Economia

Edilizia bloccata dalle leggi: una ogni tre settimane (senza contare Regioni e Comuni)
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Edilizia bloccata dalle leggi: una ogni tre settimane (senza contare Regioni e Comuni)

Il più grave crollo di occupati registrato dalla Sardegna è stato proprio nel settore dell’edilizia.
Ieri Il Sole 24 ore ha pubblicato un’inchiesta illuminante: dal 2009 (Piano casa) all’agosto 2017, cioè in sei anni, le norme sull’edilizia e sull’urbanistica sono state riviste e aggiornate 133 volte, con una media di una volta ogni 23 giorni, un capolavoro italiano di incertezza del diritto. Questa selva di norme è la vera causa di un blocco che sta devastando le economie dei nostri paesi e delle nostre città. Questa selva di norme inibisce moltissimo dirigenti e funzionari degli uffici tecnici di tutta l’Isola, amministrazione regionale compresa.
È urgente mettere ordine e semplificare il sistema. Non è sostenibile dall’economia della Sardegna la collocazione sul binario morto della legge urbanistica.
Si stralcino le parti controverse e se ne discuta a parte, ma si liberino quelle non solo utili ma indispensabili a un normale svolgimento delle pratiche edilizie.

Golpe catalano inesistente, golpe tedesco incipiente
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Golpe catalano inesistente, golpe tedesco incipiente

(…) Spiegato in italiano: la Francia e la Germania metterebbero sotto tutela i bilanci degli stati più deboli economicamente, potrebbero mandare ispezioni, comminare censure, raccomandare vivamente politiche economiche ecc. In buona sostanza acquisirebbero un potere di indirizzo vincolante del destino altrui.
Inoltre si crea un deterrente formidabile sulle aste dei titoli di stato dei Paesi più indebitati, perché li si priva della certezza della solvibilità dei loro impegni finanziari e quindi della forza della loro offerta sui mercati finanziari. Dico subito che questa non è l’Europa di cui io mi sento cittadino insieme a tanti altri, questa è l’Europa degli egoisti, nazionalisti e prepotenti e il suo cuore pulsa potentemente nello Stato membro più forte, la Germania. Un’Europa egemonizzata dalla Germania è un’Europa che si sfascia e si divide. L’estetica della forza e della prevaricazione, che piace a tanto mondo finanziario e produttivo tedesco, è da più di un secolo il male dell’Europa. Questi sono i veri movimenti eversivi dell’Europa: non la Catalogna, la Scozia, i Paesi Baschi, la Corsica, la Sardegna e le tante altre nazioni senza stato.
Una cosa è certa: mai una guerra è nata dal bisogno di libertà, di sviluppo e di integrazione europea dei piccoli; tutte le guerre sono nate dalla bulimia di potere dei grandi.

La terza rivoluzione nel commercio della Sardegna
Commercio Economia Lavoro e impresa Politica

La terza rivoluzione nel commercio della Sardegna

Ieri il Sole 24 ore ha pubblicato un’indagine di Unioncamere sul commercio on line nelle province della Repubblica italiana. Leggetela.
Nelle prime 11 province ve ne sono due sarde: Cagliari all’8 posto e Nuoro all’11.
A Cagliari 47 persone su 100 comprano on line in tuti i settori, esclusi credito, giochi e turismo.
Sassari è al 99esimo posto su 106 e Oristano all’86esimo.
Sta accadendo la terza rivoluzione nel commercio che porterà alla crisi dei grandi centri commerciali e della Gdo (Grande Distribuzione Organizzata).

Siccità, latte e soldi: da dove prenderli e come spenderli
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Siccità, latte e soldi: da dove prenderli e come spenderli

La crisi delle imprese per la siccità e la flessione del mercato si può fronteggiare con circa 30 milioni di euro già esistenti e o mal impegnati o mal depositati. Bisogna però cambiare abitudini e attitudini: su connottu è sbagliato, perché molto spesso spreca le risorse sia naturali che finanziarie. Dove sono i contatori per l’acqua? Si continua a irrigare a pioggia e a coltivare il riso per allagamento? Che dire delle imprese che irrigano per produrre biomasse?

