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Come non mordersi le lingue
Evidenza Lingua Politica

Come non mordersi le lingue

di Riccardo Mura

Oltre a mettere uno steccato linguistico all’interno della lingua sarda (su cui già ci siamo espressi), la proposta di legge sul plurilinguismo, nel testo unificato approvato lo scorso 22 febbraio dalla Seconda commissione del Parlamento sardo, sembra voler anche puntellare gli atavici steccati politici che separano la tutela della lingua sarda (e dell’algherese) da quella delle lingue sardo-corse e del tabarchino. (…)
Per noi del Partito dei Sardi non ci sono e non ci potranno mai essere sardi meno sardi degli altri. Il Partito dei Sardi lavora per costruire una nazione plurilingue… (LEGGI)

Niente baci con la lingua biforcuta
Evidenza Lingua Politica

Niente baci con la lingua biforcuta

di Riccardo Mura

Nei prossimi giorni il Parlamento sardo discuterà il progetto di legge sulla lingua sarda licenziato dalla Seconda commissione… e nelle trincee del movimento linguistico sardo già si affilano i coltelli. Non poteva essere altrimenti: questa legge è in buona parte una reazione a quanto fatto dalle ultime legislature e da S’Ufìtziu de sa Limba Sarda dal 2006 al 2014. In particolare, il pomo della discordia è lo standard linguistico della Limba Sarda Comuna (LSC) e la concezione unitaria della lingua sarda, di cui la LSC è figlia. (LEGGI)

Le parolacce e i ‘cioè’ ci circondano. Per una guerra di liberazione dal conformismo linguistico
Lingua Politica Sanità

Le parolacce e i ‘cioè’ ci circondano. Per una guerra di liberazione dal conformismo linguistico

In questi giorni il Partito dei Sardi sta leggendo e rileggendo da un lato i conti della sanità, che non ci piacciono, e dall’altra la cosiddetta rete ospedaliera, che ci piace ancora meno. C’è chi si fa prendere dallo sconforto e invoca il cielo («Madonna santa!»), chi si affida all’onomatopea esclamativa («cesss!»), ma quelli di Sassari ‘incredibilmente’ dicono frequentemente: «cazzo».