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Italia: debiti, schedature e imbrogli
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Italia: debiti, schedature e imbrogli

Noto che sin dalle prime dichiarazioni dei partiti che compongono la maggioranza di governo in Sardegna, si vede il prevalere della solita impostazione dell’omogeneità politica del governo sardo col governo italiano, un’omogeneità che dovrebbe portare vantaggi. Bisogna però aver ben chiaro che cosa sia l’Italia.
Primo punto: il governo delle emozioni (…)
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Esser volpini per non essere schiavi. Attenzione: Facebook ci vende
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Esser volpini per non essere schiavi. Attenzione: Facebook ci vende

Se le elezioni sono un’occasione per fare carriera o per avere uno stipendio, non servono a nulla, non cambiano nulla. Oggi siamo dominati da riedizioni di Paliaccio e Pitzolo. (…) Facebook vende i nostri dati, è risaputo. Bisogna recuperare forme di comunicazione clandestina molto arcaiche: il passa parola, la parola direttamente pronunciata tra noi, la visita domiciliare reciproca, il tono di voce basso. Divenire una star di Facebook equivale a stare nudi in piazza. Consentire a Google di individuarci costantemente, significa divenire facili bersagli. Sarò ossessionato per essere stato spiato per anni grazie alle maldicenze di azzimati progressisti invidiosi e sempre desiderosi di tintinnio di manette, ma sono convinto che una parte della liberazione sociale di sé passi per una nuova coscienza delle nuove forme di subordinazione prodotte dalla tecnologia. (La volpe è sarda e la foto è di Lorenzo Rivella) (LEGGI)

Spiati dal governo sulle spese immorali e osservati mentre si vota
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Spiati dal governo sulle spese immorali e osservati mentre si vota

Hanno iniziato con la card del reddito di cittadinanza. Di Maio ha tuonato: “Il reddito di cittadinanza sarà erogato su una carta che garantisce tracciabilità. Così si impedisce l’evasione e le spese immorali”. (…) Chi decide che cosa è immorale? Ovviamente lo Stato del Bene Assoluto. (…) Adesso è passato alla Camera dei deputati un progetto di legge per le cabine elettorali trasparenti, in modo che si possa essere osservati mentre si vota. (LEGGI)

Cinque Stelle: perché volete permettere di spiare il popolo?
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Cinque Stelle: perché volete permettere di spiare il popolo?

Oggi pongo delle domande al Movimento Cinque Stelle.
Nei loro “venti punti”, al di là del fatto che non vi è un solo punto che riguardi gli interessi nazionali della Sardegna (trasporti, insularità, fisco, servizi e denatalità ecc.) ve ne sono due che riguardano i temi della “giustizia giusta” che pongono problemi molto seri per la libertà dei cittadini (….)
Racconto un episodio occorso in un processo. Nelle carte depositate, un funzionario di PG, dando conto di un’intercettazione, identifica tutti i partecipanti, poi dichiara che interviene nella discussione un Assessore di un comune isolano e poi scrive che non è stato possibile identificarlo. Credibile? No. Evidentemente (LEGGI)

La democrazia digitale diretta: fine della segretezza del voto
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La democrazia digitale diretta: fine della segretezza del voto

Il 21 dicembre il Garante della Privacy ha emesso questo provvedimento relativo ai siti del Movimento 5 Stelle. Precisato che il provvedimento parte dalla violazione da parte di hacker dei siti del Movimento e quindi si muove per tutelare i dati delle persone che avevano aderito alla piattaforma del Movimento, ciò che a noi più interessa è che l’indagine ha rivelato un fatto che anche intuitivamente poteva essere comunque già immaginato: la conoscenza da parte del gestore delle opzioni di voto degli iscritti espresse durante le consultazioni promosse in rete. Questo il testo della parte rilevante della sentenza: (CONTINUA)

Belle senz’anima. Le elezioni e la carta di credito.
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Belle senz’anima. Le elezioni e la carta di credito.

Ho fatto questa domanda a 20 persone nello scorso fine settimana: «Pensi che le prossime elezioni politiche ti riguardino in qualche modo?» 16 risposte negative, 4 positive. (…) I giornali dei giorni scorsi hanno esaltato come grande risultato di civiltà il fatto che in Svezia a breve non si faranno più pagamenti in contanti. Tutti a gioire, tutti a dire che noi invece paghiamo ancora in contanti perché siamo imbroglioni.
Pochi hanno riflettuto sul fatto che se tutto, ma proprio tutto, ogni nostra scelta assume una traccia digitale, tutto, anche la nostra intimità, diventa esplicita a chi gestisce le reti o può accedervi con più potere degli altri.
Ma a questo punto insorgerebbe il solito giustizialista: «Se poni questi problemi, hai qualcosa da nascondere. Non sai che gli scambi in contanti sono tipici del mondo malavitoso? Se non fai niente di male, non devi aver nulla da temere».
Invece io voglio avere più di una cosa da nascondere allo Stato, alle macchine, ai sistemi, ai curiosi e al mondo: la mia più segreta identità, i miei gusti, le mie predilezioni, le mie debolezza, le mie scelte, i miei affetti, i miei luoghi e anche i miei risparmi, dei quali lo Stato, assolto il sacrosanto dovere di pagare le tasse, non ha alcun diritto di interessarsi.
Le carte di credito sono le spie dell’intimità delle persone, ma chi non è più educato alla libertà non lo sa. (CONTINUA)

Io, Gandhi e la giustizia italiana
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Io, Gandhi e la giustizia italiana

Oggi L’Unione Sarda ce la fa. A pagina 8 (cioè non nella pagina della cronaca locale, ma nella pagina regionale) dà notizia di un’indagine in corso della procura di Oristano che ha portato alla perquisizione dell’ufficio di un indagato. Il reato ipotizzato è il voto di scambio, realizzato, secondo il giornale e secondo gli inquirenti, nella forma ‘posti di lavoro’ in cambio di voti. Tale indagato è stato candidato nella liste del Partito dei Sardi e il giornalista immediatamente ricorda che il Partito dei Sardi è guidato da Paolo Maninchedda e vi milita anche il sindaco di Macomer Antonio Succu, primario del reparto in cui lavora l’indagato. A scanso di equivoci, è verissimo che io guido politicamente il Partito dei Sardi, ma è ancora più certo che non mi occupo né mi sono occupato di concorsi.