Migranti: Corpus Christi

Ieri, la Via Crucis di Papa Francesco non è stata rituale.
Da ieri, chi avesse mai avuto dubbi, può star certo di questo:
– quelli che vanno a puttane, che comprano carne, che usano carne;
– quelli che schiavizzano e vendono uomini e donne;
– quelli che non soccorrono i naufraghi per mille sofisticati motivi;
– quelli che odiano chiunque sia diverso da loro… (LEGGI)

C’è da chiedersi se, visto che l’importante è vedere piuttosto che sapere, che cosa accadrebbe se ci fosse la diretta televisiva di uno dei tanti naufragi che sono avvenuti e avvengono nel Canale di Sicilia; c’è da chiedersi quale sarebbe la reazione del mondo se vedessero le persone immerse nel mare ghiacciato della notte, se sentissero le urla dei bambini (…) se fossero disponibili le immagini della prima riunione tra Solinas e l’Unione europea, nella quale il neo presidente si è inginocchiato di fronte a una folle e ipocrita richiesta europea, per cui oggi si viaggia in due modi e con due tariffe in Sardegna, i Sardi, forse, avrebbero fatto uno sciopero generale… (LEGGI)

Noi sardi che fra un mese voteremo, dobbiamo ricordare ciò che la storia ci ha lasciato.
Noi non siamo razzisti, non lo siamo mai stati e mai lo saremo. Noi siamo avversari dei nuovi razzisti che oggi chiedono il voto in Sardegna. Noi non ci siamo mai sentiti una razza. Noi ci siamo sempre sentiti un popolo e una nazione, fatta dal libero mischiarsi e amarsi su questa terra di mille etnie mediterraneee e europee.
Invece in Italia, nel 1938, il Manifesto della razza proclamò al punto 7: “È tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti“. Oggi in tanti continuano a farlo in mille modi, senza neanche bisogno di un manifesto. (LEGGI)

Ieri le lacrime di coccodrillo dei partiti italiani si sono sprecate sui naufragi al largo della Libia.
I naufragi sono una cosa diversa dai problemi di ordine pubblico e di legalità patiti nelle città e nei paesi dell’Italia.
I naufragi sono stragi.
L’unica realtà che con sempre maggiore coinvolgimento sta intervenendo in questa tragedia immane è la Chiesa e si capisce che lo fa per il suo fondamento, perché nella sua radice più profonda viene da una croce sconfitta e si riscopre e si rigenera schierandosi con chi sta in croce.
Noi stiamo con chi sta in croce. (LEGGI)

Il tema dei migranti sta diventando dunque confine politico ma, come al solito, all’italiana, sul sentito dire, sugli slogan. Nei bagni della mia università qualcuno ha scritto: “Fuori gli slogan dall’università”. Come si vede, qualche timida reazione al clima di mistificazione e semplificazione comincia a vedersi anche nelle latrine.
Sui migranti, prima di tutto, occorre sapere se sono un problema di frontiera (Mattarella e Minniti quando il 27 e il 28 giugno sbarcarono in Italia 12000 persone parlarono di invasione), se lo erano e se lo sono ancora. Questi i dati. Come si vede si passa da 99.000 persone sbarcate nel 2017 a 20.000 nel 2018. La frontiera è stata chiusa (…) Ma adesso chiediamoci: questa emergenza colpisce la Sardegna? Per niente, ma proprio per niente. La Sardegna non ha il problema, ma si divide, tifa e si lacera come se lo avesse. Bisognerebbe pensarci sopra.
Viceversa, domani vi racconterò quali emergenze di ordine pubblico e di giustizia ha la Sardegna: ne viene fuori il quadro di un Paese che per metà del suo territorio è impegnato in una guerra fratricida tra sardi fatta di minacce, violenze e quant’altro. (LEGGI)

“I libici erano entrati nel magazzino dove i prigionieri erano stati stipati come animali e avevano deciso di portare via con loro una bambina di sei anni, strappandola alla madre che implorava pietà supplicando loro che non gliela portassero via. Per tutta la notte la piccola era stata violentata dai carcerieri e quando è stata restituita alla madre era ormai irriconoscibile: “Aveva gli occhi bianchi, senza colore, era priva di coscienza, piena di lividi, ferita e sanguinante”.
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La libertà, una donna, un esempio

Guardate il video dell’intervento di Emma Bonino al Senato. Ammiro sinceramente questa donna da molto tempo, perché è una libertaria, perché combatte, perché ha sofferto, perché ama e si vede, e perché in Italia chi ha questa cultura sta in minoranza da sempre. Sto immerso in questa cultura da cristiano, da europeista e da indipendentista democratico e so che è facile essere fraintesi e non capiti, è facile essere radicalmente coerenti con le proprie convinzioni e apparire incoerenti con i reclutatori di regime della tradizione politica italiana. (LEGGI)

di Tore Terzitta
Il mio insegnante di latino insegnava a dedurre con questo epigramma di Marziale:
Mentula cum doleat puero, tibi, Naevole culus, Non sum divinus sed scio quid facias. (Giacché al servo duole la minchia e a te, Nevolo, il culo, non sono un indovino ma so che cosa fai).
Lo stesso insegnante sosteneva che non era dunque necessario rifarsi ad Aristotele per saper dedurre, ma che bastava Marziale.
Questa fulgida pedagogia razionale mi è tornata in mente ieri sera quando, durante lo zapping pre-abbiocco, ho visto l’intervista di Formigli all’ex ministro dell’Interno della Repubblica italiana, Marco Minniti. Il mio strampalato ragionamento deduttivo è partito quando si è parlato dell’episodio di Rosarno, delle fucilate… (LEGGI)

Prendete il caso delle minacce al sindaco di Ozieri e al nostro consigliere Davide Giordano. Qualcuno ha scritto sul muro “Appesi! Negri + Murgia + Giordano. Vergogna”. Poi, non contento, ha disegnato con la vernice una croce sulla macchina del nostro Davide Giordano.
Leggete l’articolo di cronaca della Nuova Sardegna. Lo si sarebbe potuto intitolare: “E che sarà mai!”. (…) Oggi l’Unione Sarda dà la notizia di un atto interno emesso da un Direttore di Servizio dell’Ats dell’Assl di Cagliari che scrive: “Si rammenta ancora una volta che è tassativamente vietato concedere interviste e/o fornire alcun tipo di notizie a persone non autorizzate come giornalisti o quant’altro”. L’Ats nega il diritto costituzionale all’esercizio della libertà di pensiero e parlamentari, consiglieri regionali e Ordine dei Giornalisti tacciono. (…) Ugo Cappelalcci è arrivato al decimo giorno di digiuno. (…) Ebbene, mentre la stampa sarda fa spallucce e non crede sostanzialmente al digiuno, Radio Radicale lo ha intervistato (LEGGI)