Per una politica nazionale del latte. Attenzione ai neozelandesi

31 gennaio 2017 07:021 commento
Per una politica nazionale del latte. Attenzione ai neozelandesi

di Paolo Maninchedda
È possibile una politica nazionale sarda del latte?
Noi abbiamo sempre pensato di sì. Abbiamo detto che in tutto il mondo c’è bisogno di latte e che le nostre eccedenze vanno gestite in un’ottica globale e non solo italiana o europea. Abbiamo anche detto che la cosa più urgente è un menu di iniziative pubblico-private che devono mirare a aumentare il valore del nostro prodotto.
“La Nuova Zelanda vuole aumentare la produzione di latte di pecora per esportarlo nei paesi asiatici come latte intero in polvere ed ingredienti per la gelateria. Di conseguenza il governo neozelandese cofinanzierà un progetto da 31 milioni di Euro per l’apertura di una cinquantina di allevamenti di pecore da latte, in modo da portare il fatturato annuale del settore dagli attuali 5 milioni a 130 milioni di Euro nel 2020 e 460 milioni nel 2030”.

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I Sardi derubati

9 gennaio 2017 07:190 commenti
I Sardi derubati

di Paolo Maninchedda
Tutti sappiamo che la Sardegna ha bisogno di poteri sovrani per produrre più ricchezza e per trattenere al suo interno quella prodotta. Senza nuove regole fiscali, le commesse pubbliche continueranno ad alimentare ricchezze continentali già esistenti e la capacità di accumulazione di capitale della Sardegna scomparirà.
Tutti sappiamo che i Sardi, anche in condizioni di grande crisi economica, sono dei grandi risparmiatori. Prima mettevano i soldi sotto il materasso, ora li portano in banca. Dalla banca, questi soldi, col denaro a costo zero di questi tempi, prendono il volo verso i mercati finanziari. E qui i sardi vengono derubati per la seconda volta (dopo il fisco italiano ignobilmente ingiusto).
Riporto due frasi di Federico Caffé, il celebre economista della Sapienza di Roma, morto ormai quasi trent’anni fa

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Lo Sbanco di Sardegna e la Regione

6 dicembre 2016 07:1012 commenti
Lo Sbanco di Sardegna e la Regione

di Paolo Maninchedda
Oggi ci dobbiamo anche sentir dire che il Banco di Sardegna rischia i capitali propri con i mutui prima casa e che la Regione contribuisce “soltanto” con l’abbattimento degli interessi.
Buongiorno!
Non solo: entrambi i quotidiani sardi all’unisono titolano: Il Banco di Sardegna tutela i diritti degli utenti.
Accidenti!
E l’aureola di santità non è ancora stata assegnata?
Avrei tante cose da dire sul ruolo non positivo che il Banco sta svolgendo in Sardegna, quale sportello di raccolta ed esportazione del risparmio sardo, ma mi limito a far parlare i fatti sui comportamenti reali del Banco sulla questione mutui. Lo faccio riportando testualmente una delle tante lettere pervenute, questa datata 3 ottobre 2016, una delle ultime.
Si legga qui di seguito come maturano le microtirannidi da sportello.

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Sardi da una parte e banche dall’altra: la Giunta si schiera sui mutui

2 dicembre 2016 16:497 commenti
Sardi da una parte e banche dall’altra: la Giunta si schiera sui mutui

di Paolo Maninchedda
È finalmente compiuto l’ultimo atto dello scontro tra la Regione e le banche per la rinegoziazione dei mutui regionali agevolati per la prima casa. Nella seduta di oggi la Giunta, su mia proposta, ha approvato la disdetta delle convenzioni attualmente in vigore con Banco di Sardegna, Banca Intesa San Paolo e Unipol Banca e l’avvio di una nuova procedura di gara per selezionare, a condizioni riviste, nuovi istituti di credito.
La Giunta ha il dovere di difendere l’interesse dei cittadini che hanno diritto ad avvantaggiarsi delle leggi dello Stato e della particolare congiuntura che vede i tassi bancari particolarmente bassi. Questa dei mutui è un’esperienza significativa della contrapposizione tra un sistema bancario abituato ad egemonizzare i suoi clienti e una rinnovata coscienza del diritto alla tutela del risparmio e della ricchezza individuale.
Le banche sono soggetti egoistici del mercato e non istituzioni; bisogna esserne consapevoli ed agire di conseguenza per limitarne e disciplinarne il comportamento.

