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Padre Morittu e la nuova politica. Non siamo tutti eccellenti
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Padre Morittu e la nuova politica. Non siamo tutti eccellenti

Sabato scorso ho avuto la fortuna di ascoltare un intervento di padre Salvatore Morittu a un convegno organizzato all’interno della Mostra degli ovini di Macomer.
Ad un certo punto del suo discorso, Salvatore ha pronunciato la frase che lo connota di più: «Io punto su cavalli zoppi, non sulle eccellenze».
Non è certo l’unico a dirlo, ma non tutti hanno la sua credibilità, derivata più che dalle sue opere – che pure non sono per niente banali – dal suo atteggiamento: si vede che si è emancipato completamente da ogni vanità (…) Il punto è che personalmente ho avuto un sobbalzo quando ha detto: «Mi occupo di cavalli zoppi», perché da tempo ho registrato che in larghi settori della politica, dell’educazione e della cultura è penetrata l’etica e l’estetica dell’eccellenza. Darwin si è saldato Von Hayek, (..) L’umanità è costituita per oltre il 90% di persone normali, non di eccellenze. (LEGGI)

Siamo tutti ebrei
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Siamo tutti ebrei

Noi del Partito dei Sardi non abbiamo paura di dirlo: siamo tutti ebrei. (…) Conosciamo i documenti che nella storia hanno costruito l’odio antisemitico.
Conosciamo la stella appuntata sui vestiti e prevista già da documenti medievali.
Conosciamo il testo di Lutero contro gli ebrei.
Conosciamo l’odio seminato per secoli dalla Chiesa cattolica contro gli ebrei. (…) Oggi è il giorno della memoria e noi diciamo con convinzione che non dimenticheremo mai e che ogni volta che il mostro razzista e fascista toglierà fuori la testa, troverà uno di noi pronto a combattere… (LEGGI)

Un libro alla settimana: L’angolo del mondo
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Un libro alla settimana: L’angolo del mondo

L’onestà, la capacità di emozionarci e farci pensare, una chiave di lettura del mondo e delle relazioni, una molla per l’immaginazione: ecco cosa cerchiamo in un buon romanzo, ancor prima di una certa cifra stilistica e della coerenza estetica. E L’angolo del mondo non disattende nessuna di queste aspettative. Fresco di stampa, il libro edito da Marcos y Marcos è l’ultimo romanzo pubblicato da Mylene Fernández Pintado, “sentinella letteraria” della sua Cuba – cosí la definisce la Los Angeles Review of Books -, dove ambienta gran parte delle sue storie.

La puzza non è uno scherzo. I razzismi latenti e la politica debole
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La puzza non è uno scherzo. I razzismi latenti e la politica debole

Questo è l’articolo del Messaggero, unico quotidiano a dare la notizia, che riporta l’affermazione di Grillo contro il Psd’Az. Si tratta di una frase carpita durante una festa e ha dunque il valore che ha (…) Poi c’è un’altra consapevolezza: a discettare, come dice Grillo, del popolo sardo dall’attico dei benpensanti, non si paga nulla. Perché Grillo non se la prende, che so io, con capo del Mossad? O perché non prova a dire: «Oh, c’è una puzza di ascelle che manco in un Commissariato della Polizia di Stato». Lo capiamo bene perché non lo dice, perché costerebbe molto dirlo (…)

La giornata di ieri. Vogliamo un piano straordinario del lavoro. Serve uno psicanalista a Sassari
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La giornata di ieri. Vogliamo un piano straordinario del lavoro. Serve uno psicanalista a Sassari

Provo ad essere sintetico sulla giornata di ieri.
Sassari. Lo psicodramma della crisi al comune di Sassari deve chiudersi perché sta screditando le istituzioni. Noi del Partito dei Sardi non abbiamo alcuna responsabilità nella crisi aperta e abbiamo sempre detto che va chiusa in modo razionale.
Sul futuro della città ieri si leggeva di un’ipotesi secondo la quale noi a breve andremo ad aggiungerci non ho capito bene a quale schieramento.
Potremmo apparire presuntuosi, ma noi siamo uno schieramento, non un dato aggiuntivo. (…)

