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Esempi di società senza governo. Pastori e muratori vittime, politici deboli, burocrazie fortissime
Agricoltura Imprese Politica

Esempi di società senza governo. Pastori e muratori vittime, politici deboli, burocrazie fortissime

Pastori senza soldi per incompetenza. Invito alla lettura di questo report Argea che mi è stato inviato da un giornalista perché glielo spiegassi. Lo spiego brevemente anche a voi. Il PSR si articola in 39 misure. Guardate quante sono quelle ancora da attivare ad oggi, 2018, cioè a metà del ciclo di programmazione. Sono 20, pari al 51% del totale (…) Pastori senza soldi per sottrazione (…) Bene. Adesso, dalle delibere della Giunta si scopre che il deficit sanitario del 2016, previsto per 296 milioni, è salito a 311 milioni, consumando quindi 15 milioni in più. Per la sanità 15 milioni sono uno scherzo, per il sistema sardo sono un’enormità, sono soldi regionali che potevano essere ben spesi in politiche anche per l’agricoltura (ma secondo me il vero deficit del 2016 è molto, ma molto più alto) (…) Muratori e impresari senza soldi e senza aziende per pigrizia. Quando ancora ero assessore ho varato in Giunta la Nuova legge sugli appalti. (…) Bene, questa legge per noi importantissima giace in Consiglio regionale dal 17 aprile 2017, senza che neanche venga messa in discussione in Commissione Lavori Pubblici. Perché? Perché la Giunta ha sempre individuato priorità diverse, sempre rinnovate: un giorno la sanità, un giorno l’urbanistica, un giorno la rete ospedaliera, un giorno la finanziaria. Ora, in campagna elettorale, i candidati parlano di difesa delle imprese sarde. Ma dove? Ma come? Tutto falso. (LEGGI)

Gli interessi dei pastori 3: adesso anche l’antimafia
Agricoltura Politica

Gli interessi dei pastori 3: adesso anche l’antimafia

Adesso c’è una novità.
A maggio 2018 scade il termine per la presentazione della domanda unica (che verrà liquidata in automatico per l’85% a ottobre, se tutto va bene. Quindi, la burocrazia di Stato impone al pastore 10 mesi di anticipazione finanziaria e si prende 5 mesi per istruire pratiche che sono definite in automatico. Una follia!).
La novità comunque è questa: per i pastori che pascolano e producono su usi civici e terreni demaniali (cosa molto diffusa nel centro-Sardegna) serve la certificazione antimafia

La Rai dei comizietti e l’ignoranza diffusa. La legge elettorale truffa
Elezioni Informazione Politica

La Rai dei comizietti e l’ignoranza diffusa. La legge elettorale truffa

Come fa informazione in campagna elettorale la televisione di Stato? Rinunciando all’informazione.
Vedere un telegiornale in questi giorni è disarmante per una persona normalmente attenta e civile.
Si è costretti a sentire i comizietti preconfezionati. I giornalisti fanno una piccola introduzione inutile poi cedono il microfono a un rappresentante di partito, il quale ha studiato una dichiarazione da trenta secondi netti, buttata a memoria e recitata di fronte ai microfoni televisivi. Tutto qui.
Questa è l’informazione dello Stato italiano.
Siamo passati dall’informazione al festival delle dichiarazioni: (…) Chi sa in Italia che la legge elettorale prevede che non vengano conteggiati migliaia di voti?
La legge elettorale prevede che le liste che non raggiungono il 3% dei voti espressi sul totale dei votanti della Repubblica non vengano ammessi al riparto dei seggi.
Questa regoletta ha una conseguenza: le liste presentate in una sola regione d’Italia, specie se spopolata come la Sardegna, non eleggono alcun rappresentante (…)
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Le ragioni dei pastori 2: tanto denaro promesso, poco denaro erogato
Agricoltura Politica

Le ragioni dei pastori 2: tanto denaro promesso, poco denaro erogato

Continuo nel lavoro (che dovrebbero fare altri, ma che non fanno) di illustrare le motivazioni profonde che danno ragione allo sciopero elettorale dei pastori, sempre che vogliano continuare a farlo.
In campagna non ci sono soldi. Perché? (…) Se se ne vuole una conferma si prenda la misura 6.1 ecc., quella del primo insediamento. Domande presentate nel 2016, istruttoria ancora in corso nel 2018, neanche un euro erogato, nel frattempo il pastore ha dovuto aprirsi la partita Iva ecc.
Ma andiamo più nel dettaglio. Faccio solo un esempio.
Prendiamo la misura del benessere animale. Prendiamo l’annualità 2016. A fronte di 8512 domande ammesse nel 2016
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Le ragioni dei pastori: l’imbroglio del refresh
Agricoltura Politica

