Istruzioni per resistere e per ricordare

30 novembre 2016 08:425 commenti
Istruzioni per resistere e per ricordare

di Paolo Maninchedda
Sono giorni pieni di bugie, pressioni e manipolazioni; giorni in cui è facile concedersi il lusso in questa repubblica marcia e ritirarsi a godere dello spirito anziché impazzire in questo carnaio di balle. Ma sarebbe sbagliato, sebbene lo spirito stia alla felicità in un rapporto come la materia oscura sta a quella conosciuta (95% a 5%). Dunque sforziamoci di ragionare, di non badare ai volti scuri degli amici offesi perché noi votiamo NO. Oggi ci dedichiamo a due questioni.
La prima: Renzi sta togliendo poteri e funzioni alle regioni e le sta trasferendo alle strutture centrali dello Stato.
La seconda: Renzi sta realizzando il programma di Berlusconi sul premierato forte, come plasticamente mostra questo video.

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I sardi conoscono l’inglese, ma Vaporenzi non lo sa

22 novembre 2016 07:390 commenti
I sardi conoscono l’inglese, ma Vaporenzi non lo sa

di Paolo Maninchedda
Ieri il Quotidiano Unico (Repubblica, il Corriere e La Stampa) ha tentato, ignorando milioni di persone che ormai ‘masticano’ se proprio non ‘parlano’ l’inglese, di manipolare per l’ennesima volta gli elettori in vista del referendum.
Il Financial Time, celeberrimo giornale finanziario inglese, noto anche a chi non lo legge per una mirabile barzelletta sull’analfabetismo dei nonni di un tempo e sull’avverbio ‘evidentemente’, ha pubblicato un articolo di Wolfang Münchau intitolato: “Italy’s referendum holds the key to the future of the euro”, e cioè: “Il referendum italiano ha la chiave del futuro dell’euro”.
Titolo pauroso del Corriere: Allarme del Financial Times sul referendum: il «No» potrebbe accelerare l’ uscita dell’Italia dall’euro. (…)
il resto del ragionamento è frutto dello schematismo geometrico inglese, ben noto agli scrittori britannici che ci hanno scritto sopra tante pagine satiriche. In sostanza il buon Wolfang scrive che se Renzi perde, vincono le opposizioni (Forza Italia, Movimento Cinque Stelle e Lega) accomunate dall’antieuropeismo e dall’ostilità all’Euro. Ma come, Münchau non si è accorto che proprio nelle ultime settimane Renzi sta facendo l’antieuropeista? Non si è accorto che in Italia la cosa più probabile che possa accadere è l’accordo Renzi-Forza Italia, posto che Confalonieri, custode delle aziende di Berlusconi, è chiaramente orientato, come tutte le televisioni del cavaliere, per il Sì? No, non se n’è accorto, ma non appena il Financial Times emette un piccolo peto di confusa preoccupazione, ecco che i corifei della paura, i Mangiamorte della ragione, ripetono con la bocca ciò che altri fanno con parti meno addestrate del nostro fragile corpo umano.

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Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque

18 novembre 2016 07:175 commenti
Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque

di Paolo Maninchedda
Esattamente come il Berlusconi in difficoltà poco prima di lasciare Palazzo Chigi, anche Renzi prova non ad accettare il duro confronto con la realtà ma a costruire una realtà di comodo.
Come Berlusconi, butta il pallone in tribuna e dà la colpa all’Europa dell’austerity. Cosa c’entra l’Europa con la crisi del sistema bancario italiano? Nulla. Cosa poteva fare Renzi? Tutto, ma non l’ha fatto per gli evidenti imbarazzi sulla questione Banca Etruria. (…)
Ieri però Renzi era in Sardegna, intervistato e omaggiato da tutti, ma nessuno, dico nessuno, gli ha fatto la domanda che era indispensabile fargli: perché ancora oggi il governo italiano non ha avviato alcuna procedura per notificare a Bruxelles che la Sardegna è un’isola? Io so cosa rischio a non associarmi al coro. Personalmente vedo lo strapotere appannato di Renzi, ma non mi impressiona. Io sto da un’altra parte e so perfettamente che votando NO ho un’opportunità di cambiamento, mentre il Sì significa la ripetizione ad oltranza del mondo inconcludente di facciata che in questi due anni ha avuto un potere enorme e non l’ha saputo usare per il bene di tutti.

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Non andate a Roma, rischio depressione: Foia, banche e prepotenza

16 novembre 2016 07:371 commento
Non andate a Roma, rischio depressione: Foia, banche e prepotenza

di Paolo Maninchedda
Ieri ero a Roma per ragioni d’ufficio. Ne ho riportato una sconfortante sensazione di decadenza e di disordine, di propaganda priva di saggezza. Noi siamo condannati a vivere in uno Stato, la Repubblica italiana, frantumato, tenuto insieme più dalla retorica che dalle istituzioni. Siamo ancora, purtroppo, alla partitocrazia: non c’è lo Stato, cioè il funzionamento ordinario delle istituzioni secondo le previsioni della legge. Al posto dello Stato c’è un gruppo di potere, più o meno largo, che si sotituisce allo Stato. Questa anomalia democratica si vede, si sente nei corridoi, si coglie nel disordine crescente, si avverte nelle scoperture finanziarie di tante chiacchiere, si registra nella stupida consegna di milioni di dati personali alla rete in nome della trasparenza (questa è l’ultima genialata di Cantone) quale è il cosiddetto Freedom of information act (Foia, un nome una garanzia che poteva venire solo da una cultura infoiata di giustizialismo), le linee guida per l’accesso civico (una norma sacrosanta che in Italia, ovviamente, si è trasformata in un grande sacrificio di privacy sull’altare della faciloneria politica),

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Lo scontro sulla rinegoziazione dei mutui regionali

16 ottobre 2016 07:282 commenti
Lo scontro sulla rinegoziazione dei mutui regionali

Questo è il testo della lettera inviata nei giorni scorsi al Banco di Sardegna e alla Unipol sulla mancata rinegoziazione dei mutui regionali.

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