Trieste è porto franco d’Europa. L’Italia esulta, la Sardegna non reagisce
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Trieste è porto franco d’Europa. L’Italia esulta, la Sardegna non reagisce

di Paolo Maninchedda
Ieri è stato dato solennemente l’annuncio che il porto di Trieste è porto franco, l’unico porto franco d’Europa.
Effetto della seconda guerra mondiale, si dice.
Fatto è che Trieste sarà, come ha dichiarato il presidente dell’autorità portuale «l’unico punto in Europa in cui si può fare attività industriale e punto franco. Non solo attività terminalistiche, quindi, ma anche logistiche e addirittura industriali di trasformazioni delle merci. Durante la recente missione in Cina abbiamo visto brillare gli occhi degli interlocutori quando si sentivano dire che siamo l’unico vero Punto franco esistente in Europa, in cui si può fare anche manifattura industriale».
Se c’è una cosa sommamente ingiusta è fare un vero punto franco a Trieste e non fare di tutta la Sardegna almeno altrettanto.
C’è da arrabbiarsi profondamente per una storica slealtà di Stato, per l’insipienza della politica autonomistica e per la debolezza del pensiero politico diffusa in molte forze politiche. (CONTINUA)

Il bruco ha mangiato i nostri boschi, i soldi arrivano sempre tardi
Agricoltura Ambiente Costituzione Economia Politica Stato sardo

Il bruco ha mangiato i nostri boschi, i soldi arrivano sempre tardi

di Paolo Maninchedda
Già l’anno scorso il Partito dei Sardi denunciò in Consiglio regionale l’urgenza di un intervento per difendere i boschi di querce e di lecci della Sardegna da un lepidottero defogliatore, la Lymantria dispar. La Giunta stanziò a favore dell’Agenzia Agris 800 mila euro, di cui si è persa notizia. Quest’anno Pier Mario Manca è tornato alla carica in modo più insistente e abbiamo ottenuto lo stanziamento di 600 mila euro che pareva adeguato ai 32 mila ettari che risultavano colpiti.
Fatto è che la finanziaria 2017 è stata approvata il 13 aprile, quando ormai era già finito il periodo in cui sarebbe stato utile intervenire per eliminare le larve.
Adesso ci troviamo di fronte a due eventi, la siccità, che non dipende da noi, e l’invasione dei lepidotteri defogliatori, che potevamo combattere bene sin dall’anno scorso, e che non abbiamo combattuto, nonostante stia colpendo duramente il nostro patrimonio boschivo.
Guardate queste foto e proviamo insieme una giusta pena che ci porti a reagire, a combattere. (CONTINUA)

La Sardegna immobilizzata dalla retorica inconcludente e dalla superficialità dilagante
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La Sardegna immobilizzata dalla retorica inconcludente e dalla superficialità dilagante

di Paolo Maninchedda
Iniziamo dalle strade. L’Anas ieri ha annunciato la fase 2 dell’operazione rebranding della ex Salerno-Reggio Calabria (…) investimenti tecnologici per fare dell’autostrada la smart road italiana: sarà interamente cablata, dotata di hot spot wi-fi ogni 300 metri per dare e ricevere informazioni e creare una connessione unica.
In Sardegna, invece, si combatte per cose meno tecnologiche: asfalti, buche, crolli e ritardi. (…) Cosa serve? Servono poteri prima che risorse; poteri per poter fare noi e non dover chiedere ad altri, per di più spesso distratti quando non imbroglioni.
Se sembra troppo ardita la parola ‘imbroglione’, rivelo una piccola anticipazione di un dossier che sto raccogliendo sulle imprese non sarde che vincono gli appalti in Sardegna. Lo sto raccogliendo per poi pubblicarlo (…)
Nel frattempo due ministri della Repubblica, Carlo Calenda e il vacanziere Gianluca Galletti, hanno sottoposto al dibattito pubblico il documento sul Sistema Energetico Nazionale (SEN). La Sardegna vi ha un posto di assoluto rilievo, si decide sulle sue centrali elettriche, vi si scrive che si vuol fare un nuovo elottrodotto da 1000 MW, ma soprattuto si capisce (pag. 16) che non si crede nella dorsale e che invece si ritiene più percorribile “la metanizzazione della Sardegna tramite Small Scale GNL potrebbe consentire di avviare la fornitura di gas in modo modulare, utilizzando e completando le reti esistenti, avviando al contempo il primo pilota di Sulphur Emission Controlled Area (SECA)per il traffico marittimo nel Mediterraneo”. Nell’allegato 2, poi, la metanizzazione della Sardegna occupa uno spazio rilevante, da p.224 a p. 231. Leggete queste pagine dove viene delineata chiaramente la strategia dei depositi costieri e anche la loro ubicazione (Cagliari, Oristano e Sassari) e poi fatevi la domanda chiave: giuste o sbagliate che siano queste scelte, quanto e dove hanno coinvolto i Sardi?