Zone interne: noi indipendentisti democratici siamo contro la povertà, non contro la ricchezza. L’Italia fa il contrario

30 settembre 2016 07:441 commento
Zone interne: noi indipendentisti democratici siamo contro la povertà, non contro la ricchezza. L’Italia fa il contrario

di Paolo Maninchedda
L’Italia è di una costante, secolare e insopportabile ipocrisia: parla di diritti, di interventi sociali, di cultura e non ha la benché minima idea di come riprendere a produrre ricchezza, senza la quale le leggi per lo sviluppo sono aria fritta.
Uno dei temi dell’indipendentismo sardo moderno è esattamente quello che la sinistra italiana, divenuta giustizialista e burocratica, ha abbandonato. Lo indico con le parole di un grande socialista, Olof Palme: «Noi democratici non siamo contro la ricchezza ma contro la povertà. La ricchezza, per noi, non è una colpa da espiare, ma un legittimo obiettivo da perseguire. Ma la ricchezza non può non essere anche una responsabilità da esercitare». Molta borghesia impiegatizia panciapiena italiana è contro la ricchezza e quindi non ha strumenti concettuali per combattere la povertà. È la stessa borghesia parassitaria e parolaia, tronfia e feroce, da cui è nato il fascismo.

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Chi pecora si fa, lupo se lo mangia

26 settembre 2016 06:301 commento
Chi pecora si fa, lupo se lo mangia

di Paolo Maninchedda
Ieri Vasco Errani, commissario governativo italiano per la ricostruzione dopo il terremoto di Amatrice, ha comunicato che tutti i privati saranno risarciti dei danni fino all’ultimo euro, senza regali ma anche senza decurtazioni.
Ho visto all’opera Vasco Errani come presidente della Conferenza delle Regioni: è un uomo che non dice bugie.
Sorge spontanea una domanda: «Perché né le imprese né i privati sardi che subirono danni durante l’alluvione 2013 sono stati interamente indennizzati e i terremotati dell’Emilia prima e adesso quelli di Amatrice invece sì?»
La risposta è semplice: lo Stato sa che non reagiamo, questa è la verità. Poligoni, portaerei, l’imbroglio delle accise, il putiferio delle tasse aeroportuali, l’assoluta indisponibilità a comunicare all’Europa che la Sardegna è un’isola, la convenzione bislacca con la Tirrenia, ecc. ecc.

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Il complesso di inferiorità delle classi dirigenti sarde (da salotto)

23 settembre 2016 07:501 commento
Il complesso di inferiorità delle classi dirigenti sarde (da salotto)

di Paolo Maninchedda
Considerate questa circostanza: è sempre più frequente che un sardo che vada all’estero abbia successo, abbia cioè fuori dalla sua terra il riconoscimento che in patria non ha avuto.
Uno studente di sociologia del primo anno, ma anche semplicemente un uomo con un po’ di buon senso, ne dedurrebbe che il problema è dato dal contesto sardo e dall’inesorabile logica della falce: l’erba in Sardegna deve essere regolata tutta alla stessa altezza, i fili che svettano devono essere decapitati. Incredibile, in questo senso, la solenne fesseria di questi giorni secondo cui occorre chiamare un manager italiano della sanità perché i sardi hanno creato il deficit sanitario. Se potessimo fare una seria storia del deficit in Sanità, scopriremmo che ci sono stati sardi che hanno fatto buchi e sardi che hanno risanato i buchi. Scopriremmo pure che gli stessi che oggi invocano il Risolutore hanno concorso a decapitare i bravi e a promuovere gli spendaccioni. Noi dobbiamo opporci a tutto questo. Noi dobbiamo investire in fiducia. Oggi la Nuova parla di autarchismo; autarchismo una cipolla! La Sardegna è sempre stata un Paese accogliente. Noi vogliamo e amiamo chi ci scieglie, da qualunque parte del mondo venga e qualunque lingua parli. Se godessimo di una piena sovranità, rivedremmo tutto, dai programmi scolastici al fisco, dai diritti civili ai diritti politici: diventeremmo il paese più libero e libertario del mondo, ben diverso dal Paese dogmatico e dunque ipocrita che è l’Italia.Chi nasce in un’isola ha già geograficamente il senso del limite. Se gli si ficca nel cuore un freno a mano dalla nascita, lo si rovina, lo si inibisce, lo si condanna. Se si sospetta di essere condannati da un destino ostile a una condizione di minorità, si educa alla paura, alla subordinazione, alla resa. I ragazzi vanno amati, non plagiati e costretti a diffidare di sé. Noi vogliamo costruire un Paese moderno perché amiamo le persone e la terra e odiamo la falce e le sue conseguenze.

