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Sto contro Salvini, Casapound e Fratelli d’Italia. Problemi?
Evidenza Libertà Politica

Sto contro Salvini, Casapound e Fratelli d’Italia. Problemi?

Ho ritrovato una bella poesia che spiega senza giri di parole perché sto contro Salvini, Casapound, Fratelli d’Italia e compagnia (nel senso che ci sto contro culturalmente e fisicamente). Sto contro di loro perché sono un libertario. Sto contro di loro perché la Sardegna è la mia patria, non la loro, e non voglio che venga consegnata ai loro proconsoli.
Leggetela: fa bene all’anima.
Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore
e i cui pastori sono guide cattive
Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi
i cui saggi sono messi a tacere
Pietà per la nazione che non alza la propria voce
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Il dialogo col PSd’Az, con un p.s. per i rinfaccisti impauriti
Elezioni Evidenza Politica

Il dialogo col PSd’Az, con un p.s. per i rinfaccisti impauriti

Oggi L’Unione dà conto di una posizione dialogante del segretario nazionale del PSd’Az Christian Solinas, rispetto alla proposta di primarie nazionali sarde.
Se è vero dialogo, noi come sempre ci siamo.
Se è una frase buttata lì per chiudere con il giornalista, o per prendere tempo, ovviamente non ci siamo.
Solinas parla di accordi programmatici.
Noi parliamo prima di tutto di un grande accordo nazionale (LEGGI)

Primarie
Elezioni Evidenza Politica

Primarie

Noi vogliamo unire i sardi in un’esperienza nazionale. Certo che a noi farebbe molto piacere che alla primarie di fine novembre si candidassero Massimo Zedda o Silvio Lai o Gianfranco Ganau o Renato Soru, insieme a Pier Franco Devias, Gavino Sale, Paolo Mureddu o Anthony Muroni.
Sarebbe bellissimo e molto utile.
Ma ci farebbe piacere che si potesse candidare anche, che so io, Bachisio Bandinu, Salvatore Cubeddu, l’ex rettore di Sassari Attilio Mastino o l’attuale rettrice di Cagliari (…) Voglio dire che le primarie o sono aperte per i sardi o sono inutili per i partiti.
L’adesione è prima di tutto sociale, non politica. (LEGGI)

Abbasanta 23/9: il mio intervento
Evidenza Politica

Abbasanta 23/9: il mio intervento

Il numero, l’unità, però, contano se li si sa usare, se li si vuole usare. Noi oggi abbiamo gli occhi di tutti addosso. Tutti si chiedono che cosa realmente vogliamo fare. Tutti si chiedono se abbiamo il coraggio di farlo. Oggi non solo i giovani chiedono un cambiamento radicale della Sardegna. Oggi sono i pensionati a dire che così non si può andare avanti. Oggi sono gli imprenditori che ti dicono che così non si può andare avanti. Chi vuole aprire un’attività artigiana, solo per il fatto di aprirla spende 17.000 euro. Serve un cambiamento radicale. Eppure anche noi non riusciamo a fire il nome vero, perché ne abbiamo paura. Non riusciamo a dire rivoluzione. Perché i sardi sono stati messi in prigione e impiccati per nopn una, molte rivoluzioni. E allora in primo luogo togliamoci la paura. (…)
Noi dobbiamo ripetere:
La Sardegna è la nostra ragione. Facciamola diventare una realtà europea. (LEGGI)

Abbasanta 23/9 ore 10: Orgogliosi di dire da soli che la sanità va male
Evidenza Politica Sanità

Abbasanta 23/9 ore 10: Orgogliosi di dire da soli che la sanità va male

Ieri il centrodestra e il centrosinistra si sono alleati per salvare l’attuale sistema sanitario. Hanno svelato la loro complicità al ribasso. Noi, additati dalla Lega e da Fratelli d’Italia come avversari, siamo orgogliosi di vederli schierati a fianco dell’assessore Arru. Noi siamo dall’altra parte. Noi siamo tra quelli che licenzieranno il sistema Moirano, che è un vero sistema di potere ramificato (non quello ideologico ipotizzato da tre anni a nostro carico da settori ben determinati degli apparati dello Stato e che stanno aspettando il clima elettorale per mandarci il consueto e atteso avviso di garanzia) che vogliamo smontare integralmente. Giudicheranno gli elettori. A Ottana qualcuno ha gridato: “Rivoluzione”. Ad Abbasanta non lo griderà nessuno perché è già in atto.
Noi possiamo dire che se vinceremo le elezioni in sanità sarà una rivoluzione mai vista. Nessuno di loro può dirlo più. (LEGGI)

Verso Tramatza 23/9: sanità: valdostani sì, sardi no. Subordinati no, liberi sì
Evidenza Politica Sanità

Verso Tramatza 23/9: sanità: valdostani sì, sardi no. Subordinati no, liberi sì

Quinto punto: la cosa più bella in questa vicenda è il silenzio sulla sentenza della Corte Costituzionale 125 del 2015, più volte indicata da Augusto Cherchi alla Giunta, che stabilisce che per la Val d’Aosta, la quale si paga interamente la sanità come la Sardegna, lo Stato non è legittimato ad imporle disposizioni di contenimento della spesa o di riduzione e organizzazione dei posti letto. (…) Dopo tutto questo, dopo le superbissime spallucce, il dileggio nelle aule consiliari, dopo tre anni di muro di gomma e potere esasperato che ha portato una lobby medico-politica a occupare ogni spazio, dopo aver subito aggressioni politiche, tecniche sofisticate di delegittimazione e inafferrabili venti calunniosi, veniamo chiamati alla resistenza pseudo-autonomistica contro il Ministero? Ridicolo. Noi siamo già resistenti. La Giunta dimostri di esserlo diventata cominciando ad ammettere qualche errore e assumendo decisioni conseguenti. (LEGGI)

Verso Tramatza 23/9: centodieci tasse, due secoli di persecuzione del Nord e adesso siamo anche colpevoli. Il grafico del potere italiano
Evidenza Fisco Politica

Verso Tramatza 23/9: centodieci tasse, due secoli di persecuzione del Nord e adesso siamo anche colpevoli. Il grafico del potere italiano

In Italia negli ultimi vent’anni le tasse sono aumentate del 65%. In valore assoluto il dato è di 198 miliardi di aumento in vent’anni. In Sardegna nel decennio 2004-2014, il tasso di povertà relativa è aumentato del 6,9%. Anche i ciechi capirebbero che la causa principale della povertà in Sardegna è il prelievo ingiusto della ricchezza necessaria a combatterla. (…) Guardate questo grafico: quanti presidenti del Consiglio dei ministri provenivano dal Nord Italia nel Regno d’Italia? E quanti nella Repubblica italiana?
Quando noi diciamo alla Destra e alla Sinistra sarde che occorre convergere in un terreno comune, che occorre una tregua interna per mettere a posto le istituzioni sarde e dotarle di veri poteri, possibile che non se ne colga l’urgenza? O si pensa che vincendo di un voto in più si abbia poi la forza di unire la Sardegna per avere la forza necessaria per un cambiamento di orizzonte così forte come è necessario realizzare? Lo ripeto da anni: la competizione tra le elite sarde è la causa della debolezza della Sardegna nel mondo. Siamo troppo pochi per dividerci e abbiamo più ragioni per unirci che per distinguerci. (LEGGI)