Agricoltura

Le ragioni dei pastori 2: tanto denaro promesso, poco denaro erogato
Agricoltura Politica

Le ragioni dei pastori 2: tanto denaro promesso, poco denaro erogato

Continuo nel lavoro (che dovrebbero fare altri, ma che non fanno) di illustrare le motivazioni profonde che danno ragione allo sciopero elettorale dei pastori, sempre che vogliano continuare a farlo.
In campagna non ci sono soldi. Perché? (…) Se se ne vuole una conferma si prenda la misura 6.1 ecc., quella del primo insediamento. Domande presentate nel 2016, istruttoria ancora in corso nel 2018, neanche un euro erogato, nel frattempo il pastore ha dovuto aprirsi la partita Iva ecc.
Ma andiamo più nel dettaglio. Faccio solo un esempio.
Prendiamo la misura del benessere animale. Prendiamo l’annualità 2016. A fronte di 8512 domande ammesse nel 2016
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Le ragioni dei pastori: l’imbroglio del refresh
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Le ragioni dei pastori: l’imbroglio del refresh

Ieri l’Assessorato dell’agricoltura della Sardegna ha diffuso un comunicato in cui parla di refresh e in realtà si occupa d’altro. Per quanto sempre di agricoltura si tratti, bisogna costantemente tenere distinte le pere dalle mele, specie se la confusione genera danni ingenti per le imprese sarde.
Cominciamo col dire che a nostro avviso il Governo sardo non ha risolto proprio nulla sul refresh e che esiste e persiste un danno finanziario molto grave a carico dei pastori della Sardegna. (…) Nelle campagne della Sardegna manca una sola cosa: il denaro e manca perché l’agricoltura sarda ha una malattia di sistema: è soffocata da ignoranza, burocrazia e parassitismo burocratico. Non è più dignitoso che per ogni finanziamento incagliato si faccia una manifestazione e poi, una volta sbloccato, ci si faccia la fotografia col ministro di turno. Serve una protesta di sistema, una protesta di Stato che cambi lo stato delle cose. Per queste ragioni i pastori hanno ragione. Speriamo che sappiano intepretare la fondatezza della loro posizione e non la sviliscano in una semplice e fugace ribellione. (LEGGI)

Il filo rosso che lega i pastori che non vogliono votare e chi si vuole candidare
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Il filo rosso che lega i pastori che non vogliono votare e chi si vuole candidare

I pastori si lamentano perché Agea (agenzia dei pagamenti goevrnativa italiana, con sede a Roma ) non paga. Molte persone per bene escluse dalle candidature si lamentano delle decisioni di partiti governati monarchicamente e centralmente sempre a Roma, cui loro stessi si sono in precedenza affidati. Vi racconto il filo rosso che lega la delusione e come la dleusione porti alal ribellione, cioè alla sconfitta. La Sardegna ha i cimiteri pieni di ribelli giustiziati e di delusi morti in esilio. Proviamo a imparare: mai ribelli, sempre forti e centrati uomini di governo, capaci di pensiero, organizzazione, riforme e autentica libertà. (LEGGI)

Agricoltura: avevamo ragione
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Agricoltura: avevamo ragione

Non molto tempo fa, denunciammo il grave danno inflitto alla Sardegna dall’agenzia governativa italiana Agea. (…) Nei giorni scorsi i giornali hanno dato notizia dell’avvio di un’indagine da parte della magistratura romana sui costi della gestione Agea. L’ipotesi di reato parla di costi aziendali gonfiati, rispetto ai benchmark di spesa europei, del 900%. L’indagine merita attenzione perché non nasce da esposti anonimi o quasi, né da protagonismi giudiziari o polizieschi, ma dall’ex Amministratore delegato di Agea, il quale, andando via, depositò un corposo esposto sui costi di gestione proprio del sistema informatico che è poi il cuore di Agea. Quel cuore è anche il cuore dei pagamenti in Sardegna.
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Pastorizia: pensare prima di fare, stare uniti e non bisticciare
Agricoltura Politica

Pastorizia: pensare prima di fare, stare uniti e non bisticciare

Le cronache di questi giorni dimostrano che sull’intervento dei 45 milioni per il sostegno alle aziende ovicaprine per la siccità avevamo ragione: il mondo non è più quello dei contributi a pioggia, perché questi non sono rapidi come si pensa e tanto meno sono innocui per le aziende. Una promessa è facile da farsi, ma la realtà poi rivela tutte le sue complessità.
Fa più e meglio una riunione ben fatta che una manifestazione. In piazza si può (e talvolta si deve) protestare, ma difficilmente si risolvono i problemi.
Noi, e io in particolare, siamo stati dileggiati nel mondo delle campagne per aver detto che la soluzione trovata per i 45 milioni non era stata ben pensata e che sarebbe stata pericolosa per le aziende: i fatti ci/mi stanno dando ragione.
(…) Detto tutto questo, noi non pretendiamo di avere ragione, né diciamo che tutto ciò che hanno fatto e proposto altri è sbagliato.
Ci pare però urgentissimo incontrarsi e studiare le soluzioni migliori, piuttosto che continuamente scontrarsi o misurare le reciproche forze. Ci pensi la Coldiretti; ci pensi il Movimento pastori, ci pensino i trasformatori e i Consorzi: o si ha coscienza che bisogna stare uniti e essere molto competenti ed efficienti oppure il futuro è molto più insidioso che in passato.

La verità sulle vacche e sulla sanità
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La verità sulle vacche e sulla sanità

In Sardegna non si riesce a dire la verità perché si tramuta l’errore in colpa, perché si è orgogliosi fino alla menzogna, perché si bada più a se stessi che al dovere di servizio verso la società. Per cui oggi, qui, diciamo la verità non per sbeffeggiare o accusare qualcuno, ma semplicemente perché senza verità non c’è vero rimedio.
Primo punto: è sommamente ingiusto che per la siccità si siano indennizzati (con una legge che, a nostro avviso, produrrà delle grane non banali a chi la userà e attuerà) i proprietari di pecore e non le imprese agricole complessivamente intese. Anche le vacche, i cavalli, gli asini e i maiali bevonio e mangiano…

Ieri ci siamo astenuti sulla leggina per i pastori. Domani ci prepariamo a votare contro le disposizioni sulla sanità
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Ieri ci siamo astenuti sulla leggina per i pastori. Domani ci prepariamo a votare contro le disposizioni sulla sanità

Quando nella finanziaria 2017 venne inserito l’articolo sui 14 milioni ai pastori noi dicemmo che sarebbero stati inspendibili. I fatti ci hanno dato ragione. Per renderli spendibili la legge è stata modificata due volte e oggi diventa di fatto una norma per l’acquisto di pecorino romano.
Quando dicemmo che più dell’ammasso di Pecorino romano per gli indigenti (misura comunque utile) avrebbe fatto il Fondo rotativo (adesso deliberato anche da Banca Intesa che si sta rivelando la banca più vivace e di prossimità per le imprese sarde), i fatti ci hanno dato ragione (il Fondo si sta affermando e sta da un lato finanziando le imprese e dall’altro regolando i magazzini).