Prevedibilmente, stamattina c’erano lunghe file nei market (nella foto, la fila alla Conad di via Gramsci che arrivava in via De Gasperi, alle 10:00): io sono tornato indietro, ho rinunciato. Mi domando, allora: se lo scopo è evitare gli assembramenti in luoghi pubblici, quanto è razionale ridurre i tempi di apertura dei negozi piccoli e grandi che vendono alimentari? O si tratta soltanto di un’autocertificazione di esistenza in vita del sindaco Nanni Campus? Come a dire: «Guardate che io ci sono e sto facendo qualcosa» […]

Cinque giorni fa, il 14 marzo, le persone risultate positive al test erano 47. Il 17 marzo erano 121. Ieri erano 206: si sta viaggiando a incrementi quasi del 50% al giorno. Ieri, 19 marzo, i positivi al test sono cresciuti rispetto al giorno precedente, 18 marzo (134 positivi), del 53% (72 persone), la gran parte degli incrementi a Sassari. Di questo passo a fine mese si arriverebbe a oltre 20.000 contagiati. Sarebbe facile richiamare le dichiarazioni spavalde della Giunta (…)

Pare evidente che in Italia non è per niente chiara la differenza attuale e futura tra l’essere virologi e l’essere Presidenti del Consiglio, Ministri, Presidenti di Regione, Assessori. Conte non può limitarsi a dire che serve una breve o lunga quarantena. Deve dire che cosa ha in testa per il dopo, non solo per il durante (…)

In ultimo, la massa di norme e dei provvedimenti attuativi che seguiranno nei prossimi giorni, settimane e mesi, richiedono interpretazioni operative omogenee e capacità organizzative elevate, in assenza delle quali si produrrà una paralisi amministrativa assai pericolosa per la tenuta del sistema sanitario, sociale ed economico isolano. Tanto più in considerazione della fiacchezza della struttura organizzativa della Regione, indebolita da una immotivata e strumentale ridefinizione burocratica post-elettorale delle responsabilità e delle funzioni.

Contro la peste burocratica

Per agire bene e in fretta, bisogna abituarsi alla logica e alla semplicità. In Italia è difficilissimo (…)
L’articolo pubblicato ieri, 15 marzo, su L’Unione Sarda.

Riceviamo e pubblichiamo una testimonianza di quanto accaduto ieri al porto di Genova. Non si vuole innescare alcuna polemica, ma si torna a ripetere che il momento richiede più pensiero che propaganda. Ci sono altri sardi chiusi fuori dalla Sardegna? Chi si occuperà di loro?

Giunta: non fate i fessi

Cosa dovrebbe fare la Giunta? Il contrario di quello che ha fatto in questo anno di lavoro, nel quale ha fatto morire la Programmazione unitaria della Giunta Pigliaru. (…) La si finisca con la caccia e la marginalizzazione dei dirigenti regionali sottoutilizzati per sospetto politico e sopravvanzati da figure dalla competenza incerta (non parliamo degli apicali che in queste ore hanno coperto l’incompetenza con l’aggressività inutile). Va creata un’apposita unità di progetto. Vanno ridimensionati i commissari politici ad mentulam. Forza.

Come saremo dopo?

La tragedia che si sta abbattendo sul Nord Italia e che speriamo non si verifichi nelle stesse forme e proporzioni in altre parti dello Stato (continuo a vedere ad esito incerto la situazione di Nuoro, per il resto le misure finalmente prese in Sardegna cominciano ad essere congrue, a parte una comunicazione ancora affetta da propagandismo) non ci lascerà uguali a come eravamo prima (…)

Se si va sul sito della Regione Sardegna e si va sulla pagina informativa dedicata, si trova un link (cui si devono comunicare i propri dati) che non porta da nessuna parte. Bisogna correggere il dato in fretta. Ugualmente ieri diversi hanno segnalato che non funzionano le informazioni date con l’avviso distribuito in aeroporto a chi arriva in Sardegna: questo. Anche in questo caso il link non porta da nessuna parte. C’è un errore? Forse sì (e anche il QR code sembra non funzionare) […]