Il Patto per la Sardegna spiegato da un sardo

30 luglio 2016 08:132 commenti
Il Patto per la Sardegna spiegato da un sardo

di Paolo Maninchedda
Succede sempre così quando si svolge una cerimonia alla presenza delle più alte cariche dello Stato italiano: scoppia un po’ di casino concettuale.
Oggi i giornali sono pieni di cifre, a tal punto che sembrerebbe esserci l’imbarazzo di come spendere tutte queste risorse. Tanti fuochi d’artificio che stanno nascondendo il successo politico che sta alla base del Patto: la Regione non finanzia più lo Stato.
Primo successo: la continuità territoriale aerea (120 milioni in tre anni) torna ad essere a carico dello Stato italiano. Io, da indipendentista resto dell’idea che se disponessimo dei poteri sovrani faremmo molto meglio, ma bisogna riconoscere che, finché la Sardegna sta dentro la Repubblica italiana, la continuità deve stare a carico dello Stato, non dei sardi.
Secondo successo: il costo del recupero del gap energetico (400 milioni) è a carico dello Stato. Il metano arriverà nell’isola su risorse statali, non regionali;
Terzo successo: l’aggiornamento tecnologico della rete ferroviaria è a carico dello Stato: 225 milioni sul Contratto di Programma RFI;
Quarto successo: le strade statali si faranno prevalentemente con i soldi dell’Anas (400 milioni), non con quelli della Regione;
Adesso inizia una corsa a ostacoli fatta di delibere Cipe (con annessi pre-Cipe, ossia risse istituzionali senza verbale), di registrazione alla Corte dei Conti (che come è noto è velocissima), di progetti esecutivi, di Valutazioni di Impatto ambientale ecc. Dovremo lavorare molto, ma il risultato di ieri è molto importante. I rischi sono tanti, primo fra tutti che gli italiani seguano la loro indole e non rispettino i patti; il secondo rischio è che si lasci questo successo in eredità ai futuri governi della Regione e non si possa goderne adeguatamente oggi, e ciò perché gli italiani potrebbero essere tentati di rateizzarlo in vent’anni. Per cui, fine della festa, lavoriamo.

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L’Anas riavvia il lotto 9 Sassari-Olbia e approva il nuovo elenco fornitori

5 luglio 2016 07:021 commento
L’Anas riavvia il lotto 9 Sassari-Olbia e approva il nuovo elenco fornitori

di Paolo Maninchedda
Giovedì l’Amministratore Unico di Anas, Gianni Armani, ha firmato l’atto che sancisce il subentro del consorzio Integra nel lotto 9 della Sassari Olbia. È stato così rimosso l’ultimo ostacolo burocratico per il riavvio dei lavori. La Regione ha già comunicato che, rispetto agli impegni assunti dall’impresa a maggio, si registra un ritardo di venti giorni. Ora i lavori devono riprendere immediatamente.
Sempre l’Anas ha aperto on line il proprio elenco fornitori. Questo il comunicato: «Criteri di selezione certi e chiari, principi di rotazione, parità di trattamento e trasparenza. L’Anas ha istituito il nuovo Elenco aperto degli operatori economici e professionisti per l’affidamento di appalti di lavori, forniture e servizi, inclusi gli incarichi professionali e connessi mediante procedura negoziata senza bando. L’iscrizione

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Abbanoa ai Comuni? Assolutamente sì, ma…

2 luglio 2016 08:140 commenti
Abbanoa ai Comuni? Assolutamente sì, ma…

di Paolo Maninchedda
La proposta del presidente dell’ANCI di un’anticipazione del rientro della Regione al 49% del capitale di Abbanoa mi vede assolutamente consenziente, posto che la legge che lo prevede da qui ormai a tre anni l’ha proposta la Giunta e votata il Consiglio regionale.
Abbanoa deve essere espressione dei Comuni. Il ruolo di supplenza che sta svolgendo la Regione nasce da diverse necessità:
1) la società è stata costituita senza capitalizzazione (cioè è stata costituita con una furbata consistente nel capitalizzarla col valore delle reti e degli impianti affidatigli in gestione);
2) la gestione dei Comuni dei primi anni ha fatto registrare risultati fortemente negativi per la società e per gli utenti (risultati che saranno oggetto certificato del passaggio di consegne da qui a due anni – se non si trovano altre soluzioni – con forte distinzione delle responsabilità;
3) la gestione pressoché commissariale degli anni successivi ha altrettante responsabilità (e anche queste saranno indicate puntualmente);
4) la prima capitalizzazione, autorizzata dall’UE, è stata realizzata da questa Giunta e ancora non è compiuta (mancano da versare ancora più di cinquanta milioni di euro);
5) l’istanza fallimentare presentata dalle procure di Nuoro e di Cagliari nel 2014 è stata respinta dal tribunale proprio per l’impegno della Regione a proseguire il processo di capitalizzazione. Tale impegno, poiché espresso in aule di giustizia non è facilmente revocabile in termini finanziari e di responsabilità;
6) Abbanoa sta rientrando a grandi passi dalla sua esposizione debitoria, ma i suoi volumi finanziari sono tali che il riverbero sui bilanci dei Comuni, in caso di criticità, non sarebbe facilmente sostenibile. Si ricordi che il Bilancio Abbanoa attualmente sta dentro il bilancio consolidato della Regione; in caso diverso

