Sardegna e Libertà è un organo di informazione, regolarmente registrato presso il Tribunale di Cagliari.
Pur pubblicando un solo articolo al giorno, ha migliaia e migliaia di lettori unici e decine di migliaia di accessi.
Ormai ha uno spazio nell’informazione sarda, e non solo.
Fino ad oggi ha funzionato come Blog.
Ha già fatto, in passato, un tentativo di trasformarsi in un giornale on line, completamente gratuito (free and open) ma non andò bene, perché io avevo sbagliato a non curare adeguatamente gli aspetti societari e la linea editoriale.
Da Novembre sarà un giornale vero, con alle spalle un editore strutturato e con risorse.
Non più un articolo al giorno, ma tutte le notizie possibili raccontate da un punto di vista speciale.
Quale è la linea di Sardegna e Libertà?
Ecco, cominciamo a dire che non c’è una parola che sintetizzi lo spirito di SeL.
Il giornale è politicamente liberal-democratico, ma è anche socialista e mazziniano.
È azionista.
È cristiano, ma anticlericale.
È libertario, ma non è anarchico.
È insieme antifascista e anticomunista, cioè è contro gli estremismi che da sempre consumano l’Italia. Abbiamo amici corali della Destra storica italiana, che sono conservatori e invece, in questo clima da tifosi avvelenati, vengono tacciati di fascismo; e abbiamo amici comunisti e socialisti, ma che in realtà sono dei libertari, che sono perseguitati dai comunisti, dai movimentisti e dai casinisti oggi al potere, perché loro, i nostri amici, sono molto più bravi e molto più colti di loro. Noi siamo sempre con le minoranze laiche, libere, dubitanti e rompicoglioni.
È parlamentarista, ma non partitocratico.
È ecologista, ma non settario.
È femminista in senso etimologico, cioè sta per le donne, per la loro libertà, per i loro diritti, non per chi nega che esista il femminile.
È laico, laicissimo e credente, nemico giurato di ogni teocrazia, reale o auspicata. Siamo coi preti credenti, contro i preti parassitari in tricorno o affaristi in clergyman.
È europeista e federalista, ma è anche convintissimo che la questione sarda nasca dalla negazione di sovranità che i sardi si autoimpongono.
Ha una simpatia naturale per le battaglie giuste e perse, ossia perse perché giuste.
Sta con gli individui contro ogni apparato, sta con i soli.
Dubita ontologicamente delle verità ufficiali.
È dialettico col potere più terribile, quello della magistratura, il potere necessario, ma da contenere, che può privare della libertà un uomo. Quanto gli altri la omaggiano e riveriscono, tanto noi la sottoponiamo a verifica, la esaminiamo, la prendiamo in giro, e sputiamo per terra quando passa uno di loro che fa il prepotente (io l’ho fatto e mi sono sentito meglio).
SeL sarà sempre all’opposizione di qualsiasi governo, di Destra o di Sinistra, perché ogni potere deve essere controllato, specie quello che si considera puro e giusto.
Ne consegue che Sardegna e Libertà non si avvantaggerà mai di contributi pubblici (Travaglio, si licet, lo ha detto e non lo ha fatto, io lo faccio da 24 anni).
Ma non si avvantaggerà anche di denari provenienti da imprenditori spregiudicati, quelli che licenziano i cinquantenni per prendere a stipendi di fame i ventenni, quelli che prima diventano monopolisti e poi fanno il prezzo e strozzano i consumatori, quelli che taroccano i prodotti, quelli che tirano a fottere con i rifiuti, quelli che subordinano le piccole amministrazioni comunali del loro territorio, quelli che hanno gli alberghi costruite sulle spiagge quando agli altri veniva vietato ecc. ecc.
Chi cerchiamo?
Intelligenti, cioè persone che sappiano intus legere, cioè capire la realtà. In Sardegna ci sono ormai più scrittori che intelligenti.
Curiosi. Cerchiamo chi cerca notizie, non quelli che commentano e basta.
Prudenti. Essere opposizione significa saper combattere col potere, non sfidarlo inutilmente.
Indipendenti. Chi sa di essere sensibile alle lusinghe o al denaro, non si presenti.
No Ignoranti. Purtroppo chi è profondamente ignorante non sa di esserlo. I peggiori sono quelli che pensano di essere colti perché laureati.
Sì Neo-laureati innocenti, quelli che hanno ancora curiosità, che leggono libri per piacere e non per mestiere, quelli che ascoltano, quelli che sanno scrivere senza l’IA.
Sì videomaker.
