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Il mio intervento al Primo Congresso Nazionale del Partito dei Sardi
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Il mio intervento al Primo Congresso Nazionale del Partito dei Sardi

Spero vivamente che fra non troppo tempo, qualcuno possa proclamare aperta l’Assemblea nazionale dei Sardi, possa rappresentare pienamente e senza limitazioni la Sardegna. Noi sentiamo il fascino e la responsabilità storica di questo obiettivo e ne sentiamo intimamente la grandezza.

Noi siamo affascinati dalla grandezza e dall’infinito perché vi riconosciamo tracce della nostra identità più profonda.
Quello di oggi è un congresso che si distingue per questa vocazione alla grandezza delle idee e alla disciplina che è necessaria per realizzarle.
Non un Congresso di sola amministrazione, di problemi e di soluzioni, ma di idee, di significati, di senso.

Di seguito una galleria di foto.
La maggior parte sono di Beatrice Mura.

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Non è solo una testata
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Non è solo una testata

Non è stata solo una testata.
È stato lo squillo di tromba di un clima che è tornato.
Un clima di botte, di nervosismi, di intolleranze.
C’è un nesso tra la galera in Catalogna per i nostri colleghi e la testata a Ostia ed è il consenso.
Molti sono d’accordo con la galera spagnola.
Molti sono convinti che la testata data la giornalista della Rai fosse giusta.
Il clima nelle strade e nei rapporti interpersonali è molto più aggressivo di prima.
(…) Rabbia e bisogno, questa è la miscela esplosiva che sta devastando anche la società sarda.
E la proposta politica che viene veicolata per risolverla è portare al governo la rabbia. Non dunque portare al governo la soluzione dei problemi, ma la rappresentazione della rabbia, l’individuazione di qualcuno cui farla pagare e la repressione del nemico individuato.
Altro che i confini, spesso tanto canonici quanto fittizi della Destra e della Sinistra italiane!
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A proposito di Italia, di indipendenza e di Catalogna. Con un PS per Moirano
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A proposito di Italia, di indipendenza e di Catalogna. Con un PS per Moirano

I più importanti quotidiani italiani, La Repubblica e Il Corriere, hanno trattato la notizia della repressione messa in atto dallo Stato e dal Governo spagnoli rispetto all’imminente celebrazione del referendum per l’indipendenza della Catalogna, in modo più evidente dei quotidiani francesi e inglesi (non parliamo di quelli tedeschi, alle prese con i sondaggi che indicano una forte ripresa dei partiti neonazisti, razzisti, negazionisti e fautori di tutti gli ‘isti’ che l’animo umano può generare. L’approccio è di sospetto e di paura e sebbene non lo si dica apertamente , si nota una simpatia temperata per le scelte del governo spagnolo.

La verità sulle vacche e sulla sanità
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La verità sulle vacche e sulla sanità

In Sardegna non si riesce a dire la verità perché si tramuta l’errore in colpa, perché si è orgogliosi fino alla menzogna, perché si bada più a se stessi che al dovere di servizio verso la società. Per cui oggi, qui, diciamo la verità non per sbeffeggiare o accusare qualcuno, ma semplicemente perché senza verità non c’è vero rimedio.
Primo punto: è sommamente ingiusto che per la siccità si siano indennizzati (con una legge che, a nostro avviso, produrrà delle grane non banali a chi la userà e attuerà) i proprietari di pecore e non le imprese agricole complessivamente intese. Anche le vacche, i cavalli, gli asini e i maiali bevonio e mangiano…

Le intercettazioni: può capitare anche a voi di andare in galera
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Le intercettazioni: può capitare anche a voi di andare in galera

Tra i politici sardi e i giornalisti, pochissimi si interessano di giustizia giusta, di processi giusti, di diritto alla privacy, di carceri e di libertà. I politici perché hanno paura di alcuni magistrati (ma un politico che guida il popolo e ha paura è un povero coniglio – con i suddetti magistrati – mannaro – con i cittadini – di cui non mancano autorevoli esempi in vita) e i giornalisti perché stanno con i magistrati che sono, ai loro occhi, coloro che denudano il potere e consentono loro di raccontarlo. (…) Questa pensata del Ministero di evitare la trascrizione integrale della intercettazioni e di sostituirle con una sintesi è una pessima pensata.