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Alberghi del Qatar: trasparenza e fantasmi dal passato

2 giugno 2016 10:471 commento
Alberghi del Qatar: trasparenza e fantasmi dal passato

di Paolo Maninchedda
Ieri lo sceicco Faisal Bin Saoud Al Thani ha confermato gli investimenti della Qatar Holding in Sardegna e ha chiesto regole certe e trasparenza.
La Regione ha sempre pensato che le regole e le norme fossero già certe e trasparenti, ma certamente avrà modo di ribadirlo. Tuttavia, tra gli italiani nominati responsabili della Qatar Holding, figura anche il professor Gianfranco Lizza, il quale, tra le altre cose, risulterebbe appartenente alla P2 (tessera numero 233 della Lista di Licio Gelli).
Che dire? Chapeau!

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Non di dimensioni si tratta, ma di libertà. (Gli orsi possono mangiare pesci, ma non chi vola)

28 maggio 2016 09:100 commenti
Non di dimensioni si tratta, ma di libertà. (Gli orsi possono mangiare pesci, ma non chi vola)

di Paolo Maninchedda
Ma il dato più importante che viene minimizzato è che l’80% (ripeto, l’80%) delle gare sono state vinte da imprese sarde. In totale le gare sono state 1311, quindi 1.048 gare sono state vinte da imprese sarde. Che cosa significa? Significa che le stazioni appaltanti della Sardegna sono sempre più consapevoli della taglia della gare compatibile con la struttura economico-finanziaria delle imprese isolane. E si può ricordare che col nuovo codice degli appalti l’articolazione delle gare in dimensioni medio-piccole è incentivata e non scoraggiata? Lo si può dire o giacché non è una brutta notizia non è una notizia? Come mai non si fa il titolo su questo dato?
Ma dire che la pressione fiscale patita dalla Sardegna è doppiamente ingiusta (troppo alta e troppo indifferente al differenziale di ricchezza accumulata nelle diverse regioni della Repubblica Italiana), significa porre una questione di sovranità, giacché il fisco, cioè le tasse, sono la forma più impattante di intervento e di potere dello Stato. Qui sta il mio dispiacere con CNA, con Confindustria, con i sindacati e con tanti altri: lavoro, ricchezza e sovranità sono legati, invece tutte queste sigle, figlie dell’educazione italiana, arrivano con l’analisi sempre fino ad un certo punto e poi scappano.
Se si vuole un fisco più giusto si deve volere un potere più giusto.
Perché ci si lamenta del fisco e non si lotta per un potere sardo, moderno, agile, non fondato sul sospetto, orientato per la libertà, la ricchezza e il lavoro?
In altre regioni d’Europa, gli imprenditori grandi e piccoli hanno fondato gli Stati. Qui in Sardegna si fanno fare le diagnosi dagli altri. Per fortuna, non tutti.

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Quelli che votano scheda bianca per non sporcare
Campagna elettorale spenta per mancanza di idee

10 maggio 2016 07:200 commenti
Quelli che votano scheda bianca per non sporcare Campagna elettorale spenta per mancanza di idee

di Paolo Maninchedda
Ieri sono stato a Roma a lavorare. I frutti si vedranno nelle prossime settimane. Ho letto i giornali prima di partire e qualcosa di indistinto mi ha messo di malumore. Poi ho capito: i giornali parlano di tutto fuorché della campagna elettorale per le amministrative. Colpa dei giornali? No, colpa di una campagna elettorale inibita.
Se si passano i giorni a chiedersi che cosa pensi Renzi o Berlusconi o Salvini e non invece a pensare qualosa in proprio, poi è inevitabile dipendere da Renzi, Berlusconi e Salvini.
Lo dico per i nostri candidati: marcate la differenza, per favore.
Noi siamo questi: quelli che saprebbero costruire e governare uno Stato migliore, lo Stato sardo. Proponiamo sempre prima la nostra idea più grande, poi i marciapiedi e comunque lontano dai costumi, dalle chiacchiere, dalle limitazioni, dalla boria della politichetta italiana.

