Politica, Stato sardo

Con i cinesi e con chiunque, statisti non camerieri

Se io da assessore ai Lavori Pubblici avessi incontrato dei portatori di interesse e li avessi accompagnati a vedere luoghi e opere, per esempio i porti, prima dell’aver pubblicato una chiara manifestazione d’interesse che chiarisse per tutti le intenzioni della Regione, credo che mi sarei seriamente trovato di fronte a problemi con l’autorità giudiziaria, e a ragione.
Prima le regole, poi la competizione tra gli interessi legittimi.
Che cosa intende fare la Regione Sardegna con il suo vastissimo e bellissimo patrimonio insistente su aree demaniali?
Che cosa intende fare con i suoi porti?
Io sono per regole pubbliche, controlli pubblici e gestioni private controllate.
Se si è su questa linea, allora prima si adotta un atto di pianificazione, poi si fanno i progetti di massima, infine si fanno i bandi. Questo significa essere uno Stato, non avere atteggiamenti servili verso chi dispone di grandi ricchezze, proteggere e valorizzare il patrimonio pubblico.
Ogni tanto rivedo, soprattutto sui media, riemergere questa vocazione al camerierismo che mi lascia molto perplesso.