Ambiente

Urbanistica in Sardegna: imparare a dialogare. Meglio ‘materassi’ che ‘muri’
Ambiente Educazione Politica

Urbanistica in Sardegna: imparare a dialogare. Meglio ‘materassi’ che ‘muri’

Non ho mai capito perché la cultura fatichi a farsi carne, cioè comportamento e fatica quotidiana di miglioramento etico. In Sardegna anche le persone più colte arrivano rapidamente nel dibattito a superare le forme della cortesia e a concedersi alle forme dello scontro ancestrale. (…) Personalmente ho rapporti di affetto e di stima con molti protagonisti dell’accesissimo dibattito sulla legge urbanistica della Sardegna che sta caratterizzando in questi giorni il dibattito politico. Li conosco come persone profonde. Nessuno di loro merita di essere collocato sulle posizioni estremistiche dei ‘cementificatori’ o degli estremisti ambientali che dicono No a tutto. (…)

Contro la politica che produce le zone interne
Ambiente Città e paesi Politica

Contro la politica che produce le zone interne

Stasera alle 18.30 sarò a Burcei, nella sala consiliare, a parlare di zone interne. Ovviamente si parlerà anche della strada per Maracalagonis, ma non solo. Le zone interne non nascono da sole, sono il prodotto di una politica ed è di questa politica, che dura da secoli ed è il vero problema della Sardegna, cioè il più importante fenomeno di lunga durata che caratterizzi la nostra isola, di questa politica intendo parlare, di quante volte me la sono trovata di fronte quando ho dovuto difendere le aree più isolate (Sadali, Desulo, Tempio, Onanì, Urzulei ecc.). Esiste un’ideologia trasversale della naturalità dell’isolamento. L’isolamento è un fatto culturale e politico non naturale e bisogna parlarne.

La Sardegna bloccata
Acqua Agricoltura Ambiente Città e paesi Credito e banche Elezioni Informazione Infrastrutture Lavoro Politica

La Sardegna bloccata

La Sardegna è immobile. Nessuna crisi industriale risolta. La crisi del lavoro è incombente. Il rapporto tra i paesi dell’interno e le città irrisolto. Gli investimenti infrastrutturali in ostaggio di leggi, controlli e conflitti. L’agricoltura fatta male ci fa dipendere in tutto dalle importazioni. Le future elezioni dovranno avere un mandato popolare rivoluzionario negli obiettivi e pacifico e legale nei metodi.

L’inferno dei poligoni e delle forze armate: ecco il testo della relazione della Commissione d’inchiesta. Vaccini non dovuti, depositi avvelenati, più di 4000 missili su Quirra, il torio nelle terre della Sardegna. Sarà il caso di alzare la voce?
Ambiente Politica Stato sardo

L’inferno dei poligoni e delle forze armate: ecco il testo della relazione della Commissione d’inchiesta. Vaccini non dovuti, depositi avvelenati, più di 4000 missili su Quirra, il torio nelle terre della Sardegna. Sarà il caso di alzare la voce?

Oggi Gian Piero Scanu ha depositato la Relazione sull’attività della Commissione d’inchiesta sull’Uranio impoverito.
Non la commento. Leggetela. Una denuncia fredda, lucida, senza orpelli, di uno Stato distratto, che manda a morire i militari per trascuratezza più che per calcolo, che non controlla, che sporca e inquina. Finalmente si esce dal gioco delle parti degli innocentisti e dei colpevolisti e si dice la verità: non credo che ci sia un solo generale italiano in giro che abbia piacere di far morire i suoi soldati per mancanza di precauzioni. (CONTINUA)

Il dibattito non pubblico sulla siccità
Acqua Agricoltura Ambiente Infrastrutture Politica

