Fa più un’opera d’arte che brucia che un uomo che muore

Il bello della diretta: si potrebbe dire che la corsa alla ricostruzione di Notre Dame con centinaia di milioni di euro raccolti in poco tempo, è in parte dovuta all’emozione suscitata dalla diretta televisisva dell’incendio che l’ha distrutta.
C’è da chiedersi se, visto che l’importante è vedere piuttosto che sapere, che cosa accadrebbe se ci fosse la diretta televisiva di uno dei tanti naufragi che sono avvenuti e avvengono nel Canale di Sicilia; c’è da chiedersi quale sarebbe la reazione del mondo se vedessero le persone immerse nel mare ghiacciato della notte, se sentissero le urla dei bambini e la disperazione di genitori esausti, se vedessero le teste delle persone andare per un po’ su e giù sommerse dalle onde e poi non tornare più a galla, se vedessero i bimbi abbracciati alle mamme e ai padri in un tentativo estremo di chiedere aiuto. C’è da chiedersi che cosa farebbe il mondo se vedesse in diretta le donne e le bambine violentate nei campi di concentramento libici, gli uomini brutalmente picchiati e abusati, le persone morire di stenti e di botte. È il mondo che si gira da un’altra parte quello che crede alle parole di Salvini piuttosto che alla realtà del male e del dolore. È il mondo instupidito dai media che fa finta di non vedere ciò che la Francia sta facendo in Libia e che sta generando milioni di profughi abbandonati a se stessi. Il mondo educato dalla tv e dalla pubblicità, nonché dall’utilitarismo più spinto, si emoziona se vede, si gira dall’altra parte se sa. Guardate l’Italia. Lo Stato ha distrutto il clan Casamonica a Roma perché le immagini di una testata data da un delinquente a un giornalista hanno fatto il giro del mondo; se non fosse accaduto quell’episodio, i Casamonica continuerebbero a essere i re di Roma. Guardate la continuità territoriale sarda, per confrontare un microbo con un elefante: se fossero disponibili le immagini della prima riunione tra Solinas e l’Unione europea, nella quale il neo presidente si è inginocchiato di fronte a una folle e ipocrita richiesta europea, per cui oggi si viaggia in due modi e con due tariffe in Sardegna, i Sardi, forse, avrebbero fatto uno sciopero generale e gli avrebbero chiesto di andarsene. Invece no, tutto tace, perché non si è visto ciò che si sa essere vero, ma non lo si è visto. Il pessimo Cossiga insegnava che governare non è risolvere problemi, è far credere di farlo. La regola principe di chi governa per se stesso e non per gli altri è non far vedere, è nascondere. E il popolo è contento.