Energia: ignobili propagande

All’inizio della legislatura, e per tutto il 2020, il giornalone turritano a caccia di lettori (e di acquirenti) ha dichiarato come imminente il tubone del gas, ricordate? Poi il gas si è volatilizzato, come era ampiamente prevedibile, ma un direttore che si rispetti e che non faccia solo sondaggi sbagliati di una volta e mezzo divulgati dieci giorni prima del voto, trova soluzioni. Ora il must della Nuova è la transizione green. (…) La verità è che la transizione ecologica in Sardegna porterà decine di migliaia di disoccupati perché la Giunta Solinas non si è preparata alla chiusura delle centrali termoelettriche e perché tutte le Giunte si sono fatte incantare dalle sirene di Enel e Terna, grandi nemici della Sardegna (…)

Un approfondimento su tale riflessione fa emergere che un’eccellenza tutta sarda è il suo sistema di gestione integrato delle acque che è caratterizzato da una serie di bacini e di centrali idroelettriche di pompaggio capaci di accumulare significative quantità di energia rinnovabile. Questo in Sardegna c’è e in Sicilia no! La Sardegna, nei disegni dell’Italia e di Terna, ha la sola funzione di ‘proteggere’ le spalle della Sicilia. (…) c’è bisogno di una attenta riflessione sulla transizione energetica e l’acquisizione della consapevolezza del ruolo strategico che le risorse della Sardegna hanno, in modo che l’oro verde di cui si dispone sia prioritariamente utilizzato per salvaguardare, generare e valorizzare il lavoro dei sardi (…)

Da Ecobonus a Ecofurbus

È accaduto che i decreti attuativi siano stati approvati dal Mise ad agosto. La gente comincia a studiarli e a prepararsi.
Le banche drizzano molto le antenne, perché tirano fuori la solita misura un po’ fottipopolo, del tipo: io banca do a te privato un mutuo per la ristrutturazione della casa, più o meno di pari importo al valore (…)

L’Unione Europea fissa il phase out dal carbone nel 2025. Solinas vince le elezioni nel 2019 e parla di imminente apertura dei cantieri per il tubo del gas.
Viene meno la capacità di capire che l’energia è visione.
Se il fabbisogno energetico della Sardegna è soddisfatto da un cavo, non vi è bisogno di centrali che vadano a carbone o a gas.
Se in Sardegna non vi sono più centrali, non vi è la domanda di gas sufficiente a sostenere l’investimento del tubo.
Terna comincia a correre per il secondo cavo, Solinas non capisce.
Non solo. Mentre la Regione si lancia in sproloqui sull’analisi costi-benefici del tubone (…)

Gas, petto in fuori e cervello in dentro

Ma, per curiosità, si è accorto il Pd di essere all’opposizione di una Giunta che, in questa situazione eufemisticamente definibile ‘interlocutoria’ col Governo, aveva annunciato l’apertura dei cantieri nella primavera 2020? Risulta all’opposizione che quando la maggioranza dice balle l’opposizione debba farlo notare e non soccorrerla? Ma cosa sono maggioranza e opposizione, suvvia! Francia o Spagna purché se magna, questa è la loro politica, e il gas ha tante pietanze, briciole e commensali […]

Gas in Sardegna: triste non capir niente

Dopo questa bella parata di fuochi di artificio, succedanea a due o tre interviste estive apparse a tutta pagina sul quotidiano d’appoggio esaltanti e esaltate per il tubone del gas, arriva, il 27 dicembre, questa delibera dell’Arera che è una doccia fredda solo per chi o non capisce o non vuol capire.

Apprendiamo dunque dalla Grande Stampa Sarda (quella che senza batter ciglio perde ogni anno migliaia di copie) che chi è contro la dorsale del metano è nientemeno un nemico dello sviluppo dell’Isola (con la “i” maiuscola). I contrari alla Grande Opera Che Salverà La Sardegna fanno infatti “propaganda”. Anzi, “gazzosa”, come diciamo a Cagliari. Fa […]

Gas oggi come petrolio ai tempi di Rovelli

Si sta discutendo della dorsale del gas come ai tempi della Rinascita si discusse della Petrolchimica. Ai sardi pelliti si propone il solito dilemma coloniale: «Uovo oggi o gallina domani?».
Sono felice che in tanti oggi ripetano ciò che meno di un anno fa dicevo da solo e cioè che se si parte dalle tasche dei sardi, cioè dalle tariffe, non si va verso la dorsale, ma verso i depositi costieri e l’elaborazione di una tariffa ponderata. Mi fa piacere, sebbene confermi che in Sardegna si riesce a dare ragione solo ai morti.

Sono stati diffusi i dati delle vendite dei quotidiani nel mese di maggio. La Nuova Sardegna perde in un anno (maggio 2018-maggio 2019) 3215 copie, pari al 10,5%. Se confrontiamo il dato con l’anno maggio 2017-maggio 2018 abbiamo che La Nuova allora perdeva il 4,5% (1371 copie all’anno). Un giornale in queste condizioni ha ospitato qualche tempo fa un editoriale di un noto accademico che affermava che chi era contro la dorsale del gas “ha un disturbo mentale”…
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Lega russa, stagno sardo

La Lega sperimenta che cosa vuol dire fare un giro di valzer con i russi, il Consiglio regionale sperimenta che cosa significa la sua ambizione ad assomigliare sempre più non all’uomo della strada, ma all’uomo del bar dello sport. (…) Per la prima volta una clinica privata, il Mater Olbia, viene finanziata non per i posti letto accreditati (60) ma per l’intero ammontare dei posti accreditabili (202). Non solo. La norma della copertura finanziaria è un capolavoro di follia.
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Sto dicendo che la Sardegna non può non pensare ai propri porti e aeroporti in modo strategico, non può non pensare al suo approvvigionamento energetico sostenibile senza avere una politica delle connessioni; non può pensare a porti, aeroporti e energia senza porsi il problema dei poteri per governare questi processi. Nel Golfo Persico è in atto una mezza guerra… (LEGGI)

Eccovi qui l’elenco delle imprese di energie rinnovabili con sede in Trentino e produzione in Sardegna. Di queste, solo una, a quel che so io, ha pagato l’Irap in Sardegna pro quota. L’Agenzia delle Entrate Italiana subordina l’Agenzia delle Entrate Sarda. (…) Ecco cosa significa non dar troppo peso agli studi: non capire i momenti decisivi, non intuire gli incroci strategici, esattamente come avvenuto il 26 marzo col varo delle due continuità territoriali, una assistita, a Cagliari e a Alghero, l’altra no, a Olbia. Prosit!
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