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I rapporti umani in politica

22 settembre 2016 08:410 commenti
I rapporti umani in politica

di Paolo Maninchedda
In politica nascono, come in tutte le attività umane, rapporti di amicizia che si evolvono anche in affetti sostanzialmente familiari (io, quando ho iniziato, ho vissuto un affetto filiale che tuttora mi riscalda l’anima). Ovviamente questa vita affettiva riguarda chi ha cuore, chi nutre l’anima vivendo e non temendo i sentimenti.
Tutto ciò premesso, in questi giorni, come nei precedenti di due anni e mezzo, io ero impegnato, nell’ordine:

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Dobbiamo combattere chi educa al pessismismo e a dare sempre la colpa a qualcuno

19 settembre 2016 07:300 commenti
Dobbiamo combattere chi educa al pessismismo e a dare sempre la colpa a qualcuno

di Paolo Maninchedda
Oggi alle 12 i tecnici della Regione presenteranno al Comitato istituzionale dell’Autorità di Bacino le proposte tecniche per i comuni e le zone che si trovano in emergenza idrica.
Prima di tutto, dunque, un metodo: a) presentazione di progetti validati; b) sforzo politico per reperire le risorse per realizzarli.
Ho letto tutta la corrispondenza inviata all’assessorato e i verbali delle riunioni convocate dai vertici dell’amministrazione regionale con soggetti a vario titolo coinvolti nella gestione della risorsa idrica e ho notato la differenza tra i proclami divulgati attraverso gli organi di stampa e le parole molto misurate usate negli incontri istituzionali.
La moneta socialmente più ricercata è la rinascita della fiducia (e personalmente resto convinto che questo fattore morale e simbolico stia alla base della crisi demografica della Sardegna più di quanto non lo sia l’eterna crisi economica). Sui temi dell’acqua si sta mettendo ordine in un settore strategico non manotenuto, non controllato, non revisionato ormai da troppi anni. Parlarne nei termini in cui se ne sta parlando è sbagliato (e infatti i tecnici non capiscono i toni del dibattito politico, li considerano assolutamente sopra le righe rispetto alla situazione reale e alle situazioni emergenziali del passato). L’acqua può generare lavoro, quel lavoro ‘con le mani’,occasionale ma ripetuto e costante, che noi occidentali stiamo rifiutando

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Ingegneri: intendiamoci sull’uso dell’italiano

16 settembre 2016 07:340 commenti
Ingegneri: intendiamoci sull’uso dell’italiano

di Paolo Maninchedda
Ieri il presidente dell’Ordine degli Ingegneri, ritenendo che la proposta di legge di riforma dell’Agenzia regionale Area sia evidentemente ispirata da un cattivissimo intento di togliere lavoro agli ingegneri e architetti della Sardegna (cosa falsa e già chiarita anni fa, ma evidentemente non a tal punto da essere stata ben compresa) ha diffuso questo comunicato. Non è assolutamente così.
Ripeto lo stesso chiarimento che è stato dato anni fa. La Regione deve emanciparsi dalla ‘servitù burocratica’ dell’Anas. Come? Individuando non un soggetto dove ripetere lo stesso errore che si è contestato al gigante stradale italiano, ma dove poter fare bandi di progettazione, riconoscendo solo le spese tecniche e generali, in modo da non dover finanziare l’ente prescelto con risorse aggiuntive.

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L’Italia minaccia la proprietà privata dei sardi

7 settembre 2016 06:048 commenti
L’Italia minaccia la proprietà privata dei sardi

di Paolo Maninchedda
Ieri, nel corso della riunione della Giunta regionale, ho sollecitato il Presidente Pigliaru a chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, qualora intenda procedere alla dichiarazione di pubblica utilità finalizzata all’esproprio dei terreni del signor Giovanni Cualbu in agro di Decimoputzu, per la realizzazione di un impianto proposto dalla società Flumini Mannu Ltd, di partecipare al Consiglio dei Ministri convocato per questo scopo, ai sensi del 2 comma dell’art.47 dello Statuto della Sardegna, in modo da rappresentare l’assoluta contrarietà della Giunta regionale al progetto, come puntualmente rilevato in tutte le fasi dell’istruttoria di competenza regionale.
Il comma dello Statuto cui ho fatto riferimento recita:
«Egli [il Presidente della Regione] interviene alle sedute del Consiglio dei Ministri, quando si trattano questioni che riguardano particolarmente la Regione».

