Noi abbiamo messo in campo l’unica proposta seria di cui tutti adesso parlano senza citarci (20 milioni di euro per svuotare dalle eccedenze i magazzini attraverso il bando per gli indigenti), ma il Governo, che gestisce i fondi europei utilizzabili, non ha preso alcun impegno. (…) C’è un clima di paura in Sardegna con le forze dell’ordine che lo osservano a braccia conserte.
I Sardi si stanno dilaniando tra sardi per colpa delle bugie degli italiani e il Ministro degli interni della Repubblica italiana ne è contento. I caseifici sono fermi. I pastori non sanno che fare del latte. La ricchezza prodotta in Sardegna da sardi viene distrutta per le strade sotto gli occhi della Polizia e dei Carabinieri. Tutto questo è casuale? No. È elettorale. (LEGGI)

È paradossale che produciamo sempre più latte in modo da farlo valere sempre di meno.
È paradossale che produciamo una marea di latte e non riusciamo a venderlo nel mondo in tutte le forme possibili.
Il latte in Sardegna non è un problema, il latte è una risorsa. Ed è una risorsa talmente grande da dover essere difesa in Europa. Ma per poter essere difesa in Europa ha bisogno di uno Stato e noi non siamo uno Stato.
I problemi del mercato del latte nascono dall’assenza di un potere, grande quanto questa risorsa, che lo difenda.
Noi dobbiamo aumentare il potere della Sardegna per aumentare la redditività del latte.
Aumentare la redditività del latte significa creare ricchezza e benessere per la nostra terra. (LEGGI)