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Agricoltura: de minimis e whisky and soda
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Agricoltura: de minimis e whisky and soda

Noi del Partito dei Sardi abbiamo sempre detto che la risposta all’emergenza siccità doveva avvenire attraverso una rimodulazione del Por e un rifinanziamento di almeno 20 milioni della misura 5.2 e che la crisi legata al prezzo del latte andava affrontata con interventi strutturali e non con interventi a pioggia (si vedano a proposito i ripetuti interventi di Pier Mario Manca, di Mario Uras, di Gianfranco Congiu e di Roberto Desini).

Adesso chiamo mio fratello
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Adesso chiamo mio fratello

La Giunta regionale, con i compìti comunicati stampa di protesta verso il governo italiano che impugna ogni legge della Regione Sardegna sembra un bel condensato del piccolo amico mio che prendeva schiaffi, si rialzava e ne prendeva altri. Faccio un piccolo riepilogo degli sganassoni: Renzi viola l’accordo con Paci e mentre negozia le norme di attuazione conferma gli accantonamenti; neanche un centimetro di sabbia delle servitù militari è stato restituito alla Regione Sardegna, anzi è stata impunemente confermata la servitù sull’isola di Santo Stefano alla Maddalena; tutte le leggi finanziarie sono state impugnate…

Molti insulti, poche idee
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Molti insulti, poche idee

La pubblicazione della Costituzione della Repubblica di Sardegna ha scatenato da un lato qualche attenzione in più sul tema strategico del sistema dei poteri di cui la Sardegna dispone (il segretario del Pd ha accettato di assumere questo tema come centrale, e per noi è già un risultato interessante). Dall’altro, intrecciandosi con la nostra posizione sui milioni degli interventi per la pastorizia negoziati sul camion, come la volta precedente con la Coldiretti, e come la volta precedente dichiarati ma non trovati. E sono partiti i soliti insulti e i soliti linciaggi, da cui ci difendiamo serenamente.

Pecorino romano: come rubare con destrezza 200 milioni di euro
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Pecorino romano: come rubare con destrezza 200 milioni di euro

I produttori laziali vogliono l’abolizione della Dop del Pecorino romano, che vale una fetta di mercato di 200 milioni di euro. Al fianco dei laziali il Ministro, la Regione Lazio e la Coldiretti (anche sarda). Come e perché non difendiamo i marchi che producono ricchezza? Il crollo del prezzo del latte non è dovuto al Pecorino Romano, ma al mancato rispetto dei piani dell’offerta. Siamo di fronte al rischio che per far dispetto alla moglie…

Siccità, latte e soldi: da dove prenderli e come spenderli
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Siccità, latte e soldi: da dove prenderli e come spenderli

La crisi delle imprese per la siccità e la flessione del mercato si può fronteggiare con circa 30 milioni di euro già esistenti e o mal impegnati o mal depositati. Bisogna però cambiare abitudini e attitudini: su connottu è sbagliato, perché molto spesso spreca le risorse sia naturali che finanziarie. Dove sono i contatori per l’acqua? Si continua a irrigare a pioggia e a coltivare il riso per allagamento? Che dire delle imprese che irrigano per produrre biomasse?

La guerra del latte e i coperchi del diavolo
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La guerra del latte e i coperchi del diavolo

Dietro tante polemiche c’è la guerra tra la Coldiretti e il Movimento Pastori, guerra di egemonia politica piuttosto che di governo del settore. Nel frattempo la Banca d’Italia ha chiesto di chiudere gli uffici italiani della Bsi, la Banca d’Affari incaricata dalla Sfirs nel 2016 di fare l’advisor per i Pecorino bond. L’ansia di integrazione nella modernità e nei salottini vellutati della finanza porta chi non è educato allo spirito critico a dare a Dracula le riserve di sangue.

La Sardegna bloccata
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La Sardegna bloccata

La Sardegna è immobile. Nessuna crisi industriale risolta. La crisi del lavoro è incombente. Il rapporto tra i paesi dell’interno e le città irrisolto. Gli investimenti infrastrutturali in ostaggio di leggi, controlli e conflitti. L’agricoltura fatta male ci fa dipendere in tutto dalle importazioni. Le future elezioni dovranno avere un mandato popolare rivoluzionario negli obiettivi e pacifico e legale nei metodi.