Olbia, Cagliari, Carbonia: retroscena di candidature.
Non ci stiamo candidando per il prestigio locale, ma per una lotta nazionale
di Paolo Maninchedda
La formazione delle liste è sempre un backstage interessante della politica, che raramente viene raccontato.
In questi giorni tutti i partiti sono impegnati a cercare candidati. Non è semplice, giacché l’impegno politico non è più sentito come un tempo. Tuttavia, noi nel nostro piccolo, stiamo ricevendo diverse persone che si presentano per conoscerci e per farsi conoscere. Come lo fanno con noi, lo fanno anche con altri. E qui viene fuori un bel siparietto.
Nella competizione sui candidati più forti, altri partiti della coalizione dicono di noi: «Guarda che quelli sono indipendentisti davvero!». Lo scopo di un’esplicitazione così scontata è, in qualche modo, dissuadere chi ancora pensa che l’indipendentismo non sia una normale opzione politica da condurre nella legalità e nella pacificità dei comportamenti.
Noi partecipiamo alle amministrative non tanto per fare un sindaco e un Consiglio Comunale, ma per costruire le basi dello Stato. Non di sindaci parliamo, ma di patria. Le scaramucce tra le personalità apicali candidate ci fanno sorridere. Le liste costruite su piccole leadership locali ci fanno piangere. Noi stiamo costruendo una tappa della nostra patria. Non ci stiamo candidando per prestigio locale, ma per lotta nazionale. Spero sia chiaro.