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Dove si produce nuova ricchezza in Sardegna? Con un post scriptum sulla sanità e sui manager

6 settembre 2016 06:002 commenti
Dove si produce nuova ricchezza in Sardegna? Con un post scriptum sulla sanità e sui manager

di Paolo Maninchedda
Ieri il Sole 24 ore ha pubblicato la graduatoria delle province italiane fondato sulla variazione di valore aggiunto prodotto.
Prima in Italia la provincia di Oristano.
Non sono minimamente d’accordo col presidente della Confindustria oristanese che attribuisce questo dato alla presenza di campi eolici e fotovoltaici nel territorio (vi sono altre province con presenze più consistenti e tessuto produttivo consolidato. A Oristano c’è il polo agro-alimentare della Sardegna ed è quello che sta tirando.
Ma ciò che più mi preme far notare è il dato morale: se le imprese di Oristano fanno registrare nel 2015 il miglior incremento di valore aggiunto (+45,3%) è indiscutibile che i sardi sanno essere moderni, capaci e competitivi. Evidentemente sappiamo reggere e interpretare anche le sfide più importanti.

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Siamo capaci di reggere le grandi sfide? Io credo di sì

31 agosto 2016 08:035 commenti
Siamo capaci di reggere le grandi sfide? Io credo di sì

di Paolo Maninchedda
Oggi la stampa dà conto di un raffreddamento dei rapporti tra me e il Presidente della Regione sul tema della nomina del direttore generale della Asl unica.
I rapporti personali tra me e il presidente sono solidi come sempre, al di là della dialettica su temi circoscritti.
Il mio Partito non ha avanzato alcuna candidatura apicale per alcuna Asl sopravvissuta e ha riconosciuto al Presidente e all’Assessore alla Sanità il diritto/dovere della proposta.
Qui finisce l’informazione sulle decisioni in corso.
Su un tema di carattere generale però posso dire la mia in modo disteso.
I sardi hanno le capacità per affrontare le grandi sfide? Io credo di sì.
In primo luogo c’è da farsi una domanda. Perché quasi tutte le costituzioni del mondo prevedono che per candidarsi ai ruoli

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La differenza tra un bandito e un politico

2 agosto 2016 08:080 commenti
La differenza tra un bandito e un politico

di Paolo Maninchedda
Oggi, leggendo i giornali nelle cronache locali di piccoli paesi e grandi città, capita di potersi nutrire delle parole di piccoli imperatori locali, assurti, per i meccanismi della democrazia (che, ricordiamocelo sempre almeno per avere un adeguato senso critico su noi stessi, non sceglie i migliori ma i più popolari) a ruoli di responsabilità politica e amministrativa, i quali parlano, con un’improvvisa innocenza ossessivo-compulsiva, di quei problemi della gente che, caso strano, hanno concorso a determinare, o peggio, dalla cui mancata soluzione deriva il loro piccolo potere.
Se ci fosse un potere riformista in campo, animato da semplice giustizia, ci sarebbero un sacco di fannulloni a spasso, gli stessi attualmente impegnati nel guidare parti del popolo e del territorio della decrepita e splendente Repubblica Italiana.
Nell’altra vita, quando ero impulsivo, dinanzi a queste cose avrei aperto una guerra infinita secondo il modello punici e romani; oggi,

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Il Patto per la Sardegna spiegato da un sardo

30 luglio 2016 08:132 commenti
Il Patto per la Sardegna spiegato da un sardo

di Paolo Maninchedda
Succede sempre così quando si svolge una cerimonia alla presenza delle più alte cariche dello Stato italiano: scoppia un po’ di casino concettuale.
Oggi i giornali sono pieni di cifre, a tal punto che sembrerebbe esserci l’imbarazzo di come spendere tutte queste risorse. Tanti fuochi d’artificio che stanno nascondendo il successo politico che sta alla base del Patto: la Regione non finanzia più lo Stato.
Primo successo: la continuità territoriale aerea (120 milioni in tre anni) torna ad essere a carico dello Stato italiano. Io, da indipendentista resto dell’idea che se disponessimo dei poteri sovrani faremmo molto meglio, ma bisogna riconoscere che, finché la Sardegna sta dentro la Repubblica italiana, la continuità deve stare a carico dello Stato, non dei sardi.
Secondo successo: il costo del recupero del gap energetico (400 milioni) è a carico dello Stato. Il metano arriverà nell’isola su risorse statali, non regionali;
Terzo successo: l’aggiornamento tecnologico della rete ferroviaria è a carico dello Stato: 225 milioni sul Contratto di Programma RFI;
Quarto successo: le strade statali si faranno prevalentemente con i soldi dell’Anas (400 milioni), non con quelli della Regione;
Adesso inizia una corsa a ostacoli fatta di delibere Cipe (con annessi pre-Cipe, ossia risse istituzionali senza verbale), di registrazione alla Corte dei Conti (che come è noto è velocissima), di progetti esecutivi, di Valutazioni di Impatto ambientale ecc. Dovremo lavorare molto, ma il risultato di ieri è molto importante. I rischi sono tanti, primo fra tutti che gli italiani seguano la loro indole e non rispettino i patti; il secondo rischio è che si lasci questo successo in eredità ai futuri governi della Regione e non si possa goderne adeguatamente oggi, e ciò perché gli italiani potrebbero essere tentati di rateizzarlo in vent’anni. Per cui, fine della festa, lavoriamo.

