalla Coldiretti romana. (…) Continuiamo a dire, senza alcuna paura, che i servizi sanitari della Regione Sardegna stanno tragicamente peggiorando in modo non sopportabile. (…) Per tutti questi motivi, ma soprattutto per le richieste di partecipazione anche – e ci fa piacere – di militanti e consiglieri regionali di altri partiti alle discussioni dei nostri organi di partito, abbiamo spostato la riunione del Direttivo Nazionale del Partito da questo venerdì 18 al venerdì 25 p.v. (LEGGI)

Mai al posto di un cavallo

Ogni ribellione non sostenuta da un solido pensiero politico è destinata a una nuova subordinazione e la subordinazione è anche capace di generare un vero e proprio pensiero della dipendenza, cioè l’incapacità di saper identificare e difendere i propri interessi.
Due esempi, uno vecchio e l’altro recente.
Nel 2006 Prodi e Soru firmarono lo sciagurato accordo (…) Esempio recente. La vertenza di Ottana ha un capitolo riguardante 130 dipendenti ex Legler esclusi dalla mobilità in deroga… (LEGGI)

Questa la risposta del sindaco di Ottana:
“Le dichiarazioni dei colleghi sindaci di Olzai e Sarule mi dimostrano che per loro non è importante il grido di dolore di un intero territorio, ma esaminare il curriculum di chi si unisce alla lotta.
Disapprovo in maniera ferma e decisa l’attacco gratuito a chiunque voglia portare il proprio contributo al “caso Ottana”. Abbiamo bisogno di unire non di dividere. In particolare, poi, su Paolo Maninchedda il cui operato non ha sicuramente bisogno della mia difesa, basti pensare che molti comuni deindustrializzati godono dei “Cantieri verdi”, sua creazione.
La richiesta di essenzialità per la centrale è un tema preso a cuore non solo da Maninchedda, ma da tutte le parti sociali compreso il Comune di Ottana, (…) Confido anche io in una rivoluzione civile che liberi il Popolo Sardo dal colonialismo dello Stato italiano”. (LEGGI)

La bozza del documento di Ottana

Questa è la bozza del documento che stiamo condividendo con chi ha annunciato la propria presenza a Ottana.
Si tratta appunto di una bozza che può essere riscritta da capo a fondo. Non per il successo di un partito lottiamo, ma per la vittoria degli interessi e dei diritti dei Sardi.
«Noi Sardi presenti a Ottana il 20 aprile 2018
– crediamo fermamente nella capacità dei sardi di governarsi e di difendere e sviluppare i propri interessi e i propri diritti.
Per questo:
– non accettiamo più di vivere di stenti e di elemosine
– non accettiamo e rifiutiamo le restrizioni…» (LEGGI)

I Sindaci dell’Unione di Comuni del Marghine, nel rappresentare la grave situazione occupazionale e sociale che ormai attanaglia sin da troppo tempo il Centro Sardegna, esprimono sostegno e solidarietà all’iniziativa del Sindaco e della Giunta Comunale di Ottana, ormai stremati dall’assenza dello Stato e della solitudine all’interno di una trincea da cui si stenta ad uscire.
Esprimono solidarietà ai lavoratori privati degli ammortizzatori sociali senza un’alternativa per una sopravvivenza dignitosa (LEGGI)

I Segretari Michele Fele della Ust di Nuoro e Katy Contini della Femca Cisl Sardegna Centrale, in continuità con le dichiarazioni dei giorni scorsi, relative alla situazione drammatica della Sardegna Centrale e di tutto il Nuorese, e l’attestato di solidarietà per il Sindaco e la Giunta Comunale di Ottana, ADERISCONO ALL’INIZIATIVA IN PROGRAMMA D OTTANA il 20 APRILE 2018, organizzata dal PDS dal e per il Popolo sardo, consapevoli che sia ormai improcrastinabile un’azione di rivolta, pacifica ma forte, nei confronti di un Governo assente e sordo al grido di disperazione di un intero territorio. (LEGGI)

I paesi della Sardegna e i ceti produttivi stanno finalmente sollevando la testa. Sta finendo l’epoca del privilegio burocratico e economico delle città. Sta finendo la trasformazione dei Sardi in passivi consumatori. Dobbiamo metterci al servizio di questa rinascita morale e politica che sta attraversando la Sardegna, perché in larga misura la abbiamo determinata. I confini della competizione politica italiana, inadatti agli interessi dei sardi, sono superati da questo moto moralmente rivoluzionario. (LEGGI)

Ottana è Sardegna

Non lasceremo mai solo il sindaco di Ottana che ha deciso di dimettersi perché non può più rappresentare da solo il bisogno del suo paese.
Diciamo da almeno un decennio che i sindaci dei paesi amministrano la miseria senza soldi, rappresentano loro malgrado lo Stato italiano che si è voltato da un’altra parte, che impedisce loro (..) Non lasceremo mai solo il sindaco di Ottana. Serve una rivoluzione civile; serve una rivolta istituzionale contro tutti i centralismi che da secoli stanno svuotando i 370 paesi della Sardegna. (…) Il Partito dei Sardi convocherà il suo Direttivo Nazionale a Ottana nei prossimi giorni, chiederà la partecipazione dei sindaci che hanno piacere e voglia di dire “Basta” (…) Mai più un sindaco da solo. Mai più i Sardi divisi.