Siamo un partito: facciamo una nazione

Ieri abbiamo dimostrato che la Convergenza Nazionale dei Sardi è possibile.
Ieri l’Amministratore unico di Abbanoa è stato votato prima da tutti i sardi e poi da tutti i partiti, stretti intorno all’interesse nazionale dei sardi di avere un gestore dell’acqua efficiente e pubblico. Chi vuole impedirci di trasformare le prossime elezioni in un grande evento nel quale una grande alleanza sarda si schiera solidamente, con un patto interno indistruttibile, a favore del futuro della Sardegna, ieri ha avuto paura dell’unità nazionale dei sardi. (LEGGI)

Chi immagina vede meglio

Einstein dimostrò che il tempo in montagna corre più veloce che in pianura prima che gli orologi atomici dimostrassero che è vero. Spesso chi immagina vede la realtà meglio di chi la osserva ossessivamente senza vederne i fondamenti.
Anche in politica funziona così. Chi si arrende al solo possibile, non riesce a vedere il giusto. Chi diffida del proprio desiderio, di ogni emozione, di ogni visione, si arrende alla lotta nel fango di tutti i giorni. (…) La rissa è una forma primitiva di espressione dell’animo umano. Bisogna tenersene a distanza. Per questi motivi non partecipo al match su Abbanoa. Abbanoa deve tornare interamente ai Comuni, senza se e senza ma. I Comuni devono scegliere: o non si occupano di gestione e fanno respirare la società, controllandola ma non gestendola, o fanno il contrario e la rovinano. (LEGGI)

Ieri è stata firmata la transazione tra l’Enel e la Regione Sardegna (nella fattispecie l’Enas) che ha riportato le dighe e le centrali elettriche sul Tirso nelle mani della Sardegna.
Quando sono diventato assessore, sostenuto dal Partito dei Sardi che allora non aveva preso neanche il 3% dei consensi, questa battaglia non era nella testa di nessuno. Nessuno ci credeva e quando abbiamo iniziato a perseguirlo non mancarono critiche e ironie.
Oggi il risultato è sotto gli occhi e nelle mani di tutti. (…) A dispetto di tutti i pessimisti, i Sardi hanno vinto questa battaglia, come hanno vinto quella di chiudere le mulattiere dell’Anas sulla SS 131 a Villasanta, come hanno vinto quella di chiudere il mondezzaio abbandonato che fino a qualche mese fa presidiava l’ingresso di Olbia.
Noi non abbiamo sempre perso nella storia. Oggi abbiamo vinto e continueremo a vincere se saremo uniti, umili, laboriosi, competenti, resistenti. (LEGGI)

La Diga di Maccheronis è una diga terribile. Ha un bacino di raccolta troppo ampio. Ogni volta che piove molto, è come se si stappasse un lago e lo si riversasse in un piccolo imbuto, a valle del quale ci sono paesi abitati, non certo abbandonati.
È certamente giusto rivendicare una efficiente rete di pluviometri che consentano di monitorare le piene e di usare bene il tempo che intercorre tra l’inizio e l’arrivo della piena, in modo da poter svuotare per tempo l’invaso; sbagliato pensare che i livelli degli invasi possano comunque essere tenuti alti facendo affidamento sulla maggiore velocità di deflusso da quella di afflusso. Fare queste previsioni significa giocare alla roulette russa sulla pelle della gente. (…)
Leggo della proposta alternativa al Piano Mancini. Ho visto e letto le carte pubblicate.
Penso che adesso la Valutazione di Impatto Ambientale possa disporre di due progetti e valutare quello che dà le migliori garanzie di sicurezza (LEGGI)

Governare significa trasformare la realtà, correggere il proprio errore, provvedere agli altri, essere animati da un vero slancio amorevole verso gli altri. L’orgoglio è nemico degli uomini di governo. (…) Se manca l’insulina; se mancano le garze; se i medici sottovoce dicono, perché impauriti, che i servizi stanno peggiorando a vista d’occhio, significa che le politiche di contenimento dei costi e di efficientamento dei servizi non stanno funzionando. Occorre ammetterlo, capirlo e correggere la rotta.
L’Azienda Unica è un macrocospico errore e va corretto e io sono sicuro che se l’imperatore Moirano mantiene la linea della esplicitazione della verità che sta cercando di tenere, non potrà che dichiarare ufficialmente che non può comprimere i costi, che non ci riesce in queste condizioni.
Un grande grazie a Luciano Uras per essere intervenuto oggi sulle colonne dell’Unione a parlare di Giustizia: ho perso amici per la mia battaglia sulla Giustizia-Giusta, ma mi pare che ne sto guadagnando altri. Tiriamo su la testa: via la paura, parliamone. (LEGGI)

