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Solo noi parliamo senza paure dei migranti
Politica

Solo noi parliamo senza paure dei migranti

Venerdì prossimo a Nuoro parleremo di migranti, senza paura e senza paure. Parleremo di guerra, di tragedie umane epocali, di persecuzioni e violenze, di violenze umane e di persecuzioni religiose, di persone per bene e di delinquenti incalliti, di accoglienza, di regole, ma anche del sospetto dilagante che l’accattonaggio sia organizzato e della certezza che non sia giusto fare un percorso di guerra per trovare un parcheggio o per entrare in chiesa. (…) Ne parleremo come fanno gli uomini pubblici, in un’occasione pubblica (Digos, prefettura, carabinieri, Guardia di Finanza, forestali e barraccelli sono cordialmente invitati a partecipare. Se serve, siamo pronti a metterci i microfoni delle intercettazioni sulle giacche, così evitiamo di trovarcele tra i lombi). Facciamo politica sui temi della politica, non sulle ambizioni del circo elettorale.

Resistenza civile elettorale
Evidenza Politica

Resistenza civile elettorale

Il Parlamento italiano ha dichiarato solennemente di voler fare una legge contro i parlamentari nominati e non eletti, e poi ne ha varato una che di fatto ha lasciato le cose come erano. Le cronache di questi giorni hanno rivelato a tutti che si tratta prevalentemente di nominati, cioè di persone non valutate per ciò che rappresentano ma per la forza interna nei reciproci schieramenti. (…) Questi maledetti cellulari, queste maledette app che registrano immagini, voci, gusti, inclinazioni, stanno ledendo in profondità le libertà personali e vi sono addirittura forze politiche che chiedono che si aumentino i controlli informatici sui cittadini, già intensissimi da parte dei grandi gruppi imprenditoriali, anche da parte della Polizia Giudiziaria e della Magistratura, cioè dello Stato, che prima non poteva conoscere i nostri gusti, oggi pretende di sapere tutto di noi. (LEGGI)

Il filo rosso che lega i pastori che non vogliono votare e chi si vuole candidare
Agricoltura Indipendenza Politica

Il filo rosso che lega i pastori che non vogliono votare e chi si vuole candidare

I pastori si lamentano perché Agea (agenzia dei pagamenti goevrnativa italiana, con sede a Roma ) non paga. Molte persone per bene escluse dalle candidature si lamentano delle decisioni di partiti governati monarchicamente e centralmente sempre a Roma, cui loro stessi si sono in precedenza affidati. Vi racconto il filo rosso che lega la delusione e come la dleusione porti alal ribellione, cioè alla sconfitta. La Sardegna ha i cimiteri pieni di ribelli giustiziati e di delusi morti in esilio. Proviamo a imparare: mai ribelli, sempre forti e centrati uomini di governo, capaci di pensiero, organizzazione, riforme e autentica libertà. (LEGGI)

Siamo tutti ebrei
Cultura Politica

Siamo tutti ebrei

Noi del Partito dei Sardi non abbiamo paura di dirlo: siamo tutti ebrei. (…) Conosciamo i documenti che nella storia hanno costruito l’odio antisemitico.
Conosciamo la stella appuntata sui vestiti e prevista già da documenti medievali.
Conosciamo il testo di Lutero contro gli ebrei.
Conosciamo l’odio seminato per secoli dalla Chiesa cattolica contro gli ebrei. (…) Oggi è il giorno della memoria e noi diciamo con convinzione che non dimenticheremo mai e che ogni volta che il mostro razzista e fascista toglierà fuori la testa, troverà uno di noi pronto a combattere… (LEGGI)

Cinque Stelle: perché volete permettere di spiare il popolo?
Politica Privacy

Cinque Stelle: perché volete permettere di spiare il popolo?

Oggi pongo delle domande al Movimento Cinque Stelle.
Nei loro “venti punti”, al di là del fatto che non vi è un solo punto che riguardi gli interessi nazionali della Sardegna (trasporti, insularità, fisco, servizi e denatalità ecc.) ve ne sono due che riguardano i temi della “giustizia giusta” che pongono problemi molto seri per la libertà dei cittadini (….)
Racconto un episodio occorso in un processo. Nelle carte depositate, un funzionario di PG, dando conto di un’intercettazione, identifica tutti i partecipanti, poi dichiara che interviene nella discussione un Assessore di un comune isolano e poi scrive che non è stato possibile identificarlo. Credibile? No. Evidentemente (LEGGI)

Morti e silenzi di Stato e di stampa
Giustizia Politica

Morti e silenzi di Stato e di stampa

La Moby Prince sta ai Sardi come la morte del nostro collega Regeni sta alla sola famiglia Regeni che sta sperimentando, in solitudine, come un delitto di Stato venga derubricato a mistero di Stato per eccesso di evidenza: è chiarissimo chi ha ucciso Regeni, ma non lo si vuole dire. Ormai è chiarissimo perché sono morti i nostri concittadini e perché una nebbia di Stato abbia impedito di vedere l’evidenza per 27 anni.
Oggi non si possono commentare altre notizie, non ci si può occupare di schermaglie politiche, bisogna stare fermi e dire a gran voce che la Sardegna non dimentica 140 morti di Stato. (…) A fronte di tutto questo, che dovrebbe portare le istituzioni sarde ad alzare un vero conflitto istituzionale con lo Stato italiano, perché ciò che in Italia è chiamata Giustizia (e non lo è) è una questione di Stato, la Sardegna politica non si è fermata, non si è indignata, non ha fatto… (LEGGI)

Sardegna: morire sempre sulle frontiere sbagliate
Elezioni Politica

Sardegna: morire sempre sulle frontiere sbagliate

Osservo con l’amaro in bocca e una gran rabbia i Sardi dividersi sugli slogan della campagna elettorale per le politiche. Quante parole dure e durissime si rivolgeranno i sardi in questa campagna elettorale per morire su frontiere lontane? La Sardegna non c’è in questa campagna elettorale per il Parlamento italiano, ma i sardi muoiono sulla frontiera delle dichiarazioni di leader non solo non sardi, ma assolutamente lontani dalla Sardegna. Invito i partiti che partecipano alle elezioni – noi ne siamo esclusi per prepotenza della legge – a servirsi delle nostre idee e della forza dei nostri dirigenti per difendere la Sardegna. Noi siamo pacificamente impegnati su questa frontiere, siamo impegnati a salvare la Sardegna da questa deriva. (…)
Ho letto con molta attenzione il programma del Movimento 5 Stelle, i celebri venti punti.
Sono rimasto di sale. (CONTINUA)

Cerchiamo collaboratori (e li paghiamo)
Politica

Cerchiamo collaboratori (e li paghiamo)

Cerchiamo persone che raccontino la realtà, quella sarda (ci interessa chi voglia e sappia raccontare i paesi, le città, la storia, i luoghi), quella italiana e quella europea (ci interessano molto le collaborazioni dei giovani sardi all’estero), con testi, video e fotografie. Non cerchiamo chi voglia semplicemente pubblicare propri pensieri; cerchiamo chi racconti la realtà che altri non raccontano e che lo facciano da un punto di vista libertario, democratico, europeo e attraverso il prisma dell’autogoverno e dell’unità dei sardi.
Proponiamo un periodo di 60 giorni nel quale si prova a amalgamare linguaggi e metodi e poi, qualora ci si trovi, un contratto di collaborazione che preveda un compenso di 20 euro a pezzo con tetti mensili (non più di un certo numero di pezzi, legato evidentmente al bilancio preventivo).

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