Le malattie morali dell’Italia. Con una postilla sul partito dei sindaci

3 novembre 2016 07:271 commento
Le malattie morali dell’Italia. Con una postilla sul partito dei sindaci

di Paolo Maninchedda
Non sono pochi quelli che ritengono che la politica sia e debba essere immune da sentimenti, amicizie e affinità personali.
Io non sono tra questi.
Non vi è una sola attività sociale che possa prescindere dalla fiducia, la quale scatta non solo per motivi razionali, ma anche per ragioni affettive, perché si ‘sente’ che l’interlocutore è in buona fede, che è una brava persona, che non ti vuole colpire, che ha a cuore i tuoi stessi obiettivi generali, che ti riconosce e ti apprezza come interlocutore, che è consapevole del bene che riceve da quanti danno più del dovuto.
All’interno di questo perimetro ci stanno anche tutte le dialettiche su problemi specifici che la realtà può proporre. Fuori da questo perimetro sta la bassa insinuazione, la maldicenza, l’attacco tanto più gratuito quanto più disinformato, l’odio di potere.
Personalmente ho da tempo assunto una regola: non litigo né polemizzo con chi scivola nei bassifondi dell’invidia e dell’odio. Un tempo pensavo che occorresse contrastarli, oggi penso che debbano cuocere nel loro brodo. Ovviamente fino ad una certa soglia, oltre la quale non polemizzo, ma denuncio. Sto passando settimane difficili

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Referendum all’italiana: incapaci di produrre ricchezza, producono potere. L’ombra delle radici del fascismo

30 ottobre 2016 08:180 commenti
Referendum all’italiana: incapaci di produrre ricchezza, producono potere. L’ombra delle radici del fascismo

di Paolo Maninchedda
Bisogna dire che, per la piega scandalosamente bugiarda che sta prendendo il dibattito sul referendum, a parlarne dovrebbero essere Jannacci e Gaber, purtroppo scomparsi. Servirebbe la loro intelligente ironia per mostrare quanta rogna stia sotto le facce truccate che promettono radiosi futuri o impellenti catastrofi.
La prima domanda, sempre la stessa, che in politica occorre farsi è: «Chi decide per noi?» La seconda: «Perché?»
Chi sta decidendo di che cosa è opportuno parlare durante la campagna elettorale?
Renzi sostiene che non si deve parlare dell’incapacità italiana di produrre ricchezza e della crisi paurosa delle attività produttive. Dice che si deve parlare dell’abolizione del Senato punto e basta (perché sulle Regioni è più prudente, svicola, non si fa stringere su quella solenne porcheria che è il nuovo art.117; sa di avere la coscienza sporca).
Troppo semplice, troppo facile.

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Per dire la verità

29 ottobre 2016 09:141 commento
Per dire la verità

di Paolo Maninchedda
Ieri a Decimannu ho detto che uno dei compiti di chi governa è assumersi le responsabilità delle cose più difficili ma necessarie. Un uomo di governo, se la situazione è grave, non dice il contrario, semmai la affronta e cerca di risolverla, mettendosi nel suo ruolo di guida, non scansandosi.
Oggi leggo su giornali degni dell’ironia di Leopardi (ma chi lo legge più?) e delle sue magnifiche sorti e progressive, che stiamo tutti bene, manco vivessimo in un ridente stato di grazia.
Mi sento di fare alcune precisazioni.

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Agenzia della sovranità

26 ottobre 2016 06:291 commento
Agenzia della sovranità

di Paolo Maninchedda
Ieri il Consiglio regionale ha approvato la legge istitutiva dell’Agenzia Sarda delle Entrate.
Franciscu dà un bel quadro dei nostri motivi di soddisfazione.
Ci siamo ingoiati un mare di amarezze pur di arrivare qui e abbiamo imparato a pazientare e a convincere, arte tanto più faticosa quanto più si sa di avere ragione. Ci ha fatto bene questo percorso accidentato: siamo più prudenti e più determinati di prima.
Siamo maratoneti dell’indipendenza. Abbiamo più fiato.
Ieri i nostri consiglieri regionali hanno dato prova di che cosa sia uno spirito di squadra giocato senza superbia e senza supponenza. E infine c’è il Pd. Si voglia o non si voglia ammetterlo, ma in questa circostanza il Pd è stato un vero galantuomo. Ha messo in campo come relatore il presidente della Commissione Sabatini, ha riunito il Gruppo prima dell’ingresso in Aula per discutere al proprio interno e poi ha sostenuto lealmente, con convinzione. Se gli indipendentisti e i progressisti riuscissero a tirare su la stessa bandiera sempre, la Sardegna cambierebbe volto in pochissimo tempo.