Che cosa si deve fare per conoscere la posizione ufficiale del governo sardo su una data materia?
La risposta è semplice: si dovrebbe andare sul sito ufficiale della Regione e cercare o il comunicato stampa o la delibera di Giunta relativi a quell’argomento.
Ieri Cagliari è stata surriscaldata da migliaia di pastori.

La crisi delle imprese per la siccità e la flessione del mercato si può fronteggiare con circa 30 milioni di euro già esistenti e o mal impegnati o mal depositati. Bisogna però cambiare abitudini e attitudini: su connottu è sbagliato, perché molto spesso spreca le risorse sia naturali che finanziarie. Dove sono i contatori per l’acqua? Si continua a irrigare a pioggia e a coltivare il riso per allagamento? Che dire delle imprese che irrigano per produrre biomasse?

La Sardegna è immobile. Nessuna crisi industriale risolta. La crisi del lavoro è incombente. Il rapporto tra i paesi dell’interno e le città irrisolto. Gli investimenti infrastrutturali in ostaggio di leggi, controlli e conflitti. L’agricoltura fatta male ci fa dipendere in tutto dalle importazioni. Le future elezioni dovranno avere un mandato popolare rivoluzionario negli obiettivi e pacifico e legale nei metodi.

di Paolo Maninchedda
Forse non tutti sanno che negli anni scorsi nelle stanze degli assessorati regionali si è svolto un complesso dibattito sulla siccità.
Esso ha riguardato in primo luogo la valutazione dell’opportunità di costruire nuove dighe.
Io rimango dell’idea, per esempio, che serva e anche con urgenza pensare a una nuova diga a monte di Maccheronis. L’ho detto e lo ripeto, nonostante il varo oggi del parco di Tepilora renda questa posizione impopolare. Ma molti dei tecnici dell’assessorato dei lavori pubblici, come pure del Distretto Idrografico, condividevano l’opportunità di questa scelta, che renderebbe meno pericolosa Maccheronis e consentirebbe di conservare più acqua per l’uso irriguo e potabile.
Vi era poi il discorso dei dissalatori, di cui io sono convinto ma solitario sostenitore.
Rimango convinto che i dissalatori mobili, quelli per centri urbani equivalenti di 10/20 mila persone, possano e debbano essere utilizzqati in condizioni pluviometriche gravi, quale quella in corso. (CONTINUA)

Nessuna trivella a Su Gologone

di Paolo Maninchedda
Talvolta bisogna insistere, soprattutto quando nei titoli dei giornali si continua a ripetere una grande bugia e nella pratica politica si continua a manipolare la gente senza informarla correttamente.
Lo ripeto: nessuno, ma proprio nessuno, ha mai pensato di trivellare alcunché a Su Gologone.
Di più: la posizione della Regione, che risulta a verbale, è stata quella che nell’area del monumento naturale non si dovesse toccare neanche una pietra.
Ancora: la Regione ha escluso qualsiasi attività invasiva, anche di studio, non solo nell’area del monumento naturale ma anche nell’area Sic.
Ripeto anche altre cose, perché l’unico modo per difendersi dalle manipolazioni è ripetere la verità. Nel 2015 i sindaci della Baronia hanno chiesto che si (…..)
In questo contesto, pubblico, trasparente, aperto, antidogmatico e tutto fuorché autoritario, è successa una cosa curiosa.
Avantieri ho scoperto di dover partecipare il prossimo 22 aprile a un convegno a Oliena su questo argomento organizzato dall’ordine dei geologi della Sardegna, che ovviamente non mi aveva minimamente interpellato.
L’invito è arrivato ieri, per una data, il 22, per la quale io sono impossibilitato a svolgere alcuna attività per ragioni personali. Tuttavia ho pensato di mandare una lettera all’ordine dei geologi, perché penso che gli ordini professionali debbano avere un ruolo più sul versante metodologico e scientifico che su quello politico e propagandistico. La lettera è questa. (CONTINUA)