di Giovanni Panunzio
Chi vincerà le Primarias, organizzate dal Partito dei Sardi, sfiderà altri quattro candidati alla Presidenza della Regione: tre autorizzati dall’empireo e uno da un blog. Il centrodestra e il centrosinistra si sono ricompattati con due esponenti scelti dagli apparati di sempre, vincolati a Roma e Milano e riassemblati per l’occasione perché impauriti dal successo del M5S alle politiche del 4 marzo scorso. Il M5S, a sua volta, si è affidato alle cosiddette “regionarie”: potrebbe apparire una scelta dal basso, ma non lo è. Il motivo è semplice. Il M5S non è un movimento che è nato dalla base, ma dall’altezza: sua altezza Beppe Grillo. Se dicessi sua bassezza, Beppe si rattristerebbe. LEGGI

di Tore Terzitta
Il mio insegnante di latino insegnava a dedurre con questo epigramma di Marziale:
Mentula cum doleat puero, tibi, Naevole culus, Non sum divinus sed scio quid facias. (Giacché al servo duole la minchia e a te, Nevolo, il culo, non sono un indovino ma so che cosa fai).
Lo stesso insegnante sosteneva che non era dunque necessario rifarsi ad Aristotele per saper dedurre, ma che bastava Marziale.
Questa fulgida pedagogia razionale mi è tornata in mente ieri sera quando, durante lo zapping pre-abbiocco, ho visto l’intervista di Formigli all’ex ministro dell’Interno della Repubblica italiana, Marco Minniti. Il mio strampalato ragionamento deduttivo è partito quando si è parlato dell’episodio di Rosarno, delle fucilate… (LEGGI)

di Nardino Degortes
Caro Paolo,
dopo Ottana è partito un dibattito sul futuro della Sardegna che merita di essere alimentato e partecipato. È chiaro lo sforzo tuo e di altri (Tempio, 5 maggio 2018, Un’idea di futuro per la Sardegna) di unire i Sardi intorno a nuove battaglie. La mia preoccupazione puramente culturale e depurata da qualsiasi ambizione è rompere l’isolamento in cui la Sinistra Sarda si sta collocando e dialogare con voi e con tutti coloro che ne abbiano interesse e voglia, sui temi del governo e dell’autogoverno della Sardegna. Mi sento Sardo e uomo di Sinistra e non voglio che la Sinistra Sarda venga contrapposta a questa nuova stagione di coscienza nazionale della Sardegna. No, questa volta la Sinistra sarda deve stare dentro questo processo senza inibizioni…
(LEGGI)

di Luciano Uras
Campo Progressista Sardegna propone un progetto politico nuovo come pratica della necessaria trasformazione.
Offre un insieme di contenuti che definiscono la missione della nostra Terra, dentro la dimensione Mediterranea ed Europea nella quale si riconosce.
Affida agli obiettivi individuati e ai relativi strumenti per il loro perseguimento – tra cui forme alte di autogoverno – il potere di cambiare in meglio la vita delle persone e delle comunità in cui si articola il nostro Popolo, quello che vive in Sardegna e quello che sta nel mondo. (…) Quelle riflessioni che accompagnano la nostra idea di una grande “confederazione politica dei sardi”, dai confini precisi sul piano dei valori di libertà e democrazia. (LEGGI)

Come non mordersi le lingue

di Riccardo Mura

Oltre a mettere uno steccato linguistico all’interno della lingua sarda (su cui già ci siamo espressi), la proposta di legge sul plurilinguismo, nel testo unificato approvato lo scorso 22 febbraio dalla Seconda commissione del Parlamento sardo, sembra voler anche puntellare gli atavici steccati politici che separano la tutela della lingua sarda (e dell’algherese) da quella delle lingue sardo-corse e del tabarchino. (…)
Per noi del Partito dei Sardi non ci sono e non ci potranno mai essere sardi meno sardi degli altri. Il Partito dei Sardi lavora per costruire una nazione plurilingue… (LEGGI)

I Segretari Michele Fele della Ust di Nuoro e Katy Contini della Femca Cisl Sardegna Centrale, in continuità con le dichiarazioni dei giorni scorsi, relative alla situazione drammatica della Sardegna Centrale e di tutto il Nuorese, e l’attestato di solidarietà per il Sindaco e la Giunta Comunale di Ottana, ADERISCONO ALL’INIZIATIVA IN PROGRAMMA D OTTANA il 20 APRILE 2018, organizzata dal PDS dal e per il Popolo sardo, consapevoli che sia ormai improcrastinabile un’azione di rivolta, pacifica ma forte, nei confronti di un Governo assente e sordo al grido di disperazione di un intero territorio. (LEGGI)

di Riccardo Mura

Nei prossimi giorni il Parlamento sardo discuterà il progetto di legge sulla lingua sarda licenziato dalla Seconda commissione… e nelle trincee del movimento linguistico sardo già si affilano i coltelli. Non poteva essere altrimenti: questa legge è in buona parte una reazione a quanto fatto dalle ultime legislature e da S’Ufìtziu de sa Limba Sarda dal 2006 al 2014. In particolare, il pomo della discordia è lo standard linguistico della Limba Sarda Comuna (LSC) e la concezione unitaria della lingua sarda, di cui la LSC è figlia. (LEGGI)

di Stefano Orrù, Capogruppo del Partito dei Sardi nel Comune di Baunei
Succede che l’amministrazione di Baunei guidata da Salvatore Corrias ha assegnato in concessione al signor Mauro Monni, cugino primo del sindaco, un’area di 4,7 ettari (così è indicato nel provvedimento) di territorio in Uso Civico nell’altopiano di Golgo, che comprende l’unicum archeologico di “As Piscinas” e “Su Sterru”, la voragine di Golgo, bene, questo, classificato Monumento Naturale.
Il beneficiario ha dunque proceduto nei giorni scorsi a recintare tutta l’area (LEGGI E GUARDA FOTO)

Caro Paolo,
ho letto con attenzione ciò che hai scritto. E come ti avevo preannunciato ti rispondo.
Alcune delle tue argomentazioni, racconti di fatti accaduti e circostanze certificate di ingiustizia, di disfunzioni, anche gravi, del settore giudiziario della macchina pubblica sono fondate e incontestabili. Descrivono situazioni difficili da sopportare soprattutto per chi diviene vittima di tali sciagurati eventi, anche indirettamente, come succede ai familiari, soprattutto a quelli più vulnerabili e fragili, come i figli in tenera età. Quei fatti e quelle circostanze segnano profondamente la vita degli innocenti, molte volte in modo irreparabile.
Ciò detto, i principi del diritto e i diritti declinati
(CONTINUA)

di Franco Mannoni
Dico subito che è assai difficile trovare un orientamento affidabile e esprimere considerazioni fondate a proposito di ciò che avviene in Catalogna e in Spagna. A meno di imboccare la scorciatoia semplificata dello schierarsi intanto, per principio, a favore dell’autodeterminazione oppure, sull’altro versante optare per la difesa della legalità costituzionale.