Abbiamo un cavallo di Trojan in casa. Se non credete a me, credete a un generale della Guardia di Finanza

Leggo da qualche tempo, e lo suggerisco vivamente a tutti, il sito dell’ex generale della Guardia di Finanza Umberto Rapetto, un grande esperto di sicurezza e telecomunicazioni: https://www.infosec.news/

Ieri ha pubblicato questo articolo che vi invito a leggere con grande attenzione. Vi è scritto che se i deputati e i senatori che hanno legittimato la generalizzazione dell’uso dei trojan, senza neanche precisare che cosa essi siano e che cosa possano realmente fare e che cosa no, avessero saputo di che cosa si stavano occupando -avessero letto il bugiardino, scrive Rapetto, usando un’analogia della divulgazione farmacologica – non avrebbero votato la norma.

Tra le altre cose scrive: «Il trojan può teoricamente consentire di eseguire mille altre operazioni, come dar luogo a spericolate navigazioni online (magari a caccia di materiale pedopornografico) e al caricamento e memorizzazione di file (documenti, immagini, video, contatti, agende…) mai posseduti dal legittimo utente del dispositivo. È, se vogliamo, la versione odierna del poter mettere un pacchetto di sostanze stupefacenti o una pistola con la matricola abrasa sotto al sedile dell’auto del tizio da incastrare».

Ieri sera ho riguardato, per la dodicesima volta, V for Vendetta.