Stato sardo

Il bruco ha mangiato i nostri boschi, i soldi arrivano sempre tardi
Agricoltura Ambiente Costituzione Economia Politica Stato sardo

Il bruco ha mangiato i nostri boschi, i soldi arrivano sempre tardi

di Paolo Maninchedda
Già l’anno scorso il Partito dei Sardi denunciò in Consiglio regionale l’urgenza di un intervento per difendere i boschi di querce e di lecci della Sardegna da un lepidottero defogliatore, la Lymantria dispar. La Giunta stanziò a favore dell’Agenzia Agris 800 mila euro, di cui si è persa notizia. Quest’anno Pier Mario Manca è tornato alla carica in modo più insistente e abbiamo ottenuto lo stanziamento di 600 mila euro che pareva adeguato ai 32 mila ettari che risultavano colpiti.
Fatto è che la finanziaria 2017 è stata approvata il 13 aprile, quando ormai era già finito il periodo in cui sarebbe stato utile intervenire per eliminare le larve.
Adesso ci troviamo di fronte a due eventi, la siccità, che non dipende da noi, e l’invasione dei lepidotteri defogliatori, che potevamo combattere bene sin dall’anno scorso, e che non abbiamo combattuto, nonostante stia colpendo duramente il nostro patrimonio boschivo.
Guardate queste foto e proviamo insieme una giusta pena che ci porti a reagire, a combattere. (CONTINUA)

G7: un vertice ignorato che poteva essere svolto anche su una portaerei e non sarebbe cambiato nulla. La liturgia del possesso che dovrebbe far riflettere i sardi
Informazione Infrastrutture Politica Stato sardo Trasporti

G7: un vertice ignorato che poteva essere svolto anche su una portaerei e non sarebbe cambiato nulla.
La liturgia del possesso che dovrebbe far riflettere i sardi

di Paolo Maninchedda

Ieri, per tutto il giorno, i siti dei principali organi di informazione hanno bellamente ignorato il G7 trasporti in corso a Cagliari.
L’Unione e La Nuova hanno sempre messo in Home page fatti di cronaca: un accoltellamento a Lula e un professore di Sassari che affittava appartamenti alle prostitute rumene. Anche la conferenza stampa dei tre presidenti delle isole occidentali del Mediterraneo (Pigliaru, Simeoni e Armengol) non è riuscita a ottenere rilievo nei siti di informazione e bisogna sempre ricordarsi che ormai il 53% dei Sardi si informa in rete, non parliamo del resto della popolazione mondiale.
Un vertice largamente ignorato, forse perché non percepito come realmente incidente sui diritti e sulle attese dei cittadini, una sorta di liturgia di riconoscimento reciproco tra potenti in ultima analisi non efficace sulla realtà, tanto meno sulla realtà sarda.
I fatti sono sicuramente diversi da come appaiono: (…)
Ieri, a ricevere le delegazioni nella sede della prefettura c’era il ministro italiano Delrio. Mi ha fatto impressione. Il protocollo dello Stato italiano non contempla che in terra sarda il presidente dei sardi abbia rango di rappresentanza internazionale. Il padrone di casa era il ministro; il cerimoniale diceva che la Sardegna è casa e in qualche modo anche ‘cosa’ sua. Io penso che questo sia innaturale; i sardi ieri non erano presenti in casa loro, con buona pace di quella gran brava e competente persona che è il ministro Delrio. Piaccia o non piaccia, i simboli parlano e parlano di un potere a noi estraneo.