Le ragioni dei pastori: l’imbroglio del refresh

Ieri l’Assessorato dell’agricoltura della Sardegna ha diffuso un comunicato in cui parla di refresh e in realtà si occupa d’altro. Per quanto sempre di agricoltura si tratti, bisogna costantemente tenere distinte le pere dalle mele, specie se la confusione genera danni ingenti per le imprese sarde.
Cominciamo col dire che a nostro avviso il Governo sardo non ha risolto proprio nulla sul refresh e che esiste e persiste un danno finanziario molto grave a carico dei pastori della Sardegna. (…) Nelle campagne della Sardegna manca una sola cosa: il denaro e manca perché l’agricoltura sarda ha una malattia di sistema: è soffocata da ignoranza, burocrazia e parassitismo burocratico. Non è più dignitoso che per ogni finanziamento incagliato si faccia una manifestazione e poi, una volta sbloccato, ci si faccia la fotografia col ministro di turno. Serve una protesta di sistema, una protesta di Stato che cambi lo stato delle cose. Per queste ragioni i pastori hanno ragione. Speriamo che sappiano intepretare la fondatezza della loro posizione e non la sviliscano in una semplice e fugace ribellione. (LEGGI)

Perché lo sciopero elettorale fa paura? Perché si teme che pastori, insegnanti e medici si uniscano
Politica

Perché lo sciopero elettorale fa paura? Perché si teme che pastori, insegnanti e medici si uniscano

Ieri Mariantonietta Mongiu, in pochissimi minuti, durante la conferenza stampa del comitato per l’insularità, ha evocato per i sardi l’esempio di Gandhi, cioè l’esempio non di una protesta civile, ma di una disobbedienza civile, di un gesto collettivo di esistenza e di resistenza.
Se il comitato per il referendum capisse di avere il biglietto vincente per guidare la marcia dei sardi verso un cambiamento strutturale di sistema, forse riscriverebbe la storia e noi con loro. (…) Si teme che il Partito dei Sardi si affianchi alla protesta dei pastori. Il Partito dei Sardi non lo farà, perché quella protesta deve restare sociale e non partitica. Tuttavia, il Partito dei Sardi fornirà tutti i dati che dimostrano che i pastori hanno ragione, perché noi quei dati li stiamo raccogliendo da anni e li stiamo divulgando da altrettanto tempo. E i dati danno ragione a chi sostiene che non è un problema di questa o quella legge, di questo o quel ministro, è un problema di sistema. Il sistema agricolo della Sardegna è minacciato da meccanismi di sistema e da assenza di cultura dello Stato, da assenza di Stato. (…) Non noi devono temere i fautori dell’immobilità della Sardegna; parlino con gli insegnanti della scuola primaria e secondaria, parlino con questa ossatura intellettuale della Sardegna e verifichino che cosa gli educatori pensano della loro condizione umiliata, della trasformazione del più bel mestiere del mondo in una grigia esperienza burocratico-impiegatizia. Vadano nelle scuole dove i presidi si considerano manager di una fabbrica di uomini. Gli uomini non si fabbricano, grazie a Dio. C’è un dolore in Sardegna che la politica non interpreta e per il quale il pannicello caldo dell’andare a votare non serve.
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Quando passa l’occasione e si è distratti
Insularità Politica

Quando passa l’occasione e si è distratti

L’ufficio elettorale regionale ha dato la sveglia alla politica sarda. Ha bocciato l’ammissibilità del referendum sull’insularità (…) Noi abbiamo ben chiaro il contrasto tra gli interessi nazionali dei sardi e gli interessi nazionali italiani e abbiamo sempre detto che avere cultura di governo in Sardegna significa avere coscienza della natura degli interessi nazionali dei Sardi, altrimenti ci si propone per governare i sogni, non la realtà. (…) Il problema è avere chiaro chi è il destinatario di questo messaggio. I Sardi stanno parlando forse a sé stessi? Hanno forse bisogno di dirsi che vivono su un’isola? Evidentemente no. Il messaggio è rivolto all’ordinamento italiano e europeo.
Il messaggio vuole iscrivere la Sardegna nell’agenda politica e istituzionale italiana e europea.
Bene, si deve sapere chiaramente che ciò accade solo in un modo: serve una grande esperienza civile, legale, pacifica e democratica, così divergente rispetto all’ordinario da porre un problema internazionale. Per esistere nel mondo, si deve esistere collettivamente, non singolarmente o per parti. Per esistere nel mondo bisogna saper dimostrare di essere uniti su qualcosa. Se la seconda isola del Mediterraneo facesse uno sciopero elettorale, una obiezione nazionale di coscienza… (LEGGI)