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No, per noi non va tutto bene. Manteniamo vivo il desiderio di cambiare il mondo

9 maggio 2016 07:190 commenti
No, per noi non va tutto bene. Manteniamo vivo il desiderio di cambiare il mondo

di Paolo Maninchedda
Ieri ho ascoltato Renzi in televisione (con qualche fatica, ma l’ho ascoltato).
Ho capito che cosa mi sta ferendo della comunicazione anche della maggioranza che governa in Sardegna, anche della Giunta di cui faccio parte.
Mi sta ferendo la paura del senso critico, della razionalità applicata alla complessità.
Noi vogliamo uno Stato nuovo, perché l’attuale è intaccato alle radici.
Per produrre cambiamento occorre avere spirito critico e profonda conoscenza della realtà. Noi non siamo cicisbei del Settecento che coprono le pustole della sifilide con la cipria. Noi cerchiamo gli antibiotici per curarla. le nostre elezioni sono animate dalla determinazione a cambiare tutto, non un pezzo, perché è l’architettura dello Stato che va profondamente cambiata.

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Mi sono alzato, mi sono vestito e sono uscito solo per la strada

6 maggio 2016 07:320 commenti
Mi sono alzato, mi sono vestito e sono uscito solo per la strada

di Paolo Maninchedda
Ore 4 di ieri 5 maggio. Caffé nero bollente, il gatto vicino, il silenzio intorno, seduto sullo scalino del cortile di casa a guardare il melograno, il limone e l’arancio, i tre inquilini delle aiuole intono al pozzo.
E mi parte in testa “La compagnia“, versione Vasco, perché mi basta poco per essere momentaneamente felice.
Un esempio per tutti.
Il ministro Franceschini ha ottenuto un Piano dal Cipe per un miliardo di interventi sul patrimonio culturale della Repubblica. Ma un miliardo in quanti anni? Di fatto, in 4 anni (2017-2020). Spesa reale all’anno? 250 milioni. Quanto per la Sardegna, che ha il patrimonio archeologico che conosciamo? 15 milioni di euro per cominciare a rimettere a posto La Maddalena(? Quanto è in perccentuale 15 milioni su 1 miliardo?
La percentuale per la Sardegna è l’1,5%, in quattro anni. Ecco, questo sarebbe l’annuncio corretto secondo il corso reale, il secondo corso della moneta politica italiana.

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Destinazione indipendenza: case e alberi veri, non buccia di ciogga

22 aprile 2016 07:060 commenti
Destinazione indipendenza: case e alberi veri, non buccia di ciogga

di Paolo Maninchedda
Noi siamo indipendentisti perché ci educhiamo, in primo luogo, a essere autonomi. Scopo prioritario dell’educazione è l’introduzione alla realtà totale grazie a informazioni (cultura) e libertà di giudizio (modelli). Un uomo libero è un uomo capace di elaborare le proprie scelte sulla base delle informazioni disponibili e dei valori scelti come giusti; un uomo “automatico”, invece, è un uomo che, perché educato alla paura di sé e alla dipendenza dagli altri, applica i modelli altrui come un automa.

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Zone franche della Sardegna: un passo avanti. Così ci piace fare lo Stato

15 aprile 2016 17:180 commenti
Zone franche della Sardegna: un passo avanti. Così ci piace fare lo Stato

di Paolo Maninchedda
Oggi in Giunta sono state assunte tre delibere importanti sulle Zone Franche.
La fiscalità di vantaggio è stato un tema importante, sdrucito, nella scorsa legislatura, sull’altare di un uso propagandistico degno di miglior causa. Oggi, invece, poche trombe e molta sostanza. Così ci piace fare lo Stato.
Certo che, lo dico sommessamente, sarebbe incomprensibile, oggi, che il movimento Zona Franca di Olbia si schierasse alle amministrative contro la Giunta regionale che ha compiuto questo importante atto di governo. Il Partito dei Sardi sta costruendo un percorso politico per dare sostanza alle politiche fiscali (non dimentichiamoci la battaglia per l’Agenzia delle Entrate); speriamo veramente di non trovare tra i competitori gli amici che vorremmo al fianco.

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I paradisi fiscali sono di Destra o di Sinistra?

