No ministro, il problema è l’Anas

Guai a dare nuove funzioni all’Anas.
I sardi devono cacciare l’Anas dall’isola, questo è un vero orizzonte strategico.
I sardi hanno bisogno di essere rappresentati in modo competitivo. Non si deve accettare di raccontare di nuovo la storia a ogni nuovo interlocutore e per di più di raccontarla a pezzi, oggi per le compagnie aeree, domani per i porti e gli aeroporti, dopodomani per l’idrogeologico e le ciclabili (grandi pianificazioni che dovevano tradursi in diffusi bandi di progettazione per i sardi…), e dopodomani ancora per le strade e le ferrovie e magari seguendo pedissequamente alcune impostazioni italiane e smontando l’Arst che invece deve rimanere un’azienda di stato sarda. (LEGGI)

Entrate, Anas, don Mariani e immigrati

Ieri si è consumata una nostra vittoria: l’Agenzia delle Entrate Sarda è legittima, a differenza di ciò che aveva sostenuto il Governo italiano. Questa legge è il risultato dell’impegno del Partito dei Sardi e conferma che tra i due modelli confrontatisi in questa legislatura, il nostro, che teorizza e pratica la competizione regolata col Governo italiano, e quello della Giunta regionale, fondato sulla fiducia nel Governo italiano, il secondo ha prodotto cocenti delusioni, il primo ha formato classe dirigente e costruito risultati. (…) ANAS – Lo vedremo anche nei confronti dell’Anas e dell’Enel. Sarà un caso, ma da quando ho abbandonato il ruolo di Assessore ai Lavori Pubblici ed stato messo il silenziatore ai rapporti con Anas, la Sassari-Olbia è ferma, le imprese non vengono pagate, si è fermata la SS 125, continua lo schifo della SS 195, le centinaia di milioni che stanno sulle strade statali e provinciali della Gallura sono bloccati e inerti, si sono impiegati 7 mesi a fare 4 chilometri di asfalto a Campeda, (…) Don Mariani – Oggi L’Unione dà la notizia di un editoriale di don Francesco Mariani sul settimanale diocesano L’Ortobene che sta facendo scalpore. Intanto bisogna andare alla fonte: questo è l’articolo di Francesco. (CONTINUA)

Gira voce che importanti esponenti del Governo italiano, forse lo stesso premier Gentiloni, saranno presenti alla 48esima settimana sociale della Conferenza Episcopale Italiana che si aprirà domani a Cagliari.
Se così dovesse essere, sarebbe opportuno che la Giunta esigesse di essere la prima destinataria della visita e non la seconda e parlasse col Governo di alcune questioni: Agenzia delle Entrate e ritiro del ricorso, poteri straordinari per rimettere a posto La Maddalena, trasferimento in Sardegna del controllo del portafoglio Anas (che vale 2 miliardi e rotti), chiusura della vertenza con l’Enel sulle centrali Tirso 1 e Tirso 2, restituzione degli accantonamenti, ecc. ecc.
(…)(Domani dirò di chi è questa foto presa nell’ambiente acquatico del Liscia, oggi godetevela)

Banche. Le banche si ritirano da Barcellona e l’Unione Europea non dà alcuna copertura alla volontà della Catalogna di istituirsi in Stato indipendente.
Tutto come da copione. Le banche, grandi beneficiari-interpreti dell’interconnessione globalizzata, censurano ogni tentativo con in quale si tenta di trasformare le piccole realtà da consumatori-spettatori della globalizzazione a interpreti-regolatori. (…)