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Il referendum e il furto di Stato di aziende agricole sarde

18 ottobre 2016 06:542 commenti
Il referendum e il furto di Stato di aziende agricole sarde

di Paolo Maninchedda
C’è il referendum ‘parlato’ e c’è il referendum ‘realizzato’. C’è il referendum delle discussioni tra costituzionalisti, quello tutto memoria della lotta partigiana e dei mirabili effetti – tutti da dimostrare – della Costituzione italiana, contrapposto ai discorsi sulla necessità di cambiare, e c’è il referendum anticipato, c’è il referendum dei pratici, dei rapporti di forza sbilanciati dalla partigianeria di Stato per questa o quella impresa, dell’azione sbagliata, prevalente e di vago sapore lobbistico dei vertici del governo italiano sulle terre e le aziende della Sardegna.
Cos’è infatti la vicenda del progetto del solare termodinamico di Villasor-Decimoputzu se non un’anticipazione degli effetti della famosa clausola di supremazia dello Stato sulla Regione?
Ieri l’assessore Donatella Spano e il Direttore generale dell’assessorato dell’ambiente Paola Zinzula hanno partecipato al tavolo convocato dalla Presidenza del Consiglio per la discussione sull’impianto solare

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Lo scontro sulla rinegoziazione dei mutui regionali

16 ottobre 2016 07:282 commenti
Lo scontro sulla rinegoziazione dei mutui regionali

Questo è il testo della lettera inviata nei giorni scorsi al Banco di Sardegna e alla Unipol sulla mancata rinegoziazione dei mutui regionali.

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I nostri soldi, gli errori del passato e i consumi del presente. Le infrastrutture e il bruco della sanità

12 ottobre 2016 06:302 commenti
I nostri soldi, gli errori del passato e i consumi del presente. Le infrastrutture e il bruco della sanità

di Paolo Maninchedda
Il comune di Nuoro reclama dalla Regione 4 milioni di euro per sistemare le gallerie di Pratosardo e di Mughina.
Sebbene non sia colpa dell’attuale amministrazione né della precedente, quelle gallerie hanno difetti strutturali e dimenticanze manutentive gravi che vengono dal glorioso passato autonomistico. La Regione interverrà, secondo forme e dimensioni possibili e compatibili col magro bilancio regionale.
Chi amministra oggi la Regione non ha le risorse per tutto: investimenti, manutenzioni, sostegno alle imprese, diritto allo studio, protezione civile, università, ricerca, innovazione tecnologica ecc.
Deve scegliere perché il gettito fiscale, decurtato impunemente dallo Stato di 600 milioni di accantonamenti, non è in grado di sostenere l’attesa di diritti civili e di sviluppo economico che la gente avverte come dovuta e non negoziabile.
Il tema centrale è dunque aumentare la ricchezza e non sprecare. Noi dobbiamo coprire ancora i 238 milioni di euro del disavanzo finanziario della sanità per l’anno 2015, previsti dalle manovre messe in atto dalla finanziaria 2016 (qui una tabella per avere il quadro delle uscite e delle coperture previste dalla manovra).

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Ieri a Bonorva un allarme per la Giunta

10 ottobre 2016 07:392 commenti
Ieri a Bonorva un allarme per la Giunta

di Paolo Maninchedda
Ieri sono andato a Bonorva, con Pier Mario Manca e con Gianfranco Congiu, a sostenere i progetti di sviluppo e di legalità proposti e realizzati dall’Amministrazione comunale.
Venerdì avevo accompagnato il sindaco nell’incontro con il Presidente Pigliaru che ha riguardato sia la foresta di Mariani a Bonorva, sia Surigheddu e Mamuntanas. Il Presidente avrebbe voluto che già venerdì scorso venisse assunta la delibera che coinvolgerà Forestas e Corpo Forestale in un’attività di recupero delel terre pubbliche all’uso pubblico e ai programmi di sviluppo locale: probabile che venga assunta questo venerdì.
Tuttavia, ieri il Consiglio Comunale aperto è stata anche un’occasione per una discussione non rituale tra gli amministratori presenti e la Regione (in questo caso rappresentata dal sottoscritto). Ne è venuto fuori un quadro severo per la Giunta regionale, ma non tanto sulle grandi prospettive (certo, è stato chiesto che se si intende fare un Master Plan per le zone interne, le zone interne siano conosciute e ascoltate), ma molto sul quotidiano svolgersi della vita istituzionale (un po’ ciò che ha scritto Biolchini nei giorni scorsi sull’incapacità della macchina regionale, sia politica che amministrativa, di essere coesa ed efficiente sul ‘quotidiano’).

