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Nessun colloquio con Fassino
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Nessun colloquio con Fassino

Parlo spesso con Giuseppe Luigi Cucca, segretario del Pd della Sardegna, perché siamo amici e perché abbiamo la testa sul collo. Di Fassino ho squilli di tromba da almeno un mese ma niente di concreto all’orizzonte.
Tuttavia non vorrei che si diffondesse un’immagine sbagliata della nostra posizione politica: il Partito dei Sardi non sta aspettando nessuno. (…) Noi, per reagire a questo stato di cose, abbiamo proposto una Convergenza nazionale dei sardi sui propri interessi.
In sostanza noi proponiamo un accordo tra sardi su punti strategici: fisco e accise, trasporti e infrastrutture (con annessa sostituzione del Presidente dell’Anas e passaggio delle dighe sarde dall’Enel alla Regione), lavoro, insularità, beni culturali, servitù militari, scuola e ricerca. Dopo di che abbiamo immaginato che si prevedano accordi anche di desistenza che consentano la rappresentanza di tutte le articolazioni politiche sarde attraverso sia i collegi uninominali che quelli proporzionali. (CONTINUA)

Bisogna chiedere le dimissioni del Presidente dell’Anas
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Bisogna chiedere le dimissioni del Presidente dell’Anas

È chiaro che l’opera è in ritardo per colpa dell’Anas; ma è altrettanto chiaro che il Ministero considera l’Anas un sua costola, una parte dello Stato italiano da difendere sempre e comunque, mentre considera la Regione non un’istituzione di livello costituzionale cui essere solidale, ma una controparte su cui scaricare responsabilità e colpe.
Avere una coscienza nazionale sarda significa non accettare questo processo di colpevolizzazione storica che è sempre orientato a farci perdere la fiducia in noi stessi. E allora va detto a gran voce: la colpa di Monte Pino è dell’Anas e del Ministero italiano che copre le responsabilità dell’Anas. (CONTINUA)

Per aria gli appalti Anas sulla SS 131. Il governo italiano ci faccia sopra un’inaugurazione
Infrastrutture Politica

Per aria gli appalti Anas sulla SS 131. Il governo italiano ci faccia sopra un’inaugurazione

L’Anas fa comunicati contraddittori sugli appalti degli svincoli della SS 131 nord. La verità è che Cantone ha detto no agli accordi quadro per fare gli svincoli. Esattamente come aveva detto la Sardegna. (…) Ieri, il mitico ufficio stampa dell’Anas ha divulgato questo comunicato stampa dal quale si apprende che il Cda dell’Anas ha nientepopodimenocheapprovato il progetto definitivo e autorizzato a redigere il progetto esecutivo dei nodi critici, cioè ha fatto con oltre due anni di ritardo ciò che si era impegnata a fare nel dicembre 2015. Inoltre, non si sa se i progetti approvati siano quelli assentiti dalle amministrazioni locali oppure no.
Una beffa istituzionale di un’azienda di Stato che si permette di tutto perché è protetta dallo Stato italiano (…) (CONTINUA)

Sull’Anas avevamo ragione: servono uomini verticali. Sulla sanità conduciamo la nostra battaglia
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Sull’Anas avevamo ragione: servono uomini verticali. Sulla sanità conduciamo la nostra battaglia

Ieri il Sole 24ore e oggi La Nuova Sardegna danno una buona notizia: l’Anac ha censurato l’uso da parte dell’Anas della formula dell’Accordo quadro per la realizzazione dei lavori sui nodi critici (gli svincoli) della SS 131 nord. (…) Nel frattempo manteniamo tutto il nostro dissenso per il gigantismo vetero-imperial-britannico dell’Ats, per il clima antidemocratico che si respira nelle Asl sarde, con un’intepretazione molto discutibile del decreto Brunetta (che impedisce ai dipendenti di pronunciarsi in pubblico contro l’azienda), per i disservizi generati da una politica dei tagli sbagliata perché condotta alla cieca e perché inefficace…

Siccità, latte e soldi: da dove prenderli e come spenderli
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Siccità, latte e soldi: da dove prenderli e come spenderli

La crisi delle imprese per la siccità e la flessione del mercato si può fronteggiare con circa 30 milioni di euro già esistenti e o mal impegnati o mal depositati. Bisogna però cambiare abitudini e attitudini: su connottu è sbagliato, perché molto spesso spreca le risorse sia naturali che finanziarie. Dove sono i contatori per l’acqua? Si continua a irrigare a pioggia e a coltivare il riso per allagamento? Che dire delle imprese che irrigano per produrre biomasse?

La Sardegna bloccata
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La Sardegna bloccata

La Sardegna è immobile. Nessuna crisi industriale risolta. La crisi del lavoro è incombente. Il rapporto tra i paesi dell’interno e le città irrisolto. Gli investimenti infrastrutturali in ostaggio di leggi, controlli e conflitti. L’agricoltura fatta male ci fa dipendere in tutto dalle importazioni. Le future elezioni dovranno avere un mandato popolare rivoluzionario negli obiettivi e pacifico e legale nei metodi.

La giornata di ieri. Vogliamo un piano straordinario del lavoro. Serve uno psicanalista a Sassari
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La giornata di ieri. Vogliamo un piano straordinario del lavoro. Serve uno psicanalista a Sassari

Provo ad essere sintetico sulla giornata di ieri.
Sassari. Lo psicodramma della crisi al comune di Sassari deve chiudersi perché sta screditando le istituzioni. Noi del Partito dei Sardi non abbiamo alcuna responsabilità nella crisi aperta e abbiamo sempre detto che va chiusa in modo razionale.
Sul futuro della città ieri si leggeva di un’ipotesi secondo la quale noi a breve andremo ad aggiungerci non ho capito bene a quale schieramento.
Potremmo apparire presuntuosi, ma noi siamo uno schieramento, non un dato aggiuntivo. (…)