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Per aria gli appalti Anas sulla SS 131. Il governo italiano ci faccia sopra un’inaugurazione
Infrastrutture Politica

Per aria gli appalti Anas sulla SS 131. Il governo italiano ci faccia sopra un’inaugurazione

L’Anas fa comunicati contraddittori sugli appalti degli svincoli della SS 131 nord. La verità è che Cantone ha detto no agli accordi quadro per fare gli svincoli. Esattamente come aveva detto la Sardegna. (…) Ieri, il mitico ufficio stampa dell’Anas ha divulgato questo comunicato stampa dal quale si apprende che il Cda dell’Anas ha nientepopodimenocheapprovato il progetto definitivo e autorizzato a redigere il progetto esecutivo dei nodi critici, cioè ha fatto con oltre due anni di ritardo ciò che si era impegnata a fare nel dicembre 2015. Inoltre, non si sa se i progetti approvati siano quelli assentiti dalle amministrazioni locali oppure no.
Una beffa istituzionale di un’azienda di Stato che si permette di tutto perché è protetta dallo Stato italiano (…) (CONTINUA)

Una cosa fatta bene
Parità Politica

Una cosa fatta bene

La doppia preferenza di genere è una realtà anche in Sardegna.
Il Parlamento sardo ha fatto una cosa che potremmo definire ‘nazionale sarda’.
Io penso da tempo che sui grandi interessi legittimi di tutti i sardi esista la possibilità di un’unità che potrebbe veramente cambiare la storia.
Ma oggi non discutiamo di ciò che potrebbe essere giusto e rivoluzionario: godiamoci la realtà di un atto di giustizia e di civiltà.

Belle senz’anima. Le elezioni e la carta di credito.
Elezioni Politica Privacy

Belle senz’anima. Le elezioni e la carta di credito.

Ho fatto questa domanda a 20 persone nello scorso fine settimana: «Pensi che le prossime elezioni politiche ti riguardino in qualche modo?» 16 risposte negative, 4 positive. (…) I giornali dei giorni scorsi hanno esaltato come grande risultato di civiltà il fatto che in Svezia a breve non si faranno più pagamenti in contanti. Tutti a gioire, tutti a dire che noi invece paghiamo ancora in contanti perché siamo imbroglioni.
Pochi hanno riflettuto sul fatto che se tutto, ma proprio tutto, ogni nostra scelta assume una traccia digitale, tutto, anche la nostra intimità, diventa esplicita a chi gestisce le reti o può accedervi con più potere degli altri.
Ma a questo punto insorgerebbe il solito giustizialista: «Se poni questi problemi, hai qualcosa da nascondere. Non sai che gli scambi in contanti sono tipici del mondo malavitoso? Se non fai niente di male, non devi aver nulla da temere».
Invece io voglio avere più di una cosa da nascondere allo Stato, alle macchine, ai sistemi, ai curiosi e al mondo: la mia più segreta identità, i miei gusti, le mie predilezioni, le mie debolezza, le mie scelte, i miei affetti, i miei luoghi e anche i miei risparmi, dei quali lo Stato, assolto il sacrosanto dovere di pagare le tasse, non ha alcun diritto di interessarsi.
Le carte di credito sono le spie dell’intimità delle persone, ma chi non è più educato alla libertà non lo sa. (CONTINUA)

Mai dare interviste. Stasera a Fordongianus. L’Anas è nemica della Sardegna
Informazione Politica

Mai dare interviste. Stasera a Fordongianus. L’Anas è nemica della Sardegna

Oggi leggo sui giornali le giustificazioni dell’Anas sullo stato di abbandono dei cantieri sardi. Quando mi sono dimesso, ho raccomandato di non lasciare il portafoglio sardo (2 miliardi) nelle mani dell’Anas. L’assessore attuale ai Lavori Pubblici sta facendo un lavoro egregio, puntuale, forte, che mette sempre più la Regione nelle condizioni di competere con ragioni (perché per alzare la voce bisogna fare bene i compiti a casa). Ma per vincere con l’Anas si devono porre questioni politiche col Ministero e col Presidente dell’Anas che non sono interpretabili da un assessore. Prendiamo il caso dello scandalo di Monte Pinu. Chi deve portare il ministro Delrio non solo a fare inaugurazioni facili-facili ma anche sopralluoghi sulle palesi inadempienze di un Anas che prima aveva un Compartimento regionale efficiente oggi ridotto a uno sportello passacarte? Le istituzioni italiane sono presenti e presentabili solo ai rinfreschi o si fanno carico di cambiare un amministratore dell’Anas che fallisce su tutti i fronti: Monte Pinu, la Olbia-Arzachena-San Giovanni (200 milioni fermi), il 2 lotto della Sassari-Olbia, i lotti della SS 125 (aperti e abbandonati), la vergogna a cielo aperto della SS 195? E un amministratore dell’Anas che fa queste cose può essere ricevuto o incontrare i vertici della Regione ai festini inaugurali o merita di non essere ammesso al cospetto delle istituzioni sarde che invece devono dialogare con i Ministeri e con i Ministri italiani?
Facciamo le elezioni per il Parlamento italiano con un seggio elettorale a Monte Pinu, uno al Passo di Quirra e uno sulla SS 195 e vediamo come va a finire (potremmo farne anche alcuni dentro gli ospedali sardi, dove non sta funzionando nulla e vedere anche lì come va a finire).
(CONTINUA)

Chi ha paura delle donne?
Parità Politica

Chi ha paura delle donne?

