Perse le politiche, perse le regionali, perse Cagliari e Alghero, persa Sassari. Il modello ‘egemonia Pd + collateralismo delle altre forze’ è stato nuovamente sanzionato. (…) Campus è a Sassari la vendetta della questione morale sul centrodestra.
Reggerà?
Si vedrà dai primi e dai secondi passi.
A Sassari, infatti, non c’è solo da evitare il sacco della città da parte di interessi privati di tipo parassitario…
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Ieri, Il Corriere della Sera e La Stampa hanno dato conto di un provvedimento del Gip di Reggio Emilia, su richiesta della Procura, che ha colpito assistenti sociali di alcuni comuni del Nord Italia, nonché una Onlus specializzata nel riconoscimento e nel contrasto agli abusi su minori, accusati di aver artificiosamente costruito i presupposti per l’allontanamento di decine di minori dal nucleo familiare d’origine e il loro affidamento ad altre famiglie. (…)
Il giudice dovrebbe collocarsi sempre oltre e sopra il mondo degli assistenti sociali, dei consulenti, delle convinzioni radicate, delle interpretazioni consolidate, e dovrebbe invece sempre riuscire a guardare autenticamente dentro i nuclei familiari, anche quando costa una fatica immane, per distinguere le situazioni difficili da quelle insostenibili e scegliere per il meglio del minore e non per il meglio delle convinzioni di chi se ne occupa…
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Mater Olbia: dentro i secondi?

Fatto è che, scendendo per li rami, ma pur sempre scendendo, poi si è aperta la strada, diversa da quella originaria, di creare una buona clinica privata ma non un polo di eccellenza internazionale. Rideterminato in questo modo il profilo, sono cominciate le prime chiamate dei vertici dei reparti.
In chirurgia che succede?
Succede che si è preso un chirurgo del Brotzu, stimato e apprezzato a Cagliari nella struttura pubblica, e lo si è reclutato per il Mater Olbia. Per i sardi, cambia solo il luogo dove andare a farsi operare, ma per il sistema sanitario della Sardegna il saldo è a zero.
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Ieri, per l’ennesima volta, il Pd ha affermato che la Lega è un rischio per la democrazia. Lo diceva di Berlusconi. Prima ancora lo dicevano i comunisti dei democristiani, che erano sempre, per i più schematici, post-fascisti. E così l’Italia ripiomba nei suoi feroci schematismi. Ieri un professore di scuola media di Bologna è stato festeggiato, nel giorno della sua collocazione in pensione, dai suoi alunni, che gli hanno cantato e dedicato Come neve di Giorgia e, in particolare, i versi che recitano: Perché quello che sono l’ho imparato da te, tu che sei la risposta senza chiedere niente.
Il professore ha baciato tutti gli alunni. Il concetto chiave è: “Senza chiedere niente”. (LEGGI)

Dopo di che l’assessora, afferma a chiare lettere: “l’indirizzo politico sono io”. Giusto. Ma chi lo ha messo in dubbio? Il Capo di Gabinetto? Ma davvero? E dunque siamo a uno scontro formale sul modo di intendere il potere? E si usa, per litigare su aspetti così importanti, la carta e la penna e ci si bisticcia in pubblico per stabilire definitivamente chi dorma sopra e chi sotto nel letto a castello? Auguri! Un ottimo inizio. (LEGGI)

L’Unione Europea, ottenuto il risultato, attraverso il Presidente della Regione (che ha agito in nome di un’istruttoria che non si capisce chi possa aver predisposto, vista la posizione della Regione riportata nel verbale ministeriale del 14 marzo), di far cadere la continuità aerea Pigliaru-Careddu, fa finta di non sapere come si voli in Sardegna, e cioè con due continuità territoriali di cui una (Alghero – Cagliari) finanzia anche i non residenti e l’altra (Olbia) no? Il tema è chiedersi: perché Ryanair ha avuto tanta paura della continuità Pigliaru-Careddu? Ho fatto una tabellina di confronto tra le due.
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Ieri i rappresentanti di Cgil (Canalis), Cisl (Canu) e Uil (Fiori) hanno chiesto i documenti che la legge prevede siano pubblici e che l’Università di Sassari non pubblica. Il muro di opacità e di silenzio che circonda l’attività amministrativa dell’Ateneo Turritano è stato squarciato da tre uomini liberi, non da tre uomini forti. Sassari ha parlamentari, consiglieri regionali, avvocati e giudici. Nessuno ha sentito il dovere di chiedere: “Perché? Perché voi non pubblicate nulla e il resto del mondo tutto?”. Che cosa farà La Nuova Sardegna, l’organo di informazione di Sassari? Ma ovviamente farà un intelligentissimo titolo che punterà a non dire nulla e a unire la città: Forza Dinamo!
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La Gallura, con la massima rappresentanza nella Giunta regionale mai raggiunta nella storia dell’autonomia, vede varare sotto i suoi occhi premiati dal lustro e dal legittimo potere, la peggiore norma di continuità territoriale che la Gallura avrebbe mai potuto immaginare. Eppure, nessuno se ne accorge per la poca abitudine a guardare in faccia la verità. (LEGGI)

Non ci vuole la laurea (stiamo parlando di lauree vere, lauree sudate, non quelle nebulose che costringono agli accessi civici per essere verificate) per capire che cosa sta succedendo dopo la rivoluzione elettorale del latte, pilotata da tante manine occulte nel febbraio 2019.
Intanto i pastori, quelli con gli occhi aperti, stanno toccando con mano che (…). Ma la cosa che mi ha fatto più male è un’altra. L’altro giorno sono andato al mercato e ho trovato un nuovo prodotto: il Gran pecorino (che però potevano chiamare anche Gran fantasia, per l’assoluta assenza di creatività nel nome)… (LEGGI)

Ieri ho avuto il privilegio di essere l’unico spettatore della deposizione, durante un processo in corso a Cagliari, dell’ex ministro degli esteri del Governo Monti, Giulio Terzi di Sant’Agata. Ciò che più mi ha colpito è stato il riferimento alle sue dimissioni. Egli ne ha dato una versione diversa da quella fornita in Parlamento (…)
La memoria è una cosa seria. Mazzini diceva che chi combatte per la libertà ha il sonno del leone perché ha memoria. Noi sardi non siamo leoni, ma ci ricordiamo tutto quello che dicono gli italiani. A volte, più di loro. (LEGGI)

Europa, indipendenza e Sardegna

L’Europa e le elezioni europee richiedono dei presupposti informativi e culturali minimi per essere capite e partecipate. Non possiamo non chiederci quanti sardi dispongano delle informazioni e delle competenze minime per partecipare consapevolmente alle elezioni di oggi. (…) La verità ci rende liberi davvero, ma la verità è una grandissima fatica che non tutti vogliamo sopportare. (LEGGI)

Dopo giorni di dibattiti e discussioni (l’ultima ieri a Sassari), lentamente, man mano che la gente prende coraggio in un clima che definire inutilmente omertoso è dire poco, il quadro censurato dalla stampa sarda, in particolare dalla Nuova Sardegna, comincia a chiarirsi.
Cominciamo con il caso Solinas.
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