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Verso Tramatza 23/9: i Sardi contro il monopolio Telecom
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Verso Tramatza 23/9: i Sardi contro il monopolio Telecom

Ieri ho inviato questa lettera al presidente Pigliaru. Mi auguro che non venga liquidata con un sospiro afflitto e inconcludente. La questione è strategica: senza banda larga nei paesi spopolati non c’è turismo che tenga, non ci sono servizi attrattivi, non c’è decentramento, non c’è qualità (…) Ciò che le forze dell’indipendentismo democratico e europeista stanno ripetendo ormai da anni ai sardi che militano nei partiti italiani è proprio questo: prima scegliete di competere per la Sardegna e poi scegliete di militare dove vi pare. Oppure: dimostrate che militare in un partito italiano non vi impedisce di avere comunque un atteggiamento e una strategia politica competitiva con i governi italiani e va bene lo stesso. Senza questi presupposti, saremo sempre minacciati da forze come Telecom. (LEGGI)

Noi diversi dall’Italia: la sicurezza prima delle tragedie
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Noi diversi dall’Italia: la sicurezza prima delle tragedie

La tragedia di Genova è stata accompagnata in Sardegna da cronache all’italiana. (…) Se l’Italia non ha fatto manutenzioni o ne ha fatto poche, lo stesso non può dirsi della Sardegna.
Solo per la messa in sicurezza di strade, ponti, crinali franosi, canali e dighe, la Sardegna ha programmato interventi nel periodo 2014-2018 per 411 milioni di euro (…). Mai prima nella storia dell’autonomia era stata stanziata una mole così alta di risorse in un tempo così ristretto. (…)
Noi costruiamo società cambiate, noi concorriamo a costruire, aumentando la fiducia tra la gente e la qualità dell’azione di governo, la Nazione sarda senza nutrirla di nazionalismo, cioè di esaltazione della separazione e della diversità. Noi siamo per paesi civili e ordinati, non per paesi o disordinati o repressivi. Questo è stato ciò che ci ha ispirato e che ci ispira. (LEGGI)

Anas in Sardegna: sonno, soldi, feriti e morti
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Anas in Sardegna: sonno, soldi, feriti e morti

Sulle strade della Sardegna, dal 2001 al 2017, si sono registrati oltre 2300 morti e 110.000 feriti mentre, per lo stesso periodo, i costi sociali ammontano ad oltre 8,85 miliardi di euro! (,,,) Tra il 2010 e 2016 l’indice di mortalità sul territorio regionale è aumentato sensibilmente da 2,5 a 3,0 deceduti ogni 100 incidenti mentre quello medio nazionale è rimasto inalterato (1,9). (…) Sui 26 lavori in corso, che ammontano a 483.8 milioni, potrebbero essere scritti libri di storia. Su questi 26 lavori, appaltati ormai da anni o da decenni, registriamo inaccettabili ritardi, cronache quotidiane di disagi, ritardi e proteste. Per fare qualche esempio, la nuova S.S. 195 “Sulcitana“ tratto Cagliari – Pula appaltata nel 2007, per un import di 139.8 milioni e ancora oggi al 45% dell’esecuzione, la SS131 nel tratto di Villagreca o la SS125 a Tertenia. (LEGGI)

Ci siamo: è iniziata l’Anas sarda
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Ci siamo: è iniziata l’Anas sarda

Ieri il Parlamento sardo ha approvato la nuova legge sugli appalti – di cui parlerò nei prossimi giorni. All’interno trovate la costituzione della Società di progettazione della Regione Sardegna. È l’inizio dell’Anas sarda. È un risultato storico. (…) Tutto questo è stato possibile grazie all’unità delle forze politiche sarde. Dobbiamo ringraziare tutti: le forze della maggioranza, i Riformatori che hanno condiviso la battaglia, i centristi, i sardisti, Forza Italia, tutti. Uniti i sardi possono cambiare la storia. Non il rancore e la rabbia, non la ribellione e l’offesa ci rendono più forti: l’unità ci rende nazione. (LEGGI)