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Il complesso di ostilità e il complesso di inferiorità: due malattie morali della Sardegna

4 ottobre 2016 08:073 commenti
Il complesso di ostilità e il complesso di inferiorità: due malattie morali della Sardegna

di Paolo Maninchedda
Ieri in Consiglio regionale è andata in onda l’ennesima replica della Commedia dell’Arte. L’opposizione, giacché è prigioniera dell’idea che fare l’opposizione vuol dire essere sempre e comunque contro, ha voluto fare l’opposizione dicendo una marea di sciocchezze sul Patto della Sardegna, guidate non da una visione alternativa o da verifiche puntuali, ma solo ed esclusivamente da uno spirito di contrapposizione condito con battute ad effetto. Uno scrittore li ha chiamati “ragionamenti all’urbigna”, quei ragionamenti contro tutto e contro tutti, rivolti all’universo-mondo (l’urbe globale, da cui ‘urbigna’), che cercano e trovano, per atterrare nel cuore degli ingenui, l’estetica delle paronomasie, del tipo ‘patto/pacco’, o ‘donna/danno’: roba da bar, insomma.
Da cosa sono guidati questi comportamenti? Non certo dal confine ideologico tra la Destra e la Sinistra, ma solo dal complesso di ostilità, ossia dalla prigione concettuale di chi vuole farsi avversario e nemico di qualcuno a prescindere da ciò che dice e da ciò che fa.

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Il nuovo nome del Ministero della Difesa: Braghettone. La censura sta alla verità come le braghe al Giudizio universale di Michelangelo

3 ottobre 2016 08:221 commento
Il nuovo nome del Ministero della Difesa: Braghettone. La censura sta alla verità come le braghe al Giudizio universale di Michelangelo

di Paolo Maninchedda
Giampiero Scanu, deputato, è presidente della Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito e non è certo Michelangelo. Però sta condividendo con il grande artista un’attività indecente volta in teoria a rendere più segreta l’indecenza, ma in pratica a manifestarla in tutta la sua vergogna.
Mi spiego.
Poco dopo la morte di Michelangelo, avvenuta il 18 febbraio del 1564, in Vaticano si decise che i corpi nudi e muscolosi del Giudizio universale della Cappella Sistina dovevano essere ‘mutandati’, cioè che si doveva procedere a mettere le braghe (le mutande) a tutti i piselli, i pubi, i sederi e i seni che Michelangelo aveva lasciato all’aria. Giampiero Scanu ha pensato bene di portare la Commissione d’inchiesta a visitare i luoghi dell’inchiesta (ma qui siamo a livelli di intelligenza irraggiungibili per il Ministero). Dal suo canto lo stellatissimo Ministero della Difesa, guidato dalla ministra Pinotti, ricordata in Sardegna più come elicotterista – dato un suo celebre volteggiamento sul territorio sardo in periodo estivo – che come ministro, ha pensato bene di non fare accedere la stampa ai poligoni e ai lavori della Commissione che, nelle audizioni, ha i poteri della magistratura.

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Zone interne: noi indipendentisti democratici siamo contro la povertà, non contro la ricchezza. L’Italia fa il contrario

30 settembre 2016 07:441 commento
Zone interne: noi indipendentisti democratici siamo contro la povertà, non contro la ricchezza. L’Italia fa il contrario

di Paolo Maninchedda
L’Italia è di una costante, secolare e insopportabile ipocrisia: parla di diritti, di interventi sociali, di cultura e non ha la benché minima idea di come riprendere a produrre ricchezza, senza la quale le leggi per lo sviluppo sono aria fritta.
Uno dei temi dell’indipendentismo sardo moderno è esattamente quello che la sinistra italiana, divenuta giustizialista e burocratica, ha abbandonato. Lo indico con le parole di un grande socialista, Olof Palme: «Noi democratici non siamo contro la ricchezza ma contro la povertà. La ricchezza, per noi, non è una colpa da espiare, ma un legittimo obiettivo da perseguire. Ma la ricchezza non può non essere anche una responsabilità da esercitare». Molta borghesia impiegatizia panciapiena italiana è contro la ricchezza e quindi non ha strumenti concettuali per combattere la povertà. È la stessa borghesia parassitaria e parolaia, tronfia e feroce, da cui è nato il fascismo.

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Chi pecora si fa, lupo se lo mangia

26 settembre 2016 06:301 commento
Chi pecora si fa, lupo se lo mangia

di Paolo Maninchedda
Ieri Vasco Errani, commissario governativo italiano per la ricostruzione dopo il terremoto di Amatrice, ha comunicato che tutti i privati saranno risarciti dei danni fino all’ultimo euro, senza regali ma anche senza decurtazioni.
Ho visto all’opera Vasco Errani come presidente della Conferenza delle Regioni: è un uomo che non dice bugie.
Sorge spontanea una domanda: «Perché né le imprese né i privati sardi che subirono danni durante l’alluvione 2013 sono stati interamente indennizzati e i terremotati dell’Emilia prima e adesso quelli di Amatrice invece sì?»
La risposta è semplice: lo Stato sa che non reagiamo, questa è la verità. Poligoni, portaerei, l’imbroglio delle accise, il putiferio delle tasse aeroportuali, l’assoluta indisponibilità a comunicare all’Europa che la Sardegna è un’isola, la convenzione bislacca con la Tirrenia, ecc. ecc.