Google ne sa più del professore. Con un post scriptum su università e politica
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Google ne sa più del professore. Con un post scriptum su università e politica

di Paolo Maninchedda
Un libro sulla scuola curato da studiosi sardi comincia a far discutere. Che cosa vi si dimostra? Tra le altre cose che ormai tra i ragazzi è diffusa la convinzione che Google ne sappia più del professore, cioè, alla fine, che il professore è colui cui il sistema delega la notevole funzione di accendere la Lim.
Leggo oggi dell’avvenuta nomina del Cda del Crs4, l’importante centro di calcolo e di ricerca della Regione. (…)
A dirigerlo è stato chiamato il prorettore per la Ricerca dell’Ateneo cagliaritano, professoressa Elisabetta Bonfiglio, che non conosco di persona ma che possiede un indiscutibile curriculum.
A far parte del Cda anche Mario Mariani, che invece conosco come uno dei più capaci imprenditori e manager della Sardegna, un rappresentante vero dell’innovazione non solo in terra sarda.
Faccio solo una riflessione che svilupperò nei mesi prossimi: sono certo che i miei colleghi docenti universitari e attualmente incaricati di funzioni di governo condividano che serve un approfondimento, a ormai quasi dieci anni dalla legge 7 del 2007, sulle fonti di finanziamento della ricerca universitaria, rispetto alle forme con cui si esercita l’egemonia culturale sui processi che decidono l’allocazione delle risorse. Parliamone.

La bellezza degli uomini liberi
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La bellezza degli uomini liberi

di Paolo Maninchedda
Diceva Giovanni Falcone: «Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare».
Questa frase sta in un sito di amici professori universitari e ogni volta che la leggo mi rafforzo, perché io vorrei continuare a vivere con le maniche alzate.
Trovare intellettuali che non badano alla propria convenienza, alle comode abitudini e alle consuetidini rassicuranti, non è per niente facile.
In questi giorni è stato pubblicato il nuovo libro di Giuseppe Mele, professore di storia moderna dell’Università di Sassari. La sua premessa è un canto di dignitosa e ferma libertà di un uomo di cultura che non vuole farsi sopraffare dai burocratismi italici, dalle ipocrisie che si stanno sovrapponendo come polvere alla nobilissima arte dello studiare, la quale necessita di tempo, di riflessione e non di meccanismi da fabbrica fordista. Noi l’Università della Repubblica di Sardegna la faremo con questo spirito di libertà.

Ecco il testo:
«Negli ultimi anni è diventato sempre meno agevole condurre ricerche storiche di ampio respiro. E non tanto (CONTINUA)

La mia vita privata è privata
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La mia vita privata è privata

di Paolo Maninchedda
Vedo pubblicate sui siti di mezzo mondo le immagini del primo ministro canadese che gioca col figlio.
Al contrario io, quando ieri sera ho ricevuto le immagini della presentazione del libro di Antonello Soro a Macomer, ho provato fastidio nel notare che al mio arrivo sono stato fotografato con mia moglie, che pochi, grazie a Dio, conoscono.
Non capisco che cosa un uomo pubblico voglia mostrare pubblicando pezzi della sua vita privata.
Si vuole mostrare che si è persone normali? E chi ne dubita?
Si vuole apparire accattivanti? E per che cosa? (…) Si pensa che le immagini domestiche desacralizzino il potere e lo rendano più popolare?
Ho qualche dubbio. Più probabile che si pensi a una disponibilità ad usare anche il privato per la ricerca del consenso. Se convincere gli altri delle proprie idee diventa un’ossessione pervasiva da indurre a mettere in gioco tutto e tutti, allora si è superato il limite tra la coscienza della pochezza di sé, che ogni uomo dovrebbe sempre aver presente, e la temporanea apparente grandezza che la popolarità sembra accreditare. Se ci si ammala di ‘consenso ad ogni costo’ si perde se stessi e si diventa icone, immagini, manifesti, cioè un centesimo di ciò che vale un uomo.