Non ci piacciono:
– i kamikaze;
– gli invidiosi sociali che vogliono conquistare una tribuna per farla pagare a tutti;
– gli insoddisfatti di sé che la vogliono far pagare agli altri;
– quelli che non hanno alcun rispetto della vita altrui e godono dello sputtanare una persona;
– gli scaltri arruffapopolo;
– i settari che prima scelgono la parte e poi addomesticano la verità;
– i vanitosi, quelli che si chiedono come mai il mondo non si sia ancora accorto di loro;
– i salottieri di vocazione, cioè non quelli che già sono patetici salottini del reciproco riconoscimento isolano, questi sono i bimbi perduti; a noi non piacciono i salottieri di ambizione, quelli che agognano un invito, che si sentirebbero importanti per essere invitati a prendere un caffé con la madama o col marchese. Affanculo.
Quanto paghiamo?
Esattamente e inizialmente come paga la Gazzetta dello Sport o L’Unione Sarda i suoi collaboratori, né più, né meno.
Come presentarsi?
Occorre mandare una mail motivazionale (perché si vorrebbe lavorare con noi?), col proprio cv in allegato, a maninchedda@gmail.com. Successivamente ci sarà un colloquio e una prova.

Bella notizia. Buon lavoro. 💪
Ottima idea, perché aggiunge e non toglie. Ci sarà sempre l’editoriale con possibilità di numerosi commenti….
Molto bene, una iniziativa a tutela e a garanzia della libertà di pensiero, e di critica propositiva, quella vera. Certamente le condizioni e le caratteristiche per far parte del progetto non sono né semplici né banali, ma le sfide più difficili sono quelle più appassionanti. In bocca al lupo Paolo.
Fantastico progetto , in bocca al lupo professore 💫 le invierò il mio cv
Jà fit tempus!
Fortza paris
E come si diceva una volta
“Non fidarti di nessuno che abbia più di 30 anni”
Saludos
Ottimo! Mi piace l’idea; ci devo pensare, la proposta è molto interessante. Ad maiora!🥳🥳🥳👍💯x💯
Io collaborerei anche gratis, o se proprio pagato, al minimo sindacale e comunque con i compensi destinati a monte a iniziative benefiche. Ma temo che sarebbero costanti scintille con l’editore (o Direttore?) perché nel mio campo, calcio in particolare e sport più in generale, sono diventato troppo presuntuoso e quando so di aver ragione (sempre, perché sulla materia non parlo a vanvera) non vado troppo sul diplomatico.
Ma, e sono assolutamente sincero, auguro con tutto il cuore e con tutto l’entusiasmo possibile una fortuna e un successo al massimo livello a questa iniziativa. Che seguirò da utente con curiosità e attenzione.
In bocca al lupo.
Il punto che mi sta maggiormente a cuore è questo:
“convintissimo che la questione sarda nasca dalla negazione di sovranità che i sardi si autoimpongono”.
A cui aggiungerei: “l’apparteneza all’Italia è una perenne causa di sfortune, per cui sarebbe meglio decidere di staccarsene definitivamente”.
Ecco, mi chiedo se ci sia ancora spazio per discutere di un vero progetto, di avviare un dibattito a 360° per portare la Sardegna a diventare un vero Stato sovrano e indipendente?
Saludos
Mandi
Ottima iniziativa. Complimenti ed auguri.
Anche da Milano ti seguo sempre
La forza delle idee prevalga sulla ottusa concezione egoistica della oligarchia sarda costruita negli anni 90 daila casta giudiziaria
Bene ! Buona e lunga vita 👍
Bene meda…
Manderei il curriculum, ma non sono sicura di non appartenere a nessuna delle etichette elencate. Che faccio?
Ho letto con attenzione il manifesto editoriale. Interessante, tra i tanti passaggi, soprattutto l’idea che il giornalismo debba cercare i fatti prima ancora delle opinioni. C’è però un tema che, a mio avviso, nei prossimi anni cambierà profondamente la società, l’economia, la politica e perfino la democrazia: l’intelligenza artificiale. Credo che sarebbe interessante dedicare un piccolo spazio stabile a questo argomento, non solo per raccontare le novità tecnologiche, ma per spiegarne gli effetti concreti su cittadini, imprese, lavoro, informazione e pubblica amministrazione.
L’IA non è più una questione per addetti ai lavori: è già oggi uno dei principali fattori di trasformazione della nostra società e, probabilmente, lo sarà ancora di più nei prossimi anni.
Finalmente una buona notizia.
Ed è incredibile che arrivi di lunedì!