Non ho mai capito chi ha paura delle donne. Non capisco come e perché si possa temerle. Dietro i barocchismi che si stanno inventando per non fare una banalissima riforma della legge elettorale sarda c’è la paura, la paura delle donne, del femminile, che non è per nulla originaria della nostra cultura.
Le donne dei sardi sono sempre state compagne.
Non sono state sante ma neanche demoni, esattamente come gli uomini, ma più belle.
Ci si sposava mettendosi d’accordo, senza tante cerimonie, senza tanti pasticci. Un sì, punto, e per sempre.
E se finiva perché si amava un’altra o un altro, o perché ci si era sbagliati, nessuno faceva tragedie, purché avvenisse nel rispetto delle persone.
Le culture sessiste hanno paura delle donne. Chi teme la bellezza sempre in pericolo della vita ha paura delle donne.
Per paura di loro che si fa? Quando stanno per vincere la corsa, si allunga la pista. Ma sono espedienti inutili e un po’ tristi, roba da conteggi elettorali di fronte alla grandezza dei principi. (CONTINUA)

Come saremo manipolati alle prossime elezioni politiche italiane
Informazione Politica

Come saremo manipolati alle prossime elezioni politiche italiane

Andate su questo sito e scoprite come si combattono le campagne elettorali nell’era digitale. Si tratta del rapporto Freedom on the net. (…) Ma le cose più interessanti si leggono rispetto all’uso della rete per condizionare le elezioni nei paesi in cui la rete è libera e non presidiata dai Governi. Si acquisisce così un minimo di confidenza con nomi più o meno noti: i Troll (“Un troll, nel gergo di Internet e in particolare delle comunità virtuali, è un soggetto che interagisce con gli altri tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso e/o del tutto errati, con il solo obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi”. Wikipedia); i bot (“Nei paesi anglosassoni, con “Bot” s’intende un programma autonomo che nei social network fa credere all’utente di comunicare con un’altra persona umana. Questi bot migliorano di anno in anno ed è sempre più difficile distinguere un bot da una persona umana”. Wikipedia); le celebri fake news (le notizie false confezionate ad arte per alterare il dibattito e il consenso politico). Se si vuole avere un’idea di che cosa sta accadendo si può provare a immaginare il peggiore pettegolo del paese, il più malevolo e cattivo, dotato di una straordinaria tecnologia che gli consenta di far giungere in ogni casa le sue malevoli dicerie anonimamente e anzi e più spesso come se a dirle fossero altre persone, il più delle volte inesistenti, ma nessuno lo sa (CONTINUA)

Risposta a Roberto Deriu
Indipendenza Politica

Risposta a Roberto Deriu

Ieri Roberto Deriu ha scritto su di noi parole che almeno consentono di dibattere in questo clima stagnoso e stagnante. Nessuno ha in mente, e tanto meno noi, di «voler cioè instaurare una democrazia indipendente senza un procedimento democratico». Tutt’altro. Noi abbiamo in mente di costruire la Repubblica di Sardegna legalmente, non con un processo eversivo; quindi intendiamo farlo convincendo i sardi e modificando le leggi che oggi impedirebbero, qualora anche i sardi fossero convinti, di esprimere e rendere attuale la loro volontà. Già, perché oggi, se anche il 100% dei sardi fosse per l’indipendenza, le leggi italiane impedirebbero che si procedesse a qualsiasi iniziativa che la legittimasse e attuasse.
Noi siamo per la gradualità.
Noi abbiamo più volte detto e ripetuto che non chiediamo che tutti si diventi indipendentisti.
Abbiamo posto una domanda: i poteri attualmente disponibili per la Regione Sardegna sono adeguati alle sue esigenze di sviluppo, di libertà e di partecipazione?
Noi riteniamo, e ci pare non da soli, di no. CONTINUA

Mentre condannavano gli indipendentisti, non si accorgevano dei fascisti
Informazione Politica

Mentre condannavano gli indipendentisti, non si accorgevano dei fascisti

Mentre il mondo progressista italiano si indignava con la Catalogna e con tutti noi indipendentisti democratici fino a fare l’apologia della galera verso chi, come noi, dice che lo Stato italiano, le sue strutture e la sua costituzione sono intaccate nelle fondamenta da una paura radicale della libertà, ecco che sotto sotto l’Italia vedeva riemergere la melma nera, i pugni contro la libertà e la paternalistica carezza per lenire il bisogno. Adesso hanno paura i benpensanti che hanno giocato a rappresentare il popolo avendo orrore di frequentarne i bisogni e di rispondervi; (…) Non sono gli indipendentisti democratici il problema legale dell’Italia. Il vero problema dell’Italia è che non ha mai creduto nel diritto e nella buona fede. È una Repubblica fondata sul sospetto e sullo sgambetto. Il vero problema politico è il riemergere del fenomeno carsico del fascismo cui non si risponde con le solite ricette (tra cui quelle patetiche che si svolgono in queste ore in vista delle elezioni politiche italiane). Bisogna trovare frontiere comuni di profondo cambiamento democratico che schierino le aree liberali, socialiste, solidariste, libertarie e laiche europee contro il riemergere della tentazione demoniaca del potere come dominio necessario all’umanità e non come strumento subordinato alla libertà. Altro che Sinistra e Destra italiane! Il problema è come ci si sente liberi, fratelli, nazioni, ma non fazioni. Il problema è difendere la sacralità della libertà umana.
CONTINUA