La lettera

Caro amico,
la peste è arrivata. Nell’isola e nella città. Colpisce tanti, troppi. La peste non si può nascondere.

Oltre cinquant’anni fa

Il ‘68 e il ‘69 del secolo scorso furono anni di conflitto politico, sociale ed economico, molto forte. (…) in quel decennio la riforma sanitaria, quella che in questi giorni è riconosciuta virtuosa conquista del popolo. Un popolo che voleva contare. Quel popolo che fa e faceva politica, buona. Nei consigli comunali, come nel Parlamento. Che ha sempre sacrificato e lavorato, nelle fabbriche, come nei campi, negli ospedali, nelle scuole, negli uffici. Quello che ha subito e subisce l’offesa, ma resiste […]

Possiamo dirlo perché l’abbiamo detto

Lo possiamo dire oggi, perché lo abbiamo detto sempre. Potremo continuare a dirlo domani, perché lo diciamo anche oggi. In ogni “crisi” c’è chi ne approfitta. Terremoti o alluvioni, epidemie o guerre. (…) Noi non la pensiamo così. Pensiamo proprio il contrario. Più libertà, democrazia e consapevolezza, più cultura e capacità critica fanno popoli forti, comunità attive e coraggiose nelle difficoltà. Pensiamo che il pluralismo istituzionale sia una condizione che ostacola i rigurgiti fascisti, per questo difendiamo i principi di autonomia contenuti nella parte prima e immodificabile della carta fondamentale. Anzi, vorremmo proprio di più. Vorremmo sviluppare l’autodeterminazione responsabile, quella che fa crescere il senso del dovere e la vera libertà […]

E così ci siamo. Hanno votato bene. Ancora

Perciò, chi è stato scelto ha deciso di rinunciare alla battaglia sulle entrate, di cedere alle pretese dello Stato, nonostante le decisioni favorevoli della Corte Costituzionale. Ha deciso di mollare una battaglia giusta perché i contributi dei sardi alla finanza ministeriale fossero stabiliti in un negoziato serio, alla pari, risarcitorio di quanto già prelevato illegittimamente. […]

L’aereo e il recidivo

Si dice che chi torna a commettere azione riprovevole, cade nello stesso vizio, si macchia della medesima colpa, sia “recidivo”.  Essere recidivo non è quindi bella cosa. Il capo del villaggio era andato via. In quella piccola isola dell’arcipelago – come era noto a tutti – la gestione dei problemi era affidata dalla Comunità a […]

Era passato appena un anno dall’incoronazione ma, nel Regno, le cose non andavano per niente bene. La stagione del declino, iniziata alcuni anni prima, proseguiva inesorabile. Nulla era stato fatto per rallentare la marcia verso il precipizio. Economia disastrosa. Truppe senza paga da mesi. Il popolo sempre più povero, colpito da violenze di ogni tipo. […]

La fuga

«È scappato. È scappato» gridavano nei corridoi . «Perché? Perché?» chiedevano in tanti. «A dirla in breve» – rispondeva il solito ben informato – «basta leggere il giornale. Pare che l’avessero chiamato per scrivere sotto dettatura e per firmare senza guardare. Forse non l’aveva capito subito, forse l’ha capito dopo. Ha preso il treno ed […]

Fratello, forse non stiamo facendo abbastanza

Se mi chiedi se stiano soffiando venti di guerra, in queste ore, non posso che risponderti che non hanno mai smesso di soffiare. Insisti, pensa positivo. Digita “pace nel mondo”, con il tuo computer. Il motore di ricerca ti risponderà, in circa mezzo secondo, con 67 milioni di risultati. Evviva, ti verrà da gridare. Il […]

Quando i capi partigiani si riunirono

Quando i capi partigiani si riunirono – nel Palazzo conquistato – l’odore delle polveri e quello del sangue era diventato cosa unica. Non persero tempo. Era troppo quello che avevano già lasciato per rischiare ancora un solo minuto di vita. Donne e uomini di coraggio, freddi , avevano soffocato la compassione. La violenza nella loro testa era stata arma di difesa e strumento di liberazione. Ora, finalmente…

Se i più deboli

Sono stati anni difficili. Guerra civile e guerre tra stati hanno sfiancato tante donne e tanti uomini, hanno sfinito i popoli. Intere comunità nazionali si sono violentate. Abbiamo contato morti e lutti che non si potranno dimenticare. Tutto questo creato dai deboli, da quelli che si sono piegati, da quelli che si sono adattati per […]

Spalle forti, spalle di bambine

Quando le urla laceravano la casa, si nascondevano. Sentivano la paura sopra e dentro. Si soffocavano improvvisamente tutti i sogni, nei corpi che tremavano. Accadeva ormai tantissime volte. Sempre più di frequente. In ogni ora del giorno. E ogni volta insieme andavano nell’angolo più buio della stanza, in quel piccolo, compresso, appartamento di periferia. Sparivano […]

Non aveva un fisico bestiale

Sono certo della sua sofferenza. Dietro quelle sbarre. Non aveva un fisico “bestiale”. Il collo incavato e la schiena piegata da una gobba evidente. Il corpo minuto che reggeva una grande “testa”. Febbri ricorrenti. Il destino lo teneva in vita. Scriveva e scriveva. Con quei moncherini di matita regalati dai suoi carcerieri, in ogni tipo di carta, in quaderni poveri. L’avrebbero lasciato a consumarsi così, nella galera umida. A leggere libri dei filosofi e dei cronisti di regime.