Latte, Politica

Latte: Salvini vuole un sardo colpevole

La nostra proposta per il latte:

1) il Governo italiano stanzi (su risorse europee, non sue) nel bando di marzo per gli indigenti 20 milioni di euro per il Pecorino Romano, in modo da liberare i magazzini delle cooperative e degli industriali dalle eccedenze e consentire il rifinanziamento da parte delle banche della campagna attuale (proposta copiata da tutti senza mai citare il nostro nome, ma questo è normale nell’informazione manipolata della Sardegna);
2) il Governo italiano proroghi il Piano dell’offerta che scade il 9 marzo, diversamente l’anno prossimo siamo da capo;
3) il Governo italiano dia corso alle sanzioni irrogate per chi ha violato il Piano dell’offerta;
4) il Governo italiano dica se è in grado con le sue forze dell’ordine di proteggere la ricchezza e la proprietà dei sardi, visto che fino ad oggi il latte versato, che è di sardi, i camion danneggiati, che sono di sardi, i caseifici assediati, che sono di sardi, non hanno certo fatto aumentare di un centesimo il prezzo del latte, ma stanno danneggiando notevolemente altri sardi. Salvini tiene i Carabinieri e la Polizia fermi e i sardi danneggiati si organizzano. Già due caseifici hanno sorveglianti armati. Una rappresentazione plastica del fallimento dello Stato italiano: non riesce neanche più a difendere l’incolumità personale e la proprietà.
In questo quadro, Salvini cerca un capro espiatorio sardo, dà la colpa a qualcuno dei sardi, e in particolare al Consorzio del Pecorino Romano, a suo dire inadempiente.
E qui comincia a vedersi la regia occulta della protesta, la mano che strumentalizza i pastori sinceri e li orienta verso obiettivi che manco conoscono.
Facciamo così: facciamo una piccola sfida di trasparenza.
Il Ministero dell’Agricoltura consenta alla Repressione frodi, che sta sotto il Ministro, di pubblicare i dati del rilevamento fatto dal Consorzio sulle produzioni realizzate oltre le quote assegnate.
Perché questi dati sono segretati?
Così tutti noi ci renderemo conto non solo di un errore collettivo che noi abbiamo fatto (produrre più della domanda) ma anche di chi non ha sanzionato i trasgressori e ci potremmo chiedere il perché.
Ci renderemmo conto che queste cose accadono anche da altre parti e che vi si pone rimedio con il ritiro delle scorte in eccesso attraverso fondi europei.
Chi ha in pancia i fondi europei?
Il Governo italiano.
Cosa sta facendo il Governo italiano? Sta dando la colpa ai sardi.
Cosa c’è il programma nei prossimi giorni?
L’udienza con cui gli industriali laziali stanno tentando di non stare più sotto il disciplinare della dop del Pecorino romano, ma vogliono produrre cacio romano spacciandolo per pecorino, in modo da mangiarsi il mercato con un prodotto taroccato.
Gli storici racconteranno che un partito italiano al potere, ha nascosto le proprie responsabilità, ha tenuto ferme le forze dell’ordine e ha fatto saccheggiare da sardi la ricchezza dei sardi, poi ha indicato in un sardo il colpevole e poi si è preso la Sardegna. Finite le elezioni la tradirà, come sempre è accaduto.