Quando i capi partigiani si riunirono

Quando i capi partigiani si riunirono – nel Palazzo conquistato – l’odore delle polveri e quello del sangue era diventato cosa unica. Non persero tempo. Era troppo quello che avevano già lasciato per rischiare ancora un solo minuto di vita. Donne e uomini di coraggio, freddi , avevano soffocato la compassione. La violenza nella loro testa era stata arma di difesa e strumento di liberazione. Ora, finalmente, potevano rinascere.

Così decisero. Mai più fascismo. Niente più persecuzioni per ciò che pensi, per quello a cui credi. Niente più galere per le tue parole. Niente per i tuoi scritti, per i tuoi incontri, per i tuoi affetti. Mai più.

La penna, la stessa del tiranno, il tavolo di legno massiccio, lo stesso, su quella carta preziosa scrissero l’impegno. Un atto prepotente contro la prepotenza. Come un coltello sulla carne, scivolando, si scolpì il giuramento per tutti i diritti della partecipazione libera, della politica plurale, quella che si organizza e si rispetta. Regole di civiltà tra biologie, culture, terre diverse.

Così parola dopo parola … «Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne,… il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico… tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale… tutti i cittadini possono rivolgere petizioni… per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità… tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza… chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro… la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino… il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici… l’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico… tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva… tutti i cittadini hanno il dovere… di osservarne la Costituzione e le leggi… i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento…» Così i loro fucili finirono in una cassa…

Ora, vecchio, tanto, in quel letto bianco, gli occhi si perdono nella sofferenza patita per quelle parole di liberazione. Sempre, ogni giorno, con i fucili nella cassa, a ricordare il sacrificio degli innocenti con le mani nude sollevate al cielo. Il fuoco ha bruciato la vita… per quelle parole, per il loro senso… L’ultimo conato di vomito, per chi ha tradito…

One thought on “Quando i capi partigiani si riunirono

  • Sacrosanti valori per conquistare i quali in molti hanno sacrificato la loro vita.
    Purtroppo oggi, molti hanno dimenticato il sacrificio di quegli eroi e dimentichi del passato inneggiano a comportamenti ostili alla libertà di ciascuno

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