Eravamo un popolo di produttori e ci hanno trasformato in un popolo di consumatori.
Prima facevamo il torrone con le nocciole, adesso importiamo tutto. Dobbiamo invertire questa tendenza, dobbiamo riprenderci il sapere che prima ci guidava perché sapevamo fare le cose.
Imparando a saper fare le cose, impariamo anche a comprarle e ci emancipiamo da una subordinazione commerciale che oggi ci porta via denaro.
Ritornare a produrre, dare valore ai prodotti della nostra terra, mangiare sardo, significa aumentare il nostro PIL, creare occasioni di sviluppo e generare nuova occupazione.
Il 24 febbraio non lasciarti incantare dalle sirene italiane.
Vota bene, vota sardo.
(LEGGI E GUARDA IL VIDEO)

Ieri il Sole 24 ore ha pubblicato un’indagine di Unioncamere sul commercio on line nelle province della Repubblica italiana. Leggetela.
Nelle prime 11 province ve ne sono due sarde: Cagliari all’8 posto e Nuoro all’11.
A Cagliari 47 persone su 100 comprano on line in tuti i settori, esclusi credito, giochi e turismo.
Sassari è al 99esimo posto su 106 e Oristano all’86esimo.
Sta accadendo la terza rivoluzione nel commercio che porterà alla crisi dei grandi centri commerciali e della Gdo (Grande Distribuzione Organizzata).