💪💪💪
Ottima iniziativa
Buongiorno,
Finalmente Paolo, molto bene, una bella notizia che aspettavo da un po’, infatti è un bel salto che mi aspettavo prima o poi.
Mi/Ti auguro che le aspettative si realizzino, so che non sarà facile ma ogni battaglia ha bisogno di tempo e buone strategie per essere vinta.
Mi viene da pensare a corrispondenti vari sparsi per territori in tutta la Sardegna, capaci di dare e illustrare convenientemente le notizie che ne scaturiscono, di qualsiasi genere…
Io sono ormai vecchio per cose di questo genere, pur avendo maturato esperienze ultra cinquantennali varie, nel settore Ambiente Energia Sicurezza (sul Lavoro), e non solo in Sardegna, ma in tutta l’Italia, Nord Africa (Sahara compreso), e diversi Paesi Europei….ma cercherò di condividere come sempre l’articolo con le Tue idee e ambizioni, chissà che non spunti fuori qualcuno/a.
Tanti Auguri per la buona riuscita del progetto.
aspettavo questo momento, una voce che manca nell’informazione, ormai legata solo all’estemporaneità, ultimo caso eclatante: tutti hanno letto di medellin e vogliono fare come a medellin. ma per crescere gli alberi hanno bisogno di anni,
Grazie.
Il tuo problema, Mm, è che cerchi sempre e solo te stessa, fino a non riconoscere l’evidenza perché non ha le tue sembianze.
Ciao Paolo mi riconosco nella tua descrizione di un imprenditore con determinate caratteristiche.Non sto a raccontare nulla in quanto ci conosciamo da tanto tempo .Aderisco con grande piacere a questa tua nuova iniziativa editoriale e sono pronto a sostenerla .Dimmi come .Mi intriga la possibilità di discutere con serietà e libertà alcuni temi : perché il fenomeno dell immigrazione dei giovani Sardi? in cosa consiste il fenomeno della pratica del nero? quali rimedi sono possibili .quale concorrenza sleale provocano rispetto a chi scontrina tutto? il fenomeno di non fare nascere figli non è anche dovuto al fatto che non c è una seria politica abitativa che consente di mettere sul mercato abitazioni a prezzo agevolato e quindi favorire la creazione di nuclei famigliari? il nuovo puc di Cagliari sotto questo aspetto è un vero disastro
Dopo 18 anni il PPR non andrebbe completato e revisionato ?Io lego il fenomeno di scapare dalla Sardegna anche e soprattutto per le norme demenziali in esso contenute
Scusa la lungaggine e attendo tue nuove Un saluto affettuoso
Antonio Sardu
Congratulazioni. In un momento di stampa oligarchica è una buona notizia.
Un annuncio pulito, in cui capacità di scrittura, onestà intellettuale, principi etici fossero richiesti mi sarebbe parso giusto, apprezzabile. La libertà di pensiero non pare essere considerata.
Che bellissima notizia Paolo!
Bene
Salude!
Bene meda, Paulu!
Mi ndhe allegro e in bonora!
E Deus ti e nos acumpanzet! (o, menzus, tenimus nois bisonzu de acumpanzare a Isse).
E fortza paris, chi est fintzas amore pro fàghere fizos (si no los faghent che allevamentu de cadhos, totu a AI, totu a clic e a touch, seletzionados a piaghere).
Deo mi isco “candhidare” solu pro lèzere SeL.
Ma si no ti faghet a ganamala, póneli Sardigna e Libbertade: at a pòdere èssere sempre SeL, uguale nùmene, sambenadu e fintzas congiuntzione in custu Mundhu, si resone e bisonzu b’at de Sardigna e de Libbertade, logu e natzione, ca unu e àteru cherent nàrrere Sos ‘Sardos’, Is ‘Sardos’, Us ‘Sardos’, Is ‘Sardus’ in Sardigna, e mancu male chi no semus fatos “in serie” che bullones o vites o a fotocópia, e podimus èssere menzus zente, e gai fintzas medas àteros chi istant in Sardigna ca sunt o si sentint in terra issoro chentza nos furare nudha, ma solu pro èssere.
In prus, pro su chi mi pertocat, ti poto assegurare chi si unu murrunzu mi paret de bi pòdere iscrìere no ti l’apo a mandhare cun sa ‘tradutzione’ in italianu, pro amore, no pro ódiu chi nos ant imparadu. E si no imbrutat.
Ma si mundhu e zente bi at, za semus in su Mundhu Sardigna e Sardos puru, cun su de bonu e de malu chi nos distinghet, ma no che logu de cristianos indignos.
In bocca al lupo Paoletto
…J fud’ora,..