Riformatori: scuola di che?

I Riformatori dei referendum sull’abolizione delle province e dei consigli di amministrazione nelle società della Regione, fanno la scuola di politica per far dimenticare che questa Giunta e questa maggioranza hanno ripristinato le province e il consiglio di amministrazione di un-quarto-di-bue-a-testa a Abbanoa? (…) Oggi i Riformatori sono parenti strettissimi, più che congiunti, di tutto ciò che hanno negli anni sdegnosamente disprezzato. In primis ciò che ai loro occhi ha sempre rappresentato Oppi: il competitor jam è diventato il modello heavy (…)

Il golpe(tto) di Solinas (assessori in sonno, partiti in cionfra)

Solinas mette in legge il declassamento degli assessori e l’accentramento dei poteri (altro che Soru!), la subordinazione dei direttori generali ai superdirettori. Il tutto nel silenzio della pigrizia. Nei giorni dello sfratto dell’assessore dell’agricoltura, dell’imminente bocciatura del Piano Mancini, della manina d’aiuto alla Lega da parte del Pd a Roma (prima di parlava di governi amici, adesso di “opposizioni amiche”), noi ci impegniamo a star fuori da questo pantano, a vivere eremitici, a non candidarci a niente ora e per sempre, ma liberi di testa, di tasca e di cuore, a continuare a dire la verità […]

Quando si comincia a governare?

La Sardegna non è in crisi: è immobile. È una Sardegna fatta di sale dalle chiacchiere, dalla politica come propaganda e non come impegno. La struttura dello Stato, la fisionomia dei diritti e dei doveri, in Italia fa acqua da tutte le parti. In Sardegna, quella stessa struttura è considerata la terra promessa dove la Sardegna dovrebbe anelare il suo approdo.
Nel frattempo la Giunta vara il ‘Programma del Dopo’.
Il Papa ha scritto che i pastori di anime devono puzzare dell’odore delle pecore; i politici devono profumare di lotta, non di cuccia.

Mentre a Roma si parla di autonomia differenziata e di costi standard o spesa storica, in Sardegna non si procede nella difesa delle conquiste in materia di entrate sancite dalla Corte costituzionale e si parla di Mater Olbia, cioè di un imprenditore privato incredibilmente (ce ne occuperemo nel dettaglio nei prossimi giorni) favorito dalla politica sarda e italiana (meglio sarebbe scrivere “italiana e sarda”).
Abbiamo passato quasi un decennio per produrre una visione più avanzata dell’autonomia ottriata dagli italiani nel 1948 e adesso ci ritroviamo una Giunta regionale che tace, con un assessore alle riforme muto…
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