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Adesso siamo ignoranti certificati: ultima regione per istruzione

26 luglio 2016 07:470 commenti
Adesso siamo ignoranti certificati: ultima regione per istruzione

di Paolo Maninchedda
Ieri Il Sole 24 ore ha dedicato un’intera pagina al Taxpayer Italia 2016, un rapporto del Centro Studi Sintesi (un centro che sta nel Veneto e ha molto la testa nel centro-nord) che mette a confronto il livello di tassazione di ciascuna regione con la qualità dei servizi: infrastrutture, istruzione, salute, sicurezza, ambiente e benessere economico.E se è vero che la democrazia non seleziona i migliori ma solo i più popolari, è anche vero che ciò che sta crescendo nelle amministrazioni pubbliche della Sardegna sta mostrando sempre più un gap culturale rispetto alla media europea da far paura. La nostra scuola disastrata sta producendo classi dirigenti e politiche inadeguate, molto esposte al neofascismo populista di radicata memoria nel costume italico.

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Briatore parla dei sardi (un po’ a vanvera)

25 luglio 2016 08:016 commenti
Briatore parla dei sardi (un po’ a vanvera)

di Paolo Maninchedda
Trovate qui l’ennesima intervista di Flavio Briatore. Non sarebbe significativo citarla, se non fosse che parla anche dei Sardi.
Ecco il passaggio che ci riguarda:

La Sardegna è finita, come si va dicendo da anni?
«Noi, nel 2016, siamo stati in perdita, ma abbiamo ancora 140 dipendenti. Montecarlo e Dubai vanno molto bene e compensiamo».

Che cosa non va in Sardegna?
«I sardi non si rendono conto che è un’isola. I voli Meridiana hanno il monopolio e ci sono sempre scioperi. Arrivi in barca e mancano i servizi… I sardi sono riusciti a far esasperare prima l’Aga Khan, poi Tom Barrack, ora gli emiri del Qatar, che l’anno scorso avevano creato un villaggio spettacolare di Harrod’s sulla spianata di cemento del porto. Il Comune di Porto Cervo l’ha bloccato, loro hanno fatto ricorso al Tar e hanno vinto. Quest’anno, di nuovo: volevano riaprire e il Comune si è opposto. I qatarini hanno rinunciato e Harrod’s non c’è più. E comunque, uno arriva e non c’è una promenade per lo jogging o una pista ciclabile, lasci l’auto e per arrivare al mare devi fare mezz’ora a piedi su strade sterrate fra la polvere, sulle spiagge libere non c’è un bagno pubblico».

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Il potere e la questione sarda

21 luglio 2016 08:051 commento
Il potere e la questione sarda

di Paolo Maninchedda
Se si dovesse fare una esplicita storia del potere in Sardegna emergerebbe uno dei profili più netti della questione sarda: il rapporto tra le città e i paesi.
Le città della Sardegna hanno due nature: alcune sono vere, altre sono inventate. Cagliari e Sassari sono vere, Nuoro, Carbonia e Olbia sono inventate, cioè sono nate per volontà politica di costruzione di un aggregato urbano intorno a un sistema di poteri decentrato, siano essi politici o economici. Olbia, poi, diventa grande per effetto di una scelta unilaterale di un magnate di realizzare l’unico Master Plan di cui la Sardegna abbia memoria. Olbia è una città nata dalla benevolenza di un magnanimo semifilantropo (il ‘semi’ è usato per riguardo agli utili comunque realizzati).
Il tema però è che non c’è sviluppo senza un potere che si radichi in un luogo.
La grande questione politica della Nazione Sarda è questa: città molto egoistiche e municipali, paesi abbandonati, campagne deserte.
La politica dovrebbe decidere dove mettere i soldi e i poteri.
L’analisi porterebbe a dire che portare ulteriori poteri e risorse a Sassari e Cagliari sarebbe come somministrare carboidrati a un obeso.

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La verità e il potere

20 luglio 2016 07:560 commenti
La verità e il potere

di Paolo Maninchedda
Conclusione: la Sanità è il problema della Sardegna, il problema dei problemi, perché incide troppo sulla ricchezza prodotta. È mai esistito un mandato popolare dei sardi potente ed esplicito al punto da consentire di fare la rivoluzione che serve nel settore sanitario? NO. I Sardi non hanno mai detto con chiarezza: «Cambiate tutto». Questo è il grande nodo politico; e senza un mandato chiaro ed esplicito si fanno solo piccoli passi quando si dovrebbero fare grandi maratone. La forza inerziale de “Su Connotu” in sanità è il più grande retaggio conservatore della storia recente della Sardegna.

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