La Sardegna immobilizzata dalla retorica inconcludente e dalla superficialità dilagante
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La Sardegna immobilizzata dalla retorica inconcludente e dalla superficialità dilagante

di Paolo Maninchedda
Iniziamo dalle strade. L’Anas ieri ha annunciato la fase 2 dell’operazione rebranding della ex Salerno-Reggio Calabria (…) investimenti tecnologici per fare dell’autostrada la smart road italiana: sarà interamente cablata, dotata di hot spot wi-fi ogni 300 metri per dare e ricevere informazioni e creare una connessione unica.
In Sardegna, invece, si combatte per cose meno tecnologiche: asfalti, buche, crolli e ritardi. (…) Cosa serve? Servono poteri prima che risorse; poteri per poter fare noi e non dover chiedere ad altri, per di più spesso distratti quando non imbroglioni.
Se sembra troppo ardita la parola ‘imbroglione’, rivelo una piccola anticipazione di un dossier che sto raccogliendo sulle imprese non sarde che vincono gli appalti in Sardegna. Lo sto raccogliendo per poi pubblicarlo (…)
Nel frattempo due ministri della Repubblica, Carlo Calenda e il vacanziere Gianluca Galletti, hanno sottoposto al dibattito pubblico il documento sul Sistema Energetico Nazionale (SEN). La Sardegna vi ha un posto di assoluto rilievo, si decide sulle sue centrali elettriche, vi si scrive che si vuol fare un nuovo elottrodotto da 1000 MW, ma soprattuto si capisce (pag. 16) che non si crede nella dorsale e che invece si ritiene più percorribile “la metanizzazione della Sardegna tramite Small Scale GNL potrebbe consentire di avviare la fornitura di gas in modo modulare, utilizzando e completando le reti esistenti, avviando al contempo il primo pilota di Sulphur Emission Controlled Area (SECA)per il traffico marittimo nel Mediterraneo”. Nell’allegato 2, poi, la metanizzazione della Sardegna occupa uno spazio rilevante, da p.224 a p. 231. Leggete queste pagine dove viene delineata chiaramente la strategia dei depositi costieri e anche la loro ubicazione (Cagliari, Oristano e Sassari) e poi fatevi la domanda chiave: giuste o sbagliate che siano queste scelte, quanto e dove hanno coinvolto i Sardi?

L’illegalità come forma di lotta politica del Governo italiano
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L’illegalità come forma di lotta politica del Governo italiano

di Paolo Maninchedda
Ieri abbiamo avuto il solito annuncio: il Governo italiano ha impugnato l’ennesima legge finanziaria della Sardegna. (…)
Se tutto questo è noto da tempo, il problema politico oggi in campo non è l’ennesima descrizione di ciò che è avvenuto, ma la decisione su ciò che sta avvenendo ormai da tempo. Intendo dire che la rilevanza politica dell’azione del Governo Gentiloni (perché, ricordiamolo, non è lo Stato che ha impugnato, ma il Governo; lo Stato, semmai, attraverso la Corte Costituzionale deciderà sul conflitto) richiede una decisione, non una spiegazione o peggio una domanda.
Decidere è la parte più difficile per chi rappresenta il popolo e lo governa.
Oggi occorrerebbe decidere, ma io ho il dubbio che si sappia su che cosa decidere. (…) Che cosa sta facendo da anni Roma verso la Sardegna? Dichiara illegittimo ogni suo tentativo di esercitare anche in forme comuni e non eroiche o provocatorie il suo possibile autogoverno.
Non voglio adesso discettare sulla differenza tra illegale (non conforme alla legge) e illegittimo (privo delle condizioni previste dalla legge per essere valido), ma vorrei concentrarmi sul contenuto politico delle due azioni come vengono messe in campo dai due governi: usare il diritto per esercitare l’egemonia politica.

(CONTINUA)

Oristano. Le iniziative elettorali del 9 giugno sono annullate per lutto
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Oristano. Le iniziative elettorali del 9 giugno sono annullate per lutto

Il candidato sindaco Vincenzo Pecoraro e i gruppi della coalizione che lo sostiene si uniscono al cordoglio dei familiari per la triste scomparsa di Giovanni Ledda (noto Checco), candidato nella lista dell’UDC per le elezioni amministrative del prossimo 11 giugno.
In segno di lutto, la coalizione ha deciso di annullare tutte le iniziative elettorali previste per domani, 9 giugno, in Piazza Cova.
La segreteria e gli attivisti del Partito dei Sardi si uniscono al lutto per la scomparsa di Checco Ledda.

