I Segretari Michele Fele della Ust di Nuoro e Katy Contini della Femca Cisl Sardegna Centrale, in continuità con le dichiarazioni dei giorni scorsi, relative alla situazione drammatica della Sardegna Centrale e di tutto il Nuorese, e l’attestato di solidarietà per il Sindaco e la Giunta Comunale di Ottana, ADERISCONO ALL’INIZIATIVA IN PROGRAMMA D OTTANA il 20 APRILE 2018, organizzata dal PDS dal e per il Popolo sardo, consapevoli che sia ormai improcrastinabile un’azione di rivolta, pacifica ma forte, nei confronti di un Governo assente e sordo al grido di disperazione di un intero territorio. (LEGGI)

I paesi della Sardegna e i ceti produttivi stanno finalmente sollevando la testa. Sta finendo l’epoca del privilegio burocratico e economico delle città. Sta finendo la trasformazione dei Sardi in passivi consumatori. Dobbiamo metterci al servizio di questa rinascita morale e politica che sta attraversando la Sardegna, perché in larga misura la abbiamo determinata. I confini della competizione politica italiana, inadatti agli interessi dei sardi, sono superati da questo moto moralmente rivoluzionario. (LEGGI)

Ottana è Sardegna

Non lasceremo mai solo il sindaco di Ottana che ha deciso di dimettersi perché non può più rappresentare da solo il bisogno del suo paese.
Diciamo da almeno un decennio che i sindaci dei paesi amministrano la miseria senza soldi, rappresentano loro malgrado lo Stato italiano che si è voltato da un’altra parte, che impedisce loro (..) Non lasceremo mai solo il sindaco di Ottana. Serve una rivoluzione civile; serve una rivolta istituzionale contro tutti i centralismi che da secoli stanno svuotando i 370 paesi della Sardegna. (…) Il Partito dei Sardi convocherà il suo Direttivo Nazionale a Ottana nei prossimi giorni, chiederà la partecipazione dei sindaci che hanno piacere e voglia di dire “Basta” (…) Mai più un sindaco da solo. Mai più i Sardi divisi.

Oggi si apre una sessione di lavori del Parlamento sardo molto ricca di punti all’ordine del giorno.
Al primo punto la legge sulla pesca, di iniziativa della Giunta regionale. (…) A seguire verrà discussa la mozione sui dipendenti dell’Aras (…). Infine verrà discussa la mozione sui diabetici. Su questo versante sta accadendo una cosa ordinaria del governo della sanità sarda. Prima, quando noi del Partito dei Sardi abbiamo sollevato il problema, l’Assessorato ha risposto dicendo che era tutto a posto, che noi avevamo le traveggole, che addirittura esisteva una Commissione di esperti che non aveva bisogno di lezioni da parte di nessuno. Poi, lo stesso Assessorato ha scoperto che non riuniva la Consulta da due anni, che aveva preso fischi per fiaschi, che doveva rimediare. Adesso ha cominciato a correre prima della discussione in Aula del problema, con l’intento evidente non di dire onestamente che (LEGGI)

La paura delle verità

L’Unione Sarda on line pubblica questa lettera firmata, drammatica e terribile, sulla cattiva sanità sarda.
Leggetela, perché qui abbiamo a che fare con una donna che ha avuto il coraggio di scrivere, altri subiscono e tacciono.
Queste lettere meritano le prime pagine, ma così non è.
(…) Questo studio dimostra che un ultracinquantenne non ha speranze di trovare lavoro nel Nuorese perché nel Nuorese ci sono molte meno imprese che altrove. È o non è una condizione che richiede una specificità di intervento delle politiche attive e passive del lavoro? E invece no. Si ripete come un mantra che va tutto bene, costringendo un Partito come il nostro, che vorrebbe dedicarsi esclusivamente a scrivere l’Agenda Nazionale di una Sardegna nuova, a una battaglia morale per non tacere di fronte al dolore e al disagio.
Noi non taceremo mai. Per noi cimentarsi nel lenire dolori e disagi è esattamente l’esperienza nella quale la politica perde il narcisismo, la mondanità, la superbia; l’esperienza con cui la politica riscopre la più profonda umanità. (LEGGI)

