Sinistra: “Siamo al potere, siamo lo Stato. Siamo il Partito delle Tasse perché lo Stato è buono”

Piaccia o non piaccia, la Sinistra italiana, col suo cinismo di potere, è riuscita a farsi ricollocare dalla Destra nella posizione antipatica e odiata di Partito delle tasse.

In poco meno di due mesi, l’Italia ha la percezione diffusa che il Governo non sappia cosa fare rispetto alla tragedia dell’immigrazione, ma abbia le idee chiarissime sulle tasse: aumentare le tasse indirette, le più ingiuste, far finta di abbassare quelle dirette (venti euro in busta paga in più e solo per alcuni) e soprattutto aumentare i controlli sui cittadini.

Lo stesso Presidente del Consiglio che aveva presieduto il Governo con la Lega, che sfidando l’Europa aveva rischiato di dover aumentare l’Iva, oggi pretende di essere osannato per aver trovato a debito i soldi per non aumentarla.

Solo in Italia, cioè in un Paese abituato da secoli a vivere di esplicite menzogne, poteva accader tutto questo.

Il capolavoro suicida della Sinistra attende, ora, di essere concluso con gli accordi sulla legge per la Giustizia che assoceranno al “fine pena mai” (l’ergastolo italiano censurato dai tribunali europei, il “fine delitto mai”) cioè l’annullamento della prescrizione, che, si badi, dati alla mano, non è usata dai cittadini per scampare alla pena, ma è usata soprattutto dalla magistratura per rimediare ai suoi errori (ho un amico iscritto da 10 anni al registro degli indagati in una grande inchiesta, che ha fatto fare carriera politica a un magistrato, il quale non c’entra assolutamente nulla con i fatti contestati. Lo sanno anche i magistrati, ma stanno aspettando che scatti la prescrizione, così in giudizio non saranno costretti a svelare le porcate fatte dai loro colleghi. Non parliamo poi degli orologi sincronizzati da certa magistratura sulla prescrizione per la contestazione dei reati ad alcuni esponenti di determinati e selezionati schieramenti politici, e invece sviluppati rapidissimamente per altri. O del carcere preventivo, che di fatto esiste ancora, risparmiato ai magistrati indagati di importanti delitti, per evitare che mai gli passasse per la testa di raccontare i meccanismi del sistema, e applicati con non curanza e spesso sulla base di palesi manipolazioni ad altri).

Ci sono poi dei personaggi simbolo di questo volgarissimo trasformismo (uso la parola con soddisfazione, perché quando facevo politica e mi sottraevo alle logiche da branco che esigevano obbedienza al Capo anche quando sbagliava, io venivo tacciato di trasformismo o di ribellismo. Quando dicevo a Soru che l’autoritarismo non era una buona strada, venni aggredito a mezzo stampa da una muta di persone inferocite che ogni giorno riportavano al capo un pezzo della mia pelle, ma non la mia testa. Quando dicevo a Pigliaru che Anas, Qatar, Banco di Sardegna e Stato italiano erano pessime compagnie, venni aggredito, perché indisciplinato, dalla stessa muta, ma con persone meglio allenate e aiutate da qualche manina istituzionale e paraistituzionale. Oggi il trasformismo è serenamente al potere, grazie anche a quelle manine).

Prendiamo il ministro Guerini. Dall’opposizione ferocemente ostile agli F35; da ministro a favore. Perché? Per la ragion di Stato.

Prendiamo il Pd: dall’opposizione ferocemente ostile all’annullamento della prescrizione, come forza di governo impegnata in una trattativa con i Cinquestelle per ottenere contropartite in cambio dell’approvazione della fine della prescrizione a partire da gennaio.

È in questo quadro che si colloca la bufala della lotta all’evasione come alibi per le nuove imposte (quasi tutte indirette, cioè indifferenti alla capacità di reddito dei cittadini) varate da questo governo.

In fin dei conti la Sinistra dice: “Io sono al Governo e dunque sono lo Stato. Io rendo lo Stato buono e dunque finché io sono al Governo qualsiasi cosa faccia lo Stato è cosa buona e giusta. È giusto che lo Stato sappia cosa compri, dove lo compri, dove vai, con chi sei, quanto spendi, dove lo spendi, perché lo spendi, perché sapendo tutte queste cose, vedrai, abbasseremo le tasse e colpiremo i cattivi. Tu cittadino devi accettare una riduzione della tua libertà e della tua privacy in cambio di una migliore azione dello Stato. Fidati, lo Stato sono io, io sono la Sinistra, fatti controllare serenamente perché, se non hai niente da nascondere e se sei onesto (e quanto sei onesto lo decido io Stato, che sono buono appunto perché di Sinistra) non ti succederà niente”.

Vogliamo vedere quante volte lo Stato, invece, è tutt’altro che buono?
In Sardegna, sul Fisco, lo sappiamo: lo Stato sbaglia una volta su due; quindi è ‘buono al 50%. Questo è il dato che emerge dalle statistiche sul contenzioso tributario: il 50% si conclude a favore del contribuente, l’altro 50% a favore dello Stato. Quindi lo Stato perseguita un cittadino onesto ogni cittadino evasore. È una percentuale emblematica di uno Stato di polizia: si sospetta di tutti, tutti devono dimostrare di essere innocenti e solo chi ci riesce lo è davvero.

Vogliamo vedere quanto gli apparati piegano le leggi ai loro interessi piuttosto che ai diritti dei cittadini? Vogliamo fare un elenco delle manipolazioni emerse in tante circostanze – e altre ne emergeranno – da parte di pezzi dello Stato pur di nascondere attività portate in danno dei cittadini (ne sono piene le riviste di Storia contemporanea)? Lo faremo in una delle prossime volte, per oggi basti aver descritto la solita, ripetuta follia della Sinistra italiana di identificazione con lo Stato quando è al Governo, per poi provare a riparlare con i cittadini liberi quando si trova all’opposizione. Un giochino che dura dai tempi di Berlinguer, ossessionato dall’idea del riconoscimento da parte dello Stato del Pci come forza legittimata al Governo, al punto da dare la testa di Moro su un piatto d’argento al tritacarne di Stato (per inciso, il terrorismo non fu sconfitto dalla linea della fermezza, ma dalla legge sui pentiti di Cossiga. Non è vero che la morte di Moro segnò l’inizio della fine delle Br, se non per il fatto che aumentò gli scrupoli di coscienza di Peci, che si pentì. E se oggi le BR non dicono la verità su Moro, lo dobbiamo alle menzogne di Stato ancora attive per coprire proprio la linea della fermezza, che fu solo una linea stupida e tragica della ferocia).

La Sinistra italiana è un arcipelago di posizioni talmente variegato e camaleontico che appare difficile da definire. Tuttavia, vi sono delle costanti individuabili. Una in particolare viene dal vecchio Pci (oggetto in questi giorni di processi di santificazione senza contraddittorio sui terribili anni Settanta).