Ladri di libertà
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Ladri di libertà

di Paolo Maninchedda
Sulla legge elettorale italiana possiamo fare esercizi di libertà di pensiero.
Primo punto e prima domanda ai parlamentari sardi che stanno votando in queste ore la legge: la Sardegna è un’isola?
La risposta è sì.
Tuttavia si può essere isole in vari modi: in teoria anche un territorio che dista dieci metri dal territorio continentale europeo ed è circondato dal mare è un’isola. Risulta però, ed è bene ribadirlo, che la Sardegna disti dall’Italia circa 200 km.
Quindi, la Sardegna è veramente un’isola ed è anche una tra le isole europee più distanti dalla piattaforma continentale. (…) Fatte queste premesse, e lasciando da parte le amenità rassicuranti che oggi trovate sui giornali sardi sulla libera scelta dell’elettore (ne riparleremo), oggi poniamo una domanda semplice semplice: la soglia di sbarramento per accedere alla ripartizione dei seggi sardi deve essere calcolata sulla base della popolazione e dei votanti sardi o su quella della popolazione e dei votanti della Repubblica italiana?
La ragione dice che lo sbarramento deve avvenire, in un’isola distante dal continente europeo, minoranza linguistica e con una peculiarità demografica evidente, sulla base della popolazione residente e votante nell’isola.
Invece no, lo sbarramento, pari a un milione e mezzo di voti, cioè più dei votanti in Sardegna, è calcolato per la Sardegna sulla popolazione residente e votante nella Repubblica italiana. (CONTINUA)

Si può fare politica e non odiare
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Si può fare politica e non odiare

di Paolo Maninchedda
Ieri sera, verso le 20, mi hanno chiamato dalla redazione della Nuova Sardegna per chiedermi se intendevo replicare alla lettera aperta di Claudia Zuncheddu che oggi L’Unione pubblica integralmente. Ho risposto che non conoscevo il testo e che quindi non potevo replicare. Me lo hanno inviato. Ho risposto come segue, ma non prima di aver notato un fatto. Dopo le dimissioni ho registrato un moto di simpatia da parte della gente che mi ha fatto compagnia. Mi sembra però che dia fastidio a una parte del ceto politico. Quando accadono queste cose, quando succede che i sentimenti diano fastidio, allora significa che c’è qualcosa di profondo che non va. L’Unione, dal canto suo, oggi pubblica il testo della Zuncheddu come apertura di un dibattito nel mondo indipendentista a partire dalle mie dimissioni. Il mio testo non era un’apertura di dibattito e non aveva come contenuto solo il mio modo di vedere la costruzione dell’indipendenza della Sardegna. Inoltre né io né il mio partito abbiamo mai voluto parlare solo col mondo indipendentista, ma con tutti i sardi. Pensiamo che parlare solo tra indipendentisti sia un grave errore politico. Ma se si ritiene di aprire un dibattito con una lettera che per l’80% del suo testo persegue lo scopo di dileggiare un’altra persona, allora si raggiunge un altro risultato: si fraintende la politica. Pazienza, si supererà anche questa. Questo il mio testo, che trovate sulla Nuova.(CONTINUA)

Bisogna dirlo ai Sardi: non siete liberi di scegliere
Elezioni Informazione Politica Stato sardo

Bisogna dirlo ai Sardi: non siete liberi di scegliere

di Paolo Maninchedda
Per capire la nuova legge elettorale italiana bisogna esercitare l’intelligenza per svelare l’imbroglio.
Se una persona non è naturalmente portata all’intrigo, alla scaltrezza e soprattutto al fastidio per la libertà altrui, deve faticare per sperare di capirla. Siccome gli imbrogli e le truffe sono sempre sofisticate e ormai il tempo medio dedicato alla lettura di un testo non supera il minuto, è molto probabile che la nuova legge elettorale italiana verrà approvata senza che alcuno ne capisca bene il meccanismo. L’Italia non è mai stata educata a capire.
Tuttavia, siccome la legge elettorale italiana è pessima per il futuro della Sardegna, sapendo che non verrò letto da molti perché gli argomenti richiedono pazienza, voglio comunque scriverne, come dire, a futura memoria. (CONTINUA)