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Il complesso di inferiorità delle classi dirigenti sarde (da salotto)

23 settembre 2016 07:501 commento
Il complesso di inferiorità delle classi dirigenti sarde (da salotto)

di Paolo Maninchedda
Considerate questa circostanza: è sempre più frequente che un sardo che vada all’estero abbia successo, abbia cioè fuori dalla sua terra il riconoscimento che in patria non ha avuto.
Uno studente di sociologia del primo anno, ma anche semplicemente un uomo con un po’ di buon senso, ne dedurrebbe che il problema è dato dal contesto sardo e dall’inesorabile logica della falce: l’erba in Sardegna deve essere regolata tutta alla stessa altezza, i fili che svettano devono essere decapitati. Incredibile, in questo senso, la solenne fesseria di questi giorni secondo cui occorre chiamare un manager italiano della sanità perché i sardi hanno creato il deficit sanitario. Se potessimo fare una seria storia del deficit in Sanità, scopriremmo che ci sono stati sardi che hanno fatto buchi e sardi che hanno risanato i buchi. Scopriremmo pure che gli stessi che oggi invocano il Risolutore hanno concorso a decapitare i bravi e a promuovere gli spendaccioni. Noi dobbiamo opporci a tutto questo. Noi dobbiamo investire in fiducia. Oggi la Nuova parla di autarchismo; autarchismo una cipolla! La Sardegna è sempre stata un Paese accogliente. Noi vogliamo e amiamo chi ci scieglie, da qualunque parte del mondo venga e qualunque lingua parli. Se godessimo di una piena sovranità, rivedremmo tutto, dai programmi scolastici al fisco, dai diritti civili ai diritti politici: diventeremmo il paese più libero e libertario del mondo, ben diverso dal Paese dogmatico e dunque ipocrita che è l’Italia.Chi nasce in un’isola ha già geograficamente il senso del limite. Se gli si ficca nel cuore un freno a mano dalla nascita, lo si rovina, lo si inibisce, lo si condanna. Se si sospetta di essere condannati da un destino ostile a una condizione di minorità, si educa alla paura, alla subordinazione, alla resa. I ragazzi vanno amati, non plagiati e costretti a diffidare di sé. Noi vogliamo costruire un Paese moderno perché amiamo le persone e la terra e odiamo la falce e le sue conseguenze.

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I rapporti umani in politica

22 settembre 2016 08:410 commenti
I rapporti umani in politica

di Paolo Maninchedda
In politica nascono, come in tutte le attività umane, rapporti di amicizia che si evolvono anche in affetti sostanzialmente familiari (io, quando ho iniziato, ho vissuto un affetto filiale che tuttora mi riscalda l’anima). Ovviamente questa vita affettiva riguarda chi ha cuore, chi nutre l’anima vivendo e non temendo i sentimenti.
Tutto ciò premesso, in questi giorni, come nei precedenti di due anni e mezzo, io ero impegnato, nell’ordine:

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Dobbiamo combattere chi educa al pessismismo e a dare sempre la colpa a qualcuno

19 settembre 2016 07:300 commenti
Dobbiamo combattere chi educa al pessismismo e a dare sempre la colpa a qualcuno

di Paolo Maninchedda
Oggi alle 12 i tecnici della Regione presenteranno al Comitato istituzionale dell’Autorità di Bacino le proposte tecniche per i comuni e le zone che si trovano in emergenza idrica.
Prima di tutto, dunque, un metodo: a) presentazione di progetti validati; b) sforzo politico per reperire le risorse per realizzarli.
Ho letto tutta la corrispondenza inviata all’assessorato e i verbali delle riunioni convocate dai vertici dell’amministrazione regionale con soggetti a vario titolo coinvolti nella gestione della risorsa idrica e ho notato la differenza tra i proclami divulgati attraverso gli organi di stampa e le parole molto misurate usate negli incontri istituzionali.
La moneta socialmente più ricercata è la rinascita della fiducia (e personalmente resto convinto che questo fattore morale e simbolico stia alla base della crisi demografica della Sardegna più di quanto non lo sia l’eterna crisi economica). Sui temi dell’acqua si sta mettendo ordine in un settore strategico non manotenuto, non controllato, non revisionato ormai da troppi anni. Parlarne nei termini in cui se ne sta parlando è sbagliato (e infatti i tecnici non capiscono i toni del dibattito politico, li considerano assolutamente sopra le righe rispetto alla situazione reale e alle situazioni emergenziali del passato). L’acqua può generare lavoro, quel lavoro ‘con le mani’,occasionale ma ripetuto e costante, che noi occidentali stiamo rifiutando

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