4 aprile 2016 07:122 commenti
I paradisi fiscali sono di Destra o di Sinistra?

di Paolo Maninchedda
Ciò che sta succedendo in queste ore sulle carte analizzate dall’International Consortium of Investigative Journalists e appartenenti allo studio panamense Mossack – Fonseca è simile per un ricercatore al ritrovamento di una nuova fonte storica in grado di mostrare una intera civiltà da un punto di vista completamente inedito.
Fino ad oggi, infatti, il finanzcapitalismo, quello che ha consumato le attività produttive in Europa, spostato per esempio la costruzione degli I Phone in Cina nelle fabbriche studiate per non fare uscire gli operai manco per un aperitivo, aveva patito più di uno scandalo per corruzione o disastro ambientale o quant’altro; aveva patito anche qualche libro denuncia, ben metabolizzato dai ritmi dello show-biz. Mai però erano emerse un milione e 200mila pagine di strategie per aggirare il fisco, provenienti da uno studio di consulenza assolutamente globalizzato.

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Siccome non siamo scemi

2 aprile 2016 07:391 commento
Siccome non siamo scemi

di Paolo Maninchedda
Il cane mette all’angolo il gatto e il gatto graffia. Di chi è la colpa? In una logica aristotelica, il graffio è effetto dell’attacco del cane; in una logica italiana la colpa è del gatto che si è fatto mettere all’angolo, per cui, ormai sconfitto, non avrebbe dovuto graffiare.
Adesso sul G7 (come su tante altre questioni, ma questa questione mi riguarda più da vicino perché il Presidente aveva incaricato la mia struttura di accompagnarlo nell’opera e di fare il backoffice della trattativa) la colpa sarebbe della Regione, che a detta di qualche cagnaccio governativo sarebbe stata lenta, troppo dialogante, troppo gentile, troppo educata, troppo civile, e adesso che protesta sarebbe per l’appunto colpevole di non prenderla sulla schiena con rassegnato e sorridente mutismo.

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Frustazioni? Rivendicazionismi? Opportunismi? E cateterismi e meteorismi no? Ma di che si parla?

1 aprile 2016 07:431 commento
Frustazioni? Rivendicazionismi? Opportunismi? E cateterismi e meteorismi no?  Ma di che si parla?

di Paolo Maninchedda
Personalmente ho considerazione e stima per l’on. Gavino Manca, meno per il suo ghost writer (dallo stile mi sembra più di Cagliari o di Roma che di Sassari) che ieri ha cucinato la sua dichiarazione stampa in difesa del Governo Renzi sull’affaire G7. Non tanto per la difesa, che ci sta tutta ed è legittima…

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Noi sappiamo fare molto meglio degli Italiani.
Ci serve libertà, non elemosine

30 marzo 2016 06:532 commenti
Noi sappiamo fare molto meglio degli Italiani.  Ci serve libertà, non elemosine

di Paolo Maninchedda
Faccio un piccolo report di come l’acqua frizzante del governo Renzi si stia progressivamente sgasando con la Sardegna.
Alcoa? Non pervenuta.
Glencore? Non perenuta.
Ottana? Non pervenuta.
Chimica verde a Porto Torres? Non pervenuta.
Continuità territoriale a carico degli italiani? Non pervenuta.
G7 a La Maddalena? Trasferito in Sicilia.
Norme d’attuazione? Non pervenute.
Seconda tranche per la ricostruzione delle aree alluvionate? Non pervenuta.
Indennizzi ai privati post alluvione? Neanche pensati.
Correzione delle norme sulle dighe? Non pervenute.

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Abbanoa: il piccolo assessore e le fogne della città imperiale

24 marzo 2016 08:257 commenti
Abbanoa: il piccolo assessore e le fogne della città imperiale

di Paolo Maninchedda
Ieri è stato sospeso il DG di Abbanoa. Si difenderà. Noi dobbiamo prendere atto che non può e non deve più fare il DG. Non conosco gli atti giudiziari e se anche li conoscessi non li commenterei in questa sede. Però quetsa questione della pressione della magistratura su Abbanoa che dura da anni mi riguarda come assessore.
E sapete a chi penso? Penso al padre di Gramsci, penso alla Cagliari di Atzeni, penso che devo ricordarmi che sono dei paesi e non di Bisanzio, penso che prima o poi mi metteranno le microspie anche nel sigma, penso che è impossibile risanare una società complessa in un contesto così difficile, penso che si debba arrivare a un chiarimento istituzionale forte per capire se uno dei paesi come me può ancora mettere ordine nelle fogne della città imperiale.

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