(…) Mentre accadeva tutto questo, i malati di Sla scrivevano che mancano i farmaci. Nei giorni scorsi un genitore è dovuto andare da Nuoro a Bolotana a cercare l’insulina.
Mentre accadeva tutto questo si è scoperto che le 500 domande bloccate di pastori sardi, lo sono state perché ad Argea qualcuno si era dimenticato di completare una casella obbligatoria che ha mandato in anomalia le domande.
Mentre si lusingavano gli elettori col mondo che non c’è, non si è dato alcun peso (ho letto le dichiarazioni dell’Assessore dell’agricoltura del Trentino, ma neanche una parola di esponenti politici sardi) all’acquisto da parte della 3A di Arborea di un’importante azienda lattiero casearia in Trentino. (…) Questa è la nostra strada: competenza, lavoro, disciplina, dedizione e impegno. Non palloncini. (LEGGI)

(…) Noi vogliamo vedere quando si produrrà il primo occupato generato dal Piano straordinario del lavoro.
Rimaniamo convinti di un deficit di cultura e pratica laburista che attraversa l’area progressista sarda da quando ha subito l’egemonia del mondo della finanza. Si ha la sensazione che quest’area talvolta si vergogni delle sue radici socialiste, come pure della cultura solidaristica cattolica, inibite da una britannica visione darwinista dei rapporti sociali che noi, invece, rifiutiamo fermamente. Non è vero che la concorrenza migliora sempre la qualità e che la competizione migliora sempre le performance delle persone. Ma di queste cose importantissime, di queste culture citate e non praticate, non aggiornate e non discusse, in Sardegna non si parla, in ragione del clima politico italiano che non parla più di problemi e soluzioni, ma di persone e di invettive.
Infine anche oggi e per sempre ricordiamo l’Accordo sulle servitù militari, fulgido esempio di subordinazione acritica e di ignoranza della storia che macchiano di amarezza e indignazione questi giorni.
(CONTINUA)

Che cosa si deve fare per conoscere la posizione ufficiale del governo sardo su una data materia?
La risposta è semplice: si dovrebbe andare sul sito ufficiale della Regione e cercare o il comunicato stampa o la delibera di Giunta relativi a quell’argomento.
Ieri Cagliari è stata surriscaldata da migliaia di pastori.

La Sardegna è immobile. Nessuna crisi industriale risolta. La crisi del lavoro è incombente. Il rapporto tra i paesi dell’interno e le città irrisolto. Gli investimenti infrastrutturali in ostaggio di leggi, controlli e conflitti. L’agricoltura fatta male ci fa dipendere in tutto dalle importazioni. Le future elezioni dovranno avere un mandato popolare rivoluzionario negli obiettivi e pacifico e legale nei metodi.

Domani sono invitato in via Ancona a Cagliari, nella sala riunioni della Cisl, a parlare di lavori pubblici e lavoro. Venerdì sarò a Thiesi: sanità, servizi e lavoro. Lunedì 24 a Sassari, a parlare di tasse e lavoro con il giornalista Luigi Pelazza e il nostro Angelo Capula. Poi vorrei potermi fermare.
Non so se si sia consapevoli fino in fondo dell’urgenza di un Piano straordinario del lavoro in Sardegna. (…) Vedo in giro una straordinaria leggerezza: si parla di tutto fuorché dell’essenziale. (…) Se non si sa cogliere l’urgenza delle cose si fa la fine della regina Maria Antonietta e dei suoi croissant e il prologo di questo clima è già in atto (…)

di Paolo Maninchedda
Ricordatevi questa sigla: Inapp, Istituto per l’Analisi delle Politiche Pubbliche.
Questo istituto ha realizzato uno studio sui canali di intermediazione utilizzati dagli universitari per trovare lavoro, mettendo a confronto ciò che accadeva prima del 2005 e ciò che accade oggi.
Prima del 2005 il 43,8% degli ingegneri, dei matematici, dei fisici ecc, trovavano lavoro attraverso concorsi pubblici; oggi solo il 14,6% di loro trova un impiego con un concorso pubblico.
Prima del 2005 il 56,6% dei medici trovava lavoro attraverso concorsi pubblici, oggi solo il 26,6% .
L’Inapp commenta (scoprendo l’acqua calda): il settore pubblico si sta privando delle alte formazioni in ambito scientifico. Già. A ciò si aggiunga che prima del 2005 il 39,1% dei laureati in discipline economiche, giuridiche e sociali (cioè, più o meno, le lauree della Pubblica Amministrazione) trovava lavoro attraverso un pubblico concorso. Oggi questa percentuale è scesa a un misero 12,7%. Già. (CONTINUA)