Il dibattito non pubblico sulla siccità

di Paolo Maninchedda
Forse non tutti sanno che negli anni scorsi nelle stanze degli assessorati regionali si è svolto un complesso dibattito sulla siccità.
Esso ha riguardato in primo luogo la valutazione dell’opportunità di costruire nuove dighe.
Io rimango dell’idea, per esempio, che serva e anche con urgenza pensare a una nuova diga a monte di Maccheronis. L’ho detto e lo ripeto, nonostante il varo oggi del parco di Tepilora renda questa posizione impopolare. Ma molti dei tecnici dell’assessorato dei lavori pubblici, come pure del Distretto Idrografico, condividevano l’opportunità di questa scelta, che renderebbe meno pericolosa Maccheronis e consentirebbe di conservare più acqua per l’uso irriguo e potabile.
Vi era poi il discorso dei dissalatori, di cui io sono convinto ma solitario sostenitore.
Rimango convinto che i dissalatori mobili, quelli per centri urbani equivalenti di 10/20 mila persone, possano e debbano essere utilizzqati in condizioni pluviometriche gravi, quale quella in corso. (CONTINUA)

Il bruco ha mangiato i nostri boschi, i soldi arrivano sempre tardi
Agricoltura Ambiente Costituzione Economia Politica Stato sardo

Il bruco ha mangiato i nostri boschi, i soldi arrivano sempre tardi

di Paolo Maninchedda
Già l’anno scorso il Partito dei Sardi denunciò in Consiglio regionale l’urgenza di un intervento per difendere i boschi di querce e di lecci della Sardegna da un lepidottero defogliatore, la Lymantria dispar. La Giunta stanziò a favore dell’Agenzia Agris 800 mila euro, di cui si è persa notizia. Quest’anno Pier Mario Manca è tornato alla carica in modo più insistente e abbiamo ottenuto lo stanziamento di 600 mila euro che pareva adeguato ai 32 mila ettari che risultavano colpiti.
Fatto è che la finanziaria 2017 è stata approvata il 13 aprile, quando ormai era già finito il periodo in cui sarebbe stato utile intervenire per eliminare le larve.
Adesso ci troviamo di fronte a due eventi, la siccità, che non dipende da noi, e l’invasione dei lepidotteri defogliatori, che potevamo combattere bene sin dall’anno scorso, e che non abbiamo combattuto, nonostante stia colpendo duramente il nostro patrimonio boschivo.
Guardate queste foto e proviamo insieme una giusta pena che ci porti a reagire, a combattere. (CONTINUA)

Acqua, dighe e danni
Ambiente Infrastrutture Politica

Acqua, dighe e danni

di Paolo Maninchedda
Cominciamo dalle cose che sono andate bene.
Per il maltempo non ci sono stati morti (sebbene ci siano stati due decessi successivi agli eventi e legati a distrazione o imprudenza che devono comunque far riflettere). Rispetto a questo obiettivo, cioè rispetto alla tutela della vita, la Sardegna sta imparando a gestirsi in modo corretto davanti agli eventi calamitosi.
Le scorte d’acqua sono aumentate.
Ieri sono entrati circa 10 milioni di metri cubi di acqua nel bacino della diga del Liscia. Nel Flumendosa ne sono entrati più di 45. Sono numeri importanti, se si tiene conto che dal 20 dicembre al 20 gennaio il sistema idrico multisettoriale della Sardegna aveva visto crescere i volumi invasati complessivamente di poco più di 87 milioni di metri cubi in un mese. Il Liscia va oggi ad attestarsi intorno ai 48 milioni di metri cubi invasati, cifra che dà un po’ di ossigeno e consente di fare i lavori previsti con un pizzico in più di tranquillità. Ora l’area di criticità è il complesso del Bidighinzu e del Cuga, che devono e possono essere rinforzati con l’acqua del Coghinas.
Abbiamo gestito correttamnete la diga di Maccheronis che, lo dico anche per chi scrive i comunicati istituzionali, “deve” sfiorare, è nata per sfiorare, cioè per laminare la piena. Quando vediamo l’acqua scendere dal colmo della diga, vediamo la diga fare ciò per cui è progettata.