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Tutti uguali: promesse e soldi in cambio di voti. Intanto, i banchieri vengono assolti e i risparmiatori non rimborsati

1 dicembre 2016 07:291 commento
Tutti uguali: promesse e soldi in cambio di voti. Intanto, i banchieri vengono assolti e i risparmiatori non rimborsati

di Paolo Maninchedda
Più guardo con spirito critico le movenze della politica italiana, più imparo ciò che la Repubblica di Sardegna non dovrà mai fare.
Per esempio, bisognerebbe varare una norma che impedisca di assumere provvedimenti di spesa nei 60 giorni precedenti le consultazioni elettorali.
Ma non trovate per lo meno volgare che l’ultima settimana appena trascorsa sia stata contrappuntata di annunci del tipo:
«In arrivo 30/50 euro in più per le pensioni più basse»;
«Contratto degli statali, accordo per un aumento medio di 85 euro»;
«Referendum e Patto per Cagliari da 168 milioni».

«(…) La revisione della Costituzione in Italia e ancor prima l’attacco ai diritti del lavoro con le leggi ordinarie (Jobs Act, pensioni, scuola etc.) si pongono, in questo quadro, come un adattamento del quadro legislativo e costituzionale alle esigenze del grande capitale e dei poteri finanziari mondiali. In particolare, risponde a questo lo svuotamento delle assemblee elettive fino al Parlamento e la cancellazione delle autonomie regionali e locali. Per il grande capitale la democrazia, i sindacati, le elezioni sono un disturbo, che bisogna eliminare concentrando il potere nelle mani di un capo o di pochi».

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Istruzioni per resistere e per ricordare

30 novembre 2016 08:425 commenti
Istruzioni per resistere e per ricordare

di Paolo Maninchedda
Sono giorni pieni di bugie, pressioni e manipolazioni; giorni in cui è facile concedersi il lusso in questa repubblica marcia e ritirarsi a godere dello spirito anziché impazzire in questo carnaio di balle. Ma sarebbe sbagliato, sebbene lo spirito stia alla felicità in un rapporto come la materia oscura sta a quella conosciuta (95% a 5%). Dunque sforziamoci di ragionare, di non badare ai volti scuri degli amici offesi perché noi votiamo NO. Oggi ci dedichiamo a due questioni.
La prima: Renzi sta togliendo poteri e funzioni alle regioni e le sta trasferendo alle strutture centrali dello Stato.
La seconda: Renzi sta realizzando il programma di Berlusconi sul premierato forte, come plasticamente mostra questo video.

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I sardi conoscono l’inglese, ma Vaporenzi non lo sa

22 novembre 2016 07:390 commenti
I sardi conoscono l’inglese, ma Vaporenzi non lo sa

