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Sull’Anas avevamo ragione: servono uomini verticali. Sulla sanità conduciamo la nostra battaglia
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Sull’Anas avevamo ragione: servono uomini verticali. Sulla sanità conduciamo la nostra battaglia

Ieri il Sole 24ore e oggi La Nuova Sardegna danno una buona notizia: l’Anac ha censurato l’uso da parte dell’Anas della formula dell’Accordo quadro per la realizzazione dei lavori sui nodi critici (gli svincoli) della SS 131 nord. (…) Nel frattempo manteniamo tutto il nostro dissenso per il gigantismo vetero-imperial-britannico dell’Ats, per il clima antidemocratico che si respira nelle Asl sarde, con un’intepretazione molto discutibile del decreto Brunetta (che impedisce ai dipendenti di pronunciarsi in pubblico contro l’azienda), per i disservizi generati da una politica dei tagli sbagliata perché condotta alla cieca e perché inefficace…

Siccità, latte e soldi: da dove prenderli e come spenderli
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Siccità, latte e soldi: da dove prenderli e come spenderli

La crisi delle imprese per la siccità e la flessione del mercato si può fronteggiare con circa 30 milioni di euro già esistenti e o mal impegnati o mal depositati. Bisogna però cambiare abitudini e attitudini: su connottu è sbagliato, perché molto spesso spreca le risorse sia naturali che finanziarie. Dove sono i contatori per l’acqua? Si continua a irrigare a pioggia e a coltivare il riso per allagamento? Che dire delle imprese che irrigano per produrre biomasse?

La Sardegna bloccata
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La Sardegna bloccata

La Sardegna è immobile. Nessuna crisi industriale risolta. La crisi del lavoro è incombente. Il rapporto tra i paesi dell’interno e le città irrisolto. Gli investimenti infrastrutturali in ostaggio di leggi, controlli e conflitti. L’agricoltura fatta male ci fa dipendere in tutto dalle importazioni. Le future elezioni dovranno avere un mandato popolare rivoluzionario negli obiettivi e pacifico e legale nei metodi.

La giornata di ieri. Vogliamo un piano straordinario del lavoro. Serve uno psicanalista a Sassari
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La giornata di ieri. Vogliamo un piano straordinario del lavoro. Serve uno psicanalista a Sassari

Provo ad essere sintetico sulla giornata di ieri.
Sassari. Lo psicodramma della crisi al comune di Sassari deve chiudersi perché sta screditando le istituzioni. Noi del Partito dei Sardi non abbiamo alcuna responsabilità nella crisi aperta e abbiamo sempre detto che va chiusa in modo razionale.
Sul futuro della città ieri si leggeva di un’ipotesi secondo la quale noi a breve andremo ad aggiungerci non ho capito bene a quale schieramento.
Potremmo apparire presuntuosi, ma noi siamo uno schieramento, non un dato aggiuntivo. (…)

Il dibattito non pubblico sulla siccità
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Il dibattito non pubblico sulla siccità

di Paolo Maninchedda
Forse non tutti sanno che negli anni scorsi nelle stanze degli assessorati regionali si è svolto un complesso dibattito sulla siccità.
Esso ha riguardato in primo luogo la valutazione dell’opportunità di costruire nuove dighe.
Io rimango dell’idea, per esempio, che serva e anche con urgenza pensare a una nuova diga a monte di Maccheronis. L’ho detto e lo ripeto, nonostante il varo oggi del parco di Tepilora renda questa posizione impopolare. Ma molti dei tecnici dell’assessorato dei lavori pubblici, come pure del Distretto Idrografico, condividevano l’opportunità di questa scelta, che renderebbe meno pericolosa Maccheronis e consentirebbe di conservare più acqua per l’uso irriguo e potabile.
Vi era poi il discorso dei dissalatori, di cui io sono convinto ma solitario sostenitore.
Rimango convinto che i dissalatori mobili, quelli per centri urbani equivalenti di 10/20 mila persone, possano e debbano essere utilizzqati in condizioni pluviometriche gravi, quale quella in corso. (CONTINUA)

Non di solo Cagliari
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Non di solo Cagliari

di Paolo Maninchedda
Domani a Monastir, Centro di aggregazione sociale, ore 18.30, parteciperò a un incontro con gli amministratori locali sul tema: Governance territoriale o Caos?
Al centro un argomento ormai ineludibile: la nascita della città metropolitana, insieme alle restrizioni delle politiche di finanza pubblica, hanno acuito enormemente non solo le difficoltà finanziarie delle aree non urbane della Sardegna, ma hanno anche alterato l’orizzonte di senso di una vasta area che avverte di non essere attrattiva per la residenza proprio per la condizione ancillare sui servizi, e direi su tutto, rispetto a Cagliari.
Ci sono aspetti informali del privilegio urbano che contano più delle leggi.
C’è un’estetica della città sarda, ormai orientata verso le diverse movidas notturne, che promuovono la friggitrice come nuova infrastruttura, che sta desertificando sia le città che i paesi. (CONTINUA)

Trieste è porto franco d’Europa. L’Italia esulta, la Sardegna non reagisce
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Trieste è porto franco d’Europa. L’Italia esulta, la Sardegna non reagisce

di Paolo Maninchedda
Ieri è stato dato solennemente l’annuncio che il porto di Trieste è porto franco, l’unico porto franco d’Europa.
Effetto della seconda guerra mondiale, si dice.
Fatto è che Trieste sarà, come ha dichiarato il presidente dell’autorità portuale «l’unico punto in Europa in cui si può fare attività industriale e punto franco. Non solo attività terminalistiche, quindi, ma anche logistiche e addirittura industriali di trasformazioni delle merci. Durante la recente missione in Cina abbiamo visto brillare gli occhi degli interlocutori quando si sentivano dire che siamo l’unico vero Punto franco esistente in Europa, in cui si può fare anche manifattura industriale».
Se c’è una cosa sommamente ingiusta è fare un vero punto franco a Trieste e non fare di tutta la Sardegna almeno altrettanto.
C’è da arrabbiarsi profondamente per una storica slealtà di Stato, per l’insipienza della politica autonomistica e per la debolezza del pensiero politico diffusa in molte forze politiche. (CONTINUA)