Nessun colloquio con Fassino
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Nessun colloquio con Fassino

Parlo spesso con Giuseppe Luigi Cucca, segretario del Pd della Sardegna, perché siamo amici e perché abbiamo la testa sul collo. Di Fassino ho squilli di tromba da almeno un mese ma niente di concreto all’orizzonte.
Tuttavia non vorrei che si diffondesse un’immagine sbagliata della nostra posizione politica: il Partito dei Sardi non sta aspettando nessuno. (…) Noi, per reagire a questo stato di cose, abbiamo proposto una Convergenza nazionale dei sardi sui propri interessi.
In sostanza noi proponiamo un accordo tra sardi su punti strategici: fisco e accise, trasporti e infrastrutture (con annessa sostituzione del Presidente dell’Anas e passaggio delle dighe sarde dall’Enel alla Regione), lavoro, insularità, beni culturali, servitù militari, scuola e ricerca. Dopo di che abbiamo immaginato che si prevedano accordi anche di desistenza che consentano la rappresentanza di tutte le articolazioni politiche sarde attraverso sia i collegi uninominali che quelli proporzionali. (CONTINUA)

Bisogna chiedere le dimissioni del Presidente dell’Anas
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Bisogna chiedere le dimissioni del Presidente dell’Anas

È chiaro che l’opera è in ritardo per colpa dell’Anas; ma è altrettanto chiaro che il Ministero considera l’Anas un sua costola, una parte dello Stato italiano da difendere sempre e comunque, mentre considera la Regione non un’istituzione di livello costituzionale cui essere solidale, ma una controparte su cui scaricare responsabilità e colpe.
Avere una coscienza nazionale sarda significa non accettare questo processo di colpevolizzazione storica che è sempre orientato a farci perdere la fiducia in noi stessi. E allora va detto a gran voce: la colpa di Monte Pino è dell’Anas e del Ministero italiano che copre le responsabilità dell’Anas. (CONTINUA)

Per aria gli appalti Anas sulla SS 131. Il governo italiano ci faccia sopra un’inaugurazione
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Per aria gli appalti Anas sulla SS 131. Il governo italiano ci faccia sopra un’inaugurazione

L’Anas fa comunicati contraddittori sugli appalti degli svincoli della SS 131 nord. La verità è che Cantone ha detto no agli accordi quadro per fare gli svincoli. Esattamente come aveva detto la Sardegna. (…) Ieri, il mitico ufficio stampa dell’Anas ha divulgato questo comunicato stampa dal quale si apprende che il Cda dell’Anas ha nientepopodimenocheapprovato il progetto definitivo e autorizzato a redigere il progetto esecutivo dei nodi critici, cioè ha fatto con oltre due anni di ritardo ciò che si era impegnata a fare nel dicembre 2015. Inoltre, non si sa se i progetti approvati siano quelli assentiti dalle amministrazioni locali oppure no.
Una beffa istituzionale di un’azienda di Stato che si permette di tutto perché è protetta dallo Stato italiano (…) (CONTINUA)

Sull’Anas avevamo ragione: servono uomini verticali. Sulla sanità conduciamo la nostra battaglia
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Sull’Anas avevamo ragione: servono uomini verticali. Sulla sanità conduciamo la nostra battaglia

Ieri il Sole 24ore e oggi La Nuova Sardegna danno una buona notizia: l’Anac ha censurato l’uso da parte dell’Anas della formula dell’Accordo quadro per la realizzazione dei lavori sui nodi critici (gli svincoli) della SS 131 nord. (…) Nel frattempo manteniamo tutto il nostro dissenso per il gigantismo vetero-imperial-britannico dell’Ats, per il clima antidemocratico che si respira nelle Asl sarde, con un’intepretazione molto discutibile del decreto Brunetta (che impedisce ai dipendenti di pronunciarsi in pubblico contro l’azienda), per i disservizi generati da una politica dei tagli sbagliata perché condotta alla cieca e perché inefficace…