di Paolo Maninchedda
Ieri il Quotidiano Unico (Repubblica, il Corriere e La Stampa) ha tentato, ignorando milioni di persone che ormai ‘masticano’ se proprio non ‘parlano’ l’inglese, di manipolare per l’ennesima volta gli elettori in vista del referendum.
Il Financial Time, celeberrimo giornale finanziario inglese, noto anche a chi non lo legge per una mirabile barzelletta sull’analfabetismo dei nonni di un tempo e sull’avverbio ‘evidentemente’, ha pubblicato un articolo di Wolfang Münchau intitolato: “Italy’s referendum holds the key to the future of the euro”, e cioè: “Il referendum italiano ha la chiave del futuro dell’euro”.
Titolo pauroso del Corriere: Allarme del Financial Times sul referendum: il «No» potrebbe accelerare l’ uscita dell’Italia dall’euro. (…)
il resto del ragionamento è frutto dello schematismo geometrico inglese, ben noto agli scrittori britannici che ci hanno scritto sopra tante pagine satiriche. In sostanza il buon Wolfang scrive che se Renzi perde, vincono le opposizioni (Forza Italia, Movimento Cinque Stelle e Lega) accomunate dall’antieuropeismo e dall’ostilità all’Euro. Ma come, Münchau non si è accorto che proprio nelle ultime settimane Renzi sta facendo l’antieuropeista? Non si è accorto che in Italia la cosa più probabile che possa accadere è l’accordo Renzi-Forza Italia, posto che Confalonieri, custode delle aziende di Berlusconi, è chiaramente orientato, come tutte le televisioni del cavaliere, per il Sì? No, non se n’è accorto, ma non appena il Financial Times emette un piccolo peto di confusa preoccupazione, ecco che i corifei della paura, i Mangiamorte della ragione, ripetono con la bocca ciò che altri fanno con parti meno addestrate del nostro fragile corpo umano.

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Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque

18 novembre 2016 07:175 commenti
Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque

di Paolo Maninchedda
Esattamente come il Berlusconi in difficoltà poco prima di lasciare Palazzo Chigi, anche Renzi prova non ad accettare il duro confronto con la realtà ma a costruire una realtà di comodo.
Come Berlusconi, butta il pallone in tribuna e dà la colpa all’Europa dell’austerity. Cosa c’entra l’Europa con la crisi del sistema bancario italiano? Nulla. Cosa poteva fare Renzi? Tutto, ma non l’ha fatto per gli evidenti imbarazzi sulla questione Banca Etruria. (…)
Ieri però Renzi era in Sardegna, intervistato e omaggiato da tutti, ma nessuno, dico nessuno, gli ha fatto la domanda che era indispensabile fargli: perché ancora oggi il governo italiano non ha avviato alcuna procedura per notificare a Bruxelles che la Sardegna è un’isola? Io so cosa rischio a non associarmi al coro. Personalmente vedo lo strapotere appannato di Renzi, ma non mi impressiona. Io sto da un’altra parte e so perfettamente che votando NO ho un’opportunità di cambiamento, mentre il Sì significa la ripetizione ad oltranza del mondo inconcludente di facciata che in questi due anni ha avuto un potere enorme e non l’ha saputo usare per il bene di tutti.

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Non andate a Roma, rischio depressione: Foia, banche e prepotenza

16 novembre 2016 07:371 commento
Non andate a Roma, rischio depressione: Foia, banche e prepotenza

di Paolo Maninchedda
Ieri ero a Roma per ragioni d’ufficio. Ne ho riportato una sconfortante sensazione di decadenza e di disordine, di propaganda priva di saggezza. Noi siamo condannati a vivere in uno Stato, la Repubblica italiana, frantumato, tenuto insieme più dalla retorica che dalle istituzioni. Siamo ancora, purtroppo, alla partitocrazia: non c’è lo Stato, cioè il funzionamento ordinario delle istituzioni secondo le previsioni della legge. Al posto dello Stato c’è un gruppo di potere, più o meno largo, che si sotituisce allo Stato. Questa anomalia democratica si vede, si sente nei corridoi, si coglie nel disordine crescente, si avverte nelle scoperture finanziarie di tante chiacchiere, si registra nella stupida consegna di milioni di dati personali alla rete in nome della trasparenza (questa è l’ultima genialata di Cantone) quale è il cosiddetto Freedom of information act (Foia, un nome una garanzia che poteva venire solo da una cultura infoiata di giustizialismo), le linee guida per l’accesso civico (una norma sacrosanta che in Italia, ovviamente, si è trasformata in un grande sacrificio di privacy sull’altare della faciloneria politica),

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Lo scontro sulla rinegoziazione dei mutui regionali

16 ottobre 2016 07:282 commenti
Lo scontro sulla rinegoziazione dei mutui regionali

Questo è il testo della lettera inviata nei giorni scorsi al Banco di Sardegna e alla Unipol sulla mancata rinegoziazione dei mutui regionali.

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